Al via il primo novembre la Billie Jean King Cup

Billie Jean King Cup

Al via il primo novembre la Billie Jean King Cup

Dopo un anno di assenza causa coronavirus, torna il torneo femminile per nazioni

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Fed Cup 2020 (via Twitter, @FedCup)

Dopo aver ufficializzato il cambio di sede da Budapest a Praga, ora la Billie Jean King Cup (ex Fed Cup) ha anche un programma e il sipario si alzerà lunedì 1 novembre alle 10:30 con le campionesse in carica della Francia impegnate contro il Canada sul campo centrale, mentre sul campo 1 il Belgio, squadra vincitrice nel 2001, affronterà la Bielorussia finalista nel 2017. La Repubblica Ceca padrone di casa, vincitrice della competizione per 11 volte, sarà in campo nella sessione pomeridiana non prima delle 17:30, contro la Germania. Ricordiamo che lunedì e martedì verranno utilizzati due campi, mentre tutti gli altri spareggi si giocheranno sul campo centrale, con la finale prevista sabato 6 novembre a partire dalle 16.

Questa sarà la modalità di gioco: ogni sfida sarà composta da due match di singolare (al meglio dei tre set con tie-break) e da un doppio (due set senza vantaggi e come terzo set un tiebreak a 10 punti). In finale inoltre l’incontro di doppio si giocherà al meglio dei tre set senza vantaggi. Di seguito i quattro gruppi da tre nazioni ciascuno, dove il vincitore di ogni girone accederà alle semifinali.

Group A: France, Russia, Canada 
Group B: Australia, Bielorussia, Belgio 
Group C: USA, Spagna, Slovacchia
Group D: Repubblica Ceca, Germana, Svizzera

 

Ancora una volta però la Women Tennis Associations non si dimostra particolarmente lungimirante nella logistica. Pochi giorni fa infatti è stata annunciata la decisione di disputare le WTA Finals (anche queste assenti lo scorso anno) a Guadalajara, Messico. Ancora non ci sono date per questo torneo ma avverrà certamente a inizio novembre, rendendo inevitabilmente quasi impossibile per le tenniste che fossero interessate (vedi Krejcikova o Sabalenka), disputare entrambi gli eventi.

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Billie Jean King Cup: saltano le Finals di Budapest, l’ITF cerca le date e una nuova sede

La federazione ungherese si tira indietro per l’emergenza sanitaria, preoccupano le varianti del Covid-19. L’ITF proverà a salvare l’evento, che però rischia di saltare per il secondo anno di fila

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Sempre più tormentato il destino delle finali di Billie Jean King Cup, originariamente in programma a Budapest. Nel 2020, l’evoluzione della FED Cup non ha vissuto il suo atto conclusivo nella capitale ungherese a causa dello stop per la pandemia (così come accaduto per la Davis a Madrid). Nell’anno in corso, il calendario prevedeva l’assegnazione del trofeo per nazionali femminili nella stessa sede, originariamente tra il 13 e il 18 aprile. Ma a febbraio è stato comunicato un “rinvio a data da destinarsi” – sempre dovuto a misure di sicurezza sanitaria – a cui non hanno fatto seguito altre comunicazioni ufficiali.

È l’agenzia Reuters però a sollevare concreti dubbi sulla possibilità di riprogrammare l’evento nel 2021, alla luce di una significativa novità: il comitato organizzatore ungherese – viene riportato – lo scorso 22 aprile ha notificato all’ITF la propria rinuncia, motivata dall’elevato rischio sanitario per le varianti del Covid-19.

Sul sito ufficiale della BJK Cup non c’è traccia di aggiornamenti, ma è il presidente dell’ITF David Haggerty a confermare (sempre alla Reuters) lo scenario: “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la federazione ungherese (HTA) e il Governo per trovare date utili a riprogrammare le Finals nel 2021 – le sue parole -, salvo poi rimanere sorpresi della decisione della HTA di non voler più ospitare l’evento a Budapest. Considerata la tempistica, l’ITF non ha avuto altra scelta che rompere l’accordo con l’Ungheria e iniziare a esplorare nuove soluzioni“.

LO SCENARIO – Da quanto trapela, la federazione ungherese starebbe analizzando anche le clausole del contratto sottoscritto nel 2019: l’obiettivo sarebbe recuperare una parte del budget stanziato, almeno quello derivante dai contributi pubblici. Trovare una nuova sede – e l’incastro di una settimana nel calendario WTA – non sarà semplicissimo, per un’organizzazione dalla portata logistica comunque significativa (bisognerà coordinare l’arrivo e ospitare atlete e staff dei 12 Paesi finalisti, dieci europei più Australia e Stati Uniti).

L’ITF, per quello che è in suo potere – ha provato a rassicurare Haggerty – percorrerà tutte le strade possibili affinché l’evento si disputi“. Anche perché, se la nuova calendarizzazione non dovesse riuscire, l’albo d’oro rimarrebbe vuoto per il secondo anno di fila. L’edizione 2020 sarebbe dovuta essere la prima nel nuovo formato, ideato analogia alle Finals di Coppa Davis dell’era Kosmos. Ad aprile, in ogni caso, si sono regolarmente disputati i playoff: l’Italia, con il successo in Romania, ha conquistato l’accesso ai preliminari che mettono in palio un posto alle Finals 2022. Per il 2021, abbondano le incognite.

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Billie Jean King Cup, play-off: travolgenti Canada e Ucraina, Kazakistan corsaro in Argentina

Canada e Ucraina dominano le avversarie della Serbia e il Giappone. Prestazioni convincenti anche per le britanniche e la Lettonia di Ostapenko

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Nella giornata di sabato si sono conclusi i Play off della Billie Jean King Cup, che hanno qualificato otto squadre alle sfide del prossimo febbraio, che decreteranno le nazionali partecipanti alle Finali 2022 della competizione (la data delle Finali 2021, in programma sempre a Budapest, è ancora da definire). Si sono qualificate Polonia, Gran Bretagna, Canada, Lettonia, Ucraina, Kazakistan, Olanda e Italia.

Ottima prestazione della squadra azzurra capitanata da Tathiana Garbin che si è imposta in trasferta sulla Romania con un perentorio 3-1. Elisabetta Cocciaretto e Martina Trevisan hanno vinto i primi due match rispettivamente contro Bara e Buzarnescu, nella giornata di venerdì. Jasmine Paolini ha ceduto a Ruse ma poi “Coccia” ha conquistato il punto decisivo superando Buzarnescu.

LE ALTRE SFIDE – Travolgenti Canada e Ucraina che hanno inflitto alle squadre avversarie un inappellabile 4-0. Nel team canadese – che giocava in trasferta, sul duro di Kraljevo in Serbia – si è messa particolarmente in luce la 19enne Leylah Annie Fernandez che ha sconfitto Olga Danilovic e Nina Stojanovic. Tie vincente anche per Rebecca Marino che ha superato in due set Stojanovic. Rebecca e Carol Zhao hanno vinto anche il match di doppio. Assente Bianca Andreescu.

 

Ottima performance anche per la squadra di Elina Svitolina che ha travolto il Giappone, orfano di Naomi Osaka, con un netto 4-0. Elina ha battuto Muramatsu e Naito mentre Kostyuk ha superato Naito. Nel doppio, le gemelle Kichenok si sono imposte sul duo Akita/Sato.

Risultato largo anche in favore della squadra lettone che, con Ostapenko e Sevastova, ha superato l’India con lo score di 3-1. Stesso punteggio anche per la Gran Bretagna contro il Messico; Katie Boulter e Heather Watson si impongono su Zacarias e Olmos. Zacarias è poi riuscita a guadagnare il punto della bandiera contro Heather ma, alla fine, Katie ha consegnato la vittoria alla squadra superando anche Olmos.

Le uniche tre sfide realmente combattute fino all’ultimo sono state Olanda-Cina, Kazakistan-Argentina e Polonia-Brasile, tutte concluse con il punteggio di 3-2 e decise dal doppio.

Senza Iga Swiatek, la Polonia (che ha schierato Frech e Urszula Radwanska come singolariste) è riuscita a chiudere la sfida solo in doppio, grazie a Frech e Kawa che si sono imposte in rimonta su Alves e Stefani. A Cordoba si è disputata la sfida forse più spettacolare: Putintseva e Rybakina hanno battuto Podoroska ma perso entrambe la sfida con Maria Lourdes Carle, ventunenne che non ha mai giocato a livello WTA e non aveva mai affrontato top 100 prima di questa sfida. Il miracolo di Carle è però rimasto un mezzo miracolo, poiché Danilina e Shvedova hanno vinto 6-0 7-5 il doppio decisivo (con Putintseva messa fuori causa dai crampi e uscita in barella dall’ultimo singolare). La sfida casalinga dell’Olanda – sulla terra di ‘s-Hertogenbosch – si è complicata dopo che Bertens, che aveva vinto facilmente il primo singolare con Xinyu Wang, ha preferito non scendere più in campo per le precarie condizioni fisiche. Xiyu Wang (134 WTA) ha trascinato la partita al doppio con due vittorie, ma lì hanno prevalso Rus e Schuurs in due set.

TUTTI I RISULTATI

Polonia-Brasile 3-2
Gran Bretagna-Messico 3-1
Serbia-Canada 0-4
Lettonia-India 3-1
Ucraina-Giappone 4-0
Romania-Italia 1-3
Argentina-Kazakistan 2-3
Olanda-Cina 3-2

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Billie Jean King Cup, Romania-Italia 1-3: Cocciaretto riporta l’Italia tra le grandi

La n.2 azzurra batte Buzarnescu e conquista il terzo punto dopo la sconfitta della Paolini contro Ruse

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Play-Off

ROMANIA-ITALIA 1-3

 

La giovane nazionale femminile del tennis italiano torna tra le grandi. L’opera di ricostruzione avviata un paio di anni fa da Tathiana Garbin inizia a dare i suoi frutti. Le nostre ragazze vincono in Romania la sfida valevole per i Play-off della Billie Jean King Cup (ex Fed Cup) e l’anno prossimo potranno partecipare alle sfide le cui vincenti si qualificheranno per le Finals 2022. Certo, il successo in Romania è stato favorito dall’assenza delle giocatrici meglio classificate tra le padrone di casa, Halep in testa. Ma c’è da dire che Trevisan, Paolini e Cocciaretto hanno dato l’anima dal primo all’ultimo 15 e alla fine hanno raccolto il giusto premio ai loro sforzi. Speriamo davvero che questo possa essere l’inizio di un nuovo ciclo, sulla scorta di ciò che sta avvenendo in campo maschile.

Di seguito il riepilogo della giornata, a cui l’Italia era arrivata con il confortante vantaggio di 2-0 (maturato venerdì) e che ha rischiato di complicarsi dopo la sconfitta di Paolini. Ci ha poi pensato Cocciaretto.

E.G. Ruse b. J. Paolini 1-6 6-3 6-4

La capitana giocatrice rumena Monica Niculescu cambia le carte in tavola e nel primo singolare della seconda giornata schiera Eleonora Gabriella Ruse al posto di Irina Maria Bara. Tathiana Garbin non è da meno e manda in campo Jasmine Paolini al posto di Martina Trevisan. Due i precedenti tra le contendenti, una vittoria a testa.

Inizia al servizio Paolini che mostra il piglio giusto e tiene a 15 la battuta. Ruse sembra un po’ contratta, il secondo game è già una maratona. Si giocano 18 punti, Paolini manca due palle del 2-0 poi la rumena tiene la battuta. Si scambia molto da fondo campo, Paolini sembra più continua, la rumena appena è chiamata a muoversi un po’ di più sbaglia. Oltretutto Ruse sulle prime della nostra tennista trova quasi a sempre a fatica la risposta. Nel quarto gioco arriva il break per Paolini che nel game successivo tiene la battuta annullando ben quattro palle break del 3-2. Scambi sempre molto lunghi e combattuti ma alla fine ne esce sempre vincitrice la nostra tennista che prosegue spedita e dopo 46 minuti porta a casa un 6-1 molto prezioso che avvicina l’Italia alla meta.

Pausa fisiologica per Ruse che prova a scuotersi, dalla panchina Niculescu prova a infonderle fiducia. La tennista di casa sembra iniziare il secondo set con piglio diverso. Sull’orlo del baratro Ruse prova a risalire la china, cercando di essere più aggressiva e servendo meglio. Paolini perde terreno sui colpi ora profondi dell’avversaria e il match lentamente gira. Un gratuito di rovescio della tennista italiana concede il break del 3-1 alla rumena che ringrazia e sale in cattedra. Il risultato sembra seguire a parti inverse l’andamento del primo set, ma sul 5-1 Ruse la rumena si incarta e Paolini prova a risalire la china. La rimonta si ferma sul 3-5, Ruse chiude con autorità il parziale nel nono gioco e porta la sfida al terzo.

Pausa fisiologica per entrambe ma alla ripresa la musica non cambia. Ruse sembra aver superato tutte le paure iniziali, Paolini non riesce più a trovare profondità nei suoi colpi e rema a metri di distanza dalla linea di fondo per fronteggiare i colpi della sua avversaria. Break in apertura della rumena che si ripete nel quinto gioco per il 4-1 “pesante”. Ormai è la rumena che fa la partita, Paolini prova a non mollare ma sembra in balia della Ruse. L’azzurra non ne approfitta nemmeno quando la rumena si incarta cedendo uno dei due break di vantaggio perdendo a zero la battuta nel sesto gioco, perché nel game successivo Ruse allunga di nuovo sul 5-2 e va a servire per il match. Paolini lotta fino all’ultimo, annulla un match point nell’ottavo gioco, strappa il servizio all’avversaria e poi tiene la battuta. Sul 5-4 Ruse serve di nuovo per il match ma stavolta non trema, tiene la battuta a 30 e consente alla Romania di sperare nella rimonta.

E. Cocciaretto b. M. Buzarnescu 7-5 7-6(5)

Rispetto al primo singolare di giornata stavolta le due capitane non cambiano le giocatrici, quindi scendono in campo Mihaela Buzarnescu e Elisabetta Cocciaretto. La rumena è stata n. 20 del ranking prima che si infortunasse a Montreal nel 2018 alla caviglia, infortunio dal quale non si è mai ripresa definitivamente. Oggi occupa la posizione 137 ma delle rumene in campo è quella che ha più esperienza. Elisabetta Cocciaretto invece, dopo la semifinale agli Australian Open juniores nel 2018, si è gradualmente affacciata al circuito maggiore. Occupa la posizione 111 del ranking, sua miglior classifica. Quest’anno ha centrato la semifinale a Guadalajara, sconfitta dalla canadese Bouchard.

Parte al servizio l’azzurra che tiene la battuta a zero, poi è il turno della rumena e arriva un game maratona. Si giocano la bellezza di 26 punti e al 7° tentativo arriva il break della tennista italiana. Il match è tecnicamente valido, le due tenniste se le danno di santa ragione da fondo campo. Cocciaretto non arretra di un millimetro, pronta a ribattere colpo su colpo alla più esperta avversaria. L’azzurra allunga 3-0 ma Buzarnescu si rifà sotto con il controbreak al quinto gioco. Arrivano ben cinque break consecutivi, sul 4-2 Cocciaretto si sono disputati sei giochi in 54 minuti. Il dato dà un’idea di quanto sia combattuto ogni game.  Buzarnescu corona il suo recupero nel decimo gioco sul 5-5. Il set sembra poter cambiare padrona  ma  Cocciaretto risponde alla grande, recupera dallo 0-30 sul suo servizio e poi strappa a 15 il gioco successivo convertendo il primo set point. 7-5 Italia dopo 80 minuti di autentica battaglia a velocità sostenuta. Cocciaretto chiude il parziale con 7 punti in più, 57 a 50. L’azzurra ha mostrato una determinazione ed una grinta di primissimo livello tenendo anche conto della posta in palio.

Si riprende dopo la pausa fisiologica della padrona di casa e stavolta si seguono i servizi senza particolari sussulti sino al 2-2. Buzarnescu chiama un medical time out per un problema alla coscia sinistra e come spesso accade alla ripresa è il giocatore che ha usufruito dell’intervento medico che trae i maggiori benefici dalla pausa. La rumena infatti breakka Cocciaretto e sale 3-2. Ma l’azzurra è un muro di gomma, non si arrende mai e ribatte colpo su colpo. Prima arriva l’immediato controbreak, poi annulla una palla break e rimette il naso avanti sul 4-3. L’azzurra potrebbe dare la mazzata finale alla sua avversaria nel gioco successivo quando si trova 0-40 sul servizio di Buzarnescu, ma la rumena si salva con gran coraggio, annulla anche una quarta palla break e tiene la battuta. Le due contendenti danno il massimo nella fase cruciale dell’incontro, si approda al tie break senza particolari sussulti. Subito minibreak Romania, ma Cocciaretto lo recupera subito e allunga sino al 4-1. Buzarnescu riaggancia l’avversaria sul 5-5 ma poi commette un gratuito di rovescio e manda la tennista italiana a servire per trasformare il match point. Altro scambio duro e ancora una volta lo vince l’azzurra, l’Italia del tennis femminile torna tra le grandi. Il prossimo febbraio disputerà il turno preliminare che decreterà le otto nazionali ammesse che si aggiungeranno alle semifinaliste dell’edizione 2021 per disputare le Finali di Budapest, in programma di aprile.

Raggiante Elisabetta Cocciaretto a fine match: “Ero un po’ tesa dall’inizio e lo sono stata anche durante il match. Lei se ne è resa conto e ha cercato di approfittarne. Ho dato tutto quello che avevo come le mie compagne, siamo contentissime, ci meritiamo questa vittoria e l’anno prossimo faremo di tutto per arrivare alle Finals. Siamo un gruppo bellissimo e molto affiatato.

Non meno contenta la capitana Tathiana Garbin: “Elisabetta è giovanissima ma è stata molto brava nel mettere in pratica quello che avevamo preparato. Sono orgoglioso di questo gruppo, di queste ragazze che non mollano mai, che danno l’anima in campo. Jasmine forse poteva stare più avanti nel secondo e terzo set, invece ha perso campo. Comunque è stata bravissima anche lei”.

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