Murray: "Più facile giocare a tennis che gestire quattro figli"

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Murray: “Più facile giocare a tennis che gestire quattro figli”

In un’intervista rilasciata a Tennis.com lo scozzese parla del suo amore per San Diego e di quanto importante sia stata la sua famiglia nel ritorno in campo

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Andy Murray - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

I tennisti si sa, sono girovaghi per definizione e per attitudine, con il borsone in mano (alle volte quello di un lungo viaggio), pronti a sfidarsi in un infinito tour in giro per il mondo: non potrebbe essere diversamente. In tutto questo girovagare è ovviamente normale, potremmo dire quasi umano (perché sì i tennisti lo sono), che ci siano dei luoghi che trasmettono particolari emozioni o rievochino ricordi importanti, vuoi per il contesto, vuoi per l’oggettivo valore del ricordo stesso legato a qualcosa che resta dentro.

Questa è la sensazione che prova Andy Murray, per sua stessa ammissione in un’intervista rilasciata a Tennis.com, ogni volta che torna a giocare a San Diego, dove quest’anno ha ottenuto una wild card. Il motivo è lui stesso a spiegarlo: “In questa città ho dei ricordi stupendi legati al successo ottenuto con la Gran Bretagna in Coppa Davis. Da questa stupenda città è infatti partita la rincorsa alla vittoria del 2015; ricordo benissimo quelle partite. Le giocammo all’interno dello stadio di baseball (il PETCO Park casa dei San Diego Padres) in un campo in terra improvvisato. Quando qualcuno mi chiede in quale posto torno con piacere, San Diego è sempre tra i miei preferiti insieme a Vancouver”.

Certo, viaggiare. Ma per un giocatore che arriva da Metz, scegliere San Diego come tappa del proprio tour, non è proprio la scelta migliore e più semplice. Viene spontaneo chiedersi perché: “Ho scelto di giocare qui per diverse ragioni. La prima di queste è che vorrei adattarmi subito alle condizioni climatiche e al cemento outdoor. Certo, arrivare qui dall’Europa e scendere subito in campo con il jet leg addosso non è la cosa più semplice del mondo ma sono sicuro che c’è un’ottima atmosfera qui che mi aiuterà a dare il meglio. Al primo turno giocherò con Kei Nishikori (in realtà il giapponese si è ritirato per problemi alla schiena e Murray ha dovuto battere in due set il lucky looser Denis Kudla n.d.c.) ; ho giocato con lui alcuni match memorabili e per me questo è un buon test per capire il mio stato di forma”.

 

Molto belle le parole che, in conclusione, lo scozzese ha riservato alla sua famiglia e al ruolo che la stessa ricopre e ha ricoperto nel suo ritorno al tennis giocato dopo le innumerevoli agonie fisiche: “La mia famiglia è stata decisiva nell’aiutarmi a tornare in campo, soprattutto mia moglie. Non credo che per me sia un obbligo giocare a tennis, ma mi piacerebbe che i miei figli riuscissero a venire a vedermi giocare e che magari cominciassero ad amare a pieno questo sport. Ovviamente gestire quattro figli è molto impegnativo e di questo ringrazio mia moglie che occupandosi a pieno delle loro esigenze, delle loro necessità e della loro crescita mi ha permesso di concentrarmi maggiormente sul tennis, campo nel quale credo di avere maggior padronanza. Tenere tutti sotto controllo non è semplice e tra il tennis e la gestione dei figli, beh direi che gestire quattro figli sia nettamente più complicato (come dargli torto?! n.d.c.); ah se non bastasse abbiamo anche due cani!”.

Non vorremmo avere la presunzione di aver capito il perché della sua ostinata voglia di tornare a giocare, ma forse adesso un’idea ce la siamo fatta…

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Australian Open 2022, Cilic: “Berrettini può arrivare fino alla finale di un torneo del Grande Slam o vincerlo. Su Sinner: “Penso che il suo gioco sia ancora in fase di sviluppo”

Intervistato dal direttore Scanagatta e dagli altri giornalisti presenti in sala stampa, Marin Cilic ha detto la sua sul prossimo avversario Auger Aliassime e sugli italiani

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Marin Cilic - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo essere ritornato nuovamente agli ottavi di finale di uno Slam, l’ultima volta sempre in Australia due anni fa, grazie alla rullante prestazione con conseguente vittoria ai danni della tds. n.5 del seeding Andrey Rublev, con il punteggio di 5-7 6-7(3) 6-3 3-6, Marin Cilic che nel prossimo match affronterà Auger Aliassime (3 a 0 i precedenti per il tennista di Medjugorje); si è presentato davanti ai giornalisti per svolgere il Q&A:

D: Nel prossimo match affronterai Felix Auger Aliassime. Siete entrambi grandi giocatori. Quali sono le tue impressioni riguardo alla prossima partita e cosa ti aspetti da essa?

R: “ Mi aspetto assolutamente un altro match complicato. Felix ha iniziato la stagione molto bene. Ha vinto l’ATP Cup e qui oggi l’ho visto giocare incredibilmente bene contro Evans. Ci conosciamo bene. Abbiamo giocato poche volte, e lui è, come hai detto tu, è un grande battitore, ha un grande servizio, un grande dritto. Abbiamo caratteristiche tecniche simili e siamo entrambi in un buon momento. Quindi dipenderà da chi sarà più bravo nei punti critici e da chi avrà qualcosa in più nei punti importanti. Cercherò solo di concentrarmi domani, rilassarmi un po’, mantenendo la testa con un focus positivo anche quando ci saranno delle difficoltà e proseguendo il mio match senza farmi distogliere da esse”.

 

Q. So che c’è ancora molta strada da fare, ma per alcuni aspetti, questo torneo ti ricorda quello di qualche anno fa, quando sei arrivato, anche in quel caso, nella seconda settimana degli Australian Open?

 R: “Beh, sai, come ho appena detto, quando il mio gioco c’è, mi sento davvero sicuro. Quando sento che il mio gioco è effettivamente lì, presente, mi accorgo che riesco a giocare davvero bene. Hai visto, oggi è stata una partita incredibile con Andrey. Ho una grande esperienza a livello Slam qui in Australia. Ho giocato benissimo nel 2018. Nel 2019, invece, sono stato un po’ sfortunato. Mi sentivo ancora più in forma rispetto al 2018, ma poi mi sono infortunato al ginocchio. Non ho potuto esprimermi al meglio delle mie possibilità. La prestazione di oggi è stata eccezionale, ho giocato un tennis di altissima qualità e sono riuscito a superare il mio avversario. Poi sento che sto giocando bene, posso sfidare questi ragazzi. Pero sai, devo prendere partita dopo partita, vedere chi affronterò di turno in turno, approcciarmi in modo tranquillo e rilassato. Inoltre, ripeto, devo rimanere concentrato su quello che devo fare e continuare a giocare come ho fatto in queste tre partite”.

D: Quanta soddisfazione c’è, quando un vecchietto da una lezione ad un ragazzo?

R: La soddisfazione si raggiunge con un percorso diverso. La soddisfazione c’è perché, sai, che hai giocato una partita incredibile. Questo mi dà grande eccitazione. Al momento mi sento davvero in feeling positivo con me stesso. Ovviamente ho lavorato molto, perché venivo da un periodo con tanti alti e bassi. Ho avuto un paio di stagioni difficili. E giocare bene, in questo tipo di tornei, è sicuramente una grande soddisfazione per me.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Grandi prestazioni, non è fantastico che dopo due stagioni tu sia tornato a questo livello. Posso chiederti, visto che sei stato in Italia per molto tempo con Bob Brett, che noi tutti abbiamo amato, anche qualcosa sui due italiani che ora sono negli ultimi 16. Tu li ha affrontati entrambi, Berrettini e Sinner. Se tu dovessi dire quale dei due andrà più lontano, non solo in questo torneo, ma nelle classifiche, magari fra un anno, dammi la tua previsione. Non cercare di essere troppo diplomatico.

R: “Wow, è così difficile, perché entrambi sono giocatori incredibili. Entrambi hanno avuto una stagione incredibile, e soprattutto Jannik, la sua seconda parte dell’anno è stata fantastica. Sai, entrami hanno giocato alle ATP Finals. Matteo che gioca la finale di Wimbledon. È difficile scegliere. E hanno un gioco diverso. Il gioco di Matteo è da giocatore moderno del tennis contemporaneo. Se è in grande forma può arrivare fino alla finale di un torneo del Grande Slam o vincerlo. Penso, invece, che Jannik stia migliorando ancora. Penso che il suo gioco sia ancora in fase di sviluppo e che abbia ancora ampi margini di miglioramento. Matteo, ormai, penso che abbia raggiunto un livello impressionante, il suo gioco è davvero solido e riesce a mantenere quello standard per tutta la stagione. Sento che Jannik migliorerà ulteriormente. Chi sarà migliore? Chiedi loro. Non ne ho idea”.

Articolo a cura di Cipriano Colonna

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[VIDEO] L’opinione di Ubaldo Scanagatta: “Difficilmente Piatti sceglierà McEnroe per allenare Sinner”

Chi sarà il nuovo super-coach di Sinner? Scoprite i candidati in questo video di Ubaldo Scanagatta

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Jannik Sinner - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

Il direttore Scanagatta ha fatto il punto della situazione all’Australian Open per il canale Instagram del sito (vi consigliamo di iniziare a seguirci, la pillola di Ubaldo viene pubblicata ogni giorno nel pomeriggio!). Da quando Sinner ha fatto intendere che il suo team potrebbe arricchirsi di un nome importante, il toto-coach impazza in tutti gli ambienti tennistici italiani. John McEnroe ha proposto subito il suo nome, ma chi sono i veri papabili?

 
 
 
 
 
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Australian Open, Auger-Aliassime: “Il servizio e il gioco di Berrettini ti mettono pressione nei tie-break”

Anche il canadese è negli ottavi, battuto Evans: “Non ho pensato alla sconfitta con lui di un anno fa, ora sono migliore”

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Felix Auger-Aliassime - Australian Open 2022 (foto Facebook Australian Open)

Come un anno fa, quando perse in cinque set da Aslan Karatsev, Auger-Aliassime è negli ottavi di finale dell’Australian Open dove sfiderà Marin Cilic. Il giovane canadese ha vendicato la sconfitta di un anno fa nella finale all’ATP Melbourne 2 contro il britannico Dan Evans, vincendo con un netto 6-4 6-1 6-1. I commenti post-partita tra i giornalisti e Aliassime sono andati proprio in questa direzione: “Oggi ho colpito meglio la palla rispetto alle prime due partite. Un anno fa mi ha battuto nettamente, dunque oggi ero molto concentrato e lo sono rimasto dopo aver avuto il vantaggio nel primo set, ho continuato a servire bene senza guardarmi indietro. L’anno scorso ho completamente mancato la partita. Ho il rimpianto di non aver giocato bene quella finale, ma ora sono un giocatore migliore e sapevo che non avrei ripetuto una prestazione simile. Non mi è nemmeno passato per la testa”.

Lo score è stato piuttosto netto: “Non mi aspettavo un punteggio simile” ha proseguito, “ma io ho sentito bene la palla per tutto il match. Mi aspettavo che lui avrebbe potuto iniziare a giocare bene da un momento all’altro, dunque per questo motivo ho mantenuto alta la concentrazione fino alla fine”.

Al termine della conferenza stampa Felix è stato interrogato da Ubaldo Scanagatta su Matteo Berrettini, suo ottimo amico nel circuito ATP. Matteo venerdì ha vinto un match palpitante contro Alcaraz sulla Rod Laver Arena al tie-break del quinto set. Ubaldo ha quindi voluto sapere se Aliassime si spiega come faccia Matteo a rendere così bene nei giochi decisivi: “È una bellissima domanda, mi fa anche sorridere” ha inizialmente risposto mentre rideva, ammettendo di non ricordare che nella semifinale di Wimbledon avesse lasciato un tie-break all’italiano. “Matteo è un grande servitore. Ora ha uno dei servizi migliori del circuito e ogni volta che un giocatore con questo servizio va al tie-break, mette una grande pressione sull’avversario. La partita con Alcaraz è stata molto tirata, potevano vincere entrambi ma alla fine Matteo se l’è meritata. Non mi sorprende il record di Matteo nei tie-break, visto il modo di servire e di giocare”.

 

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