WTA Nur-Sultan: continua la crisi di Mladenovic, Putintseva approda ai quarti

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WTA Nur-Sultan: continua la crisi di Mladenovic, Putintseva approda ai quarti

La tennista kazaka rispetta il pronostico e raggiunge i quarti di finale nel torneo di casa, Mladenovic perde ancora

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Tante partite nella giornata degli ottavi di finale di Nur-Sultan, che ha visto giocare ben otto partite e sedici tenniste. Nel torneo kazako continua la crisi nera di Kiki Mladenovic, che ritocca la sua casella di sconfitte e per ora ha la peggior percentuale di vittorie in una stagione della sua carriera (44%). La carnefice di oggi è Potapova, che dopo aver perso il primo set in maniera nettissima si rimette in carreggiata e trova la vittoria. Nel set decisivo la russa ha dovuto rimontare da sotto un break, ma è riuscita a togliere il servizio per quattro volte consecutive alla tennista francese. Potapova sfiderà la svedese Peterson, che ha lasciato solo quattro game alla padrona di casa Diyas.

E’ andata molto meglio all’altra tennista di casa e numero 1 del seeding Yulia Putintseva, che ha dato vita ad una partita molto combattuta contro la numero 408 del mondo Vera Lapko. La tennista kazaka ha dovuto soffrire nel secondo set, dove si è trovata sotto di un break in avvio ma è stata brava a trovare due break consecutivi e chiudere la pratica. Nei quarti troverà la russa Gasanova, che ha sorpreso in rimonta la giovane croata Ana Konjuh. Passano indenni le teste di serie numero 2 e 7, rispettivamente la belga Alison Van Uytvanck e la russa Varvara Gracheva. Van Uytvanck ha avuto la meglio di Friedsam in tre set molto duri e in cui la belga si è trovata sotto di un break nel set decisivo. Più agevole il passaggio del turno di Gracheva, che ha dovuto soffrire solo nel terzo set contro l’ucraina Lesia Tsurenko.

L’altra testa di serie che ha abbandonato il torneo, e la più bassa in gara oggi, è la numero 8 Clara Burel. La tennista francese segue il percorso della connazionale Mladenovic facendosi rimontare dalla rumena Cristian, con Burel capace di vincere solo tre game negli ultimi due set. A sfidare Cristian ci sarà la serba Aleksandra Krunic, giustiziera nel “derby” balcanico della croata Kaja Juvan che a Portorose era apparsa in buona forma e si era fermata solo nella semifinale persa contro Riske.

 

[1] Putintseva b. [SR] Lapko 6-4 6-4
Gasanova b. [5] Konjuh 2-6 7-6(4) 6-2
[WC] Potapova b. [3] Mladenovic 1-6 6-4 6-3
[6] Peterson b. Diyas 6-2 6-2
Cristian b. [8] Burel 6-7(3) 6-1 6-2
[Q] Krunic b. Juvan 6-4 6-3
[7] Gracheva b. [Q] Tsurenko 6-2 6-4
[2] Van Uytvanck b. Friedsam 6-4 3-6 6-4

Il tabellone aggiornato

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Challenger

Cobolli unico azzurro nei quarti di finale del Challenger di Forlì

Il 19enne romano prevale su Kotov al termine di un match entusiasmante durato oltre tre e mezzo

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Flavio Cobolli - Challenger Bergamo 2021 (foto Antonio Milesi)

Se Tallon Griekspoor in questo 2021 ha battuto il record dei Challenger vinti, Cosimo Napolitano ha polverizzato il record di quelli organizzati perché con questi due di Forlì, che si aggiungono ai sette di Biella e ai due di Napoli/Ercolano, è arrivato a quota undici. Il movimento tennistico italiano ha maturato un grosso debito verso di lui e verso il MEF di Marcello Marchesini che in pratica hanno allestito il palcoscenico per la maggior parte degli eventi di questa stagione che ha vissuto, in gran parte, ancora sotto la spada di Damocle della pandemia.

Tornando al campo erano dieci gli italiani in tabellone in questo Challenger 80, penultimo torneo della stagione. E tra questi dieci uno scatenato Flavio Cobolli che ci ha regalato quella che probabilmente verrà ricordata come la migliore partita dell’anno. Non sapremmo come altro definire il match che lo ha visto prevalere sull’ostico russo Pavel Kotov (n.270 ATP) al termine di un incredibile incontro durato 3 ore e 39 minuti e decisosi con un triplo tie-break 6-7(3) 7-6(6) 7-6(7). L’alternarsi delle emozioni è stato da cardiopalma e ha entusiasmato il pubblico presente, non numeroso ma molto partecipe.

L’azzurro perde il primo set, dopo aver avuto ben quattro palle break sul 4-4. Ma non si demoralizza e mette in mostra quella determinazione che probabilmente sarà la cifra tecnica della sua carriera. Nel secondo tie-break infatti, pur trovandosi sotto 2-5, recupera e chiude al secondo set-point. Anche nel parziale decisivo è costretto ad una gara di rincorsa, ma sul 2-4 strappa il servizio al russo e si guadagna l’ennesimo tie-break che chiude al terzo match-point. Tecnicamente Cobolli ha sempre condotto il gioco ma, come detto, la sua vera bravura è stata quella di rimanere solido e di non innervosirsi davanti alle mille astuzie di un avversario che, a soli 23 anni, conosce già tutti i trucchi del mestiere: la protesta nel momento giusto, il piccolo e apparentemente casuale ritardo quando l’onda sta per travolgerlo. Per Flavio quindi non è solo una vittoria importante che lo proietta al nuovo best ranking al n.202 ATP, ma anche tanta esperienza che mette in magazzino per i match che verranno, a cominciare dall’incontro che lo vedrà opposto all’austriaco Jurij Rodionov (n.141 ATP) con cui non ci sono precedenti.

Veniamo invece alle note dolenti e iniziamo da uno sfortunatissimo Andrea Vavassori che, confermando il suo ottimo periodo di forma, stava facendo gara di testa contro il rumeno Radu Albot (n.125 ATP e terza testa di serie). Dopo aver vinto al tie-break il primo set, nel secondo parziale era avanti 4-3 e servizio. Sul 15-15 veniva data buona una sua volée che probabilmente era fuori. Albot, in mancanza di overrule, iniziava a protestare, inscenando un teatrino indecente che sarebbe durato la bellezza di almeno dieci minuti d’orologio. Con l’involontaria complicità della giudice arbitro che avrebbe dovuto troncare la recita, o chiamando subito il supervisor o infliggendogli un penalty point. Nel frattempo il povero Vavassori si raffredda e perde completamente il ritmo, come dimostrerà nel prosieguo del set. Il torinese, da noi interpellato, ci ha detto: Una pausa così lunga mi ha fatto raffreddare e in pratica mi è costata il secondo set. Dopo ho lottato ma devo riconoscere che il mio avversario è riuscito ad alzare il proprio livello”. Le parole di un vero gentleman che purtroppo se n’è tornato negli spogliatoi sconfitto 6-7(2) 6-4 7-6(2).

 

Matteo Viola arriva al secondo turno, battendo il tedesco Yannick Maden (n.300 ATP, in tabellone col ranking protetto). Poi contro Maxime Cressy non c’è stata praticamente partita e l’americano di origine francese vince 6-4 6-4 con un break a set, senza concedere nemmeno una palla break al mestrino. Fuori al primo turno Luca Nardi che perde in tre set (6-4 5-7 6-4) contro l’ucraino Vitaliy Sachko (n.260 ATP), facendosi rimontare dal 4-1 nel parziale decisivo. Anche Andrea Arnaboldi si fa rimontare nel derby con Cobolli (1-6 6-3 6-4), mentre l’altro veterano Thomas Fabbiano lotta con coraggio contro il russo Alexey Vatutin ma deve cedere con un doppio tie-break.

Eliminati subito anche Francesco Forti che perde 6-3 7-5 dal tedesco Oscar Otte (n.102 ATP e testa di serie n.1, nonché fresco vincitore di Bari, Ortisei e Ismaning) e Raul Brancaccio che cede 7-5 6-2 col turco Altug Celikbilek (n.164 ATP) che si conferma cliente ostico, soprattutto per gli italiani. Breve anche il percorso di Matteo Gigante che spreca la sua wild-card contro il qualificato olandese Jelle Sels (n.362 ATP) e di Federico Gaio che contro Julian Lenz, in gara col ranking protetto, appare svogliato e poco combattivo (6-0 6-3).

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Coppa Davis

Tarpischev: “Non fu colpa di Yeltsin, ma mia, se perdemmo la Coppa Davis”

Intervistato dal direttore Scanagatta, il capitano russo ricorda la sconfitta di Volkov che stava servendo per il match sul 30-15 quando la partita fu sospesa per l’arrivo del premier

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Oramai una leggenda del tennis russo, Shamil Tarpischev, capitano non giocatore della Russia ha rilasciato questa intervista al direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta nel post-gara della semifinale con la Svezia.

Scanagatta: “Capitano tu hai celebrato le 100 sfide in panchina come guida del team di Coppa Davis. Che paragoni puoi fare tra questa nazionale e quella dei Safin, Kafelinikov, ecc?”

Scanagatta: “Veramente è stato il mio 99esimo match come capitano in Davis. Stanotte sarà una sorta di giubileo. Se contiamo anche le sfide come capitano in Fed Cup siamo a quota 150. Ricordo benissimo quando arrivarono Safin, Kafelnikov e Davydenko. Quella era una gran bella squadra, ma credo che anche quella di oggi sia sullo stesso livello.”

 

Scanagatta: “Allora avevi Safin e Kafelnikov, oggi hai Rublev e Medvedev. Cosa suggerivi allora, cosa suggerisci oggi? E come ti seguivano allora e come ti seguono oggi, visto che ognuno ha i propri coach?”

Tarpischev: “Non è cambiato molto a livello di relazioni personali, è cambiato qualcosa a livello di gioco. Oggi è tutto più veloce, più rapido. Il cambio del format ha causato il passaggio dai match al meglio dei 5 set ai match al meglio dei 3. Una volta avevi più tempo per influenzare con i tuoi consigli il march, oggi no”

Scanagatta: “Tu probabilmente ti ricordi della finale di Coppa Davis e del match tra Volkov ed Edberg. Vaolkov stava servendo per il match. Boris Yeltsin arrivò all’improvviso e il match fu sospeso per 10 minuti. Volkov perse il match. Ricordi quel momento? Hai mai avuto l’opportunità dopo di parlare con Yeltsin e dirgli, Guarda, avresti dovuto essere più attento perché con il tuo modo di fare hai rovinato le nostre chance di vittoria finale?

Tarpischev: “Allora lavoravo con Yeltsin al Cremlino. Attendevamo entrambi quel match. La colpa fu mia, perché non gli impediì di entrare in campo, di fargli capire che quella era la cosa sbagliata da fare in quel momento. Ricordo benissimo quel momento e chiaramente la cosa influenzò molto il destino del match”

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Coppa Davis

Coppa Davis, Medvedev: “Sul caso Peng la WTA è stata molto decisa”

Nell’intervista post match il nr.1 russo ammette di non aver giocato bene contro gli svedesi e sostiene che la WTA sul caso Peng sia stata molto decisa.

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Nell’abituale intervista post partita Daniil Medvedev, autore della vittoria che ha consentito alla Russia di qualificarsi per le semifinali di Coppa Davis (prossimo avversario la Germania) ha parlato sia della sua prestazione (sicuramente non da nr.2 del mondo) sia della decisione della WTA sul caso Shuai Peng.

Giornalista: “Voglio sapere cosa ne pensi della decisione della WTA di non disputare tutti i tornei in terra asiatica. Il mio compatriota Andrea (Gaudenzi, n.d.r.) non è stato così strong nei confronti della Cina. Vi sono molti tennisti che non concordano sul prendere posizioni così forti nei confronti della Cina. Qual è la tua opinione in merito?

Medvedev: “Innanzitutto mi preme dire che la prima cosa che io desidero, che tutti noi desideriamo, e sapere che Lei stia bene e al momento noi questa certezza non l’abbiamo. La decisione della Wta è stata sicuramente una decisione molto forte. Io non voglio giudicare nessuno. Io sono sicuro che parlando con Andrea, con l’ATP, con qualsiasi altro tennista, tutti vogliamo innanzitutto vedere Shuai Peng e sapere che stia bene, dentro o fuori la Cina, mi importa poco. Probabilmente Andrea ha un’idea differente su come affrontare questa situazione e io non lo accuserei mai per questo. In definitiva la decisione della WTA è stata molto convinta, molto risoluta e non deve essere stata una scelta facile perché ci sono tanti soldi in ballo

 

Giornalista: “La Russia è approdata in semifinale. Hai giocato 3 match di singolare vinti tutti in due set, non restando mai più di un’ora e mezza in campo. Con quanta fiducia sei sceso in campo oggi?”

Medvedev: ” A dire il vero oggi non ho servito come avrei voluto. 9 doppi falli in un 6-4 6-4 sono davvero tanti. Ogni volta che scendo in campo cerco di dare il mio meglio. E’ vero, ho vinto tutti i set che ho giocato, anche se qualcuno non è stato facile da portare a casa. Quello che cerco di fare è vincere il match, se mi sento abbastanza in fiducia provo a dare il meglio di me. In generale più vai avanti nei tornei, più incontri avversari forti, più devi dare il meglio di te. E ogni volta cerco sempre di migliorarmi e di fare più strada possibile”.

Giornalista: “Hai detto che il tuo servizio oggi non ha funzionato un granché. 9 doppi falli, solo il 58% di prime palle. Qual è stato il problema oggi?”

Medvedev: “Giocare dopo 3 giorni è stato molto difficile, non capita mai una cosa del genere nei tornei durante l’anno. Credo questo sia stato il problema più grande. Certo, in generale, se il servizio funziona mi sento più fiducioso e non ho grossi problemi. Comunque su quest’aspetto lavorerò di più e proverò già da domani a fare meglio di quanto fatto oggi

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