ATP Vienna: Alcaraz con i muscoli, Murray supera Hurkacz e dà una mano a Sinner

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ATP Vienna: Alcaraz con i muscoli, Murray supera Hurkacz e dà una mano a Sinner

All’Erste Bank Open prima giornata di match che non tradiscono le attese con le prime tre partite che vanno avanti fino alle 10 di sera. Con la sconfitta di Hurkacz crescono le chances di vedere Jannik Sinner alle ATP Finals di Torino

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Andy Murray (GBR) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).
[WC] A. Murray b. [5] H. Hurkacz 6-4 6-7 6-3

Terzo match sul centrale di giornata che vede opposti il principale avversario di Jannik Sinner, Hubert Hurkacz a quel Murray che ormai è diventato una wild card fissa in ogni torneo in cui desidera giocare, un po’ ovviamente per il blasone, un po’ per la simpatia che ormai si è attirato lo scozzese per quel suo continuare a provarci. Due ottimi motivi insomma per tifare Murray stasera dalle parti del Bel Paese, nella speranza che il gigante Opelka mercoledì non decida di entrare in modalità cecchino con Sinner.

Ma vediamo alla partita; Murray ormai come da abitudine degli ultimi mesi, non potendo più contare sull’imperforabilità difensiva che lo contraddistingueva parte subito forte giocando un bel tennis aggressivo (certo che se qull’aggressività l’avvesse usato un po’ di più anche prima, magari contro Nole chissà…magari qualche soddisfazione in più se la sarebbe tolta…). A differenza del match precedente tra Evans e Alcaraz la partita fila via sui binari dell’equilibrio con i due giocatori che tengono abbastanza agevolmente i propri turni di servizio; l’unico a soffrire è Hurkacz nel terzo gioco che non trova grande aiuto dalla prima, ma comunque riesce a scamparla. Si arriva così al nono gioco con Murray che riesce a strappare il servizio al polacco, e porta poi a casa in scioltezza il primo set.

Nel secondo set i due continuano a marcarsi stretti, con Hurkacz che sale di tono, i colpi cominciano a filare via più fluidi e Murray va in difficoltà, specie a metà set quando nel sesto game deve annullare ben quattro break point. Lo scozzese però riesce a tenere botta e alternando aggressività laddove possibile a buone giocate difensive, specie con il diritto incrociato carico di effetto, riesce a salvare la pelle e portare la partita al tie break. Nel tie break, che va avanti sul filo dell’equilibrio con lo scambio di un paio di mini break, Andy riesce anche ad arrivare a match point, che viene però annullato con una meravigliosa soluzione lungolinea di rovescio da Hurkacz, che poi si va a prendere a rete i punti successivi per chiudere il match, aiutato anche da un Murray che sul set point avversario non trova la prima. A questo punto tutto lascerebbe pensare che da una parte ci sia un Hurkacz che si sia scrollato di dosso la tensione, e dall’altra parte un Murray che invece risente della mancanza di abitudine a giocare match tirati con top ten, (come dirà anche nell’intervista dopo partita Andy ha giocato quest’anno soltanto un pugno di partite con grandi giocatori); e probabilmente anche il fatto che nel recente passato lo scozzese è spesso arrivato vicino al grande risultato senza centrarlo ha influito.

 

E infatti nel primo gioco del terzo, Hurkacz riesce finalmente a breakkare lo scozzese (a fine match la statistica sarà impietosa, una palla break convertita dal polacco in 10 tentativi). Addirittura il break arriva con un doppio fallo di Murray che lascerebbe pensare ad un crollo dello scozzese che pare subire il colpo del mancato match point. Poi però al polacco manca il killer instinct di affondare il colpo e torna irrigidirsi nei colpi; se la fluidità infatti è il punto forte del tennista polacco che gioca quando sta libero di testa colpi potenti e piatti, perfetti sul veloci, oggi è apparso a volte un po’ contratto e non sempre preciso. Si va avanti così nel terzo set con Murray che riesce ad affondare il colpo chirurgicamente (2/2 la conversione nel set). L’ultimo sussulto di Hurkacz arriva proprio sul finire del match, con le ennesime due palle break non convertite, che lasciano così strada a Murray, che torna meritatamente alla vittoria. Alla fine non è bastato essere ingiocabile a Hurkacz sulla prima di servizio, la capacità di soffrire di Murray ha fatto la differenza.

Carlos Alcaraz (ESP) – Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).
Carlos Alcaraz b Daniel Evans 6-4, 6-3

Partita gradevole e ben giocata per lunghi tratti, con Evans che come al solito gioca un tennis vario e d’attacco. Purtroppo per l’inglese alcuni passaggi a vuoto di troppo lo hanno condannato contro un Alcaraz che ha unito aggressività e solidità. Partita che comunque ha visto Evans partire subito in salita ma in grado di recuperare due volte il servizio perso (alla fine saranno ben 8 break ottenuti, su un totale di 18 game giocati, che sarebbe un dato notevole anche sulla terra battuta, non parliamo poi sul veloce indoor).

Il primo set si decide quindi nel nono e nel decimo gioco con Alcaraz che tiene botta agli arrembaggi dell’inglese, che invece non riesce a mantenere i giri del motore e butta via malamente il set con un paio di errori non forzati. In generale comunque, in un tennis in cui il mantra sembra quello di rispondere sempre e comunque tre metri dietro la linea di fondo, abbiamo visto belle cose; sia Evans che che Alcaraz si sono avventati sulle seconde dell’avversario: lo spagnolo con soluzioni più potenti, l’inglese con più varietà, anche con soluzioni di attacchi slice interessanti. Fatto sta che in generale l’impressione è che Evans fosse sempre più sotto pressione, sia in generale – dovendo cercare sempre soluzioni creative per girare l’inerzia dello scambio – sia in particolar modo sulla seconda di servizio, che veniva regolarmente massacrata dallo spagnolo. Non a caso i due punti che hanno deciso la partita sono stati coerenti con questa narrativa: un secondo fallo di Evans, con il britannico che ha rischiato la seconda per evitare di andare subito sotto nello scambio, e uno smah banale steccato al termine però di uno scambio in cui però il ragazzo di Murcia aveva recuperato l’impossibile.

Due errori che suonano come una condanna a morte per Evans che infatti nel game successivo deve alzare bandiera banca senza opporre resistenza. Il ragazzo poi si fa notare anche per le dichiarazioni in conferenza stampa: la notizia del giorno è la convocazione del ragazzo alle finali di Davis al posto di Nadal. E la reazione di Carlos è che ovviamente è stato molto contento, ma che la sfida non lo preoccupa, anzi è desideroso di mettersi alla prova se dovesse servire; ci sono grandi campioni al suo fianco come Carreno e Bautista ma se dovesse toccare a lui sicuramente non si tirerebbe indietro, a l’espressione del giovane spagnolo era di quelle che lasciano ben sperare. L’attuale detentore del record di precocità in Davis appartiene oggi ad uno spagnolo che a 18 anni e 6 mesi è il più giovane vincitore nella storia della Coppa Davis. Non è difficile immaginare chi possa essere, ma il ragazzo di Murcia avrebbe le carte in regola per spodestarlo, anche se per un paio di mesi.

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Al Challenger di Antalya il vento fa brutti scherzi: due punti hanno dell’incredibile

Le condizioni atmosferiche rendono molto difficile il regolare svolgimento del torneo in Turchia: Nedelko fa ace battendo da sotto, Maroszan fa un vincente… steccando la palla

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La stagione tennistica è finita per quanto riguarda il circuito ATP, ma a livello Challenger si va avanti ancora un paio di settimane. In questi giorni sono in corso quattro eventi, uno dei quali si gioca sulla terra rossa outdoor ad Antalya. Ma le condizioni atmosferiche, come era prevedibile visto il periodo dell’anno, rendono molto complicato lo svolgimento del torneo nonostante la collocazione costiera della città turca. Molti incontri tra ieri e oggi sono stati rinviati per pioggia e a rendere le cose ancora più difficili c’è il forte vento che si sta abbattendo sulla località del Mar Egeo.

Vedere per credere quello che è accaduto in alcuni match delle scorse ore. Nel duello di primo turno tra Cem Ilkel, testa di serie numero uno, e il russo Ivan Nedelko, quest’ultimo grazie al vento ha messo a segno un eccezionale ace con il servizio “underarm”. Il match è stato però sospeso poco dopo, sul punteggio di 2-1. In un altro incontro l’ungherese l’ungherese Fabian Maroszan ha steccato malamente un diritto, ma ancora il vento ha fatto restare incredibilmente la sua palla in campo, rendendola imprendibile per il coreano Duckhee Lee (poi comunque vittorioso 6-4 6-1). Inconvenienti con cui deve convivere chi, per necessità, organizza e gioca tornei nelle ultimissime settimane dell’anno.

 

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L’ATP di Halle dà il benvenuto a Jannik Sinner: “Il futuro del tennis è qui”

Presenza già assicurata anche per Daniil Medvedev, Sascha Zverev e Felix Auger-Aliassime

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La stagione 2021 non è finita nemmeno da quarantotto ore, ma bisogna già iniziare a riempire l’agenda con gli appuntamenti per il prossimo anno. E non ci riferiamo solo all’Australia dove ormai i giochi sono quasi fatti, bensì alla prossima estate europea. Ecco allora che gli organizzatori del Terra Wortmann Open (sì, è cambiato il title sponsor) annunciano che Jannik Sinner prenderà parte all’ATP 500 di Halle al via il 14 giugno 2022.

Per l’azzurro sarà la prima apparizione nel tabellone principale dell’erboso evento tedesco dopo la sconfitta al primo turno di qualificazioni nel 2019 per mano del portoghese Joao Sousa, mentre quest’anno ha scelto di disputare il Queen’s, peraltro con poca fortuna, subito eliminato dall’inglese Jack Draper. Con la stagione verde 2020 completamente cancellata per i ben noti motivi, la giovane carriera del top 10 di Sesto Pusteria registra finora solo tre incontri di main draw sull’erba, nessuno dei quali con risultato positivo, mentre un paio di vittorie erano arrivate nel tabellone cadetto di ‘s-Hertogenbosch due anni or sono.

“Jannik è un giocatore molto avvincente che già alla sua giovane età riesce ad affidarsi al suo enorme potenziale” ha detto il direttore del torneo Ralf Weber. “Inoltre, parla tedesco, quindi è proprio perfetto per il nostro torneo” ha aggiunto felice il figlio dello scomparso Gerhard. Auf geht’s, Jannik, come scrivono a Vienna.

 

Sinner ha commentato così il prossimo ritorno in Vestfalia dopo la fugace apparizione del 2019: “Anche se il mio soggiorno è stato breve, mi sono goduto l’atmosfera fantastica e l’eccellente contesto di Halle. Questa volta spero di vivere più a lungo quell’atmosfera speciale”. Oltre a Jannik, al torneo tedesco quest’anno vinto da Ugo Humbert prenderanno parte Daniil Medvedev, Sascha Zverev, che il settembre scorso ha firmato un contratto triennale, e Felix Auger-Aliassime. Con questi quattro giocatori, “il futuro del tennis è arrivato ad Halle” gongola Weber. Confermati anche Kei Nishikori e Karen Khachanov, mentre la promessa sottesa alla spunta verde che tre mesi fa affiancava il nome di Roger Federer in un tweet del Terra Wortmann Open sarà probabilmente delusa. Mai, però, mettere un limite alla provvidenza, a cominciare dal primo successo erboso di Sinner.

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Sorteggiati i gironi dell’ATP Cup, girone di ferro per l’Italia con Russia, Austria e Australia. C’è Djokovic (o è un bluff?)

Incroci con Medvedev e Thiem per Matteo Berrettini. Il numero uno del mondo avrebbe confermato la sua presenza in Australia, ma potrebbe averlo fatto per garantire la partecipazione della Serbia

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L’ATP Cup 2022, con tanto di montepremi aumentato, sta prendendo sempre più forma soprattutto grazie al sorteggio dei quattro gironi da quattro nazioni che dal primo gennaio si contenderanno il titolo. L’evento per nazioni targato ATP giunto alla sua terza edizione prevede la partecipazione di sedici squadre che sono state così ripartite (il programma sarà reso noto domani, mercoledì 8 dicembre):

Gruppo A

SERBIA
Novak Djokovic
Dusan Lajovic
Filip Krajinovic
Nikola Cacic
Matej Sabanov
NORVEGIA
Casper Ruud
Viktor Durasovic
Lukas Hellum-Lilleengen
Leyton Rivera
Andreja Petrovic
CILE
Cristian Garin
Alejandro Tabilo
Tomas Barrios Vera
SPAGNA
Roberto Bautista Agut
Pablo Carreno Busta
Albert Ramos-Vinolas
Alejandro Davidovich Fokina
Pedro Martinez

 

Gruppo B

RUSSIA
Daniil Medvedev
Andrey Rublev
Aslan Karatsev
Roman Safiullin
Evgeny Donskoy
ITALIA
Matteo Berrettini
Jannik Sinner
Lorenzo Sonego
Simone Bolelli
Fabio Fognini

AUSTRIA
Dominic Thiem
Dennis Novak
Lucas Miedler
Oliver Marach
Philipp Oswald
AUSTRALIA [WC]
Alex de Minaur
James Duckworth
Max Purcell
John Peers
Luke Saville


Gruppo C

GERMANIA
Alexander Zverev
Jan-Lennard Struff
Yannick Hanfmann
Kevin Krawietz
Tim Puetz
CANADA
Felix Auger-Aliassime
Denis Shapovalov
Brayden Schnur
Peter Polansky
Steven Diez
GRAN BRETAGNA
Cameron Norrie
Daniel Evans
Liam Broady
Joe Salisbury
Jamie Murray
USA
Taylor Fritz
John Isner
Brandon Nakashima
Rajeev Ram
Austin Krajicek

Gruppo D

GRECIA
Stefanos Tsitsipas
Michail Pervolarakis
Petros Tsitsipas
Markos Kalovelonis
Aristotelis Thanos
POLONIA
Hubert Hurkacz
Kamil Majchrzak
Kacper Zuk
Jan Zielinski
Szymon Walkow
ARGENTINA
Diego Schwartzman
Federico Delbonis
Federico Coria
Maximo Gonzalez
Andres Molteni
GEORGIA
Nikoloz Basilashvili
Aleksandre Metreveli
Aleksandre Bakshi
Zura Tkemaladze
Saba Purtseladze

La nazionale azzurra nel Gruppo B dunque dovrà vedersela con la nazione più temibile, la Russia (l’unica insieme all’Italia ad avere due tennisti in Top 10 a fine anno), i padroni di casa dell’Australia, e una nazione come l’Austria le cui fortune sono strettamente legate alla presenza di Dominic Thiem (sulla via del ritorno e al lavoro col nuovo fisioterapista); al momento quindi il numero uno azzurro Matteo Berrettini sfiderebbe Thiem, Daniil Medvedev e Alex De Minaur, mentre Jannik Sinner se la vedrebbe con Andrey Rublev, Dennis Novak e James Duckworth.

L’evento si svolgerà a Sydney dall’1 al 9 gennaio e saranno presenti 18 dei primi 20 giocatori della classifica mondiale. La prima testa di serie, la Serbia, con a capo il numero 1 al mondo Novak Djokovic, guiderà il Gruppo A che comprenderà anche Norvegia, Cile e Spagna. Si tratta di un rematch: due anni fa la Serbia ha alzato il trofeo della prima ATP Cup battendo proprio la Spagna in finale. La Germania, guidata dal campione in carica delle Nitto ATP Finals Alexander Zverev, è in testa al Gruppo C insieme a Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti. La quarta testa di serie Grecia, con Stefanos Tsitsipas in testa, sarà nel Gruppo D che comprende anche Polonia, Argentina e Georgia.

Due nazionali che a livello di ranking si sarebbero qualificate saranno assenti: la Svizzera (per il forfait di Federer) e la Francia (per quello di Monfils, il cui status in vista dell’Australian Open non è tuttavia noto). Queste defezioni hanno permesso alla Georgia e agli Stati Uniti di accedere al torneo.

L’evento di nove giorni di quest’anno si giocherà a Sydney alla Ken Rosewall Arena e alla Qudos Bank Arena. Dopo la fase a gironi, le quattro vincitrici dei gironi avanzeranno alle semifinali a eliminazione diretta per contendersi il trofeo. Durante la prima settimana dell’anno nuovo oltre a questo evento ci saranno anche due tornei ATP 250 ad Adelaide e Melbourne. Ogni paese all’ATP Cup 2022 schiererà una squadra composta da un massimo di cinque giocatori, con ogni sfida che comprende due partite di singolare e una partita di doppio. I numeri due si sfidano in apertura, seguiti dai numeri uno e dal doppio.

Notiamo come nella lista dei partecipanti sia presente Novak Djokovic, fatto imprescindibile affinché la sua nazione possa iscriversi all’evento. Questo però non dà l’assoluta certezza che il N.1 ATP sia vaccinato e che quindi volerà a Sydney (e poi a Melbourne), in quanto Nole avrebbe anche potuto dare la sua disponibilità preventivamente proprio per garantire un posto alla Serbia. La qualificazione per l’ATP Cup è infatti legata alla classifica più alta del giocatore di ogni nazione. Come ipotizzato da Ben Rothenberg del New York Times, pertanto, Djokovic potrebbe aver detto di sì solo come ausilio alla propria nazionale:

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