Coppa Davis, Norrie ed Evans inguaiano la Francia: la Gran Bretagna intravede i quarti

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Coppa Davis, Norrie ed Evans inguaiano la Francia: la Gran Bretagna intravede i quarti

Vittorie in due set per i singolaristi britannici a Innsbruck, ma non senza sofferenze: Norrie salva due set point a Rinderknech. La Francia tiene in vita le speranze di qualificazione con il doppio

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Dan Evans alla Davis Cup by Rakuten 2021 (Credit: Pedro Salado/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

GRAN BRETAGNA b. FRANCIA 2-1
D. Evans b. A. Mannarino 7-5 6-4
C. Norrie b. A. Rinderknech 6-2 7-6(8)

N. Mahut/A. Rinderknech b. J. Salisbury/N. Skupski 6-1 6-4

Tra i seggiolini tristemente vuoti dell’Olympiahalle di Innsbruck sono scese in campo due nazionali plurititolate in Coppa Davis, vale a dire la Gran Bretagna e la Francia. Entrambe hanno trionfato 10 volte nella competizione: solo Stati Uniti (32) e Australia (28) hanno fatto meglio. Quest’anno nessuna delle due è tra le candidate alla vittoria finale, ma mentre i match si disputavano si vedeva una certa elettricità tra le due panchine, qualcosa in più di un semplice match di Coppa Davis. È stata la Gran Bretagna a spuntarla, grazie a Cameron Norrie e Dan Evans, usciti vincitori dei loro incontri di singolare in mattinata.

Ora la Gran Bretagna ha un piede nei quarti di finale, poiché partirà nettamente favorita contro la Repubblica Ceca, battuta dalla Francia nella prima giornata: i britannici dovranno vincere per essere sicuri di passare il turno – l’incontro è in programma domattina a partire dalle 10 italiane. La Francia è comunque riuscita a conquistare un punto che potrebbe rivelarsi decisivo in ottica ripescaggio: pur privi di Pierre-Hugues Herbert, i Bleus hanno vinto il doppio molto facilmente, con la coppia Mahut/Rinderknech capace di disfarsi di Salisbury e Skupski in 61 minuti.

 

PRIMO SINGOLARE – Evans ha superato in due set Adrian Mannarino (preferito a Gasquet) nella sfida tra numeri due col punteggio di 7-5 6-4 in quasi due ore di partita. Il giocatore britannico aveva vinto due dei tre confronti diretti contro il mancino francese, ma in tutte le precedenti sfide c’è stato un relativo equilibrio, compresa quella vinta da Evans al Queen’s lo scorso giugno. E per buona parte della partita i due se la sono giocata ad armi pari, avendo caratteristiche di gioco molto simili.

Il primo a cambiare lo spartito è stato Evans, che si è subito reso conto dell’inefficacia del suo rovescio in back contro il dritto piatto di Mannarino. A partire da metà primo set il britannico ha alternato slice e rovescio coperto, una scelta che l’ha aiutato a non perdere terreno nonostante le enormi difficoltà al servizio (solo 39% di prime in campo nel primo parziale). Nei primi tre turni di servizio Dan ha rimontato da 0-30 e ha sfruttato un brutto game di Mannarino sul 3-3 per trovare il break alla sesta occasione. Spinto dalla sua panchina e dal capitano Grosjean, il francese ha riacciuffato il parziale in extremis, ma sul 5-5 Evans ha pescato un gran dritto vincente sulla palla break e ha chiuso poi 7-5 un set durato quasi un’ora.

I due team non si amano, e il britannico l’ha dimostrato urlando goliardicamente “Allez!” sull’errore del suo avversario. Tuttavia non è riuscito a sfruttare il momento positivo a inizio secondo parziale per mettere in ghiaccio la partita: Mannarino ha messo in campo il giusto spirito, ha scelto di essere più aggressivo e sul 3-2 in suo favore ha visto materializzarsi due occasioni di break che avrebbero probabilmente cambiato la storia della partita. Nonostante una prima ancora latitante (46% in totale nel secondo set), Evans si è salvato e sul 4-4 ha provato a dare il tutto per tutto per vincere il suo nono incontro con la maglia della Gran Bretagna. Mannarino l’ha aiutato con un errore di dritto sul 30-30 e una volée non impossibile (ma resa complessa dalla risposta di Evans) stampata sul nastro. Nessun tremore per il britannico al servizio per il match, sicuro nel mettere a segno l’1-0.

SECONDO SINGOLARE – Pochi minuti più tardi il numero 1 di Gran Bretagna Cameron Norrie era chiamato a completare l’opera contro Arthur Rinderknech, autore di un’annata positiva ma chiaramente sfavorito contro il mancino nato in Sud Africa e cresciuto in Nuova Zelanda. Il francese però ha stretto i denti, costringendo il suo avversario in campo per oltre due ore e andando a un passo dalla conquista della seconda frazione. Il 6-2 con cui Norrie si è portato avanti di un set non racconta esattamente la storia della partita: infatti prima di aprire una striscia di 5 giochi di fila, il campione di Indian Wells è stato costretto a salvare una palla break. Sul 2-2 ha poi disinnescato il potente servizio di Rinderknech, piazzando il break alla sesta occasione (così come Evans poco prima).

Il primo ad avere chance nel secondo set è stato sempre Rinderknech (3 sull’1-0). Nonostante Cameron sia un giocatore piuttosto versatile, un avversario come il francese (che accelera improvvisamente e spesso prova ad avventurarsi a rete, con ottimi risultati) non è ideale per lui. Norrie ha avuto sulla racchetta tre occasioni di brekkare sul 3-3, ma dopo otto palle game Rinderknech è riuscito a tirarsi fuori dai guai con il servizio. Con 10 ace messi a segno, il francese è rimasto a galla fino al tie-break, dove ha guadagnato un vantaggio di 4-1. Norrie ha reagito con carattere, tirando anche al corpo del suo avversario nei pressi della rete prima di recuperare il mini-break. Il britannico ha comunque salvato due set point, uno dei quali con un passante di rovescio non semplice. Con un ultimo dritto vincente ha infine potuto tirare un sospiro di sollievo: è appena la sua terza vittoria in Davis, probabilmente la più importante.

DOPPIO – Nonostante l’assenza di un pezzo della premiata ditta Herbert/Mahut, la Francia è comunque riuscita ad aggiudicarsi il doppio: immemore dei set point sprecati in singolare, Arthur Rinderknech non ha minimamente fatto rimpiangere PHH, spingendo la sua nazionale ad un facile 6-1 6-4 ai danni di Joe Salisbury e Neal Skupski. Nemmeno una palla break fronteggiata dai transalpini, che hanno invece sfruttato tutte e tre quelle avute a disposizione.

L’incontro si è immediatamente messo in discesa per Rinderknech/Mahut, che hanno aperto l’incontro con un parziale di dodici punti a quattro, conquistando il break a 15 nel secondo game grazie ad un grande Mahut, che ha trovato un balzo felino a rete e infilato una gran risposta vincente di rovescio monomane; la coppia francese non ha mai sofferto, trovando un secondo break sul servizio di Salisbury per chiudere il set.

Nel secondo i turni di servizio si sono susseguiti piuttosto rapidamente fino al 4-4, quando Skupski ha commesso un doppio fallo per il 30-30: annusata la chance, Mahut ha messo i piedi in campo per un’ariosa risposta di rovescio a uscire, cogliendo impreparato il britannico e ottenendo una palla break. Allora è stato il turno di Rinderknech di splendere: impostato lo scambio con una buona risposta di dritto, l’alumnus di Texas A&M ha trasformato Salisbury in Sepp Maier a Messico ’70 (nonostante il suo fisico sia decisamente diverso da quello dell’Abatino Rivera), spiazzandolo prima con il rovescio in cross e poi con un bel passantino in slice lungolinea. Arthur non ha quindi avuto problemi a chiudere la partita tenendo a zero l’ultimo turno di servizio.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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