Caso Peng Shuai: la WTA sospende tutti i tornei in Cina ed a Hong Kong

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Caso Peng Shuai: la WTA sospende tutti i tornei in Cina ed a Hong Kong

Il CEO della WTA annuncia la decisione in risposta all’atteggiamento censorio del Governo cinese. Cosa faranno l’ATP e le altre organizzazioni del tennis?

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Optics Valley International Tennis Center, Wuhan Open (via Twitter, @wuhanopentennis)

Decisione storica della WTA, che per gli strascichi della vicenda di Shuai Peng ha deciso di sospendere a tempo indeterminato tutti i tornei del circuito femminile in programma tra la Cina e Hong Kong. Una decisione sicuramente forte e di profonda rottura con la Cina, uno dei principali finanziatori della WTA negli scorsi anni e sede nel 2019 delle WTA Finals a Shenzhen, non disputate quest’anno a causa della pandemia ma che ancora sarebbero state in programma nella città cinese fino al 2030.

Poco più di una settimana fa la tennista cinese aveva effettuato una videochiamata con il Presidente del Comitato Olimpico Thomas Bach nella quale avrebbe rassicurato sul suo stato di salute e avrebbe chiesto che la sua privacy fosse rispettata. La WTA, tuttavia, non ha ritenuto questa videochiamata una risposta sufficiente alle sue richieste che includevano la possibilità di parlare direttamente con Peng Shuai fuori dalla Cina oppure in videoconferenza senza altre persone, e una investigazione trasparente delle accuse avanzate dalla giocatrice all’ex vicepremier Zhang Gaoli.

“Ciò è totalmente inaccettabile – ha detto il CEO della WTA Steve Simon – Se persone potenti sono in grado di soffocare la voce delle donne e nascondere sotto il tappeto accuse di violenza sessuale, le basi su cui si fonda la WTA, ovvero l’uguaglianza per le donne, ne sarebbero scosse fin dalle fondamenta. Non posso permettere che ciò accada, Di conseguenza, con il pieno supporto del Consiglio di Amministrazione della WTA, annuncio l’immediata sospensione di tutti i tornei WTA in Cina, inclusa Hong Kong. Non vedo come potremmo chiedere alle nostre atlete di competere in Cina se Peng Shuai non è libera di parlare e se è pure stata costretta a contraddire le sue accuse di violenza sessuale. Vista la situazione, non posso nascondere la mia preoccupazione per il nostro staff e per le nostre atlete se dovessimo tenere tornei in Cina”.

 

Parole durissime, quelle di Simon, che sembrano lasciare poco spazio ad una mediazione, anche perchè è molto difficile pensare ad un cambiamento di rotta da parte della Cina che ha fatto nelle tecniche censorie un pilastro del proprio regime.

Mi dispiace molto che si sia dovuti arrivare a questi. La Cina e Hong Kong sono piene di persone meravigliose con le quali abbiamo lavorato per molti anni. […] Tuttavia, a meno che la Cina non soddisfi le nostre domande, non possiamo mettere le nostre giocatrici e il nostro staff in pericolo disputando tornei in Cina. I leader cinesi non ci hanno lasciato alternativa. Spero ancora che le nostre richieste siano accolte e che le autorità cinesi gestiscano in maniera appropriata la situazione“.

Ora rimane da vedere cosa succederà a seguito di questa presa di posizione che è probabilmente la più importante dalla creazione della WTA. Il circuito femminile perde così 11 tornei, tra cui un Premier 1000 Mandatory (Pechino), un altro Premier 1000 (Wuhan) e soprattutto le Finals di Shenzhen con il loro decennale contratto principesco che aveva portato il montepremi sopra ai 14 milioni di dollari e aveva assicurato un investimento vicino al miliardo di dollari comprendente la costruzione di un’arena dedicata.

Chi si trova in una posizione sicuramente delicata è l‘ATP, che dovrà prendere una decisione a proposito dei suoi tornei in Cina. L’associazione che governa il tour maschile non aveva una presenza massiccia in Cina come la WTA, ma nel suo calendario erano tuttavia presenti diversi tornei ‘250’ a Shenzhen e Chengdu, un ‘500’ a Pechino e il Masters 1000 di Shanghai che costituiva la colonna portante dell’Asian swing. Anche l’ITF e i tornei del Grande Slam dovranno decidere “da che parte stare”, in particolare l’Australian Open si trova in una posizione piuttosto scomoda, considerando che mancano poco più di sei settimane all’edizione 2022 e uno degli sponsor principali è Luzhou Laojiao, produttore di alcolici cinese che dà anche il nome a uno dei campi laterali con uno dei suoi marchi (1573).

Il Comitato Olimpico Internazionale è poi in una situazione ancora più scomoda, perchè con le Olimpiadi Invernali di Pechino sulla rampa di lancio (l’inaugurazione è prevista per il prossimo 4 febbraio) e il coinvolgimento in prima persona del presidente con la videoconferenza che avrebbe dovuto sopire la questione sembra che siano schierati più dalla parte del Governo cinese che da quella della WTA. E la situazione probabilmente non migliorerà nemmeno dopo le Olimpiadi, dato che l’esposizione del CIO a sponsor cinesi, in primis il gigante dell’e-commerce Alibaba, è consistente.

L’impressione è che siamo soltanto all’inizio e le prossime settimane saranno decisive per stabilire il rapporto tra tennis (e sport in generale) e Cina per gli anni a venire.

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Australian Open

Australian Open, Barty: “La finale sarà un’esperienza nuova per me. Me la godrò con il sorriso”

Alla terza finale Slam, la N.1 sa che quella di Melbourne vale di più, ma “la preparazione sarà la stessa. So che con il mio gioco do fastidio alle mie avversarie”

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Ashleigh Barty - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Negli anni 2000 un dominio Slam dal primo turno alla finale simile a quello esercitato da Ash Barty in questo Australian Open si era visto solo con Serena e Venus Williams. Solo loro due (in tre occasioni) hanno perso meno game di quanti ne ha persi Barty nel suo percorso fino alla finale: 20 a Wimbledon 2009 per Venus, 16 e 19 rispettivamente allo US Open 2013 e 2012 per Serena. Ashleigh ne ha lasciati per strada 21 per diventare la prima australiana a giocare la finale femminile all’Open d’Australia dal 1980, battendo 6-1 6-3 Madison Keys nel penultimo atto.

In una lunga conferenza stampa, la numero 1 del tennis WTA è apparsa piuttosto rilassata in vista di quello che viene visto dai media australiani come il match più importante della sua vita (anche se ha già vinto due Slam): Accolgo questa pressione particolare. Lo devi fare ed è divertente. È fantastico giocare nella fase finale del tuo Slam di casa. Vincere più di uno Slam è stato incredibile, ma quella di sabato sarà un’esperienza nuova per me. Andrò in campo cercando di accoglierla con il sorriso, fare il meglio e ciò che succede, succede. È stata una grande estate per me, proverò a godermi il finale”.

Come affronterà Barty queste 48 ore, in cui il tempo potrebbe darle l’impressione di non passare mai? “Farò le stesse cose di sempre. Sono una persona di abitudini. Non cambierà granché per noi. La preparazione al match sarà la stessa, il processo uguale. Sono in grado di staccare quando non sono al circolo e questo rende molto più godibile il tempo che passo sul campo, quando riattacco la spina e sono pronta a ripartire. Come riesco a staccare? È molto facile per me. Quando non sono qui, non penso tanto al tennis. Ho da guardare in TV il cricket femminile, che è straordinario, leggo un libro, qualche caffé e siamo a posto”.

 

Barty ha detto di essere riuscita ad aver reso la vita scomoda a Keys nella semifinale. Ciò significa che oltre attuare il suo solito gioco molto pulito, ricco di variazioni e supportato da un servizio stellare, lei e il suo team prestano tanta attenzione all’avversaria, anche se, dice Ashleigh, si concentra principalmente su sé stessa: “Ho molta fiducia nel mio gioco, molta fiducia nel mio servizio. Anche quando non riesco a colpire i miei angoli preferiti, posso contare sul mio gioco di gambe per provare a mettere pressione. So che se faccio il mio gioco, per la mia avversaria sarà fastidioso. È anche un’arma a doppio taglio. Perché a volte è bello essere in grado di concentrarsi solo su ciò che devi fare tu, ma in altre occasioni anche guardare anche a come la tua avversaria reagisce. Senza dubbio in varie fasi della mia carriera ho fatto questo. Hai bisogno di guardare sia a te stessa che all’avversaria a volte, cambia la prospettiva con cui vedi il match”.

Ciò che Barty sta riuscendo a fare, a prescindere da come andrà la finale di sabato, è dare stabilità al vertice al circuito femminile, qualcosa che è sicuramente mancato in troppe stagioni nell’ultimo decennio. Il suo parere è contrastante con chi crede che questo tolga appeal al circuito WTA: ” È difficile, perché penso che a volte il cambiamento sia positivo. Penso che il modo in cui la WTA o il tour femminile è cambiato negli ultimi tre, quattro, cinque anni sia stato incredibile. La varietà è aumentata notevolmente e penso che ciò abbia costretto tutte ad alzare il proprio livello e dare il meglio. Non è diverso per me. Ho provato a mettermi alla prova in diversi modi. Chiunque nel tabellone è in grado di vincere l’evento. Devi davvero rispettare ogni singola avversaria e devi giocare il tuo miglior tennis più e più volte per poter competere”.

Infine, senza sapere come sarebbe finito il match, ha parlato anche della sua prossima avversaria, Danielle Collins: “Sa colpire la palla in modo eccezionale. Gioca sulla linea di fondo campo e può colpire tutti i punti del campo da qualsiasi posizione. Penso che la sfida sarà cercare di sbilanciarla. Proveremo a trovare un piano e arriveremo sabato cercando di eseguirlo”. I precedenti dicono 3-1 Barty, vincitrice delle due sfide sul rosso e del match di semifinale ad Adelaide 2020. La tennista australiana ha perso però l’ultimo, un anno fa, sempre ad Adelaide nel secondo turno (qui potete guardare la sintesi del match): “Danielle ha fatto sempre incredibilmente bene qui in Australia. Abbiamo giocato ad Adelaide un paio di volte. Abbiamo già giocato sulla terra battuta. Penso che il modo in cui è in grado di controllare la linea di fondo e comandare il gioco la rendano una delle concorrenti più agguerrite. Adora la competizione. È sicuramente bello vederla tornare qui a fare quello che sa far meglio”.

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Australian Open

Australian Open, Barty non fa giocare Keys. Prima finale nello Slam di casa, terza in carriera [VIDEO]

Lucida e chirurgica la N.1 WTA che lascia quattro giochi alla rivale. Barty è la prima aussie ad arrivare in finale dal 2005, prima donna dal 1980

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @WTA on Twitter)

[1] A. Barty b. M. Keys 6-1 6-3

Continua la straordinaria corsa di Ashleigh Barty, che scrive un’altra pagina di storia del tennis aussie. La N.1 del mondo domina Madison 6-1 6-3 in poco più di un’ora, diventando così la prima tennista australiana a raggiungere la finale a Melbourne Park dopo Wendy Turnbull nel 1980; l’ultima a vincere a Melbourne è stata Chris O’Neil nel 1978. Non solo. Ashleigh è la prima australiana (tra uomini e donne) a disputare l’ultimo round all’Australian Open dal 2005, quando in finale ci arrivò Lleyton Hewitt, battuto da Marat Safin.

‘Ash’ gestisce alla perfezione la semifinale contro Madison Keys, oggi particolarmente fallosa, frettolosa e in grande difficoltà negli spostamenti. Perfetta Ashleigh al servizio e nel mettere pressione all’avversaria: la statunitense non riesce mai ad organizzare un piano di gioco, troppo spesso rigida sulle gambe, indietro con il peso del corpo e vittima delle fredde variazioni di Barty. Un match complessivamente non entusiasmante, scandito da scambi brevi, interrotti soprattutto dai tanti gratuiti dell’americana. Pressoché perfetta Barty, invece, che rimane accorta e lucida nel non perdere il ritmo e nell’imporre il suo tennis chirurgico. La numero uno del mondo perde soltanto dieci punti al servizio, non ha concesso neanche un set nel torneo e ha perso finora soltanto 21 giochi: come si può leggere sopra, solo le sorelle Williams (due volte Serena, una Venus) hanno raggiunto finali Slam nel terzo millennio perdendone di meno.

IL MATCH

Ashleigh fa muovere fin da subito Madison, che non riesce sempre a controllare lo scambio. Il primo game si risolve ai vantaggi, con Barty che commette alcuni errori di dritto. Ma sbaglia anche Madison, irretita dalle variazioni della N.1 WTA. Arriva così la prima palla break del match e Barty la converte subito con uno scattante recupero, chiudendo con un cross angolato di dritto.

Se Keys, nonostante le tre palle game, non riesce a tenere il proprio servizio, Barty è rapidissima e vince a zero il suo primo game alla battuta, confermando ancora quanto funzioni il colpo in questo momento. L’americana, inoltre, va ancora fuori giri con il dritto e Ashleigh avanza sul 2-0. Arriva poi un altro game vinto a zero dalla Barty mentre Keys, per ora, non vince nessun punto in risposta, 3-1 Barty. L’australiana copre magnificamente e il campo e ne utilizza alla perfezione gli spazi e gli angoli. Una gestione impeccabile per Ashleigh, che prende il largo sul 4-1. Con un controllo perfetto del gioco, fa spostare Madison, impedendole di giocare i suoi drittoni.

Ora è Barty a sbagliare qualcosa in più ma, con un ace, si salva subito dalla prima palla break per Madison. Keys è ancora in grande difficoltà negli scambi, non riuscendo a gestire i punti in recupero. Nonostante ci sia la reazione da parte della statunitense che costringe Ashleigh a lunghi vantaggi, l’australiana continua a prevalere nello score, issandosi sul 5-1. Rigida sulle gambe e ancora troppo lenta negli spostamenti, Madison continua a sbagliare permettendo a Barty di dominare e chiudere il primo set per 6-1 in soli 26 minuti. Barty continua a controllare le danze sulla Rod Laver Arena. Perfetta al servizio, lucida e precisa, ha la meglio su una Keys disordinata e frettolosa.

All’inizio del secondo anche Barty si lascia distrarre dall’andamento monocorde del match e concede la seconda palla break del match sul 2-2, ma la salva immediatamente con uno smash. Niente da fare per Keys, che continua a sbagliare da fondo anche su palle comode. Ashleigh avanza ancora sul 3-2. Continua il festival degli errori per Madison, poco serena e vittima della tattica ordinata e fantasiosa dell’avversaria. L’americana fa un piccolo passo in avanti sul 3-5 ma la Barty non si scompone al servizio e chiude l’incontro 6-1 6-3 in poco più di un’ora. ‘Ash’ continua a fare la storia del tennis femminile e australiano. Non solo raggiunge la sua terza finale in un Major, dopo quelle vinte a Parigi e a Wimbledon, ma come detto è anche la prima tennista australiana ad arrivare in fondo al torneo dopo Wendy Turnbull, nel 1980.

Finale N.21 in carriera per Barty (14 titoli), la seconda del 2022 (ha già vinto ad Adelaide); è inoltre la quattordicesima finale sul cemento (nove titoli). In caso di vittoria sabato 29 gennaio, vincerà il terzo Slam su tre superfici diverse.

È irreale. Sono così felice di essere in finale qui, un torneo che amo così tanto“, ha detto una raggiante Ashleigh al microfono di Jim Courier. “Oggi era umido, questo è il clima di Brisbane [battuta che ha scatenato un’ovazione del pubblico, ndr], ho cercato di mettere più palle in campo che potevo e cercavo di fare le cose giuste su ogni scambio. La mia avversaria? Mi piace vedere Madison di nuovo a questi livelli, è una ragazza che mi piace perché sorride sempre, ti guarda sempre negli occhi e ti dà una bella stetta di mano comunque vada il match“. Ashleigh Barty è la numero uno non solo con la racchetta, ma anche con le sue parole, sempre.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


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Australian Open

Australian Open, il programma di venerdì 28 gennaio: Berrettini-Nadal alle 4:30 italiane

Sveglia presto per la prima semifinale di un italiano a Melbourne. Medvedev-Tsitsipas alle 9:30

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

L’appuntamento è di quelli storici, ormai lo sappiamo: Matteo Berrettini si giocherà l’accesso alla finale dell’Australian Open 2022 contro Rafa Nadal, lo stesso avversario contro cui perse la sua prima semifinale Major a Flushing Meadows nel 2019. La partita è in programma alle 4:30 del mattino italiano, orario che in occasioni meno importanti potrebbe risultare proibitivo per gli spettatori azzurri – ma non stavolta, ne siamo sicuri.

Reduci da match durissimi contro Gael Monfils e Denis Shapovalov, rispettivamente, i due hanno avuto un giorno di riposo in più in virtù delle modifiche al calendario del torneo, con la prima semifinale maschile spostata dal giovedì sera al venerdì pomeriggio di Melbourne. Dovrebbero perciò essere al massimo della condizione, e potrebbero dare vita all’ennesimo grande match di queste due settimane.

La seconda semifinale sarà la rivincita di quella dello scorso anno fra Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, e si giocherà alle 9:30 italiane (al netto di eventuali maratone nella prima, ça va sans dire). Quella volta l’ellenico era reduce da una maratona con Nadal e non oppose grande resistenza, mentre domani la situazione sarà per certi versi ribaltata: Tsitsi ha vinto molto facilmente con Jannik Sinner, giocando di gran lunga il suo miglior match degli ultimi sei mesi, mentre Daniil ha patito per quasi cinque ore contro Felix Auger-Aliassime salvando anche un match point – vedremo se pagherà lo sforzo.

 

Riassumiamo qui per chiarezza:

  • Berrettini-Nadal, ore 4:30
  • Medvedev-Tsitsipas, ore 9:30

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

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