Il tabellone femminile dell'Australian Open 2022

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Il tabellone femminile dell’Australian Open 2022

Sorteggiato il tabellone femminile dell’edizione 2022 dell’Australian Open. Barty-Osaka e Muguruza-Halep possibili ottavi di lusso

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Naomi Osaka - Australian Open 2021 (via Twitter, @WTA)

Consulta qui il sorteggio del tabellone femminile

Con Naomi Osaka in difesa del titolo conquistato un anno fa, parte l’Australian Open femminile 2022. La campionessa uscente si è presa una breve pausa dal tennis in autunno, ma ora sembra aver superato i difficili problemi psicologici patiti lo scorso anno, ed è pronta a tornare ai suoi livelli. Le prime due del seeding sarnno tuttavia Ashleigh Barty e Aryna Sabalenka, che arrivano all’Happy Slam in condizioni molto diverse: piena di fiducia e reduce dal successo di Adelaide la prima, in grossa difficoltà e sconfitta due volte all’esordio nei tornei pre-Melbourne la seconda.

Come sempre, tuttavia, il novero delle possibili vincitrici è ampio, e include giocatrici come Maria Sakkari, Garbine Muguruza, Iga Swiatek, Simona Halep, Paula Badosa e Barbora Krejcikova, oltre alle giovanissime quali Emma Raducanu (che ha però avuto un inizio difficile di 2022), Coco Gauff e Leylah Fernandez. Tante le assenze, incluse le sorelle Williams, Karolina Pliskova, Bianca Andreescu e la finalista uscente Jen Brady. Due le italiane in tabellone: Camila Giorgi (tds N.) e Jasmine Paolini.

 

Molto interessante il primo quarto di finale del tabellone che vede la n. 1 Ashleigh Barty nello stesso ottavo della campionessa uscente, la n. 13 Naomi Osaka. In quella zona ci sono anche Amanda Anisimova, vincitrice del primo torneo stagionale a Melbourne, e Camila Giorgi, sempre capace di ogni sorpresa, anche se dovrà stare attenta alla giovane Olga Potapova al primo turno. Presente anche Jasmine Paolini in questa zona con l’avversaria d’esordio che sarà la rumena Ruse.

Nella parte bassa interessante primo turno Raducanu (n. 27)-Stephens, con anche Simona Halep (n. 14) nello stesso terzo turno, e Garbine Muguruza (n. 3) anche lei poco lontano.

IL TABELLONE – Parte alta

IL TABELLONE – Parte bassa

Tabellone completo (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] A. Barty v [13] N. Osaka
[9] O. Jabeur v [5] M. Sakkari
[4] B. Krejcikova vs [15] E. Svitolina
[11] S. Kenin vs [8] P. Badosa

[6] A. Kontaveit vs [12] E. Rybakina
[14] S. Halep vs [3] G. Muguruza
[7] I. Swiatek vs [10] A. Pavlyuchenkova
[16] A. Kerber vs [2] A. Sabalenka

I PRIMI TURNI DELLE ITALIANE

[30] C. Giorgi v O. Potapova
J. Paolini v E. G. Ruse

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry list

  • tabellone a 128 giocatrici (32 teste di serie, nessun bye)
  • 104 giocatrici entrate per accettazione diretta
  • 16 qualificate (tabellone qualificazioni)
  • 8 wild card

Il sito ufficiale del torneo
L’app ufficiale (AndroidiOS)

Copertura televisiva

L’Australian Open 2022 sarà trasmessi in esclusiva su Eurosport 1 ed Eurosport 2 (canali SKY 210 e 211), la copertura completa del torneo sarà un’esclusiva di Eurosport Player e Discovery+. Solo con la piattaforma in live streaming digitale dunque si potrà godere della copertura totale dei campi per seguire tutti i tuoi tennisti preferiti con un’offerta unica nel suo genere. Anche gli abbonati a DAZN e Tim Vision avranno a disposizione i due canali lineari di Eurosport 1 ed Eurosport 2 e potranno gustarsi l’ultimo Slam stagionale a partire dal 17 gennaio, giorno di inizio torneo del tabellone principale.

Calendario di gioco

Lunedì 17: 1° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Martedì 18: 1° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Mercoledì 19: 2° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale 09
Giovedì 20: 2° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Venerdì 21: 3° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Sabato 22: 3° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Domenica 23: ottavi – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Lunedì 24: ottavi – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Martedì 25: quarti – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Mercoledì 26: quarti – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09:30
Giovedì 27: semifinali a partire dalle 04
Sabato 29: finale alle 09:30

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Australian Open, verso Berrettini-Nadal: Matteo contro una leggenda vivente per coltivare il suo sogno

La sfida contro Rafa per un posto nella finale degli Australian Open si prospetta molto equilibrata, e il meteo sarà un fattore cruciale

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Un’altra sfida estremamente complicata attende Matteo Berrettini nella semifinale degli Australian Open contro Rafael Nadal, nella riedizione della semifinale dello US Open 2019, la prima a livello Slam nella carriera del tennista italiano. Quella partita, che è tuttora l’unico precedente tra i due, era finita con una vittoria in tre set del tennista maiorchino per 7-6(4) 6-4 6-1 che aveva spalancato a Nadal le porte della finale poi vinta in cinque set di battaglia contro Daniil Medvedev. La partita dello Slam americano è rimasta impressa nella mente delle agenzie di scommesse, che – anche per lo status leggendario del tennista spagnolo – rendono Nadal favorito per tutti i pronostici. La quota più sbilanciata è sicuramente quella di PokerStars, che mette a 2.63 una vittoria di Berrettini contro l’1.54 di Nadal; più benevolo verso l’italiano il pronostico di PlanetWin, il tennista italiano scende a 2.48 a fronte però dell’1.52 di Nadal confermando comunque la tendenza di un Berrettini dato per sfavorito da chiunque, come spesso è successo in questo torneo.

A livello tecnico però sarà probabilmente una partita molto più vicina ed incerta di quanto suggeriscano le quote. E’ giusto considerare il venti volte campione Slam Rafa Nadal come favorito per una serie di motivi, ma a fronte di tutti c’è il più banale: parliamo di un campione assoluto di questo sport che corre per il suo 21esimo slam (sarebbe record solitario) e che è capace di tirare fuori in qualsiasi momento una prestazione di altissimo livello, motivo per cui non si può dare totalmente sfavorito Nadal se non in rarissimi casi (come contro Medvedev o Djokovic sul cemento). Per quanto riguarda il matchup tra i due è tutto piuttosto equilibrato. Il “mancinismo” di Nadal gli permette di poter colpire con il dritto, colpo che è ancora ad un livello paragonabile al prime del tennista spagnolo, contro il rovescio di Berrettini, la diagonale che sicuramente sarà una delle chiavi della partita. La risposta di Nadal è di altissimo livello e contribuirà a rendere competitivi i game di servizio di Berrettini, specialmente se il tennista italiano dovesse servire in maniera non ottimale come contro Monfils.

L’incognita principale per l’ex numero uno del mondo sarà sicuramente il fisico. Il Nadal visto contro Shapovalov è apparso in ottime condizioni per poi calare in maniera repentina con il passare delle ore tra la fatica del match e il caldo di Melbourne, fino ad un quinto set in cui il tennista spagnolo aveva difficoltà visibili nei movimenti. Il servizio di Nadal ha tenuto a galla il match contro Shapovalov quando la fatica era diventata evidente, ma basterà in caso di calo fisico contro un tennista molto più giovane e che si affida ad un servizio molto più potente e continuo del canadese?

 

Presi in considerazione questi fattori, non si può comunque non considerare le possibilità di Berrettini come forti per una serie di validi motivi tecnici. Se Berrettini dovrà reggere l’urto del dritto di Nadal sul suo rovescio, è altrettanto vero che vale lo stesso per il dritto di Berrettini, uno dei migliori del circuito se non il migliore, contro il rovescio di Nadal. Un colpo che è apparso in condizioni migliori rispetto allo scorso anno ma che resta il colpo più declinato dello spagnolo con il passare degli anni. I progressi in risposta dal lato del rovescio saranno cruciali per le chance di Berrettini, che affronterà un servizio sicuramente solido, specialmente sulla seconda, ma che altrettanto sicuramente gli lascerà opportunità.

Altro fattore importante saranno gli scambi lunghi. Nella sfida del 2019 Nadal era in condizioni tecniche e fisiche ancora al top e dominò la maggior parte degli scambi lunghi, spegnendo un inesperto e stanco Berrettini alla distanza. Oggi dal punto di vista fisico la situazione è capovolta, e nonostante Berrettini non abbia la mobilità di Nadal e nemmeno una resistenza eccezionale può fare leva sul mezzo passo in meno di esplosività mostrato da Nadal in tutto il torneo, che di anno in anno basa il suo gioco più sugli scambi corti che sul gioco lungo. Per passare in finale servirà una prestazione al servizio simile a quella contro Pablo Carreno-Busta, match in cui l’italiano è stato pressoché perfetto, anche perché Nadal ha sempre dimostrato durante la sua carriera di poter disinnescare i servizi dei big server. Ad aiutare Matteo ci sarà la posizione molto arretrata di Nadal in risposta, che come visto con Medvedev nella finale dello US Open 2019 può esporlo a serve and volley improvvisi che Matteo dovrà sfruttare molto se vuole avere un’arma in più.

In sostanza Berrettini può contare su dei mezzi più che sufficienti per affrontare e vincere una delle partite più importanti della sua carriera, anche contro una leggenda vivente come Nadal. Il finalista dell’ultimo Wimbledon ha un bagaglio di esperienza e una consapevolezza del suo gioco nettamente diversa rispetto all’ultima sfida tra i due. Questa volta oltre alla finale ci sarà anche in palio il numero cinque del mondo, che sarebbe assicurata per chiunque dei due vincesse la partita. Le condizioni atmosferiche giocheranno un ruolo fondamentale nella sfida. La partita è prevista durante la giornata australiana (non prima delle ore 4.30 italiane, diretta su Eurosport) e c‘è una forte possibilità di pioggia con conseguente chiusura del tetto, il che creerebbe condizioni indoor che sarebbero sicuramente le preferite dal tennista italiano. Anche se dovesse piovere è previsto un forte caldo ed umidità, fattori che Nadal ha sofferto molto nei quarti di finale. Il tennista maiorchino resta il favorito del match, anche se non di molto, ma Berrettini ha la possibilità di giocare per un sogno, quello di raggiungere la seconda finale Slam in carriera e la prima del tennis italiano all’Australian Open.


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Australian Open, Collins e la finale Slam dopo l’operazione: “Avrò il pubblico contro, ma mi divertirò lo stesso”

La tennista americana si presenta senza paura alla finale contro Barty: “Spero che ne esca fuori una battaglia”

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Danielle Collins - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

La prima volta di Danielle Collins in una finale Slam sarà all’Australian Open, dove sfiderà la numero uno del mondo e campionessa di casa Ashleigh Barty. Una partita speciale due volte per Collins, visto che sarà anche il culmine di una rinascita umana e tennistica partita dalla dolorosa operazione per endometriosi del 2021 e il Roland Garros disputato ad un solo mese di distanza. La tennista americana è andata sempre più in crescendo, con le vittorie nel WTA250 di Palermo su terra rossa e del WTA500 Silicon Valley Classic, entrambe arrivate nell’estate del 2021. Ora la meravigliosa corsa di Melbourne, coronata con la vittoria in semifinale contro la rampante polacca Iga Swiatek. Un risultato che le permetterà di entrare nella Top 10 WTA a fine torneo.

La partita contro Barty si preannuncia dal pronostico chiuso per via del dominio espresso dalla tennista australiana durante il torneo, ma l’americana si dice fiduciosa. “Abbiamo sempre avuto delle battaglie ogni volta che abbiamo giocato contro e alcuni momenti, anche se poi ho perso, mi sono rimasti impressi nella mente. Quello che apprezzo di lei è la varietà del suo gioco. Pochissime usano lo slice di rovescio come lei e pochissime servono bene come lei. Spero che ne esca fuori una battaglia. Penso che dovrò andare a rivedermi le partite precedenti, guardare a cosa ha funzionato e cosa meno per cercare di renderle la vita complicata”.

Il pubblico sarà tutto dalla parte di Barty, prima finalista donna nello Slam di casa dopo Wendy Turnbull nel 1980, Collins tuttavia è preparata psicologicamente e, anzi, interpreta questo elemento con grande maturità. “Sarà sicuramente così ed è bello che sia così, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, con le porte chiuse per il Covid che ha pure fermato il nostro sport a lungo, bisogna solo essere grati di poter rivedere persone sugli spalti per poter trarre da loro energia positiva.”. Nella semifinale vinta contro Iga Swiatek la tennista americana è stata brava a tenere alto il livello anche quando l’ex campionessa del Roland Garros ha provato a rientrare. “Mi sento alla grande. Questo torneo è stato fantastico: ho affrontato grandi battaglie contro grandi giocatrici ed essere in finale è incredibile. Non ho parole […] fin dall’inizio mi muovevo bene, mi esprimevo su ritmi alti, colpivo bene la palla e riuscivo a muovere la mia avversaria come volevo”.

 

Collins è consapevole che sarà dura ripetere il livello espresso oggi e in altre sfide come nella rimonta contro Clara Tauson, ma è pronta ad affrontare la finale con la sua solita grinta. “Beh, quando ho un’idea tattica di cosa fare in campo è più facile che riesca ad esprimermi bene, ma come per tutte le giocatrici ci sono giornate in cui sei al massimo e giornate in cui non lo sei. Oggi mi è girato tutto bene, spero di potermi ripetere ma bisogna anche essere realistici e sapere che non sempre si riuscirà a giocare così”.

La conferenza stampa si chiude con un riferimento alla carriera collegiale di Collins, che come tanti tennisti americani ha partecipato al circuito NCAA, in riferimento al giocare con un clima ostile come quello che troverà nella finale, tipico delle competizioni tra università americane quando si gioca in trasferta. “Al college ti abitui abbastanza ad avere una folla schierata contro di te. Mi è sempre piaciuto. Amo giocare con l’energia, se è per me, contro di me, neutrale. io semplicemente amo ascoltare le persone e ricevere quell’energia. Quindi spero che (il college, ndr) mi abbia preparato bene, ma lo scopriremo. Questo sarà uno stadio un po’ più grande di quelli dei college in cui ho gareggiato, ma proverò a fare il meglio che posso e ad abbracciare ogni momento“.


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Australian Open, Medvedev-Tsitsipas: sfida ad alta tensione tra la posta in palio e il loro rapporto

Non solo Berrettini-Nadal: la seconda semifinale tra il russo e il greco si prospetta come un elettrico replay di quella della scorsa edizione

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Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas - Shanghai 2019

L’Australian Open entra nelle fasi più calde di questa edizione. Il torneo di scena a Melbourne Park è arrivato al penultimo atto del singolare maschile, e ognuno dei quattro giocatori rimasti spera di far entrare il proprio nome nell’albo dei campioni. L’Italia del tennis (ma potremmo dire dello sport in generale) attende con ansia che Matteo Berrettini scenda in campo contro Rafa Nadal.

Il vincitore che uscirà da questa attesissima sfida potrà rilassarsi (si fa per dire) e guardare con attenzione la seconda semifinale. In campo sulla Rod Laver Arena, verso le 9:30 italiane, ci saranno Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas. Una sfida che si prospetta ad alta carica emotiva per i trascorsi tra i due sia fuori che dentro al campo, a partire proprio dalla semifinale della scorsa edizione.

A trionfare nel 2021 fu il russo in tre netti set (6-4 6-2 7-5), salvo poi perdere la finale per mano di Djokovic. Sconfitta in tre parziali per Tsitsipas anche nell’altra apparizione in semifinale all’Australian Open, nel 2019 contro Nadal. Sarà il decimo incontro tra i due giocatori, con Medvedev che ha vinto sei precedenti, ma ne ha persi due degli ultimi tre, compreso il quarto di finale al Roland Garros della scorsa stagione.

 

Entrambi i giocatori arrivano in piena fiducia alla partita, sebbene per motivi opposti. Il n.2 del mondo sarà forse più stanco fisicamente rispetto al greco, dopo aver battuto in rimonta Auger-Aliassime al termine di una maratona durata oltre quattro ore e mezza. Una partita ripresa con grande forza mentale, oltre che tennistica, dopo essersi ritrovato sotto 2 set a 0 e apparentemente spacciato, costretto anche a salvare un match point. Tsitsipas è stato invece il mattatore nei quarti di finale di Jannik Sinner. La vittoria in tre set del n.4 del ranking, che ha giocato come non faceva da diversi mesi, potrà avvicinarlo alla sfida di domani forte di ritrovate certezze, dal punto di vista del gioco ma anche sotto l’aspetto psicologico.

Nella scorsa edizione del Roland Garros Tsitsipas ha visto spezzare i propri sogni di gloria da Djokovic, nella sua prima e fin qui unica finale di un Major. Proprio il serbo ha battuto Medvedev in due occasioni su due a Melbourne Park e ora il russo è alla ricerca della prima vittoria contro un top-5 all’Australian Open. Ma attenzione, perché a livello Slam Daniil ha un record di sole due vittorie su sette match contro un giocatore tra i primi cinque del mondo. Dovesse riuscire a sfatare questo tabù, diventerebbe il giocatore russo con il maggior numero di finali Slam (4) a pari merito con Marat Safin.

La partita di domani non ha tanto valore per i due giocatori solo in termini di risultati e prestigio, sarà molto sentita anche a livello personale. I due, si sa, hanno dei caratteri particolari. Come svelato anche dallo stesso Tsitsipas nella conferenza stampa al termine della vittoria contro Sinner, il rapporto tra lui e Medvedev non è mai stato idilliaco. “[La nostra relazione] è un po’ migliorata dopo la Laver Cup” – ha spiegato il greco – “Non ci siamo parlati per un paio di mesi, ma il nostro rapporto è influenzato dal fatto che siamo avversari sul campo. É come se fosse una specie di lotta per raggiungere lo stesso sogno”.

Una lotta che però in più di una occasione è andata anche oltre, toccando livelli di tensione piuttosto elevati. A cominciare dal loro primo incontro al Masters 1000 di Miami nel 2018, quando Daniil e Stefanos arrivarono quasi alle mani. Al termine della partita il giudice di sedia dovette trattenere un furibondo Daniil, che accusava il greco di averlo insultato pesantemente durante la partita. Un anno più tardi a Shanghai, dopo la quinta sfida di fila vinta dal russo, Tsitsipas definì il suo gioco come “estremamente noioso“. Parole, numeri e statistiche di una semifinale che si prospetta ad alto voltaggio.


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