WTA Adelaide 2: Madison Keys e Alison Riske in finale

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WTA Adelaide 2: Madison Keys e Alison Riske in finale

L’ex numero 7 WTA rimonta Coco Gauff; Riske approfitta del ritiro di Tamara Zidansek. Prima finale all-USA da gennaio 2020

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Madison Keys - Adelaide 2022 (Twitter - @AdelaideInternational)
 
 

Sarà duello tra Madison Keys e Alison Riske per conquistare il torneo di Adelaide-bis nella nottata italiana. L’ex finalista dello US Open è riuscita a trovare la chiave per rimontare Coco Gauff al termine di un match incerto alquanto, mentre la ragazza da Pittsburgh continua a essere assistita da una buona stella, la stessa stella che manca di assecondare le gesta delle sue rivali nell’Australia del sud: nei quarti aveva abdicato anzitempo Madison Brengle, sul tre pari del primo set; in semifinale è toccato a Tamara Zidansek, che vediamo con piacere ben districarsi finalmente anche sul duro, alzare bandiera bianca prima di sfidare Riske. La slovena ha offerto il lasciapassare a causa di un problema agli addominali che in ogni caso, parole sue, non ne comprometterà la campagna a Melbourne la settimana ventura.

Ha riposato dunque decisamente meno Madison Keys, obbligata a oltre due ore di battaglia e comunque brava a ribaltare un match messosi maluccio contro la stellina Coco Gauff, già di suo favorita alla vigilia. L’ex numero sette WTA è riuscita pian piano a limitare l’esorbitante numero di non forzati (19) che avevano condizionato in larga parte il nefasto primo set, e a indirizzare con continuità nel rettangolo la nota potenza di fuoco dal secondo in avanti. “Sono felice di esserne venuta a capo – ha dichiarato Keys, raggiante, nel dopopartita -. Nel primo set sentivo di averle lasciato il controllo per fasi troppo lunghe, e comunque ho sbagliato tantissimo. Mi sono detta che avrei dovuto muoverla di più, allontanarla dal campo. Ci sono riuscita e i frutti si sono visti anche se non è stato affatto semplice, perché lei difende alla grande“.

E nella seconda frazione la partita è in effetti di molto cambiata. Gauff, lasciata addirittura a zero vincenti, è finita costantemente sotto pressione al servizio, e sostanzialmente annientata quando ha dovuto rifugiarsi nella seconda palla (2/9). Keys, rinfrancata nei colpi di sbarramento dalla linea di fondo, non ha avuto problemi a portare capra e cavoli al terzo. Nel set decisivo il canovaccio non è mutato, e se la contesa si è conclusa solo al dodicesimo game buona parte della colpa è ascrivibile agli scialacqui di Madison, rimontata dal 4-2 al 4 pari e costretta all’arrivo in volata nonostante le otto palle break avute contro la sola concessa, peraltro trasformata da Gauff, e i nove punti in più messi a segno.

 

Con fatica, ma sarà finale, la prima da Brisbane 2020, per il sollievo presunto e in effetti visibile sul volto di una giocatrice reduce da un anno quantomeno tetro. “Forse non sarà il torneo più importante della stagione – ha chiosato Keys -, ma questo risultato per me ha un significato molto più alto di quanto possiate immaginare. Ho passato un brutto anno, e soprattutto ero entrata in un circolo mentale vizioso e nocivo. Il numerino che vedevo di fianco al mio cognome sul sito della WTA aveva assunto un’importanza eccessiva, e ciò mi metteva una pressione non necessaria. Ho deciso di cambiare, di farmi scivolare maggiormente le cose addosso. Se perdo una partita e qualche posto in classifica non è la fine del mondo“. Nel ranking, a ben guardare, è davvero precipitata: il computer dice 87, addirittura, ma risalirà, specie se dovesse battere Riske nella finale di stanotte in coda a un torneo che l’ha vista superare le teste di serie due, otto e tre.

Alison e Madison si sono già affrontate sei volte: il bilancio dei precedenti dice 5-1 Keys, che ha prevalso nell’ultimo incrocio verificatosi al primo turno dello US Open 2016. Per rintracciare l’unica vittoria di Riske bisogna invece risalire all’estate del 2011 e al primo scontro diretto, andato in scena al 50K di Lexington quando Keys aveva appena sedici anni. Peraltro, quella di Adelaide sarà la prima finale tutta a stelle e strisce da due anni a questa parte: l’ultima sfida per il titolo che ha visto coinvolte due giocatrici USA coincide con l’ultimo trofeo alzato al cielo da Serena Williams, ad Auckland, dove la ventitré volte campionessa Slam sconfisse Jessica Pegula nell’atto conclusivo.

Risultati, semifinali:

A. Riske b. [4] T. Zidansek W/O
M. Keys b. [3] C. Gauff 3-6 -2 7-5

QUI IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 DI ADELAIDE

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WTA Roma, Iga Swiatek: “Surreale vincere così tanti tornei. Con Barty sarebbe stato più difficile”

Le parole della numero uno del mondo dopo la sua seconda vittoria al Foro Italico: “Ecco perchè ho pianto dopo il match point”

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Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Per il secondo anno di fila la campionessa di Roma si chiama Iga Swiatek: la polacca liquida agilmente Ons Jabeur in finale, vincendo il quarto 1000 su quattro quest’anno, e dimostrandosi di un livello nettamente superiore alla media. Si presenterà al Roland Garros da grandissima favorita. Ecco le dichiarazioni rilasciate dalla numero uno del mondo nella conferenza stampa dopo la vittoria al Foro.

Domanda: Quali sono i tuoi sentimenti riguardo alla vittoria di Roma per la seconda volta? Cosa provi in questo momento?

Iga Swiatek: “Non lo so. È piuttosto difficile descriverlo perché vincere tutti questi tornei consecutivamente è qualcosa di surreale. Credo che la chiave sia stata quella di continuare a fare le cose che facevo prima. È piuttosto strano perché potresti pensare che in ogni torneo ci vuole, non so, qualcosa in più. Ma sono abbastanza felice del mio gioco solido. Sono stato in grado di giocare bene e migliorare anche durante il torneo. Ricordo come l’anno scorso sia stato difficile all’inizio, anche quest’anno è stato un po’ difficile abituarsi alla superficie, quindi sono solo orgogliosa di me stessa, onestamente“.

 

D: La reazione dopo aver trasformato il tuo match point. Raccontaci cosa ti passava per la mente e perché hai sentito che quella era la reazione emotiva di cui avevi bisogno.

Swiatek: “Ho solo sentito un enorme sollievo. Inoltre non è facile giocare contro Ons. Mi sentivo come se ogni game fosse davvero serrato. Lei ha giocato benissimo a tennis, soprattutto cambiando il ritmo nel secondo set, è stata piuttosto intelligente. Risalire da quella situazione di 0-40 nel secondo set (sul 4-2 e servizio, ndr) è stato emotivamente anche duro. È stato difficile per me cambiare le modalità per essere più concentrata e giocare allo stesso modo in cui avevo giocato prima. Mi sono sentita sicuramente sollevata perché il secondo set è stato davvero una lotta molto dura dal punto di vista fisico. Alla fine ero abbastanza stanca, e sono davvero felice di aver potuto farcela con tutta la pressione e le aspettative che c’erano. Penso che per questo ho avuto quella reazione“.

D: Ogni volta che vinci un torneo provi queste emozioni? Vederti piangere è stato piuttosto particolare. Perchè pensavamo che ormai sei abituata a vincere.

Swiatek: “Non è qualcosa a cui ti abitui. Perchè ogni partita è dura. Anche se può sembrare facile, non lo è mai; dietro c’è sempre una dura preparazione e una certa pressione. Il minuto dopo che vinci un match, nella tua testa inizia già quello successivo in questi tornei dove si gioca tutti i giorni. Sì, questa è stata forse la reazione più intensa che ho avuto ultimamente. Va bene così, è stata una settimana con tante pressioni e molto stress, va bene essersi lasciata andare”.

D: Dicci come gestirai tutte le aspettative andando a Parigi. Ti aiuta aver vinto questo torneo a Roma un anno fa, forse sperimentato alcune di quelle emozioni e aspettative?


Swiatek: “Onestamente, farò le cose come le ho fatte qui, anche in altri tornei. Di sicuro sarà un po’ più difficile con tutte le pause che avremo tra le partite, ma mi piace anche il ritmo che abbiamo nei Grandi Slam. Ancora una volta, proverò a farlo passo dopo passo, pensando solo al prossimo match come ho fatto con questi tornei. Se lo tratterò come qualsiasi altro torneo, penso che andrà bene e sarò in grado di tenere questa strada“.

D: Quando parli di pressione, è più quella che ti mettono da fuori tutti quelli che parlano di te e della tua serie di vittorie o quella che ti metti tu stessa?

Swiatek: “Prima era soprattutto pressione interna, pressione creata da me stessa. Giusto ora va un po’ meglio perché ho accettato un po’ di cose. So già di aver fatto delle cose fantastiche in questa stagione, quindi io sento di poter giocare liberamente e non pensare di dover vincere alcuni tornei o vincere delle partite. Quest’anno, la pressione che metto sempre su me stessa, è un po’ più bassa. Di sicuro le aspettative intorno sono più alte, ma non ho mai avuto problemi a non pensarci. Inoltre sto acquisendo esperienza in questo“.

D: Cosa ti ha detto (Jabeur) quando vi siete abbracciate a rete?

Swiatek: “Lei mi ha detto di non piangere. Io le ho detto, ma i tuoi drop-shot mi hanno ucciso (sorridendo). Ons [Jabeur, ndr] è davvero una bella persona. Sta dando quell’atmosfera positiva nel Tour che mancava, quindi è bello”.

D: Hai detto che la tua famiglia non era qui. Vorrei chiederti se sono coinvolti nella crisi dei rifugiati provenienti dall’Ucraina in Polonia e se altre giocatrici hanno aderito alla tua proposta di giocare con i nastri per la pace di cui avevi parlato qualche mese fa?

Iga Swiatek: “So che molte giocatrici hanno giocato con dei nastri contro la guerra dall’inizio del conflitto, quando tutto il trambusto era un po’ più rumoroso. Perché adesso mi sono resa conto che alcune di loro hanno smesso di utilizzarlo e questo è qualcosa di piuttosto strano perché c’è ancora la guerra, ci sono persone che ancora soffrono. Io lo indosserò fino a quando la situazione non migliorerà. Non capisco, o meglio capisco il perché di questa inversione di rotta. Tutto ciò fa anche parte del modo in cui funzionano i media. All’inizio c’è tanta agitazione, poi la cosa si calma un pò. Speriamo che i tennisti saranno più solidali. Per quanto riguarda la mia famiglia, sta bene. Di sicuro la guerra colpisce un po’ di più la Polonia, rispetto ad altre nazioni. È qualcosa che non posso provare sulla mia pelle, non sto vivendo quell’esperienza. In questo momento sono continuamente in viaggio per l’Europa. Mentre prima, quando la guerra è iniziata, sono stata negli Stati Uniti per molto tempo.Però, sì, so che la situazione è difficile. Sono consapevole che i polacchi siano importanti per accogliere tutti gli ucraini che sono fuggiti dal loro Paese. Ho anche intenzione di supportare e sostenere concretamente l’impegno della Polonia, attraverso delle iniziative, con la speranza che qualcosa cambi. Questo è anche uno dei miei obiettivi in questo momento, oltre a quelli relativi alla mia carriera. So che ne avevo parlato già da molto tempo. Ma solo ora posso rendere ufficiale questa notizia. Io di sicuro voglio mostrare il mio sostegno al popolo ucraino, come ogni altra persona polacca sta facendo nel nostro Paese”.

D: Hai ricevuto, di recente, un messaggio di congratulazioni da parte di Ash Barty? Pensi a volte, che se lei non si fosse ritirata, tutto per te sarebbe stato molto più difficile? Ti è mai capitato di pensarlo oppure no?

Iga Swiatek: “Beh onestamente sì, mi è capitato di pensarlo. Sono assolutamente consapevole che se Ash [Barty, ndr] fosse ancora in Tour, sarebbe stato molto più difficile e complicato poter vincere partite e tornei. Quando ha deciso di ritirarsi, ho avuto la forte ed immediata convinzione di possedere il miglior tennis nel Tour in questo momento; ed è stato su quello che mi sono concentrata. Questa mia convinzione interna mi ha dato un sacco di motivazione. Ad esempio, per migliorare nell’analisi del mio gioco e renderlo così più completo. Di sicuro, con lei ancora in gioco, sarebbe stato più difficile. Ma ci sono delle ragioni ben precise, alla base della sua volontà di smettere. Penso che sia giusto che tutti rispettino la sua decisione, di voler iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Di sicuro mi manca in Tour, perché mi è sempre piaciuto guardarla giocare, per via del suo gioco; ma anche per la sua forza mentale. Proprio su questo aspetto, in campo, dimostrava sempre una superiorità rispetto alle avversarie che incontrava”.

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WTA Roma, Ons Jabeur: “Iga ha meritato. Spero di essere pronta per il Roland Garros”

Dopo due settimane da incorniciare Ons si complimenta con la n.1 al mondo e si prepara per lo Slam rosso

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Ons Jabeur – WTA Roma 2022 (foto di Roberto dell'Olivo)

La stagione sulla terra di Ons Jabeur può definirsi entusiasmante, senza ombra di dubbio. Finale a Charleston, poi vittoria nel 1000 di Madrid(prima tennista africana) e subito la settimana a seguire la finale a Roma, dove oggi non era al massimo delle condizioni fisiche e ha dovuto cedere a Iga Swiatek, che ormai non è neanche più una grossa novità.

La n.7 al mondo però, sempre gentile e sportiva, ha posto l’accento sulla bravura della polacca e della sua strepitosa annata finora, oltre a citare i suoi limiti odierni: “Non mi sentivo aggressiva, avrei dovuto puntare di più sui colpi e lasciar andare il braccio. Lei gioca davvero bene, aggressiva, ha una palla molto diversa dalle altre giocatrici. Avrei dovuto credere di più di poter vincere questa partita. Il 4-2 è stato il gioco della partita; mi sentivo come se stessi facendo del mio meglio per farle girare tutti gli angoli del campo, ma era già pronta per quello, anche se forse avrei dovuto entrare in modo più aggressivo su un paio di colpi. Non ho giocato il mio miglior tennis, di sicuro, ma sono abbastanza felice di queste tre settimane. Per ora rimarrò positiva e mi concentrerò sull’Open di Francia. Ho molte cose da imparare da questa partita e sono felice della settimana che ho trascorso qui a Roma. Iga è la numero 1 per un motivo, ho molto da imparare da lei. Speriamo di avere presto un’altra partita“.

Il pensiero Roland Garros, chiaramente in questo periodo dell’anno è l’ossessione di tutti i tennisti, specie di chi (come Jabeur) sulla terra gioca bene e sta ottenendo grandi risultati, soprattutto consapevole di essere tra le poche elette che sono favorite a portare a casa la Coppa dei Moschettieri: “Mi aiuta molto ad essere fiduciosa, essere consapevole delle aspettative. Mi aiuta a essere più dura con me stessa. Devo arrivare nella seconda settimana, e migliorare gli altri risultati che ho fatto negli Slam. Forse altre giocatrici, come mi vedranno diranno “oh no(il termine era un altro), gioco con Ons”. Mi piace molto il Roland Garros, ho dei bei ricordi con quel Grande Slam. Sinceramente non pensavo di essere tra le favorite, andare lì e le persone si aspettano che io faccia delle cose. Ma è sicuramente una buona pressione per me, spero di essere pronta. Per ora lancio le mie racchette per due giorni, poi le riprenderò e sì, sarò pronto mentalmente, fisicamente per il torneo“.

 

Ma Ons Jabeur, nota per le sue invenzioni con la racchetta, ha anche una fine intelligenza tattica, che non manca di utilizzare per capire come e perché Swiatek domini in questo modo: “Non dubitavo di me stessa, ma avrei dovuto crederci di più. Avrei dovuto tirare di più, essere più sciolta. So che fisicamente non mi ha aiutato molto. Ho cercato di mantenermi positiva, provando a ripetere alcune parole nella mia testa che potevo farcela, continuavo a dirmelo l’intera partita. Ci sono alcuni punti che forse, se li avessi fatti, avrebbero cambiato lo scenario del gioco. Ma vuol dire che ha giocato in modo incredibile nei punti importanti. Questo è ciò che rende Iga Iga. Oltre ad avere un peso di palla differente: più sul dritto, devo dire. Forse il giro della palla era un po’ più duro. Penso si adatti molto bene al campo in terra battuta. Avevo bisogno di adattarmi di più forse ai suoi scatti perché era diverso. Onestamente, le ultime partite che ho avuto contro Dash e Maria era più spin. Lei sicuramente ha un gioco aggressivo, che la aiuta ad ottenere più punti gratuiti“.

Ovviamente, l’amarezza non manca, seppur ben camuffata, nelle parole di Jabeur, che però riesce comunque ad avere uno sguardo roseo sul suo futuro, ora che la sua carriera sembra essere sempre più in fase di decollo: “Non sto piangendo in questo momento perché Iga è troppo brava, riconosco che ha giocato davvero bene. Come ho detto, forse io non ha giocato il mio miglior tennis, ma Iga può farti diventare quel tipo di giocatrice in campo. Preferisco perdere una finale in un 1000 che una finale in un Grande Slam. Quindi lo prendo come una cosa positiva, e non voglio rovinare le ultime tre settimane con questa partita. Iga è Iga. Lei merita di essere qui e merita di vincere partite del genere, da cui imparerò sicuramente molto“.

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WTA Roma, Iga Swiatek si conferma regina, dominata anche Jabeur [VIDEO]

La n. 1 del mondo non smette di vincere: Swiatek alza il quinto trofeo consecutivo

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Iga Swiatek – WTA Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

[1] I Swiatek b. [9] O. Jabeur 6-2 6-2

Iga Swiatek vince il 28° match consecutivo che le vale anche il quinto titolo di fila dopo Doha, Indian Wells, Miami e Stoocarda, nonché la conferma come regina di Roma. Nonostante il punteggio indichi correttamente una finale dominata, Ons Jabeur ha avuto l’occasione di rientrare nel punteggio dopo essere stata sotto di un set e 0-4 nel secondo set. Recuperato un break, si è creata quattro opportunità per riprendersi anche il secondo, ma Iga è stata bravissima ad annullarle – la quarta al termine dello scambio del torneo per intensità, qualità e perché ha messo fine alla contesa.

 

IL MATCH – La stanchezza di Jabeur, dovuta alle tante rimonte delle scorse partite, si fa sentire in maniera pesante in avvio di primo set, con la tennista polacca che comincia a martellare. Swiatek inizia subito a cercare di controllare gli scambi col dritto, con la tunisina che invece prova ad uscirne il prima possibile o con le sue rinomate smorzate o con accelerazioni improvvise di dritto. In risposta invece Swiatek predilige il rovescio, e manovrando con questo colpo riesce subito a mettere pressione a Jabeur, la quale subisce il break nonostante abbia avuto palla game. La polacca prosegue spietata il suo cammino salendo rapidamente 3-0 in 11 minuti, aiutandosi con la battuta sotto forma di ace e prime vincenti. La tennista tunisina non riesce a tenere il ritmo di Swiatek, che sembra avere molta fretta di chiudere e si prende un’altra palla break sprecata dalla polacca con un dritto sbagliato. La tennista polacca però è inarrestabile e ribalta uno scambio che la vede costantemente in difesa, e sul 5-2 a suo favore brekka Jabeur con un rovescio potente che costringe ad affondare a rete la palla e il set.

La situazione per Jabeur sembra migliorare in avvio di secondo set, e già nel primo game la tunisina con la sua reazione si porta a palla break, ma Jabeur perde le misure con il dritto e spedisce fuori il dritto in diagonale. Nel game subito dopo Swiatek torna a martellare, e attaccando sul rovescio di Jabeur si prende un’altra palla break. Ons sulla seconda di servizio viene sorpresa dalla risposta centrale profonda della polacca, con la tennista tunisina che spedisce fuori il dritto e manda Swiatek a servire sul 2-0, che la polacca tiene senza troppi problemi approfittando della rottura prolungata di Jabeur. La fase di partita non sembra proprio favorire la tunisina, che sbaglia tantissimo e con un doppio fallo regala due palle break alla polacca, che prima sbaglia con il rovescio ma poi forza l’errore di rovescio proprio di Jabeur che manda la polacca sul 4-0.

Quando tutto sembra compromesso però Jabeur ha un moto di orgoglio, e come successo con Sakkari rischia di riaprire la partita con un momento di tennis di altissimo livello. La tunisina si prende due palle break sotto 0-4 e converte alla seconda con una bella volée in contropiede. Il match si decide però nel turno di battuta successivo, con le due finaliste che si danno battaglia a tutto campo e mandano il Foro Italico in visibilio, anche se il pubblico tra bandiere e cori per lei sembra schierato a maggioranza per la sfavorita Jabeur. Dopo uno scambio a rete incredibile Jabeur si conquista tre palle break che riaprirebbero la partita, ma la polacca salva da 0-40 con l’autorità della campionessa e due scambi a rete di livello veramente alto. Meno da campionessa il doppio fallo sulla parità che consegna un’altra palla break a Jabeur, che però vede sfumare l’opportunità al termine di uno scambio pieno di ribaltamenti e con la polacca brava a chiudere con una volée smorzata.

L’occasione sarà l’ultima, Jabeur crolla mentalmente e concede un championship point con un rovescio in rete, convertito da Swiatek con un errore di rovescio della tunisina che regala il trofeo degli Internazionali, il secondo consecutivo dopo il 6-0 6-0 inferto a Karolina Pliskova dello scorso anno. La numero uno del mondo si getta a terra con le mani sulla testa, incredula della vittoria in un’esultanza molto emozionale. Chi è incredulo però è anche il mondo del tennis, che assiste al dominio di una giocatrice che ha perso solo cinque set negli ultimi tre mesi e ora arriva a ventotto vittorie consecutive. Per la numero uno del mondo il limite sembra solo il cielo, e la Coppa dei Moschettieri del Roland Garros sembra già avere un nome scritto sopra.

Il tabellone del WTA Roma

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