Simona Halep si separa dagli allenatori Dobre e Marcu

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Simona Halep si separa dagli allenatori Dobre e Marcu

La decisione sembrerebbe essere stata presa dopo la cocente sconfitta con la Cornet

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Simona Halep al WTA Melbourne Summer Set 1 2022 (Credit: @AusOpen on Twitter)
 

Simona Halep è alla ricerca di un nuovo coach dopo aver preso la decisione di dare una scossa al suo team, a seguito dell’eliminazione in ottavi di finale agli Australian Open 2022 per mano di Alizè Cornet (4-6 6-3 4-6). Una sconfitta molto dolorosa per la N.23 del ranking WTA, poiché proprio dal suo quarto di tabellone, si è involata la finalista del torneo: Danielle Collins. La statunitense ha fermato nel terzultimo atto proprio Alizè Cornet; quindi per la 2 volte campionessa Slam c’era la possibilità di giocare un quarto di finale da favorita (essendo stata n.14 del seeding) con in vista la semifinale con la Swiatek. Oltre a questo, la tennista rumena veniva da un inizio di stagione, in preparazione all’Happy Slam, molto positivo con la vittoria del suo 23° titolo WTA in quel di Melbourne (Summer Set 1, vittoria in finale sulla Kudermetova 2-6 3-6).  E’ invece si è bloccata di fronte all’ostacolo transalpino.

Un’importante testata sportiva rumena riferisce che Simona è ormai senza allenatore da diversi giorni. Infatti sembrerebbe che la scelta sia stata maturata dall’ex N.1 del ranking, quando ancora il ricordo della sconfitta con la Cornet era molto vivido. Inoltre Digi Sport (televisione sportiva rumena) ha citato alcune delle sue fonti che hanno diffuso la notizia, riportando come Daniel Dobre sia stato silurato subito dopo l’uscita di scena dallo Slam australiano, mentre ad Adrian Marcu sembrerebbe che il divorzio sia stato comunicato solo domenica scorsa. Quindi, la vincitrice del Roland Garros 2018, non lavorerà più con due tra i suoi coach più storici. Dobre, infatti, è stato l’allenatore che portò la Halep al trionfo di Wimbledon 2019 e ha lavorato al suo fianco anche nei successivi due anni, con appunto l’aggiunta di questo swing australiano. Mentre Marcu ha lavorato una prima volta con Simona nel 2013, prima di essere riassunto lo scorso settembre per sostituire Darren Cahill (che adesso segue Amanda Anisimova). Non si conosce con esattezza il motivo per cui non sono stati informati nello stesso momento. Un’ulteriore informazione in merito a questa vicenda ci giunge da Eurosport Romania. La quale ha suggerito che il motivo della scissione potrebbe essere dovuto a problemi di comunicazione, ma questa indiscrezione non è stata confermata.

È probabile che Simona Halep si rechi al suo prossimo torneo in Medio Oriente senza un coach sulla sua panchina. Per ora, ancora, non circolano dei nomi su chi potrebbe essere il nuovo volto al suo fianco. Rimane comunque il buon avvio di stagione, con 8 vittorie su 9 match disputati e un nuovo titolo messo in bacheca. Queste sono state le sue parole dopo la sconfitta con la Cornet: “Sono super contenta del modo in cui ho giocato qui in Australia. Ho faticato molto l’anno scorso, e il modo in cui mi sono rialzata, è davvero bello. Sono felice di questo, e prenderò solo gli aspetti positivi”. Né Halep, né nessun membro del suo team hanno commentato questa apparente rottura con i due allenatori rumeni. Secondo il suo sito ufficiale, Simona tornerà in azione al Dubai Duty Free Tennis Championships che inizierà il 14 febbraio. Poi giocherà il torneo in Qatar, a Doha, prima di partire per la trasferta nord-americana sul cemento outdoor.

 

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Raffaella Reggi su Bollettieri: “Entrava nell’anima di ogni suo giocatore, sapeva sempre dire la parola giusta”

Ubaldo Scanagatta e Raffaella Reggi ricordano Nick Bollettieri. Reggi si è allenata con lui da quando aveva 15 anni. “L’ho sentito l’ultima volta poche settimane fa”

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Nick Bollettieri

Poche ore dopo la scomparsa di Nick Bollettieri, il Direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta è stato interpellato da Radio Sportiva insieme con una delle sue allieve storiche, la faentina Raffaella Reggi, che è stata seguita dall’accademia del grande coach italo-americano a Bradenton in Florida da quando aveva 15 anni.

Stavo giocando lo US Open junior nel 1981 e sapevo che un mese dopo sarei andata in Florida ad allenarmi da lui nell’ambito di un contratto di sponsorizzazione che avevo firmato – ha ricordato Reggi – Arrivai in Florida un giorno più tardi perchè avevo perso la coincidenza a New York, e mi catapultarono subito in campo. Venti minuti dopo, con quelle sue quattro-cinque parole in italiano maccheronico che conosceva venne in campo e mi disse ‘Facciamo una scommessa io e te? Tra un anno tu sarai entrata nelle Top 50’. Sei mesi dopo ero già arrivata al n. 47, quindi ci aveva visto lungo“.

Qui sotto l’audio integrale della conversazione andata in onda su Radio Sportiva il 5 dicembre.

 

Le frasi celebri di Nick Bollettieri

Il ricordo dei campioni del tennis

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Connors: “Sanzioni ITIA a Fish e Bryan da Medioevo: le scommesse fanno comodo al tennis”

L’ex campione statunitense dice la sua sul rapporto tra lo sport e il betting. Un punto di vista di chi confessa di essere stato uno scommettitore compulsivo

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Jimmy Connors, US Open 2017 - Raccolta fondi della Croce Rossa per le vittime dell'uragano Harvey (foto Art Seitz)

Jimmy Connors dice la sua sul rapporto tra tennis e scommesse e, come spesso accade quando parla, ciò che afferma non lascia indifferenti. Durante il suo podcast trasmesso dalla Apple e condotto insieme al figlio Brett, “Advantage Connors”, Jimmy ha parlato anche delle recenti sanzioni inflitte dalla ITIA a Mardy Fish e Bob Bryan, entrambi membri della nazionale americana, per aver promosso sui social una società di gioco d’azzardo. Per le regole ITIA, qualsiasi persona in attività nel tennis non può incoraggiare in alcun modo le scommesse. Ma Connors è di tutt’altro parere.

“Sanzioni così sono da Medioevo – ha detto Jimbo -. Le scommesse possono fare il bene del tennis ed è ora di capirlo, invogliando le persone a guardare le partite e tenersi aggiornati sui giocatori. Io sono un appassionato di tennis, ma l’idea di poter fare delle scommesse su baseball o basket mi rende interessato a quegli sport. Vogliamo dare alla gente un motivo in più per guardare il tennis? Inoltre, il tennis potrebbe avere dei benefici economici nello stringere rapporti con società di scommesse sportive”.

Come è ovvio, il tema è ampio e il mondo delle scommesse può anche avere degli influssi negativi, dal fenomeno del match fixing a quello delle ludopatie. Però Connors dice tutto questo rivelando di essere stato a sua volta uno scommettitore accanito. Secondo quanto riporta tennis365.com, infatti, Connors ha affermato di aver scommesso più volte su sé stesso persino quando giocava. Puntando sempre, ha precisato, su sé stesso vincitore. Grazie alla moglie, Jimbo ha poi superato il vizio del gioco ma tuttora si ritiene convinto che tennis e scommesse possano andare a braccetto.

 

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