ATP Rotterdam: finalmente Auger-Aliassime, la nona occasione è quella buona. Tsitsipas poco brillante

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ATP Rotterdam: finalmente Auger-Aliassime, la nona occasione è quella buona. Tsitsipas poco brillante

Felix Auger Aliassime s’impone grazie a due break maturati in apertura dei parziali. Stefanos si sgretola totalmente nel secondo set, cedendo una seconda volta la battuta nel quinto gioco

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Felix Auger Aliassime - Rotterdam 2022 (foto Twitter @abnamrowtt)
 
 

La maledizione della prima luna-titolo del primo capitolo della saga cinematografica i “Pirati dei Caraibi”- se parafrasato al tennis fotograferebbe alla perfezione l’ultimo atto dell’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam. Si, perché se da un lato per Auger-Aliassime c’era da sfatare il tabù del primo sigillo ATP dopo otto finali perse (l’ultima in ordine cronologico risaliva allo scorso giugno, quando era uscito sconfitto dal confronto con Marin Cilic sull’ebra di Stoccarda 6-7 3-6); dall’altra parte anche Tsitsipas non era da meno. L’ellenico era alla ricerca della sua prima vittoria in un ATP 500 dopo che per sette finali consecutive, in tornei di questa categoria, aveva visto il proprio avversario prevalere (l’ultima a Barcellona 2021, contro Nadal). I precedenti parlavano di un bilancio favorevole al greco (5-2), con il canadese che aveva vinto i primi due scontri prima di subire un parziale di 5 affermazioni consecutive di Tsitsi. Tre di questi successi erano maturati nel 2021 (due vittorie in tre set ad Acapulco e Cincinnati, con in mezzo quella in due parziali sulla terra rossa di Barcellona). Delle partite tra i due contendenti, un solo confronto era stata una finale ATP: due anni fa a Marsiglia con il titolo vinto dall’ateniese. Curiosamente entrambi i giocatori hanno avuto lo stesso percorso per giungere in finale; esordendo nel torneo e vincendo la semi in tre set (in quest’ultima tutti e due rimontando), con i due turni centrali vinti invece in due frazioni. Nella partita delle maledizioni da spezzare, vediamo chi per primo, tra il N.4 e il N.9 ATP, è riuscito a raggiungere la propria luna.

Felix Auger Aliassime – Rotterdam 2022 (foto Twitter @abnamrowtt)

[3] F. Auger-Aliassime b. [1] S. Tsitsipas 6-4 6-2

IL MATCH- Si parte con un doppio fallo di Tsitsipas, con il greco subito costretto a togliere le castagne dal fuoco. Alcune prime troppo morbide di Stefanos permettono a Felix di entrare in risposta e di far male, portandosi subito a palla break in apertura. L’ateniese concede immediatamente la battuta a 30, a causa di un orrendo dritto in uscita dal servizio colpito con il corpo all’indietro. Il N.9 ATP mostra fin da subito un’ intensità e un’ aggressività di gioco notevolissime e così con autorità conferma il break maturato a freddo con una prima esterna, senza concedere punti. Nel terzo gioco l’ellenico, grazie ad una crescita sostanziale al servizio riesce maggiormente a togliere il tempo al nativo di Montreal, ma Felix attraverso una costante capacità nel trovare profondità con i colpi da fondo costringe il N.4 del mondo a soffrire anche in questo game, il quale riesce alla fine a spuntarla cedendo due punti. Auger con un rendimento martellante dei suoi due migliori fondamentali: servizio e dritto, mette sempre più pressione al suo avversario e s’inerpica sul 3-1. Quinto game che può essere la pietra tombale del parziale, tutto inizia con il doppio fallo (il secondo del match) di Tsitsi sul 15-15. Troppe seconde del greco permettono a Felix di essere sempre iperaggressivo in risposta. Inoltre Stefanos continua a concedere sulla diagonale sinistra con l’ampia apertura che si ritrova. Ma con coraggio e pazienta cancella la palla del doppio break point, proiettandosi a rete e chiudendo il punto con una volée di rovescio. Mentre, dall’altra parte della rete, il n.1 di Canada mostra tutto il suo repertorio in battuta nel sesto gioco: due ace e una prima vincente con taglio esterno. In tre game di servizio ha concesso solo due punti. Il greco nel nono gioco in cui serve per rimanere nel set, nonostante il terzo doppio fallo e un vincente del canadese, recupera dal 30-30 e resta attaccato. Da lì a poco Aliassime si porta a casa la prima frazione dopo 40 minuti, con l’ennesimo game a zero, frutto di due ace, una prima e un dritto anomalo vincenti. Il canadese interrompe una striscia di 17 set persi consecutivamente in una finale ATP. La chiave del primo set è stata sicuramente la risposta di Auger sulla seconda del greco e soprattutto il rendimento devastante al servizio di Felix (che concede solo due 15 in 5 turni alla battuta). Per lui il 100% di conversione con la prima (16/16), il 73% di prime in campo e 0 palle break concesse. Inoltre fa registrare anche un ottimo 67% di realizzazione con la seconda palla.

 

SECONDO SET- La storia non cambia neanche nel secondo parziale, l’ex N.3 ATP continua ad essere troppo remissivo. A causa di un rovescio affossato in rete e di una fulminea risposta di dritto di Auger va sotto 0-40. Il disastro si completa con Tsitsi che stecca, venendo così breakkato anche in apertura di seconda frazione. Il classe 2000 conferma il break ai vantaggi, non senza prima aver vissuto qualche patema d’animo, chiudendo il gioco con due corposi servizi. Nel terzo game il canadese grazie ad una meravigliosa accelerazione in lungolinea con il suo rovescio bimane raggiunge due palle break per ipotecare il torneo. Ma il finalista del Roland Garros 2021 si aggrappa al servizio, in uno dei rari momenti in cui funziona con continuità, e rimane a contatto. Stefanos, però si sgretola definitivamente nel quinto gioco, sul 40-30 sanguinoso errore con la volée di diritto che spiana la strada al proprio avversario. Alla terza occasione utile (nel set) il doppio vantaggio si materializza. A quel punto il match è sostanzialmente concluso, poco dopo il semifinalista degli Us Open 2021 chiude 6-4 6-2 in un’ora e 17 minuti di match al primo championship point Per il n.1 di Canada numeri impressionanti al servizio anche nella seconda frazione con l’83% di punti vinti con la prima ed uno straordinario 70% (7/10) con la seconda.  Il manifesto della partita è rappresentato da una versione di Tstsipas troppo passiva, che ha subito costantemente la potenza e l’aggressività del nativo di Montreal, soprattutto sulla seconda palla di servizio (il greco ha raccolto solo il 22% nel secondo set con questo fondamentale). Inoltre Auger-Aliassime ha sempre comandato il gioco grazie all’ausilio di un servizio debordante. Il classe 2000 trova, così, finalmente il primo sigillo in carriera alla nona chance.

OTTO FORSE NOVE – Con questa vittoria Felix Auger-Aliassime ha la possibilità di salire all’ottavo posto della classifica ATP: per farlo deve sperare che nella finale dell’Argentina Open a Buenos Aires Diego Schwartzman sconfigga Casper Ruud, che in caso di vittoria manterrebbe il n. 8 nel ranking.

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Gestaccio di Elias Ymer a Salisburgo: con una pallata rompe la telecamera

Ancora episodio di intemperanza nel circuito ATP, con protagonista il maggiore dei fratelli svedesi

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Elias Ymer - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Abbiamo tutti ancora negli occhi la partita di sabato tra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, uno spettacolo dal punto di vista del gioco, una vergogna per quello che hanno combinato entrambi. Se ormai le multe e le intemperanze di Kyrgios sono all’ordine del giorno (già due multe in questo Wimbledon, la prima per lo sputo verso uno spettatore dopo il match con Jubb) aveva sorpreso l’improvvisa perdita della ragione di Tsitsipas. Il greco infatti, dopo aver perso il secondo set, ha scagliato una pallina in tribuna, e ciò gli è valso 10.000 dollari di multa.

Senza entrare nei meriti di chi abbia ragione tra i due, anche perché hanno più probabilmente entrambi torto, ieri c’è stato un altro episodio che con lo sport ha poco a che fare. Elias Ymer, il più grande dei due fratelli svedesi, ha avuto un accesso d’ira dopo un errore non forzato a fine primo set nella sua partita (poi persa 2-0), al Challenger di Salisburgo contro Corentin Moutet. Ancora una volta, preso dalla rabbia, si vede il giocatore scagliare violentemente la pallina verso le tribune… solo che in questo caso la corsa si è fermata prima. Ymer infatti riesce a colpire, e chiaramente anche a rompere, la videocamera di Challenger TV posta in alto, spargendo vetri sul campo e causando l’interruzione del match da parte dell’arbitro, per verificare la praticabilità.

Ora, chiaramente si può sindacare sulla volontà o meno di centrare proprio la telecamera da parte di Ymer, ma resta il gesto di scagliare una pallina con tanta forza e veemenza verso l’alto, alla cieca, e spesso anche verso il pubblico: celebre tra questi episodi poco edificanti per professionisti come questi, quello di Djokovic allo US Open 2020, che colpendo una giudice di linea con una violenta pallata, fu anche costretto a subire la squalifica dal torneo. Dunque, al di là del livello o del nome del giocatore, sempre meno raramente accade che gesti di rabbia per un errore o un punto perso generino reazioni di questo genere, che alla lunga possono essere pericolose. E, più che procedere con delle multe, il modo migliore per iniziare ad eliminare questo fastidioso vizio sarebbe passare direttamente alle squalifiche.

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Wimbledon, Goffin vince una maratona di 4h30′ contro Tiafoe e va ai quarti: troverà Norrie, la speranza Brit

Il belga torna nei quarti a Wimbledon dopo averli raggiunti anche nel 2019. Sfiderà Cameron, il primo suddito della Regina nei quarti da Murray 2017

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Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Cameron Norrie - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

D. Goffin b. [23] F. Tiafoe 7-6 5-7 5-7 6-4 7-5

David Goffin eguaglia il suo miglior risultato a Wimbledon (e negli Slam). Il belga ha superato al quinto set (7-6 5-7 5-7 6-4 7-5) dopo una maratona di oltre 4 ore e mezza Frances Tiafoe ed è così tra gli ultimi 8 giocatori in gara ai Championships 2022: aveva raggiunto questo traguardo a Londra anche nel 2019 e altre due volte (una a Parigi e una a Melbourne). È stato un match a tratti entusiasmante, con continui colpi di scena. David è stato nel complesso più continuo e spesso anche più propositivo rispetto all’avversario che ha comunque mostrato un livello di attenzione costante, a dimostrazione della maturità ormai raggiunta dall’americano. Goffin si conferma però un raffinato interprete dell’erba. Contro Norrie avrà una grande occasione per conquistare la prima semifinale Slam della carriera.

IL MATCH – Dopo il break in apertura di Goffin, nel quarto game gli standard di gioco si alzano decisamente: Goffin cerca spesso la rete, Tiafoe fa il tergicristallo anche da molto lontano rispetto alla linea di fondo campo ma riesce a trovare un paio di guizzi che gli permettono di effettuare il contro break alla seconda opportunità. Dopo aver chiuso il punto che vale il 2-2 con una volée colpita in risposta a un passante di ovescio quasi a botta sicura di Goffin, l’americano dà un primo assaggio delle sue doti di showman avvicinandosi e stringendo le mani ad alcuni spettatori che si complimentano con lui. Nei giochi successi non mancano le occasioni di break da entrambe le parti, ma nessuno riesce a concretizzarle più per meriti dell’avversario che per demeriti propri. Dopo oltre un’ora di set molto equilibrato si arriva così al tie-break, da cui esce vincitore il più propositivo dei due: Goffin.

 

Tiafoe non ha però intenzione di arrendersi dopo solo un set. Sull’1-1 Goffin non sfrutta ben sei occasioni per tenere il servizio in un gioco in cui era avanti 40-0 e l’americano, più propenso a prendere in mano le redini dello scambio, brekka. Pochi minuti dopo ha anche diverse occasioni per operare il doppio break e andare in fuga. Il belga, però, non regala nulla e dopo essersi salvato ha la forza e il cinismo per riagganciare l’avversario sul 3-3. In ogni game è battaglia: Tiafoe dà l’impressione di avere il potenziale per accelerare ma sbaglia spesso sul più bello. Non, però, all’ennesima palla break del set sul 5-5: Frances entra bene in campo e chiude con una volée a campo aperto. È lo strappo decisivo per vincere un parziale che poteva finire con più di venti minuti di anticipo. Invece, dopo 2 ore e 15 inizia una partita al meglio dei tre set.

Il match rimane equilibrato anche nel terzo. L’unica novità è che i giochi scorrono molto più rapidamente (soprattutto quelli in cui batte il belga) e le palle break sono meno frequenti. Fino al 5-5 le uniche, nel sesto game, sono appannaggio di Goffin che però non sfrutta una percentuale bassissima di prime in campo dell’avversario. Nell’undicesimo gioco, però, Tiafoe cambia passo e trasforma la prima opportunità di break in suo favore del set. Sul 6-5 Frances si conferma solido e aggressivo e porta a casa il parziale.

Inaspettatamente Tiafoe ha bisogno di un medical time out nella pausa tra terzo e quarto, pur non mostrando particolari problemi fisici. In ogni caso, l’avvio del nuovo parziale è a tinte belghe: David vince 12 dei primi 15 punti e si porta rapidamente sul 3-0 in virtù di una ritrovata spinta che così mancava dal primo set (e di un calo d’attenzione dell’americano). Goffin va anche vicino a mettere un’ipoteca sul parziale quando ha l’occasione per portarsi sul 4-0, ma un dritto lungo linea che sarebbe stato vincente finisce per pochi centimetri in corridoio. La fuga del belga arriva pochi minuti dopo, ma sul 5-1, quando anche Tiafoe era probabilmente già con la testa al quinto set, inizia il black-out di David. Frances non può credere ai suoi occhi e così ne approfitta per recuperare i due break di svantaggio e servire per agganciare l’avversario sul 5-5. Ma qui arriva un altro colpo di scena: Tiafoe sente il momento, commette due doppi falli, sbaglia una chiamata con il falco e non riesce a completare la rimonta. Goffin, senza essersi ripreso più di tanto dal passaggio a vuoto, riesce quindi a chiudere sul 6-4 e a portare la partita al quinto.

Nonostante le quattro ore di match nelle gambe, nel set decisivo il livello di gioco torna ad alzarsi dopo un quarto set piuttosto negativo per entrambi. Le occasioni di break, però, latitano: la stanchezza si fa comunque sentire e i giocatori, dopo essersi concentrati sui rispettivi turni di servizio, si lasciano un po’ andare in risposta. Il punto che porta l’americano sul 5-5, con un botta e risposta di colpi difensivi che diventano offensivi, è uno dei più belli del match. Frances si carica e capisce che deve cogliere l’attimo, ma Goffin tira fuori non uno ma tre jolly (ovvero altrettanti servizi vincenti) per annullare due palle break e salire sul 6-5. L’americano accusa il colpo, mentre il belga è un muro e sul match point ha il coraggio di attaccare. Quando il timer sul campo segna 4 ore e 37, David taglia il traguardo di questa divertente maratona.

[9] C. Norrie b. [30] T. Paul 6-4 7-5 6-4

La prima volta in un quarto Slam non potrebbe essere più dolce per Cameron Norrie: l’inglese centra questo traguardo proprio a Wimbledon, dimostrando la sua solidità con una vittoria in tre set su Tommy Paul. In due ore e 21 minuti Cameron, che non aveva mai oltrepassato il terzo turno in uno Slam prima di questo torneo, è il primo britannico a finire nei Last 8 da Andy Murray nel 2017 ed il quinto suddito della Regina ad avercela mai fatta. Per farcela, nella sua quinta apparizione all’All England Club, ha superato Munar in una battaglia di cinque set, ma poi non ha concesso nulla a Pablo Andujar e a Steve Johnson così come a Paul. Tommy abbandona così quello che è stato per lui un ottimo torneo: agli USA, vista anche l’eliminazione di Frances Tiafoe, restano le carte Brandon Nakashima e Taylor Fritz. Norrie, invece, ha l’occasione della vita: David Goffin è un avversario decisamente ostico, ma in quarti di finale a Wimbledon si può trovare di peggio.

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John Isner nuovo primatista mondiale di aces: superato Ivo Karlovic

L’americano ha commentato così il suo record: “Continuando a giocare il numero totale salirà ancora: potrei restare lassù molto a lungo”

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John Isner - Roma 2022 (foto Twitter @ATPTour_ES)

L’ace con cui è salito 30-30 nel terzo gioco della partita contro Jannik Sinner poteva sembrare un ace qualunque, per John Isner. Ma non lo era: con quella bordata centrale l’americano ha battuto il record mondiale per il numero totale di aces messi a segno in carriera, salendo a quota 13.729. Il primato precedente del dato, che l’ATP registra dal 1991, apparteneva al croato Ivo Karlovic. Isner, che contro Sinner ha tirato in tutto 24 aces, ha dichiarato in merito: “È davvero fantastico. È una cosa di cui sono molto orgoglioso. Sarò il leader di tutti i tempi. Continuerò a giocare, continuerò ad aumentare il mio totale… E non so se la cifra finale sarà battuta. Potrei restare in vetta davvero per molto tempo”.

Il 37enne originario della North Carolina, diventato professionista nel 2007, ha ottenuto risultati notevoli nell’arco della sua carriera (tra cui una semifinale a Wimbledon nel 2018, due quarti agli US Open nel 2011 e nel 2018, con il quarto turno raggiunto in tutte le prove dello Slam) sfruttando il servizio come arma principale. Oltre al record messo a segno contro Sinner a Wimbledon, l’americano è anche in testa alla classifica degli ace del 2022 con 629 in 28 partite. Isner si è classificato al primo posto dell’ATP Tour per numero di ace in sette stagioni e ha superato la soglia dei 1000 ace per sette volte, compreso il record di carriera di 1260 del 2015.

Se è vero che i record sono fatti per essere battuti, sarà di certo difficile trovare un servizio migliore di quello di John: è evidente che Isner sia aiutato dalla sua altezza (è uno spilungone di 208 cm e alzando la racchetta scaglia la pallina a terra da quasi 4 metri), ma è altrettanto chiaro che ciò non basta per tirare fuori dal servizio ciò che ha saputo ottenere lui, che in carriera ha vinto il 92% dei suoi game di servizio, compreso il 79% dei punti con la prima palla. Subentrano infatti altre qualità tecniche e mentali. E lo ha confermato anche un altro grande battitore come Andy Roddick. “Isner, sempre Isner. Ci sono stati grandi servitori che sono stati giocatori più forti, ma il suo servizio è il migliore di sempre”. Come dargli torto.

 

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