Jannik Sinner: “Vagnozzi il mio nuovo head coach. Per ora nessun altro innesto”

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Jannik Sinner: “Vagnozzi il mio nuovo head coach. Per ora nessun altro innesto”

Sarà Simone Vagnozzi a seguire a tempo pieno Sinner. Al momento smentite tutte le ipotesi sui supercoach

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Jannik Sinner - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)
 
 

Dopo tanto vociferare e un paio di giorni di attesa, è arrivata l’ufficialità: Simone Vagnozzi è il nuovo allenatore di Jannik Sinner. Il n. 10 del mondo aveva annunciato ieri sui social la separazione dal suo storico coach Riccardo Piatti – con la notizia dell’interruzione del loro rapporto lavorativo già trapelata la settimana scorsa – e adesso c’è anche il nome del sostituto. Ecco cosa scrive Jannik su Twitter:

Sono felice di annunciare che d’ora in avanti lavorerò con Simone Vagnozzi nel ruolo di coach che guiderà il mio team. Al momento non ho in programma di aggiungere altri componenti alla squadra, ma valuteremo la situazione in corso d’opera.

Il coach di Ascoli Piceno (che ha fatto raggiungere i migliori risultati sia a Cecchinato che a Travaglia) di recente ha iniziato a lavorare con Jannik. Quest’ultimo infatti si è allenato negli ultimi giorni al circolo Tennis Padel Soleil di Beausoleil, in Francia, a due passi da Monte Carlo. Con ogni probabilità vedremo Vagnozzi nel box dell’altoatesino già nel torneo ATP 500 di Dubai, al via lunedì 21 febbraio dove Sinner risulta regolarmente iscritto.

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Wimbledon, Kyrgios: “Con Rafa sarà il match più visto di sempre”

Nick Kyrgios parla della strada che l’ha portato alla sua prima semifinale Slam, della ritrovata voglia di giocare e di molto altro. E assicura: “ Mentalmente sto alla grande”

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Nick Kyrgios – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Superato come da pronostico Cristian Garin, il “terraiolo” dei last eight, Nick Kyrgios può festeggiare la sua prima semifinale Slam che lo vedrà fronteggiare Rafa Nadal. Davanti ai giornalisti, esordisce ripetendo quello che ha già detto sul campo: “Non pensavo che sarei ci arrivato. Credevo che la nave fosse salpata, specialmente per come stavo due anni fa… Sono orgoglioso di me stesso e della mia squadra”.

Com’era prevedibile, la prima domanda riguarda la notizia del giorno prima, vale a dire l’ordine a comparire in tribunale tra meno di un mese, quando sarà messo di fronte alle accuse.

D. Prima di parlare di tennis, Nick, sento che vorremmo chiederti se vuoi replicare alla convocazione in tribunale, come la situazione ti ha influenzato.

 

Nick Kyrgios: “Ovviamente avevo tanti pensieri, vorrei dare la mia versione, ma i miei avvocati mi hanno informato che non posso dire nulla a questo punto. Onestamente, non mi ha influenzato. Ne ho letto, tutti mi facevano domande, è stata dura concentrarsi sulla missione a portata di mano. Erano i quarti di Wimbledon.”

D. Dopo la vittoria, sei rimasto seduto per un paio di minuti. Hai detto che avevi un milione di cose per la testa. Quali cose?

NK: “Solo come le cose possano cambiare. C’è stato un momento in cui l’avevo quasi finita con il tennis, Ho scritto quest’anno sul mio stato mentale nel 2019, con i pensieri suicidi e tutto quanto. Oggi sono qui, semifinalista a Wimbledon, un risultato speciale per chiunque, ma credo soprattutto per me. Nessuno lo avrebbe detto due anni fa. No, non ha la tenuta mentale, la forma fisica, la disciplina. Ho quasi cominciato a dubitare di me stesso con tutte queste cose che mi entravano in testa.”

D. Dato ciò che hai descritto, oltre queste due settimane a Wimbledon, come descriveresti la strada verso la tua prima semifinale Slam?

NK: “Burrascosa (ride). A inizio anno, nemmeno sapevo se volessi giocare secondo una vera programmazione. Non la seguo in realtà. Nell’ultimo anno e mezzo avevo perso l’amore, il fuoco, la scintilla. Poi alcune cose della mia vita sono cambiate. Ho riscoperto di avere tante persone che vogliono che giochi. Ho ancora qualcosa nel serbatoio, mentalmente mi sento alla grande. Otto anni di vuoto dal mio primo quarto. È stata una cavolo di cavalcata.”

D. Mate, non sappiamo il risultato dell’altro quarto, ma ci puoi parlare delle caratteristiche dell’eventuale sfida con Rafa? Hai giocato un paio di fantastici incontri qui contro di lui. Potenzialemnte dovresti giocare con i due migliori del mondo, con Medvedev assente, per vincere il titolo.

NK: “Sarebbe speciale sfidare Rafa qui. Due personalità totalmente differenti. Però sento che ci rispettiamo tantissimo l’un l’altro. Sento che sarebbe un incontro da acquolina in bocca per chiunque nel mondo. Probabilmente il più visto di tutti i tempi. Ma c’è tanto lavoro da fare tra adesso e domani. Devo essere sicuro che il mio corpo sia a posto.”

D. Hai descritto come una buona prestazione dal punto di vista mentale la vittoria contro Nakashima. Penso che tu possa dire lo stesso oggi. In confronto o al contrario di quanto accaduto con Tsitsipas?

NK: “Penso che, mentalmente, la mia prestazione contro Tsitsipas sia stata fantastica con tutto quello che è successo. Tante cose avrebbero potuto farmi perdere la concentrazione. Oggi non mi aspettavo che Garin avesse quel livello di tennis sull’erba. Sappiamo quanto vale sulle altre superfici ma, mio Dio, quella risposta di dritto mi farà venire gli incubi.”

D. ‘Dai a un uomo una maschera e diventerò il vero sé stesso’. Cosa significa per te?

NK: “Penso che oggi le persone abbiano paura di aprirsi. Per me è stata la salute mentale. Se non fossi Nick Kygios, mi sarei aperto molto prima. Sento che, se le persone potessero dirti in modo anonimo come si sentono, lo farebbero, si aprirebbero di più.”

D. Contro Nakashima hai giocato un paio di tweener, di servizi da sotto. Oggi non hai giocato un solo colpo del genere, Riflette il punto in cui sei arrivato nel torneo?

NK: “Certamente sentivo più pressione oggi. Avanzare in semi in uno Slam è un territorio inesplorato. La superficie meno preferita da Garin, tutti a pensare che avrei vinto. Il punteggio non riflette quanto è stata difficile. Oggi mi sentivo spesso sulla difensiva, non potevo permettermi certi colpi.”

D. Tua madre non riesce a guardare i tuoi incontri, aspetta un tuo messaggio. Le hai dato la notizia? Ovviamente vi parlate molto.

NK: “Le condizioni di salute di mia mamma sono un po’ difficili ultimamente. Non può viaggiare, ha un pacemaker, non viene neanche all’Australian Open, sarebbe troppo stressante. Cerco di parlarle. Si alza la mattina, ho appena visto il live score, dice, pare che tu abbia avuto un match tosto. E io, non ne hai idea. Sono felice che possa tenermi d’occhio da casa. Sarebbe fantastico se potesse venire qui, ma ha un sacco di cose da fare. Anche assicurarsi che i miei cani siano nutriti. Mio fratello ha avuto un figlio cinque giorni fa, George. Giorni pieni di avvenimenti questi per mister Kyrgios.”

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Wimbledon, il programma di giovedì 7 luglio: semifinali femminili, apre Jabeur

Si comincia alle 14.30 con Jabeur-Maria. A seguire Rybakina-Halep e finale del misto

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Ons Jabeur – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @WTA)

Eccoci arrivati al penultimo atto del torneo femminile. Esauriti mercoledì i restanti due quarti di finale, è il momento di decidere chi saranno le due finaliste dell’edizione 2022 di Wimbledon. Fra le tre ragazze impegnate giovedì che non erano mai arrivate così avanti in un torneo dello Slam, spicca la trentaquattrenne Tatjana Maria, n. 103 WTA, che fino alla settimana scorsa vantava un solo terzo turno, proprio su questi prati, come miglior risultato in un Major. Le altre due sono Elena Rybakina e la favorita, nonché da quasi tutti preferita, Ons Jabeur. E poi c’è Simona Halep, che qui ha vinto nel 2019 e, senza fare troppo rumore, sembra intenzionata a prendersi l’onore dell’apertura di martedì sul Centrale il prossimo anno, possibilità negatale prima dal Covid, poi da un infortunio e infine dagli organizzatori – campo che è tornata a calpestare solo agli ottavi e solo perché giocava con la n. 4 del seeding Badosa.

Fermi i maschietti, il Centrale è riservato alle signore e alla finale del doppio misto. Si parte alle 14.30 ora italiana con Jabeur che affronta Maria. 2-1 per la tunisina i precedenti, l’ultimo dei quali risale al 2018 e quindi ben poco indicativi, certamente meno del livello che sta attualmente esprimendo Ons, la quale, tuttavia, non dovrà sottovalutare l’amica Tatjana, uscita indenne, tra gli altri, dai match con Cirstea, Sakkari e Ostapenko. A seguire, Halep opposta alla kazaka Rybakina. 2-1 per Simona i confronti diretti, l’ultimo allo scorso US Open vinto in tre set dalla rumena.

Per quanto riguarda il doppio misto, Samantha Stosur e Matthew Ebden si giocheranno il titolo contro la coppia vincitrice dello scontro fra Mirza/Pavic e Krawczyk/Skupski.

 

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Wimbledon, Rybakina: “Felice di essere in semifinale e di rappresentare il Kazakistan”

Nata in Russia – ma naturalizzata kazaka – Elena Rybakina racconta che cosa vuol dire per lei essere in semifinale. E cha cosa significa farlo rappresentando il Kazakistan

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Elena Rybakina - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)
Elena Rybakina - Wimbledon 2022 (Twitter - @Wimbledon)

La bombardiera kazaka Elena Rybakina vola in semifinale a Wimbledon, vincendo in rimonta contro Ajla Tomljanović. Al termine di una partita per lei storica, la 23enne nativa di Mosca è intervenuta in conferenza stampa, dicendosi ovviamente Molto felice per la vittoria e per il livello di tennis espresso. Rybakina scenderà nuovamente in campo domani contro Simona Halep, che a Wimbledon ha una striscia aperta di 12 vittorie consecutive (ha vinto nel 2019, mentre non ha partecipato nel 2021).

D: Hai detto di essere molto contenta per essere approdata in semifinale. Quali emozioni credi di provare domani al momento del tuo ingresso in campo?

Elena Rybakina: “Cercherò soltanto di godermi il momento e fare del mio meglio, come ho sempre fatto nel corso di questo torneo. Giocherò contro una grande campionessa, ci siamo rese protagoniste di grandi battaglie in passato”.

 

D: Quando hai finito la scuola e volevi iniziare a giocare nel tour era tutto molto incerto per te. Hai avuto problemi finanziari? Hai pensato di andare al college?

Elena Rybakina: “Logicamente all’inizio c’era il dubbio se sarei diventata una giocatrice professionista o meno e, poco prima di finire scuola, giocavo quasi tutti i giorni. Non è stata una decisione facile, è uno sport molto costoso. Come tutti i genitori, i miei erano preoccupati nel caso in cui, ad esempio, mi fossi infortunata. Però direi che, alla fine, ho fatto la scelta giusta!”

D: È stata una decisione difficile? Mi riferisco all’approccio della federazione kazaka verso di te. In che modo credi che il tuo spostamento dalla Russia al Kazakistan possa averti aiutato? E ancora, ti senti più kazaka o russa?

Elena Rybakina: “Il Kazakistan stava cercando delle giocatrici e io avevo bisogno di aiuto. Loro hanno creduto in me e credo che sia stata un’ottima soluzione per entrambe le parti. Hanno fatto il possibile perché io potessi giocare e migliorare. Mi stanno ancora supportando: sono davvero felice di rappresentare il Kazakistan da così tanto tempo. È difficile rispondere all’ultima domanda. Sono nata in Russia, però ovviamente rappresento il Kazakistan, giocando la Billie Jean King Cup e le Olimpiadi. Sarò sempre grata per il supporto che ho ricevuto e credo di star portando ottimi risultati per lo sport kazako”.

D: Quando hai sentito che Wimbledon aveva deciso di bannare russi e bielorussi, come ti sei sentita?

Elena Rybakina: “Ovviamente non è una notizia che vuoi sentire: siamo sportivi e vogliamo soltanto giocare e poter competere. Spero soltanto che il prossimo anno tutto possa tornare normale e che la guerra possa finire quanto prima”.

D: Le ultime due volte che hai giocato contro Halep sono stati due match molto combattuti. Che cosa hai imparato da quelle partite? È una motivazione in più per l’incontro di domani?

Elena Rybakina: “È vero, sono stati due match molto combattuti. Ho perso a Dubai al tiebreak, mentre allo US Open ero leggermente infortunata. So soltanto che devo rimanere concentrata fino alla fine perché lei è una grande combattente. Dovrò essere più tranquilla e fiduciosa nei momenti chiave.

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