Coppa Davis: Lorenzo Musetti non si scotta con il battesimo del fuoco. Vittoria baby [VIDEO]

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Coppa Davis: Lorenzo Musetti non si scotta con il battesimo del fuoco. Vittoria baby [VIDEO]

Procurata da due ragazzini. Sette ore e mezzo di sofferenza inattesa e inaudita. Sul 4 pari al terzo fra Musetti-Gombos era ancora tutto per aria. Si è rivissuta l’atmosfera della vecchia Davis. Quando il doppio più del 20% non valeva.

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Lorenzo Musetti - Acapulco 2021 (foto AMT 2021)
 
 

Procurata da due ragazzini. Sette ore e mezzo di sofferenza inattesa e inaudita. Sul 4 pari al terzo fra Musetti-Gombos era ancora tutto per aria. Si è rivissuta l’atmosfera della vecchia Davis. Quando il doppio più del 20% non valeva.

Bratislava- Abbiamo rischiato grosso, grossissimo. C’è mancato un soffio di respiro e soltanto dopo oltre 7 ore e mezzo di sofferenza, sportiva ma pur sempre sofferenza, possiamo tirare un grandissimo sospiro di sollievo dopo aver temuto e quasi visto il peggio.

I nostri babies ce l’hanno fatta. Due punti conquistati da Sinner, ancora imbattuto dopo 5 singolari di Coppa Davis, il punto decisivo da Musetti, un ventenne altoatesino e un ventenne (da due giorni) toscano.

 

Doveva, e forse poteva, essere una passeggiata, e davvero non lo è stata se dopo 2 ore e 16 minuti dell’ultimo e decisivo singolare, Musetti-Gombos,  il punteggio era ancora in massimo equilibrio, sul 4 pari del terzo set.

Sapevamo che nel doppio non eravamo favoriti e difatti lo abbiamo perso, anche se soltanto al tiebreak del terzo set. Ma per fortuna questa fase della Coppa Davis assomiglia un po’ di più a quella antica, anche se i match si giocano sulla corta distanza dei due set su tre.

Si gioca in casa di una delle duellanti e l’atmosfera è tutta un’altra cosa rispetto a un ambiente neutro. Si giocano poi  4 singolari e un doppio – a differenza purtroppo di quanto accadrà nelle fasi finali se non penseranno a cambiare il regolamento, ormai non quest’anno ma speriamo in futuro anche se ciò vorrà dire allungare le giornate di gara – e così il doppio, che noi per solito perdiamo, conta per il 20 per cento e non per il 33.

È il fascino della Davis quello di far assistere a delle lotte infinite anche fra giocatori il cui gap in classifica è …una voragine.

Guai a sottovalutare le presunte squadre deboli. Con una squadra, quasi uno squadrone potendo contare teoricamente su due top-ten (o quasi…), un top-20 (o quasi), un giovane predestinato a lasciarsi alle spalle il n.57 ATP, potrebbe sembrare che l’Italia abbia le carte per vincere la Coppa Davis per la seconda volta nella nostra storiae invece c’è mancato pochissimo che ci si ritrovasse mestamente a tentare di non precipitare dal World Group nel Group 1.

Che so io, magari con uno spareggio da giocarsi il 14 e il 15 settembre contro il Pakistan o l’Ucraina! Nulla contro il Pakistan eh…, figurarsi poi se di questi tempi con l’Ucraina, ma quelle erano due delle 12 squadre ad aver vinto le qualificazioni dalla serie inferiore. Insieme a India, Turchia, Portogallo, Svizzera, Messico, Cile (quando ancora di Tunisia-Bosnia Erzegovina, Nuova Zelanda-Uruguay, Perù-Bolivia  non sapevo il risultato).

Prima c’è stata la rinuncia di Matteo Berrettini, che non si era ancora fatto male, ma che probabilmente riteneva – lui come tutti –che a Bratislava gli azzurri avrebbero passeggiato anche senza di lui.

Poi c’è stato il nuovo k.o. di Lorenzo Sonego contro un giocatore non compreso fra i primi 200 del mondo, dopo Gojo a Torino, Horansky a Bratislava. Il dubbio che con il torinese e torinista – squadra gemellata della mia Fiorentina e vittima sacrificale perenne della Juventus proprio come i miei viola – si abbia a che fare con un altro Seppi ante litteram per una certa idiosincrasia nei confronti della Davis, nasce spontaneo.

Ma anche lui avrà tempo e modo per liberarsi di questo complesso. Intanto l’ha presa con gran sense of humour, perché quando nel corso della conferenza stampa celebrativa del team azzurro è rimbalzata sul suo cellulare una chiamata di Matteo Berrettini dalla Florida che si congratula Lorenzo ha esordito così: “Matteo li ho portati alla vittoria!”.

Ecco, anche questo piccolo episodio, come le congratulazioni reciproche e spontanee che si sono fatti tutti i giocatori, chi sottolineando le due vittorie due di Sinner, chi il battesimo del fuoco superato all’esordio da Musetti, chi la prestazione più che onorevole del doppio sebbene sconfitto, mi fanno ritenere che questa squadra sia davvero unita, solidale, senza fingimenti.

Ricordo bene che nel quartetto che vinse la nostra unica Coppa Davis quest’unità non c’era. Da una parte Panatta e Bertolucci, dall’altra Barazzutti e Zugarelli. E anche con il capitano Pietrangeli, cui tutti noi dobbiamo eterna gratitudine perché se siamo andati in Cile a vincere quell’unica Coppa è grazie a lui (battere Fillol e Cornejo è stato più facile), non c’era quella simbiosi che mi pare ci sia fra i ragazzi di questo team e Filippo Volandri. Probabilmente anche perché c’è meno divario anagrafico, ma non solo per quello.

Volandri si è trovato a fare scelte non facili, alla fine direi che le ha indovinate. Certo non poteva ripresentare Sonego dopo quanto era successo con Gojo e con Horansky, però il rischio che Musetti venisse travolto c’era. E quando Lorenzo ha perso il primo set si poteva anche presagire il peggio.  

Senza gettare la croce addosso a nessuno, perché ribadisco che il doppio è stato perso di misura, c’è stata però l’ennesima conferma – questa volta anche per via dell’infortunio al polpaccio patito da Fognini – che oggi come oggi e in prospettiva considerata l’età di Fognini e di Bolelli – un doppio già bello solido non ce l’abbiamo.

Dovremo inventarcelo perché insomma quello schierato oggi – una coppia che aveva giocato solo a Montecarlo e a Marsiglia con scarso successo – ha finito per perdere da una coppia formata da un giocatore di quasi 40 anni e da un altro di 37.

Sotto due a uno a fine doppio ce la siamo vista brutta perfino con questa Slovacchia orfana del suo n.1 Molcan – messo k.o. dal Covid…e strano non abbia contagiato nessuno dei suoi vicinic – e con nessun altro singolarista compreso fra i primi 100, né Gombos n.110, né tantomeno Horansky n.203.

Eppure, pur immaginando che Sinner dovesse vincere contro il carneade Horansky dopo il mini spavento iniziale – 1 punto dei primi 9, sotto 3 game  a 0, ma forse Jannik pensava ancora alla facilissima volee sbagliata a metà tiebreak che è costato il minibreak determinante del 2-4–  anche il probabilissimo 2 pari (è stato un 7-5, 64 in un’oretta e mezzo), non ci lasciava per nulla tranquilli.  

Non tanto per sfiducia nei confronti di Lorenzo Musetti che eravamo certi fin da ieri sera che sarebbe stato schierato al posto dell’altro deludente Lorenzo, ma perché Gombos contro Sinner non mi era per nulla dispiaciuto.

In questa atmosfera incandescente, tipica di ogni match di Davis in trasferta, come avrebbe reagito Musetti al suo esordio e con tanta responsabilità?

Non era per nulla facile il compito del ragazzo toscano, va proprio detto. Abbiamo visto in questi giorni che 99 posti in classifica, quanti distavano Sinner da Gombos, e anche 182 quanti separavano Sonego da Horanski, n.203 a 29 anni, non bastano a garantire una vittoria.

Inciso su Horansky: è un ex testimonial YOXOI (2020-2021) ma non deve avere trovato nel cassetto altre magliette e così le indossava anche in questi giorni, proprio come me che ha distanza di anni ho ancora tante di quelle dei miei primi sponsor, Fila e Sergio Tacchini…solo che i chili non sono più gli stessi di allora. Visto che sto parlando di testimonial …mi viene in mente che anche Intesa Sanpaolo non deve essere dispiaciuta del risultato di questo incontro. I tre punti del successo azzurro li hanno portati i due testimonial ISP, Sinner e Musetti. 

Già  l’esordiente Musetti n.57, 20 anni compiuti giovedì a fronte di un Gombos n.110 (ex n.80 come best ranking), 31 anni e residente proprio a Bratislava, certo più esperto, si è trovato a giocare giocare fuori casa un match decisivo  per qualificare l’Italia ai gironi finali di Coppa Davis.

Non poteva avere un compito più delicato. E’ stato un vero battesimo del fuoco. Per fortuna, e bravura, grande bravura alla fine dopo che si era fatto risucchiare un break di vantaggio nel terzo set, non ne è rimasto scottato.

Un po’ perché Gombos ha commesso, soprattutto di dritto, qualche errore da …Gombos, ma anche perché nel finale Lorenzo ha dimostrato più personalità e coraggio dello slovacco che pure ha servito molto bene, con battute anche a 229 km all’ora. Portargli via la battuta era tutt’altro che facile. Per buona ventura di Musetti il miglior colpo di Gombos, il rovescio bimane, era quasi sempre quello incrociato. Andava quindi a finire sul rovescio di Lorenzo. Decisamente il pezzo più pregiato del suo repertorio. La superficie non velocissima consentiva al nostro di trovare il tempo per le sue aperture, sempre piuttosto ampie, e così Musetti ha potuto mettere in mostra tantissimi rovesci vincenti, passanti e non.

Come i tre rovesci che gli hanno regalato il break decisivo sul 5-4 del terzo set. Soltanto l’ultimo è stato agevolato dal nastro che ha fatto impennare la palla scavalcando Gombos con Musetti che in un nanosecondo si buttava a terra mentre in due nanosecondi veniva sommerso dall’abbraccio dei compagni e dai vari accompagnatori fino a dar vita a un mucchio selvaggio e soffocante.

Insomma alla fine, dopo tanta sofferenza è stata grande la gaudenza. Però, chioserei, questa non dovrebbe essere sempre necessaria. Che nessuno – d’ora in avanti, mi raccomando –  sottovaluti più gli avversari, quale  che sia la loro classifica. E che tutti i nostri migliori giocatori, se non infortunati, si rendano sempre disponibili, senza privilegiare i tornei individuali i cui successi – se non arrivano negli Slam – non danno quasi mai le stesse emozioni, la stessa soddisfazione di una vittoria in Coppa Davis.

Lorenzo Musetti resterà l’eroe del match, anche se è Sinner che ha portato a casa due punti su tre (qua gli spunti tecnici di Luca Baldissera), e potrà anche vincere grandi tornei, magari Masters 1000 se non Slam e gli auguro davvero ogni bene perché è un bravo, bravissimo ragazzo,  ma di sicuro questa vittoria non la dimenticherà mai, resterà sempre nella sua mente. Tant’è che ha subito detto, anche se ha già battuto tennisti molto più forti di Gombos: “Questa è la vittoria più importante della mia carriera, sarà impossibile dimenticarla”. E del resto, se ascolterete l’intervista che ho fatto a Filippo Volandri, anche lui che potrebbe ricordare di aver battuto gente di primissimo piano, da Roger Federer a Roma, a Robredo in Davis in giù, ha detto: “Il mio esordio in Davis contro Ivanisevic resta un momento che non dimenticherò mai”. Perchè la Davis, perfino ora che l’hanno quasi smaterializzata, è la Davis.

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Coppa Davis, i convocati delle 16 partecipanti: Djokovic c’è, Alcaraz guida la Spagna in assenza di Nadal. Torna Zverev

Il tedesco è pronto a rientrare dopo l’infortunio subito al Roland Garros. Tra i campioni Slam presenti anche Marin Cilic (nel girone con l’Italia) e Andy Murray

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Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2021 Madrid (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Tra poco meno di un mese inizierà la fase a gironi della Davis Cup by Rakuten Finals 2022, in programma da martedì 13 a domenica 18 settembre. Le sedi saranno quattro, una per girone: la Unipol Arena di Bologna (Girone A), il Pabellón Municipal Fuente de San Luis di Valencia (Girone B), la Am Rothenbaum di Amburgo (Girone C) e la Emirates Arena di Glasgow (Girone D).

In ogni gruppo avanzeranno le prime due classificate, che approderanno alla Final 8 in programma a Malaga a fine stagione, dal 22 al 27 novembre. L’Italia ha già reso noti i 5 azzurri che saranno a Bologna e così hanno fatto le altre 15 federazioni. Vediamo nel dettaglio la situazione girone per girone.

Girone A: Italia, Croazia, Argentina, Svezia

Il Gruppo A è quello dell’Italia che, oltre ai cinque ragazzi scelti da Filippo Volandri, vede presenti anche la pericolosa Croazia di Marin Cilic (e degli ex numero 1 di doppio Mektic/Pavic), l’Argentina di Diego Schwartzman e la più abbordabile Svezia dei fratelli Ymer. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

 
  • Italia: Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini, Simone Bolelli. Capitano: Filippo Volandri
  • Croazia: Marin Cilic, Borna Coric, Borna Gojo, Mate Pavic, Nikola Mektic. Capitano: Vedran Martic
  • Argentina: Diego Schwartzman, Francisco Cerundolo, Sebastian Baez, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez. Capitano: Guillermo Coria
  • Svezia: Mikael Ymer, Elias Ymer, Jonathan Mridha, Karl Friberg, Andre Goransson. Capitano: Johan Hedsberg

Girone B: Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud

Il Gruppo B doveva essere il girone di ferro, ma le assenze di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov peseranno tantissimo sul destino del Canada, le cui speranze di qualificazione sono ridotte al lumicino. Spagna favorita per il primo posto anche senza Nadal, trascinata da Carlos Alcaraz e Carreno Busta fresco vincitore del Masters 1000 di Montreal. Attenzione comunque alla Serbia di Novak Djokovic. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

  • Spagna: Carlos Alcaraz, Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut, Alejandro Davidovich Fokina, Marcel Granollers. Capitano: Sergi Bruguera
  • Serbia: Novak Djokovic, Miomir Kecmanovic, Filip Krajinovic, Laslo Djere, Dusan Lajovic. Capitano: Viktor Troicki
  • Canada: Vasek Pospisil, Alexis Galarneau, Liam Draxl, Gabriel Diallo, Cleeve Harper. Capitano: Frank Dancevic
  • Corea del Sud: Kwon Soon-woo, Hong Seong-chan, Nam Ji-sung, Song Min-kyu. Capitano: Park Seung-Kyu

Girone C: Germania, Francia, Belgio, Australia

Una piacevole e attesa notizia arriva dalla federazione tedesca, che potrà contare su Alexander Zverev. Il numero 2 del mondo non gioca una partita ufficiale dalla semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, in cui è stato costretto al ritiro. La sua presenza per il prossimo US Open, in programma tra due settimane, è a forte rischio, ma certamente difenderà i colori della sua Nazionale a settembre. Il Gruppo C comprende anche Francia, Belgio e Australia, costretta a fare a meno di Nick Kyrgios.

  • Germania: Alexander Zverev, Oscar Otte, Jan-Lennard Struff, Tim Puetz, Kevin Krawietz. Capitano: Michael Kohlmann
  • Francia: Benjamin Bonzi, Adrian Mannarino, Arthur Rinderknech, Nicolas Mahut. Capitano: Sebastian Grosjean
  • Belgio: David Goffin, Zizou Bergs, Michael Geerts, Sander Gille, Joran Vliegen. Capitano: Johan van Herck
  • Australia: Alex de Minaur, Thanasi Kokkinakis, Matthew Ebden, Max Purcell. Capitano: Lleyton Hewitt

Girone D: Gran Bretagna, Stati Uniti, Kazakistan, Paesi Bassi

Molto intrigante anche il Gruppo D, probabilmente il più equilibrato. Non poteva mancare Andy Murray a Glasgow a lottare per la sua Gran Bretagna, mentre sarà Taylor Fritz a guidare gli Stati Uniti orfani dei suoi big server Reilly Opelka e John Isner. Da non sottovalutare il Kazakistan del funambolico Alexander Bublik e i Paesi Bassi di Van de Zandschulp e Van Rijthoven.

  • Gran Bretagna: Cameron Norrie, Daniel Evans, Andy Murray, Joe Salisbury. Capitano: Leon Smith
  • Stati Uniti: Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Tommy Paul, Jack Sock, Rajeev Ram. Capitano: Mardy Fish
  • Kazakistan: Alexander Bublik, Dmitry Popko, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Andrey Golubev. Capitano: Yuriy Schukin
  • Paesi Bassi: Botic van de Zandschulp, Tallon Griekspoor, Tim van Rijthoven, Wesley Koolhof, Matwe Middelkoop. Capitano: Paul Haarhuis

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Coppa Davis, convocazioni: i cinque azzurri scelti da Volandri

Matteo Berrettini e Jannik Sinner guidano l’Italia per il girone di Bologna. Fognini, Bolelli e Musetti completano il roster

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Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

In vista della fase a gironi delle Davis Cup by Rakuten Finals 2022, che si svolgerà
dal 13 al 18 settembre prossimi sul veloce indoor della Unipol Arena di Casalecchio di Reno a Bologna,
il capitano della Nazionale italiana, Filippo Volandri, ha convocato i seguenti giocatori:

  • Matteo Berrettini
  • Simone Bolelli
  • Fabio Fognini
  • Lorenzo Musetti
  • Jannik Sinner

La Davis Cup by Rakuten torna dopo 46 anni nella città di Bologna ospitando uno dei quattro gironi della
fase finale e vedrà protagoniste quattro squadre: oltre all’Italia, Argentina, Croazia e Svezia. Il ritorno
della più antica competizione sportiva mondiale per squadre nazionali nel capoluogo regionale coincide
con un anniversario storico: ricorre infatti quest’anno il centenario dalla prima partecipazione della
Nazionale italiana alla Coppa Davis.

Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis:
“Quello di Bologna è un girone molto duro, probabilmente uno dei più equilibrati, ma allo stesso tempo
molto stimolante. Ritrovare la Croazia, contro cui abbiamo perso lo scorso anno a Torino, sarà un motivo
ulteriore di rivincita e faremo tesoro dell’esperienza del 2021. Sono sicuro che la squadra si farà trovare
pronta e darà il massimo per centrare la qualificazione ai quarti e volare così a Malaga per la fase
decisiva. Giugno e luglio hanno visto i nostri tennisti conquistare bellissimi successi in singolare con
Matteo, Lorenzo e Jannik e abbiamo anche una coppia di doppio competitiva e affiatata come quella
composta da Fabio e Simone, che di recente hanno vinto il torneo a Umago e giocato la finale a Bastad:
non a caso sono in corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino in doppio. C’è un grande
entusiasmo per il nostro sport, come testimoniano lo spazio sempre più ampio sui media,
i dati
dell’audience televisiva e, soprattutto, il fatto che si sente parlare sempre più di tennis e non soltanto di
calcio. È ovvio che questo ti dà delle responsabilità in più però per me queste rappresentano un
privilegio: gestire una squadra importante e forte come la nostra mi rende molto fiducioso, anche per
l’attaccamento che i ragazzi dimostrano quando vestono la maglia azzurra: in Coppa Davis la coesione
del gruppo è un elemento fondamentale che può anche essere decisivo”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Gli incontri della fase a gironi si giocheranno in quattro differenti città: oltre a Bologna, le sedi sono
Amburgo, Glasgow e Valencia. Le 16 squadre partecipanti sono state suddivise in quattro gironi da
quattro, con le prime due classificate che accederanno alla fase finale. La formula prevede per ogni
incontro la disputa di due singolari e di un doppio, tutti al meglio dei due set su tre.
Fase a gironi:
Gruppo A (Bologna): Croazia, Italia, Argentina, Svezia
Gruppo B (Valencia): Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud
Gruppo C (Amburgo): Francia, Germania, Belgio, Australia
Gruppo D (Glasgow): Usa, Gran Bretagna, Kazakhstan, Olanda

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Tutti i match della fase a gironi saranno visibili su SuperTennix, la piattaforma di streaming on line della
Federazione Italiana Tennis.
Questo il calendario del Gruppo A, con gli incontri che prenderanno il via alle ore 15:
13 settembre: Argentina-Svezia
14 settembre: Italia-Croazia
15 settembre: Croazia-Svezia
16 settembre: Italia-Argentina
17 settembre: Croazia-Argentina
18 settembre: Italia-Svezia
È possibile acquistare online i biglietti per i sei match del girone di Bologna collegandosi al sito web
tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it).

UFFICIO STAMPA FIT

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Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

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