ATP Roma: Tsitsipas salva 2 match point e batte Dimitrov al fotofinish. Giron sorprende Schwartzman

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ATP Roma: Tsitsipas salva 2 match point e batte Dimitrov al fotofinish. Giron sorprende Schwartzman

Partita emozionante ma ricca di errori quella vinta dal greco. Avanti anche Khachanov e De Minaur al Foro Italico

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Marcos Giron - Roma 2022 (Twitter - @inteBNLditalia)
Marcos Giron - Roma 2022 (Twitter - @inteBNLditalia)
 

[4] S. Tsitsipas b. G. Dimitrov 6-3 5-7 7-6 (Emmanuel Marian)

Oltre due ore e mezza di battaglia, e dire che dopo cinquanta minuti sembrava finita. Stefanos Tsitsipas è infine emerso vincitore dall’interminabile baruffa con Grigor Dimitrov in fondo a una partita davvero strana, dominata in lungo e in largo nella prima parte e poi quasi persa. Il greco, che pareva avviato a una vittoria facilissima, si è dovuto aggrappare per due volte agli ultimi rametti disponibili per non precipitare nel fosso; due match point annullati nel decimo e nel dodicesimo gioco del terzo set per proseguire in qualche modo la sua corsa romana. Una partita insondabile, l’abbiamo detto, e anche se in molti ne tesseranno le lodi abbacinati dai colpi di magia qua e là sparsi durante il percorso, occorre specificare che per lunghi tratti, giustificati dai più svariati motivi, sono stati gli strafalcioni a farla da padroni. Vento, fastidiosi giochi di luci e ombre, tensione. Quello che vogliamo, ma il match è stato tutt’altro che pulito.

La testa di serie numero quattro è partita in tromba: break nel secondo gioco e primo set condotto in porto senza regalare particolari appigli al rivale, fatta doverosa eccezione per la palla del rientro offerta al bulgaro nel settimo gioco. Incapace di attaccare con efficacia e falloso quanto basta, Dimitrov è parso sprofondare dopo il break subito a zero in un settimo game del secondo funestato da due perniciosi errori di dritto. Il principe di Haskovo, palesemente adottato da una folla vogliosa di terzo set, ha provato a rientrare nel gioco successivo quando si è spinto a palla break, annullata però da Tsitsipas con il poderoso sventaglio. Sfuggita l’occasione, che ogni spettatore pensava sarebbe stata l’ultima, Grigor ha distrutto la racchetta. Performance di questo tipo hanno sempre e solo due conseguenze: la fine prossima del match oppure, meno probabile, una reazione inopinata. Dimitrov ha giocato le fiches sulla seconda e gli è andata bene, per quanto l’operazione sia riuscita grazie all’indispensabile aiuto di Tsitsipas. Chiamato a servire per l’incontro, il greco ha giocato un decimo game disastroso, condito da quattro seconde palle e da quattro erroracci di dritto utili a rianimare definitivamente il rivale.

 

Dimitrov, ormai ripreso colore, ha preso a sciorinare i pezzi pregiati della collezione: notevolissima, in tal senso, la demi-voleé imbevuta d’ambrosia per il 6-5. Stefanos, stranito per la partita sfuggitagli all’improvviso dalle mani, ha di lì a poco lasciato andare il game numero dodici gravato da errori marchiani e scelte discutibili: uno a uno, palla al centro nel delirio generale. Il terzo set, iniziato con il tentativo di ribellione di Tsitsipas (tre palle break scialacquate nel terzo game), è proseguito tra sporadiche magie e molte stecche sanguinose fino al decimo gioco, quando Dimitrov ha trovato il primo match point esaltato da una gran risposta; match point cancellato alla disperata dal finalista del Roland Garros 2021 il quale, ancora privato della prima di servizio, ha confuso il rivale seguendo a rete la seconda e provocandone l’errore con il dritto.

Nel dodicesimo gioco il sogno di Dimitrov si è sgretolato definitivamente: altro match point grazie a un gran passante su improvvido attacco del greco, cancellato però, ancora una volta, dalla rassicurante combinazione servizio-dritto inside-out di quest’ultimo. Il tiebreak ha provocato gli ultimi sussulti: Tsistsipas subito sul cinque a zero veleggiando sui rimpianti di Griga; Griga capace di recuperare due mini break fino al cinque-quattro, ma stavolta la rimonta non è riuscita. Stefanos, del tutto pago dei rischi già corsi, ha servito celestialmente per vincere gli ultimi due punti. Al bulgaro la maggior parte degli applausi regalati da un parterre che evidentemente non lo tifava al solo scopo di avere partita lunga. Al greco il terzo turno di domani, contro Karen Khachanov, che ha battuto contro pronostico Pablo Carreno-Busta.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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