ATP Roma, Fognini: "Ultimo ballo al Foro? Lo vedremo a fine anno"

ATP

ATP Roma, Fognini: “Ultimo ballo al Foro? Lo vedremo a fine anno”

Fabio Fognini in conferenza: “Finché mi arrabbio per una sconfitta continuo a lottare”. Un consiglio a Jannik Sinner?: “Da amico, deve continuare a fare quello che sta facendo”

Pubblicato

il

Fabio Fognini - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

È un Fabio Fognini da una parte contento e soddisfatto per il livello di gioco espresso alla soglia dei 35 anni, ma allo stesso tempo imbufalito per la sconfitta e per le occasioni mancate contro Jannik Sinner. Il fuoco sacro, l’ardore competitivo non si è ancora spento dentro l’ex n. 9. E noi ne siamo ben felici, poiché seppure non con la continuità necessaria, quando ha imposto il suo gioco fatto d’infinite soluzioni e d’innumerevoli variabili, per il giovane della Val Pusteria non c’è stato niente da fare se non subire l’impeto taggiasco. Ma il Fogna non manca all’appuntamento con il suo ruolo di guida esperta per questo gruppo di baldi giovani azzurri.

[EDITORIALE]Perché Fognini non dovrebbe essere contento e Sinner nemmeno. A tanti il derby è piaciuto. A me invece ha preoccupato

L’ULTIMO BALLO A ROMA, SPERIAMO VERAMENTE CHE NON SIA COSÌ – Subito a Fabio vengono chieste le sensazioni a caldo sul match, dopo i doverosi complimenti per la buona partita disputata, con anche un sguardo al futuro domandando al campione di Montecarlo 2019 se questo derby con Sinner non sia per caso stato il suo ultimo ballo al Foro Italico. Il ligure fa emergere dalle sue parole, la soddisfazione per il livello di gioco espresso ma allo stesso tempo i rimpianti per aver avuto delle pause troppo corpose all’interno dell’incontro: “La sensazione è molto buona, devo essere sincero perché il livello c’è. Quindi ancora una volta ne ho avuto la prova, l’altra sensazione è che sono incazzato nero perché ho regalato la partita. Sì, dispiace, però vado via a testa alta perché ci ho messo tutto. Quell’1-1, 0-30 (del terzo set) mi ha un po’ tagliato le gambe devo essere sincero; un rovescio fuori di veramente poco. Poi 30-30 ha servito molto bene ed è entrato col dritto lui e poi ho ancora sbagliato io un rovescio di poco Però non ho nient’altro da dire”.

 

Sul prosieguo della sua carriera, si è così espresso: “Rispetto all’ultima volta a Roma, neanche, so che la decisione la prenderò a fine anno. Fino al termine della stagione tirerò e poi vediamo. Mi siederò e deciderò il da farsi”.


Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 


LA FRESCHEZZA DELL’AVVERSARIO – La conferenza prosegue concentrandosi sul primo set, che ha visto un Fognini spento e non in grado di arginare l’altoatesino. Il quale, dal canto suo, si è portato avanti velocemente e ha incassato il parziale troppo facilmente, senza la dovuta resistenza dell’ex n. 9. Ma Fogna sottolinea, giustamente, che il primo in realtà ad avere occasioni nel match sia stato lui (1-0, 0-30 del primo set) e che poi alla fine bisogna comunque fare i conti con l’avversario, specialmente se ha qualche anno in meno: “Nel primo set c’è anche l’avversario, che è fresco, ha vent’anni e quindici meno di me. Sta giocando meglio di me, quindi devo dare anche i meriti a lui. Sicuramente io ho i miei demeriti perché non ho giocato come nel secondo set e fino alla fine della partita tranne quel game di m…. che ho giocato sul 4-3 del terzo. Però è così, ora sono incavolato perché soprattutto ho perso. Ma dall’altra parte sono felice perché fra tre settimane ho 35 anni e questa è una prova che in questo sport, a prescindere di chi vinca o perda, ha sempre ragione chi vince. Io la penso così, però mi fa capire che posso ancora giocare a questi livelli“.

Conferenza, Jannik Sinner si scusa per il ‘viva Milan’: “Ho parlato con Fognini e ci abbiamo riso sopra”

QUANDO FABIO NON SARA’ PIU’ FOGNA, ALLORA CI SARA’ DA PREOCCUPARSI – A questo punto il giornalista incalza affermando che quindi l’arrabbiatura raffigurata dalla racchetta frantumata, vada letta come un segnale positivo a conferma del fatto che il sacro fuoco competitivo sia ancora presente dentro il nativo di Arma di Taggia. Il n. 56 del ranking risponde positivamente: “Sì, l’ho sempre detto, finché mi troverete incazzato per aver perso una partita continuerò a lottare, ho lottato fino alla fine. Si forse c’è da recriminare per quel primo set giocato veloce e strano, perché l’ho fatto partire avanti così. Poi quando sono riuscito a porte il match sul mio gioco si vedeva che faceva fatica. Poi nel terzo ho avuto chance io. Poi ovviamente con il senno di poi non si va nessuna parte e dire che è colpa del servizio. Lo sappiamo non sono mai stato Karlovic e mai lo sarò in vita mia. Quello è normale per me, non sono uno che serve e fa tre ace a game. Non è un problema, è un problema nella misura in cui se avessi avuto un altro servizio nella mia carriera magari adesso mi vedrei nel pubblico a salutarvi e non sarei qua a parlare con voi. Mi sarei ritirato già da parecchio tempo”.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

IL MIO CONSIGLIO PER JAN – Poi il tema affrontato è quello dell’avversario e delle parole al miele che il 20enne altoatesino ha utilizzato nei suoi riguardi soprattutto per l’aiuto che il 34enne gli ha dato durante le Finals di Davis a Torino. Jan ha anche aggiunto, che spera che questa sia la prima di tante sfide contro di lui. Fabio se ne compiace tra i sorrisi della sala stampa: “Speriamo (ridendo). Non so cosa rispondere, veramente. Ho cercato di fare il mio, quello che mi ha chiesto di fare Filippo [Volandri, ndr]. Lui era un debuttante a Torino, si è visto che lui è più maturo di tanti altri alla sua età. Ovviamente Alcaraz in questo momento è sopra tutti quanti però sono e saranno il futuro del nostro sport. Quindi è un ragazzo molto giovane, che secondo me ha ancora molti margini di miglioramento sotto il profilo tecnico; che è quello che secondo me stai iniziando a fare con Vagnozzi. Perché a rete ancora fa fatica, da fondo gioca boom boom, cioè gioca molto bene ma fa fatica a fare cambi di ritmo”.

Un consiglio da amico, appassionato è quello di continuare quello che sta cercando di fare, sta facendo più smorzate ed è qualcosa che nel suo gioco serve perché è uno che risponde bene, gioca da fondo. E’ difficile schiodarlo e portarlo via dalla linea di fondo. Quindi è un plus che dovrà mettere per fare un ulteriore differenza in futuro. Questo è un mio umile parere però penso che con queste due, tre cose si divertirà ancora di più di come sta già facendo”.

IL PUBBLICO IMPARZIALE – Infine qualche impressione sul pubblico, che si è dimostrato imparziale, supportando entrambi nei loro momenti più difficili e quando erano sotto nel punteggio. Anche se il n. 5 d’Italia evidenzia la presenza dei soliti maleducati che hanno alzato eccessivamente il gomito. Il ché però da un certo punto di vista fa anche parte dell’atmosfera unica di Roma: “E’ giusto, magari alcuni tifavano per il più vecchio, altri per il più piccolino. Però fa parte dello sport, alcuni avevano bevuto qualche birra di troppo come sempre. Però è il bello di questo sport e del pubblico romano, che non sai mai cosa aspettarsi. Però son contento, come he detto sono uscito a testa alta. E’ stata una partita molto combattuta fino alla fine ed è questo quello che mi porto a casa. Poi dall’altra parte, come ho detto al collega, quando esco di qua mi rode ovviamente e non lo nego.

Ultimissima battuta sulla finale di Coppa Italia, visto che il 34enne azzurro è tifoso interista, però Fabio fa capire che il bruciore asfissiante della sconfitta non è ancora passato e che non abbia voglia di fare nient’altro che non sia meditare in solitudine e assorbire, se non assopire, il dolore dell’uscita di scena dal Masters 1000 di Roma: “Non lo so, ci sto pensando anche perché non sarà facile in questo momento qua. Da una parte può essere buono per staccare la spina però dall’altra parte ho già detto al mio team che non voglio parlare della partita perché sono sopra giri. Quindi meglio non dire cose a mente calda, che poi ha freddo potrei dire avevate ragione. Non lo so, magari si faccio un salto”.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Qualificazioni Roland Garros: vittorie per Giannessi, Zeppieri e Agamenone. Si fermano Giustino e Cobolli

I risultati del mattino del tabellone parigino cadetto: Giulio batte l’esperto romeno Copil e accede al match decisivo. Nulla da fare per Flavio, sconfitto in tre set

Pubblicato

il

Alessandro Giannessi è a un passo dall’entrare nel tabellone principale del Roland Garros 2022. Il ligure ha battuto per 7-5 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco l’argentino Thiago Tirante, terraiolo di formazione. L’azzurro è stato bravo a portare a casa un primo set molto combattuto: decisivo il break conquistato nell’undicesimo gioco. Per Giannessi tutto più facile nel secondo set in cui Tirante ha sofferto una condizione fisica non ottimale. Buon per l’azzurro, che adesso si giocherà l’accesso al main draw contro l’austriaco Sebastian Ofner, reduce dalla convincente vittoria in due set contro l’australiano Vukic.

Non ce l’ha fatta invece Lorenzo Giustino, sconfitto per 6-4 6-1 in poco più di un’ora e mezza dal portoghese Pedro Sousa. Il campano ha vanificato un vantaggio di 3-1 nel primo set. Da quel momento in poi il tennis dell’italiano ha smesso di brillare: l’iberico ha messo a segno un tremendo parziale di undici game a due che non ha lasciato scampo a Giustino.

Si chiude l’esperienza parigina anche per Flavio Cobolli, uscito sconfitto per 6-3 3-6 6-3 contro il bulgaro Dimitar Kuzmanov, dopo due ore di grande lotta. Il giovane romano sembrava potercela fare dopo essersi aggiudicato il secondo set. Nel parziale decisivo, però, Kuzmanov non si è più voltato indietro grazie al servizio con cui ha concesso solamente le briciole all’azzurro: solo cinque i punti vinti in risposta da Cobolli. Fatale il break subito nel quarto gioco, che ha posto fine alle speranze azzurre.

 

Convincente prestazione anche per Giulio Zeppieri che ha la meglio su Marius Copil in due facili set, 6-2 6-3. Per l’azzurro, che non ha affrontato palle break, decisivi il sesto gioco del primo set e il quarto gioco del secondo dove ha strappato il servizio al romeno. Per Giulio, protagonista a Roma di una bella qualificazione al tabellone principale, c’è l’obiettivo di fare il bis cogliendo la sua prima partecipazione in uno Slam. Affronterà adesso il vincente del match tra Ramanathan e Cuenin. Infine, c’è anche la bella vittoria di Franco Agamenone in due set – 7-6 (6) 6-2 – su Alexander Muller. Il n.155 ATP, azzurro di origini argentine, attende ora uno tra Altug Celikbilek e Zdenek Kolar.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

Continua a leggere

ATP

Giovedì 19 maggio il sorteggio tabelloni Roland Garros 2022: entry list, a che ora e come seguirlo

Sta per cadere il velo sull’edizione di quest’anno dello Slam parigino: cinque gli azzurri direttamente in main draw, quattro le azzurre

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il Roland Garros 2022, di fatto, è ormai iniziato, con le qualificazioni che hanno preso il via questa settimana. Ma il momento clou della settimana che porta al via del torneo principale sarà domani, giovedì 19 maggio, con il sorteggio dei tabelloni principali. C’è molta attesa di capire in quale parte del tabellone cadranno gli spagnoli Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, con il campione uscente Novak Djokovic e Daniil Medvedev che avranno l’onore e onere di essere le prime due teste di serie. E ovviamente la curiosità sta anche nello scoprire che tipo di percorso avranno di fronte a sé gli italiani. Sono cinque gli uomini con accesso diretto al main draw: Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Marco Cecchinato. Quattro invece le azzurre: Camila Giorgi, Jasmine Paolini, Lucia Bronzetti e Martina Trevisan, con l’auspicio che la truppa tricolore possa infoltirsi al termine delle qualificazioni.



Il sorteggio prenderà il via domani alle 18.45 all’Orangerie nel Giardino delle Serre D’Auteuil. In Italia, al momento, non è prevista una copertura televisiva dell’evento, che potrà essere seguito sui canali social ufficiali del torneo, tra sito (www.rolandgarros.com) e social.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

 

L’ENTRY LIST MASCHILE COMPLETA
1 Novak Djokovic 1
2 Daniil Medvedev 2
3 Alexander Zverev 3
4 Rafael Nadal 4
5 Stefanos Tsitsipas 5
6 Matteo Berrettini 6
7 Casper Ruud 7
8 Andrey Rublev 8
9 Felix Auger-Aliassime 9
10 Cameron Norrie 10
11 Carlos Alcaraz 11
12 Jannik Sinner 12
13 Taylor Fritz 13
14 Hubert Hurkacz 14
15 Denis Shapovalov 15
16 Diego Schwartzman 16
17 Reilly Opelka 17
18 Roberto Bautista Agut 18
19 Pablo Carreno Busta 19
20 Nikoloz Basilashvili 20
21 Gael Monfils 21
22 Marin Cilic 22
23 John Isner 23
24 Karen Khachanov 24
25 Alex de Minaur 25
26 Lorenzo Sonego 26
27 Daniel Evans 27
28 Frances Tiafoe 28
29 Grigor Dimitrov 29
30 Aslan Karatsev 30
31 Cristian Garin 31
32 Fabio Fognini 32
Tommy Paul 33
Federico Delbonis 34
Jenson Brooksby 35
Alexander Bublik 36
Albert Ramos-Vinolas 37
Miomir Kecmanovic 38
Filip Krajinovic 39
Lloyd Harris 40
Botic van de Zandschulp 41
Sebastian Korda 42
Roger Federer 43
Ilya Ivashka 44
Pedro Martinez 45
Alejandro Davidovich Fokina 46
David Goffin 47
Ugo Humbert 48
Dusan Lajovic 49
Alex Molcan 50
Dominic Thiem 51
Francisco Cerundolo 52
Mackenzie McDonald 53
Marcos Giron 54
Federico Coria 55
Kei Nishikori 56
Marton Fucsovics 57
Tallon Griekspoor 58
Arthur Rinderknech 59
Jan-Lennard Struff 60
Benoit Paire 61
Laslo Djere 62
Benjamin Bonzi 63
Dominik Koepfer 64
Hugo Gaston 65
Sebastian Baez 66
Daniel Altmaier 67
Adrian Mannarino 68
Maxime Cressy 69
Soonwoo Kwon 70
James Duckworth 71
Oscar Otte 72
Jiri Vesely 73
John Millman 74
Kamil Majchrzak 75
Brandon Nakashima 76
Nick Kyrgios 77
Roberto Carballes Baena 78
Holger Rune 79
Pablo Andujar 80
Emil Ruusuvuori 81
Denis Kudla 82
Lorenzo Musetti 83
Richard Gasquet 84
Andy Murray 85
Jordan Thompson 86
Joao Sousa 87
Thanasi Kokkinakis 88
Yoshihito Nishioka 89
Ricardas Berankis 90
Henri Laaksonen 91
Hugo Dellien 92
Facundo Bagnis 93
Carlos Taberner 94
Tomas Martin Etcheverry 95
Mikael Ymer 96
Alejandro Tabilo 97
Alexei Popyrin 98
Jiri Lehecka 99
Marco Cecchinato 100
Aljaz Bedene 75 (PR)
Borna Coric 27 (PR)
Jeremy Chardy 88 (PR)
Stan Wawrinka 22 (PR)


ALTERNATES

  1. Peter Gojowczyk 101
  2. Attila Balazs 101 (PR)
  3. Quentin Halys 102
  4. Pablo Cuevas 103
  5. Guido Pella 104
  6. Jaume Munar 105
  7. Taro Daniel 106
  8. Steve Johnson 107
  9. Lucky loser #1
  10. Lucky loser #2
  11. Lucky loser #3

L’ENTRY LIST FEMMINILE COMPLETA
1 Iga Swiatek 1 1
2 Barbora Krejcikova 2 2
3 Paula Badosa 3 3
4 Maria Sakkari 4 5
5 Anett Kontaveit 5 6
6 Karolina Pliskova 6 7
7 Ons Jabeur 7 9
8 Aryna Sabalenka 8 4
9 Danielle Collins 9 8
10 Garbiñe Muguruza 10 10
11 Jessica Pegula 11 14
12 Emma Raducanu 12 12
13 Jelena Ostapenko 13 11
14 Belinda Bencic 14 13
15 Coco Gauff 15 16
16 Victoria Azarenka 16 18
17 Elena Rybakina 17 19
18 Leylah Fernandez 18 21
19 Angelique Kerber 19 17
20 Anastasia Pavlyuchenkova 20 15
21 Simona Halep 21 20
22 Madison Keys 22 22
23 Daria Kasatkina 23 26
24 Tamara Zidansek 24 27
25 Liudmila Samsonova 25 31
26 Sorana Cirstea 26 24
27 Veronika Kudermetova 28 29
28 Jil Teichmann 29 37
29 Camila Giorgi 30 30
30 Ekaterina Alexandrova 31 40
31 Amanda Anisimova 32 33
32 Elise Mertens 33 23
Petra Kvitova 34 28
Anhelina Kalinina 36 36
Sara Sorribes Tormo 37 49
Naomi Osaka 38 35
Alizé Cornet 39 34
Yulia Putintseva 40 52
Ajla Tomljanovic 41 42
Shuai Zhang 42 41
Alison Riske 43 43
Clara Tauson 44 38
Katerina Siniakova 45 45
Kaia Kanepi 46 54
Petra Martic 47 60
Shelby Rogers 48 46
Sloane Stephens 49 44
Aliaksandra Sasnovich 50 51
Nuria Parrizas Diaz 51 55
Beatriz Haddad Maia 52 61
Tereza Martincova 53 50
Magda Linette 54 58
Jasmine Paolini 55 48
Viktorija Golubic 56 39
Elena-Gabriela Ruse 57 56
Camila Osorio 58 47
Marta Kostyuk 59 53
Alison Van Uytvanck 60 59
Madison Brengle 61 57
Mayar Sherif 62 62
Irina-Camelia Begu 63 63
Andrea Petkovic 64 67
Ann Li 65 65
Maryna Zanevska 66 68
Ana Konjuh 67 64
Marie Bouzkova 68 78
Anna Bondar 69 72
Caroline Garcia 71 69
Varvara Gracheva 72 73
Qinwen Zheng 73 71
Arantxa Rus 74 74
Anna Kalinskaya 75 75
Rebecca Peterson 77 77
Karolina Muchova 78 66
Lucia Bronzetti 79 89
Dayana Yastremska 80 93
Greet Minnen 81 79
Martina Trevisan 82 84
Clara Burel 83 76
Panna Udvardy 84 82
Kaja Juvan 85 81
Kristina Kucova 86 80
Magdalena Frech 87 87
Anna Karolina Schmiedlova 88 88
Xinyu Wang 89 86
Bianca Andreescu 90 22
Danka Kovinic 91 98
Dalma Galfi 92 92
Oceane Dodin 93 94
Ana Bogdan 95 91
Diane Parry 96 99
Misaki Doi 97 95
Qiang Wang 98 97
Kristina Mladenovic 100 100
Chloe Paquet 101 105
Lauren Davis 102 85
Kamilla Rakhimova 104 96
Heather Watson 107 104
Tatjana Maria 109 100
(WC) Katie Volynets 112
Harriet Dart 113 101
(WC) Harmony Tan 115
Bernarda Pera 116 102
Claire Liu 118 83
(WC) Daria Saville 132
(WC) Fiona Ferro 139
(WC) Tessah Andrianjafitrimo 144
Astra Sharma 147 90
(WC) Leolia Jeanjean 223
(WC) Elsa Jacquemot 229
(WC) Carole Monnet 266
Taylor Townsend 333 84
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)
(Q)

Alternates
1 Lin Zhu 99 106
2 Harmony Tan 115 107
3 Donna Vekic 106 108
4 Jule Niemeier 94 109
5 Irina Bara 105 110
6 Rebecca Marino 114 111
7 Viktoriya Tomova 119 112
8 Zarina Diyas 134 113
9 Elisabetta Cocciaretto 159 113
10 Nadia Podoroska 117 11
11 Vitalia Diatchenko 121 116
12 Aleksandra Krunic 122 117
13 Tamara Korpatsch 108 118
14 Ekaterine Gorgodze 111 121
15 Anastasia Potapova 76 122
16 Mihaela Buzarnescu 124 123
17 Maddison Inglis 127 124
18 Hailey Baptiste 126 125
19 Laura Pigossi 125 126
20 Cristina Bucsa 130 127

Continua a leggere

ATP

Intervista a Jack Draper: “Geloso di Raducanu? Emma mi ha ispirato. Sapevo sarebbe arrivata in alto”

Il ventenne britannico ha vinto già 4 titoli Challenger, guadagnando 153 posizioni nella classifica
mondiale e posizionandosi al n.106 ATP

Pubblicato

il

Jake Draper - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

Traduzione dell’articolo di Simon Briggs, The Telegraph, 29 aprile 2022

A 20 anni Jack Draper non è solo un ottimo giocatore di tennis ma anche un attento conoscitore del gioco. Lo scorso giugno 2021, alla domanda riguardo alla sua amica e quasi coetanea Emma Raducanu, una ragazza allora sconosciuta nel mondo del tennis, figuriamoci al pubblico, Draper aveva risposto: “Non ha giocato molto, ma quando lo farà saprà arrivare in alto.” Dieci mesi dopo, seduti in un verdeggiante patio sul retro del National Tennis Centre nel sud-ovest di Londra, Draper non può non sorridere mentre ricorda ciò che è successo dopo. “Siamo quasi della stessa età “, dice della 19enne Raducanu, “quindi abbiamo giocato gli stessi tornei, l’Orange Bowl [a Miami], l’Eddie Herr Invitational (giusto qui vicino a Bradenton, nda). Ed Emma, inoltre, si è allenata qui un po’ di tempo fa. È una brava ragazza, e una grande persona.”

“In quell’intervista avevo detto ‘Riuscirà a fare incredibilmente bene’. Due settimane dopo, a Wimbledon raggiunge il quarto turno, e tutti pensano che ciò fosse un grande risultato. Dopo compie l’impensabile [vincendo gli US Open alla prima partecipazione]. Quindi, sì, è stato parecchio surreale, a essere onesti.” Il ranking di Raducanu da allora è salito dal n. 338 al n.11, un decollo verticale simil-NASA, che ha fatto sembrare quello di Draper quasi la scalata di una lumaca al confronto. E tuttavia, secondo standard comuni, non è che lui stia bighellonando. Il suo ranking è salito di 153 posizioni fino al n.106 negli ultimi quattro mesi, che è il maggior balzo in classifica ATP. Se non fosse stato per la presenza di questa supernova del tennis del vicino distretto di Orpington – Draper vive a Leatherhead, circa 20 miglia lontano – questo mancino di circa 195 cm, avrebbe decisamente attirato maggiore attenzione su di sé.

 

È geloso dei risultati di Raducanu? Di nuovo, Draper fa un sorrisetto. “È divertente. Vuoi che i tuoi compatrioti facciano bene perché li conosci come persone e conosci le loro vite. Ma poi, se qualcosa come quello non ti fa pensare “Oh! Voglio farlo anch’io!’, allora non saresti un forte agonista. Mi ha motivato, come avrebbe dovuto, e spero abbia fatto lo stesso con tutti gli altri giocatori, spingendoli a farsi sotto.” Sin dall’inizio della stagione Draper ha senz’altro tenuto un passo notevole. Oltre a collezionare il record di quattro titoli Challenger (nessuno è mai riuscito a vincerne così tanti nel primo quarto di stagione), ha fatto a marzo una comparsata all’Hard Rock Stadium a Miami, ottenendo la sua prima vittoria in un Master 1000 ai danni del veterano francese Gilles Simon [che ha da poco annunciato il ritiro, ndr].

“Vieni trattato in una maniera incredibile in un evento come quello di Miami”, dice Draper, “ma sapevo che ero solo di passaggio per la città. Poi, la settimana successiva, sarei stato nel mezzo del nulla in Francia. Quindi non ho voluto abituarmici. Detto ciò, i posti dove sto giocando stanno già diventando più confortevoli. È uno shock quando esci dal circuito juniores, dove giochi gli Slam, che sono tutti fantastici e comodi, e poi d’improvviso ti ritrovi nei Futures [il fondo della piramide del tennis professionale]. Siamo andati a Cancun [in Messico], che sembrava un bel posto, ma era in realtà a 20 minuti di strada sterrata dall’aeroporto. Avevano costruito i campi nel mezzo della giungla.” Districandosi tra questo periodo complicato della sua giovane carriera, Draper si è affidato all’infinito entusiasmo di Ryan Jones, un allenatore che lui descrive come “un amico di famiglia in tutto, qualcuno che si è preso cura di me.”

Entrambi sono tali e quali ai padri. Alan Jones, il padre di Ryan, ha allenato Jo Durie negli anni 80, mentre Roger Draper, padre di Jack, era l’amministratore delegato della Lawn Tennis Association. Insieme hanno messo su quattro anni di duro lavoro. Ma poi, a ottobre, Draper ha deciso che aveva bisogno di un cambiamento. Un problema, forse un effetto collaterale dell’intensità degli allenamenti di Jones, era il numero eccessivo di infortuni. “Ryan mi ha decisamente insegnato la filosofia del duro lavoro”, dice Draper adesso. “Avevo 15 anni quando abbiamo cominciato insieme e non avevo idea di cosa volesse dire quella frase. Mangiavo cibi indicibili e facevo cose che non avrei dovuto fare. Durante gli allenamenti mi limitavo a presentarmi e colpire un po’ di palle senza metterci alcun tipo di impegno. Ma Ryan aveva girato per il circuito con Kyle [Edmund] e sapeva cosa significa essere un tennista professionista“.

“Quella di terminare il rapporto è stata una decisione incredibilmente dura, ma sentivo la necessità di andare oltre, perché avevo passato la maggior parte del tempo degli ultimi quattro anni con Ryan, più che con chiunque altro, compresa mia mamma. Dopo ciò, mi ci è voluta qualche settimana per trovarmi in un luogo dove fossi di nuovo felice. Ma poi ho iniziato a lavorare con James Trotman (un altro allenatore inglese, assoldato tramite la LTA, nda). Sono molto fortunato ad aver avuto quell’opportunità.” I tifosi britannici del tennis lo sono anche. C’è stato un periodo durante il lockdown dove sembrava disinteressato, e si temeva che quel tempo passato a casa col fratello Ben, che attualmente si trova alla Wake Forest University nel North Carolina con una borsa di studio per il tennis, potesse spegnergli la voglia di vivere una vita da viaggiatore. Ora, però, la sua passione per il gioco è tornata alla grande. Possiamo vederlo non solo dal suo bilancio di partite vinte e perse, 24-4 questa stagione, ma anche dalla sua scelta di astenersi da opportunità romantiche. “Mio fratello mi dice sempre di andare sui siti di incontri, e di divertirmi. Ma penso che non capisca che io alle 6 di sera sono cotto. Ho bruciato all’incirca 5000 calorie e sono troppo sfinito per uscire per un appuntamento galante. Ho un cane, un labradoodle australiano, da cui mi faccio coccolare.”

Quanto sono solidi gli obiettivi a lungo termine di Draper? In un momento in cui il fenomeno spagnolo 18enne Carlos Alcaraz è riuscito a scalare la classifica fino alla top10, uno si potrebbe chiedere se lui non sia rimasto un poco indietro. E tuttavia ci sono solo due giocatori più giovani di Draper nella Top 100. Molti esperti credono che sia tranquillamente capace di riuscire ad entrare nella Top 20, e magari anche oltre. “Quando ero un teenager”, dice Draper, “guardavo sempre a ragazzi come Felix Auger Aliassime (di 16 mesi più vecchio, nda) pensando ‘Non sto facendo così bene”. Ma ho imparato che ognuno ha il suo proprio percorso da seguire. Ho avuto qualche infortunio, ma forse tutto ciò è accaduto per una ragione. Mi hanno dato più tempo per maturare, per avere la mia testa nel posto esatto e per essere fisicamente in una forma migliore. Quando sei pronto a fare qualcosa, quando sei al posto giusto: ecco quando succederà.”

Traduzione di Massimiliano Trenti

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement