ATP Roma, Fognini: "Ultimo ballo al Foro? Lo vedremo a fine anno"

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ATP Roma, Fognini: “Ultimo ballo al Foro? Lo vedremo a fine anno”

Fabio Fognini in conferenza: “Finché mi arrabbio per una sconfitta continuo a lottare”. Un consiglio a Jannik Sinner?: “Da amico, deve continuare a fare quello che sta facendo”

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Fabio Fognini - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 

È un Fabio Fognini da una parte contento e soddisfatto per il livello di gioco espresso alla soglia dei 35 anni, ma allo stesso tempo imbufalito per la sconfitta e per le occasioni mancate contro Jannik Sinner. Il fuoco sacro, l’ardore competitivo non si è ancora spento dentro l’ex n. 9. E noi ne siamo ben felici, poiché seppure non con la continuità necessaria, quando ha imposto il suo gioco fatto d’infinite soluzioni e d’innumerevoli variabili, per il giovane della Val Pusteria non c’è stato niente da fare se non subire l’impeto taggiasco. Ma il Fogna non manca all’appuntamento con il suo ruolo di guida esperta per questo gruppo di baldi giovani azzurri.

[EDITORIALE]Perché Fognini non dovrebbe essere contento e Sinner nemmeno. A tanti il derby è piaciuto. A me invece ha preoccupato

L’ULTIMO BALLO A ROMA, SPERIAMO VERAMENTE CHE NON SIA COSÌ – Subito a Fabio vengono chieste le sensazioni a caldo sul match, dopo i doverosi complimenti per la buona partita disputata, con anche un sguardo al futuro domandando al campione di Montecarlo 2019 se questo derby con Sinner non sia per caso stato il suo ultimo ballo al Foro Italico. Il ligure fa emergere dalle sue parole, la soddisfazione per il livello di gioco espresso ma allo stesso tempo i rimpianti per aver avuto delle pause troppo corpose all’interno dell’incontro: “La sensazione è molto buona, devo essere sincero perché il livello c’è. Quindi ancora una volta ne ho avuto la prova, l’altra sensazione è che sono incazzato nero perché ho regalato la partita. Sì, dispiace, però vado via a testa alta perché ci ho messo tutto. Quell’1-1, 0-30 (del terzo set) mi ha un po’ tagliato le gambe devo essere sincero; un rovescio fuori di veramente poco. Poi 30-30 ha servito molto bene ed è entrato col dritto lui e poi ho ancora sbagliato io un rovescio di poco Però non ho nient’altro da dire”.

 

Sul prosieguo della sua carriera, si è così espresso: “Rispetto all’ultima volta a Roma, neanche, so che la decisione la prenderò a fine anno. Fino al termine della stagione tirerò e poi vediamo. Mi siederò e deciderò il da farsi”.


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LA FRESCHEZZA DELL’AVVERSARIO – La conferenza prosegue concentrandosi sul primo set, che ha visto un Fognini spento e non in grado di arginare l’altoatesino. Il quale, dal canto suo, si è portato avanti velocemente e ha incassato il parziale troppo facilmente, senza la dovuta resistenza dell’ex n. 9. Ma Fogna sottolinea, giustamente, che il primo in realtà ad avere occasioni nel match sia stato lui (1-0, 0-30 del primo set) e che poi alla fine bisogna comunque fare i conti con l’avversario, specialmente se ha qualche anno in meno: “Nel primo set c’è anche l’avversario, che è fresco, ha vent’anni e quindici meno di me. Sta giocando meglio di me, quindi devo dare anche i meriti a lui. Sicuramente io ho i miei demeriti perché non ho giocato come nel secondo set e fino alla fine della partita tranne quel game di m…. che ho giocato sul 4-3 del terzo. Però è così, ora sono incavolato perché soprattutto ho perso. Ma dall’altra parte sono felice perché fra tre settimane ho 35 anni e questa è una prova che in questo sport, a prescindere di chi vinca o perda, ha sempre ragione chi vince. Io la penso così, però mi fa capire che posso ancora giocare a questi livelli“.

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QUANDO FABIO NON SARA’ PIU’ FOGNA, ALLORA CI SARA’ DA PREOCCUPARSI – A questo punto il giornalista incalza affermando che quindi l’arrabbiatura raffigurata dalla racchetta frantumata, vada letta come un segnale positivo a conferma del fatto che il sacro fuoco competitivo sia ancora presente dentro il nativo di Arma di Taggia. Il n. 56 del ranking risponde positivamente: “Sì, l’ho sempre detto, finché mi troverete incazzato per aver perso una partita continuerò a lottare, ho lottato fino alla fine. Si forse c’è da recriminare per quel primo set giocato veloce e strano, perché l’ho fatto partire avanti così. Poi quando sono riuscito a porte il match sul mio gioco si vedeva che faceva fatica. Poi nel terzo ho avuto chance io. Poi ovviamente con il senno di poi non si va nessuna parte e dire che è colpa del servizio. Lo sappiamo non sono mai stato Karlovic e mai lo sarò in vita mia. Quello è normale per me, non sono uno che serve e fa tre ace a game. Non è un problema, è un problema nella misura in cui se avessi avuto un altro servizio nella mia carriera magari adesso mi vedrei nel pubblico a salutarvi e non sarei qua a parlare con voi. Mi sarei ritirato già da parecchio tempo”.

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IL MIO CONSIGLIO PER JAN – Poi il tema affrontato è quello dell’avversario e delle parole al miele che il 20enne altoatesino ha utilizzato nei suoi riguardi soprattutto per l’aiuto che il 34enne gli ha dato durante le Finals di Davis a Torino. Jan ha anche aggiunto, che spera che questa sia la prima di tante sfide contro di lui. Fabio se ne compiace tra i sorrisi della sala stampa: “Speriamo (ridendo). Non so cosa rispondere, veramente. Ho cercato di fare il mio, quello che mi ha chiesto di fare Filippo [Volandri, ndr]. Lui era un debuttante a Torino, si è visto che lui è più maturo di tanti altri alla sua età. Ovviamente Alcaraz in questo momento è sopra tutti quanti però sono e saranno il futuro del nostro sport. Quindi è un ragazzo molto giovane, che secondo me ha ancora molti margini di miglioramento sotto il profilo tecnico; che è quello che secondo me stai iniziando a fare con Vagnozzi. Perché a rete ancora fa fatica, da fondo gioca boom boom, cioè gioca molto bene ma fa fatica a fare cambi di ritmo”.

Un consiglio da amico, appassionato è quello di continuare quello che sta cercando di fare, sta facendo più smorzate ed è qualcosa che nel suo gioco serve perché è uno che risponde bene, gioca da fondo. E’ difficile schiodarlo e portarlo via dalla linea di fondo. Quindi è un plus che dovrà mettere per fare un ulteriore differenza in futuro. Questo è un mio umile parere però penso che con queste due, tre cose si divertirà ancora di più di come sta già facendo”.

IL PUBBLICO IMPARZIALE – Infine qualche impressione sul pubblico, che si è dimostrato imparziale, supportando entrambi nei loro momenti più difficili e quando erano sotto nel punteggio. Anche se il n. 5 d’Italia evidenzia la presenza dei soliti maleducati che hanno alzato eccessivamente il gomito. Il ché però da un certo punto di vista fa anche parte dell’atmosfera unica di Roma: “E’ giusto, magari alcuni tifavano per il più vecchio, altri per il più piccolino. Però fa parte dello sport, alcuni avevano bevuto qualche birra di troppo come sempre. Però è il bello di questo sport e del pubblico romano, che non sai mai cosa aspettarsi. Però son contento, come he detto sono uscito a testa alta. E’ stata una partita molto combattuta fino alla fine ed è questo quello che mi porto a casa. Poi dall’altra parte, come ho detto al collega, quando esco di qua mi rode ovviamente e non lo nego.

Ultimissima battuta sulla finale di Coppa Italia, visto che il 34enne azzurro è tifoso interista, però Fabio fa capire che il bruciore asfissiante della sconfitta non è ancora passato e che non abbia voglia di fare nient’altro che non sia meditare in solitudine e assorbire, se non assopire, il dolore dell’uscita di scena dal Masters 1000 di Roma: “Non lo so, ci sto pensando anche perché non sarà facile in questo momento qua. Da una parte può essere buono per staccare la spina però dall’altra parte ho già detto al mio team che non voglio parlare della partita perché sono sopra giri. Quindi meglio non dire cose a mente calda, che poi ha freddo potrei dire avevate ragione. Non lo so, magari si faccio un salto”.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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