A Francavilla Matteo Arnaldi alza il suo primo trofeo Challenger

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A Francavilla Matteo Arnaldi alza il suo primo trofeo Challenger

Il 21enne sanremese prevale nel derby maratona contro Francesco Maestrelli e ottiene la sua prima importante vittoria. A Tunisi vince Carballes Baena mentre a Shymkent tocca a Sergey Fomin

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Matteo Arnaldi – ATP Challenger Francavilla 2022 (foto via Facebook @ CT Francavilla Al Mare SP)
 
 

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è il momento di Matteo Arnaldi che batte 6-3 6-7(7) 6-4 un indomito Francesco Maestrelli al termine di un match durissimo che ha tenuto in campo i giocatori per tre interminabili ore. Una partita più emozionante che bella perché entrambi hanno sentito l’importanza della posta in palio.

Il 19enne pisano è partito, come quasi sempre gli è successo questa settimana, di rincorsa, cedendo il primo set ad Arnaldi. Nel secondo parziale una lunga sequenza di break e contro-break ha tenuto il numeroso pubblico col fiato sospeso, senza lasciar intuire in che direzione si sarebbe orientata la partita. Anche se quando il 21enne sanremese è andato a battere sul 5-3 sembrava tutto chiaro. Non si erano però fatti i conti con la resilienza di Maestrelli che in questi giorni ha più volte dimostrato di saper gestire con maturità i momenti difficili. Così è stato anche oggi perché non solo è riuscito a portare il set al tie-break, ma nemmeno si è spaventato quando si è trovato a dover fronteggiare due match-point, il primo dei quali senza l’aiuto del servizio. Bravo lui, un po’ timido invece Arnaldi che sul primo ha passivamente aspettato l’errore dell’avversario, errore che non è arrivato.

Turni di servizio sempre in bilico anche nel set decisivo (alla fine conteremo ben 13 break) con i due giocatori che arrivano in parità fino al 4-4. Qui l’ennesimo break subito dal pisano (alla quarta palla utile) è quello decisivo, questa volta non ci sarà recupero. Grande gioia ovviamente per Arnaldi, molta delusione per Maestrelli che fa prima volare il cappellino e poi la racchetta, prima di sciogliersi in un bell’abbraccio col vincitore. Siamo assolutamente convinti che Maestrelli, sbollita la delusione, realizzerà di aver compiuto una vera impresa, certificata tra l’altro dal nuovo best ranking alla posizione n.403 ATP.

 

Dovrà lavorare su alcuni aspetti tecnici, il servizio soprattutto, ma il suo livello, quello mentale in primo luogo, è già di prima fascia. Molto contento deve ovviamente essere anche Arnaldi che, dopo i guai fisici del 2020 e inizio 2021, ha giocato un torneo in modalità ‘rullo compressore’ e non solo vince il suo primo Challenger ma si issa al n.239 ATP. Questo significa, tra le altre cose, che tra un mese alle qualificazioni di Wimbledon ci sarà anche lui.

Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) la vittoria va a quella vecchia volpe di Roberto Carballes Baena che in finale non ha praticamente lasciato giocare l’olandese Gijs Brouwer (n.231 ATP) che in meno di un’ora era già a rete stringere la mano all’avversario che, da parte sua, mette in bacheca il nono titolo Challenger in carriera.

Più combattuta la finale del Challenger 80 di Shymkent (Kazakistan, terra battuta) che ha visto l’uzbeko Sergey Fomin prevalere 7-6(4) 6-3 sul vecchio leone Robin Haase che a 35 anni è precipitato al n.265, ma nel lontano 2012 fu n.33 ATP. Per Fomin è il primo successo nel circuito Challenger che lo lancia al n.404 ATP, ovviamente suo nuovo best ranking. Solo il tempo ci dirà se per il 21enne sia l’inizio di una bella carriera o solo un fuoco di paglia.

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Nella settimana Challenger, belle vittorie dei giovanissimi Hamad Medjedovic e Juan Bautista Torres

A Troyes si ferma invece in semifinale un ottimo Raul Brancaccio

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Medjedovic Hamad - Luedenscheid, 2022 (fonte Instagram)

Al Challenger 50 di Troyes (terra battuta) vince l’argentino Juan Bautista Torres che in finale ha la meglio su Benjamin Hassan (n.322 ATP) col punteggio di 7-6(2) 6-2. Il tedesco di origini libanesi in semifinale aveva costretto alla resa l’azzurro Raul Brancaccio 6-2 7-6(7) al termine di quasi due ore di aspra lotta. Dopo un primo set perso facile, il tennista di Torre del Greco, sotto 2-4 e palla break per l’avversario, sembrava pensare già alla doccia. Impressione del tutto sbagliata perché in quel momento Raul deve aver pensato che fuori da quel campo avrebbero dovuto trascinarlo con la forza. Annulla quindi la palla break, strappa il servizio all’avversario e nel tie-break ha addirittura tre set-point. Due li annulla Hassan con due belle palle corte, del sanguinoso doppio fallo che commette l’azzurro sul 6-5 meglio non parlare.

Finisce così con un po’ di rimpianti l’avventura dell’azzurro che ottiene comunque il suo miglior risultato in carriera e si riavvicina (n.298 ATP) al suo best ranking. In finale Hassan è partito forte, sulle ali dell’entusiasmo, fino al 4-3 con break. Poi gli si è spenta la luce, scontando la fatica, soprattutto mentale, della semifinale. Per il 20enne argentino è la prima vittoria Challenger, dopo la sconfitta in finale a Blumenau (Brasile) a inizio stagione, che gli regala il nuovo best ranking alla posizione n.239 ATP. 

Al Challenger 80 di Luedenscheid (Germania, terra battuta) si è probabilmente scritta una pagina importante per il tennis dei prossimi anni, con la vittoria del 18enne serbo Hamad Medjedovic. E’ da tempo che si parla di questo promettentissimo teenager, che nei quarti ha battuto facile il nostro Cecchinato e che ci pare abbia margini di progresso importanti. Ovviamente è presto per definirlo il nuovo Djokovic, ma i serbi ci contano parecchio. E probabilmente sarebbe d’accordo anche il suo avversario Zhizhen Zhang che in finale non ha praticamente visto palla, liquidato con un secco 6-1 6-2 in soli 48 minuti, con cinque break subiti e nemmeno una palla break sulla racchetta. Intanto il ragazzo mette in bacheca il suo primo Challenger e migliora di tanto il suo best portandolo al n.263 ATP. 

 

Al Challenger 80 di Malaga (Spagna, cemento outdoor) vittoria del francese Constant Lestienne che in finale batte l’ecuadoregno Emilio Gomez col punteggio di 6-3 5-7 6-2 in due ore e venti di gioco. In realtà la partita poteva finire molto prima se Lestienne, servendo sul 5-4 nel secondo set, avesse avuto la freddezza necessaria per chiudere. Invece un black-out di diversi minuti concedeva una chance a Gomez che portava l’incontro al terzo set. Nel quale però il 30enne nativo di Amiens rientrava in sé e nel terzo gioco otteneva il break che sarebbe risultato decisivo. Per il transalpino è la quarta vittoria Challenger in carriera e il nuovo best ranking alla posizione n.120 ATP, nono francese in classifica. 

Si giocava anche in Colombia a Cali (Challenger 80, terra battuta) dove ha festeggiato la vittoria l’argentino Facundo Mena che ha battuto in finale il serbo Miljan Zekic col punteggio di 6-2 7-6(3). Per il 29enne di Buenos Aires è la terza vittoria Challenger (Como 2019 e Quito 2021 i precedenti) che gli vale il nuovo best ranking alla posizione n.131 ATP, con un miglioramento di ben 28 posti.

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La settimana Challenger promuove ai quarti Cecchinato e Brancaccio

Francesco Maestrelli invece sta aspettando, con l’ombrello aperto, di sfidare Arthur Fils

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Tennis Umago Croatia Open, ATP 250, Marco Cecchinato, 21 Luglio, 2021. Foto Felice Calabro’

Non si può dire che Marco Cecchinato abbia particolarmente faticato nell’esordio del Challenger 80 di Luedenscheid (cittadina di 75.000 abitanti nel Nord Reno Westaflia) contro il malcapitato rumeno Nicholas David Ionel (n.311 ATP). Il doppio 6-0 con cui l’ha liquidato in appena 37 minuti parla chiaro. Qualche grana in più gliel’ha procurata nel turno successivo il padrone di casa Timo Stodder (n.433 ATP) che alla fine si è dovuto arrendere 7-6(4) 6-4, pur avendo avuto le sue occasioni. Il primo set fila via liscio fino al 5-5 senza break, con due occasioni per Ceck e tre per Stodder. Poi improvvisamente il match, a tratti sonnolento, diventa frenetico e in pochi minuti succede un po’ di tutto. Il tedesco ottiene a sorpresa il break e va a servire per il set, ma il Ceck, punto sul vivo, concede la replica immediata, rimandando ogni decisione al tie-break. In cui chiude l’avversario nell’angolo e non gli concede alcuna chance. Stodder accusa evidentemente il colpo perché nel secondo parziale sembra pensare più alle occasioni perdute che non a una tattica di gioco. Così nel quinto gioco concede il break decisivo e da quel momento l’unica occasione in cui vedrà da vicino il Ceck sarà quando andrà a rete per stringergli la mano. Nei quarti Marco se la vedrà con il vincente tra lo slovacco Filip Horansky (n.191 ATP) e il promettentissimo 18enne serbo Hamad Medjedovic (n. 395 ATP). Il ragazzo gioca molto bene, anche se bisognerebbe contare fino a dieci prima di parlarne come dell’erede di Novak Djokovic.

Al Challenger 80 di Malaga Roberto Marcora, che in febbraio aveva annunciato il ritiro, si è invece ripresentato improvvisamente in campo a Wimbledon dove ha giocato le qualificazioni (sconfitto da Radu Albot) e poi è venuto in Spagna a giocare il Challenger. Con intenzioni serie perché ha addirittura superato un turno, tra l’altro non banale, contro lo slovacco Lukas Lacko (4-6 6-4 6-4) per poi cedere al forte ispano/canadese Steven Diez 6-3 6-4. Ci fa sorridere il fatto che con Roberto avevamo ormai concordato un’intervista per parlare della sua carriera, ora dovremo, come minimo, aggiungere un altro capitolo.

Al Challenger 50 di Troyes (60.000 abitanti, capoluogo del dipartimento dell’Aube) Raul Brancaccio raggiunge i quarti superando sempre in rimonta Tristan Lamasine (4-6 6-4 6-3) e Daniel Michalsky (5-7 6-4 6-2). Nei quarti lo aspetta lo spagnolo Nikolas Sanchez Izquierdo (n.271 ATP), un 23enne catalano che a noi piace ma che finora ha ottenuto molto meno di quel che ci si poteva aspettare (sei Futures tra il 2019 e lo scorso febbraio). Dovremo aspettare venerdì per sapere se Francesco Maestrelli andrà a fargli compagnia. Infatti in terra di Francia piove a dirotto e in questo momento ci sono 13 gradi…se volete rosicare un po’. Il tennista pisano ha eliminato all’esordio lo svizzero Johan Nikles 6-1 7-5, dopo aver superato due turni di qualificazioni non banali. E adesso morde un po’ il freno, consapevole che, in caso di vittoria contro il francese Arthur Fils, gli toccherà sicuramente il doppio turno.

 

Si giocava anche sulla terra battuta di Cali (Colombia) dove, senza italiani in gara, il torneo si è già allineato ai quarti di finale. Torneo che presentava un’entry list piuttosto modesta con il cileno Tomas Barrios Vera (n.129 ATP) che non ha onorato la sua prima testa di serie fermandosi già al secondo turno, sorpreso dall’argentino Roman Andres Burruchaga (n.354 ATP), noto più che altro per essere il figlio di Jorge. Calciatore di non particolare lignaggio che però, nella finale mondiale del 1986, fu puntuale all’appuntamento con il passaggio di Diego Armando Maradona che lo consegnò alla storia. Con lui ai quarti di finale Facundo Mena (n.160 ATP) che, da seconda testa di serie, cercherà di far valere il grado, insidiato dal coreano Yunseong Chung, dal serbo Mijlian Zekic e dal brasiliano Rodrigues Alves, in ordine crescente di preferenza.

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L’indimenticabile estate di Mattia Bellucci [ESCLUSIVA]

Il 21enne di Busto Arsizio, al 5° titolo in stagione, sembra che ormai sappia solo vincere. Lo abbiamo intervistato dopo la sua vittoria a Klosters, in attesa di vederlo “giocare con più continuità anche a livello Challenger”

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Mattia Bellucci (nella foto con coach Fabio Chiappini della MXP Tennis Academy) vince anche il Future M25 di Klosters (Svizzera, Canton Grigioni) e solleva il suo quinto trofeo in stagione (tre volte Monastir e Poitiers i precedenti) su sette finali disputate. L’azzurro è stato un vero rullo compressore e non ha lasciato per strada un solo set in tutto il torneo, soffrendo veramente solo nel secondo turno contro Michael Vrbensky quando è stato costretto a un doppio tie-break. Nella finale contro l’austriaco Lukas Neumayer (n.439 ATP) è rimasto sempre in controllo, a parte una breve amnesia sul 4-0 del primo set quando si è fatto recuperare fino a 4-3, salvo poi rimettere subito le cose a posto per finire a braccia alzate col punteggio di 6-3 6-2. Con questa vittoria il 21enne Mattia migliora ulteriormente il proprio best ranking al n.312 ATP, dimostrandosi ormai abbondantemente pronto per il livello superiore. Gli abbiamo telefonato per avere un suo commento.

Tutto facile contro Lukas Neumayer?

‘In realtà non proprio perché mi sentivo molto teso, visto che la settimana precedente avevo perso la mia prima finale M25 (a Grasse contro Pol Martin Tiffon) e avere subito l’occasione per rifarmi mi metteva un po’ in agitazione. Così da fondo ho fatto un po’ di fatica, sia sul diritto, su cui stiamo lavorando tanto, che sul rovescio che è invece il mio colpo più naturale’.

 

Non mi sembra però che l’austriaco abbia avuto molte chance.

‘Fortunatamente sono riuscito a giocare bene nei momenti importanti e ho servito molto bene in tutto il match. Direi che questa è stata la chiave. Oltre al fatto che il mio avversario era piuttosto stanco perché il giorno prima, tra singolo e doppio, aveva giocato tre partite’.

La tua prima vittoria in un 25.000$.

‘Vero, e oltretutto sulla terra battuta che non è sicuramente la mia superficie preferita. Tra l’altro in questa stagione avevo giocato soprattutto sul veloce’.

Hai battuto, per l’ennesima volta, il tuo best ranking che adesso dice n.312 ATP.

‘Siamo molto felici che il ranking stia migliorando e questo mi permetterà di giocare con più continuità anche a livello Challenger. Questa settimana riposo anche perché durante il torneo ho avuto un fastidio alla gamba che mi ha costretto a ripetute sedute di fisioterapia. Poi sarò al Challenger di Todi (dal 4 luglio, ndr) e dopo in tutti i Challenger italiani per avere l’opportunità di crescere, sia come livello di gioco che come classifica’.

@massimogaiba

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