Roland Garros: un altro diamante per la corona della "regina" Swiatek [VIDEO]

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Roland Garros: un altro diamante per la corona della “regina” Swiatek [VIDEO]

Finale a senso unico per Iga Swiatek che regola in due set Coco Gauff. Secondo titolo dello Slam, 35 vittorie consecutive, sempre più sola al comando del tennis femminile

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

[1] I. Swiatek b. [18] C. Gauff 6-1 6-3

Chi temeva che la finale potesse essere un match a senso unico ha visto i propri timori purtroppo confermati. Ci sono voluti solamente 68 minuti perché Iga Swiatek regolasse Coco Gauff con la perdita di soli quattro game e conquistasse il suo secondo torneo dello Slam in carriera. La cavalcata vincente di Swiatek arriva alla fine di due settimane durante le quali era stata da tutti additata come la favorita alla vittoria finale, anche prima di vedere cadere una ad una tutte le sue potenziali concorrenti. La ragazza polacca si è aggiudicata il titolo con la perdita di appena 33 games in tutto il torneo, includendo anche un set clamorosamente perso al quarto turno contro la 19enne cinese Qinwen Zheng, la quale cominciò a sentire dolore all’addome all’inizio del secondo set e portò a termine il match visibilmente menomata solo per onore di firma.

 
Coco Gauff (sinistra) e Iga Swiatek (destra) – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

IL MATCH – Quali fossero le aspettative per la partita da parte del pubblico dello Chatrier è risultato chiarissimo fin dall’inizio: dopo il primo punto, terminato con un diritto in rete di Gauff, uno spettatore ha urlato “Allez Coco, c’est pas fini” (Coraggio Coco, non è ancora finita); dopo il secondo, un doppio fallo di Gauff, un enorme applauso di incoraggiamento. L’inizio non si è discostato molto dalle aspettative: Swiatek centratissima, Gauff un po’ nervosa e titubante nei colpi di palleggio, e dopo un quarto d’ora si era già sul 3-0 pesante per la polacca.

Solo dopo cinque game la statunitense riusciva a trovare una buona continuità da fondocampo per mantenere il palleggio con una scatenata Swiatek, che gestendo magistralmente le sue accelerazioni in lungolinea con entrambi i colpi non dava il tempo a Gauff di far valere la sua maggiore prestanza atletica sugli scambi lunghi.

Dopo appena 32 minuti li primo parziale si concludeva con un perentorio 6-1 in favore di Swiatek , giusto mentre le prime nubi iniziavano ad addensarsi sopra il Philippe Chatrier, avanguardie di quelle che porteranno gli scrosci previsti per la serata a Parigi.

Un barlume di speranza in più per Gauff e per gli spettatori alla ricerca di una partita equilibrata arrivava a inizio secondo set, quando forse per un lieve calo di tensione conseguente alla vittoria nel primo parziale, Swiatek si concedeva quattro errori gratuiti da fondocampo e cedeva la battuta in apertura di parziale. Gauff con la battuta perfezionava la mini-fuga sul 2-0, ma proprio mentre allo scoccare delle ore 16 veniva deciso di accendere le luci artificiali per contrastare le parziali tenebre portate da altre sopraggiunte nubi, il fuoco di paglia si esauriva subito e Swiatek tornava a condurre sul 3-2 con un parziale di 12 punti a 2.

La polacca decideva di insistere sul diritto di Gauff e gli errori arrivavano copiosi. Sul 5-2 si arrivava a due punti dalla fine quando il cronometro segnava solamente 62 minuti di gioco, ma con qualche buona battuta Gauff riusciva ad allungare il match di un altro po’, ma non a cambiarne il destino.

Iga Swiatek si è quindi aggiudicata il suo secondo titolo del Grande Slam in carriera, ancora una volta qui al Roland Garros, legittimando una leadership mondiale che da diversi mesi ormai appare incontrastata. La sua striscia positiva di vittorie si allunga a 35, eguagliando quella di Venus Williams che era la più lunga dall’inizio del millennio a questa parte, ma che comunque rimane ancora piuttosto lontana dai record assoluti di Navratilova (74) e Graf (66).

Per Coco Gauff un ottimo torneo che riscatta abbondantemente una stagione che finora era stata abbastanza in sordina. La finale è stata a senso unico, ma la differenza dal punto di vista tecnico al momento rimane importante, quindi il risultato non deve sorprendere, anche se le lacrime di Coco a fine match sono più che legittime date le doti e le ambizioni della ragazza.

Il regno di Swiatek, che era cominciato quasi per caso a causa del prematuro ritiro dell’allora n. 1 Ashleigh Barty nel mese di marzo, è stato legittimato a suon di risultati da questa giocatrice che per talento, stile di gioco e personalità si è dimostrata in poco tempo una “sovrana” più che legittima per un tennis femminile che, in un momento in cui ciò che gli fa più difetto è la continuità delle proprie stelle, ha trovato una campionessa che invece sta facendo della continuità ad altissimo livello la sua carta vincente.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Wimbledon, preview quarti: Halep-Anisimova, Nadal-Fritz e Garin-Kyrgios

LONDRA – Due semifinali anticipate fra Simona e Amanda, e fra Rafa e Taylor. Più la curiosità per Nick contro Cristian, fisico dell’australiano permettendo

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(da Londra il nostro inviato)
Simona Halep – Amanda Anisimova
Dal punto di vista di Simona, una partita molto molto simile a quella vinta in modo nettissimo su Paula Badosa, che è una giocatrice di tipologia quasi sovrapponibile ad Amanda. Bei fisici, belle botte con tutti i fondamentali, tendenza a cercare le palle filanti e semipiatte. Purtroppo per loro, davanti a una maestra della corsa e del contrattacco come la Halep in forma vista qui a Wimbledon, o realizzano percentuali straordinarie, o non ne escono. Favorita Simona, quindi, a meno di una prestazione straordinaria di Anisimova.
Consigliata a chi apprezza le battaglie fra violenza e manovra.

Taylor Fritz – Rafael Nadal
Il match del giorno, perchè Taylor è arrivato ai quarti giocando bene, in crescendo, e mettendo in mostra un bell’adattamento all’erba. Mi perdoneranno gli avversari precedenti, a cominciare da Lorenzo Sonego, ma questo sarà il primo vero test per Rafa, e se lo supererà probabilmente la semifinale con chi vincerà tra Garin e Kyrgios sarà meno pericolosa, dati i problemucci fisici e di affaticamento accusati dal favorito di quella sfida Nick. Se poi dovesse uscirne Garin, insomma, immaginarlo battere Nadal sul centrale mi riesce difficile. Ma prima, per lo spagnolo ci sono da affrontare i gran servizi, i drittoni, i rovesci ficcanti e l’ottima fisicità di Fritz, che a Indian Wells l’ha battuto, anche se era stata una partita fra infortunati vinta dal meno malconcio.
Consigliata ai tifosi di Rafa, e pure a quelli di Djokovic che potranno monitorare lo spauracchio.

Cristian Garin – Nick Kyrgios
Il simpatico Cristian piace un po’ a tutti, è un ragazzone allegro e davvero forte (è stato nei primi 20, ora è 43 ATP), ma decisamente quello che gli sta succedendo quest’anno a Wimbledon ha del miracoloso, considerato che è un picchiatore da terra e cemento prestato ai prati con diverse perplessità tecniche. Qualche giorno fa ha dichiarato: “quando ho visto che avrei dovuto giocare contro Berrettini ero furibondo. Lui e Djokovic per me erano i più forti del torneo, mi sembrava una vera sfortuna avere Matteo al primo turno“. Sono d’accordo con lui, i rimpianti per Matteo vengono fuori ogni volta che scrivo il suo nome. Dovrebbe bastare una versione di Nick appena sufficiente per far valere la differenza di talento e propensione all’erba, ma con l’australiano fare pronostici è semplicemente inutile. Speriamo che Kyrgios stia bene atleticamente, e che sia un confronto divertente.
Consigliata a tutti, come sempre quando scende in campo Nick.

 

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Wimbledon: Sinner gioca una gran partita, ma Djokovic rimonta due set e la spunta al quinto

LONDRA – Battaglia memorabile tra Jannik e Novak. L’azzurro va in vantaggio 2 set a zero, il serbo lo riprende e conquista la semifinale

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Pic credits Wimbledon Twitter

[1]N.Djokovic b. [10]J.Sinner 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Pubblico delle grandi occasioni, Kate Middleton e il principe William compresi, per l’incontro che apre il programma del campo centrale di Wimbledon, il primo quarto di finale della parte alta del tabellone. Di fronte il sei volte campione qui, e detentore del titolo, Novak Djokovic, e l’attuale numero uno italiano, Jannik Sinner. I consueti pronostici fatti al volo tra i presenti in tribuna stampa danno il serbo come vincitore quasi all’unanimità, la speranza è che sia almeno una partita lottata.

L’avvio sembra purtroppo dare ragione al pessimismo generalizzato, con sette punti a zero per Nole, che in due minuti scarsi si ritrova 1-0 e tre palle break, dire che Jannik è partito contratto è poco. Un paio di colpi vincenti dell’italiano finalmente arrivano, ma arriva anche un brutto errore di dritto che manda Djokovic in vantaggio 2-0. Dal vivo si vede bene la difficoltà, chiara conseguenza della tensione, che Sinner incontra nel far scorrere il braccio e nel muoversi con la necessaria reattività. Il 3-0 vede un parziale di 12 punti a 3 per Nole, uno di quei tre è un doppio fallo: difficile fare peggio, speriamo che le cose migliorino, alla fin fine è solo un break. Un paio di game regolari portano il punteggio sul 4-1, Jannik pare sbloccarsi, peccato l’handicap iniziale concesso in quel modo. Bravo Sinner ad annullare col servizio una palla del secondo break che sarebbe stata letale, e ad accorciare sul 4-2. Poco dopo, un’ovazione del centrale saluta le prime due palle break per l’italiano, che ora è ben salito di livello, e incassa volentieri il doppio fallo (secondo del game per Djokovic) che gli consegna il contro-break, per poi pareggiare 4-4.

Ci sono voluti 30 minuti, ma adesso la palla di Jannik viaggia che è un piacere, e Nole si trova spesso in difficoltà, c’è equilibrio, e per come era iniziata va già benissimo così. La gente si alza in piedi gridando per un rovescio diagonale di violenza spaventosa che porta Sinner a un’altra palla break, ma Djokovic è bravo a cancellarla col dritto, per poi salire 5-4. Senza corrrere rischi l’italiano tiene la battuta, e poi sale 15-40, altre due opportunità per lui: uno splendido dritto incrociato fa letteralmente venire giù lo stadio, ma soprattutto manda Jannik a servire per il set. per la prima volta con qualcosa da perdere, Sinner sembra esitare, commette un doppio fallo, la prima latita, ma non trema spingendo le seconde palle, e si procura un set point. Bravo e fortunato Nole a salvarsi col rovescio esterno che sfiora il nastro, ma poi una sontuosa smorzata di Jannik, e una battuta vincente, decretano il 7-5 per l’azzurro. Che set ragazzi, intensità altissima, spettatori entusiasti, tutto davvero bello.

Il livello non scende a inizio secondo set, ora se le stanno suonando di santa ragione, e da fondocampo è spesso Sinner a comandare. Il gran tennis di Jannik appare sempre più incisivo, e arriva un altro break nel terzo gioco, confermato per il 3-1. In tribuna stampa ci si stropiccia gli occhi, il parziale ora è di 9 giochi a 2 per l’italiano dopo il 4-1 iniziale (ripensandoci, quanto è stato fondamentale in quel game il servizio che ha cancellato una palla del 5-1 Djokovic). Che non siamo davanti a una gran versione di Nole è chiaro, ma Sinner è bravissimo a tenerlo costantemente sotto pressione. Sul 4-2 per l’azzurro, Djokovic si salva momentaneamente dal doppio break (con un nastro assassino in suo favore), ma poi un doppio fallo e una risposta di Jannik che pizzica la riga lo mandano sotto 5-2, roba da non credere. Poco dopo l’ora e mezza di gioco, la battuta vincente di Sinner decreta il 6-2, due set a zero in suo favore, speriamo davvero che l’inerzia della vicenda non cambi. C’è la consueta pausa che consente ai tennisti di andare in bagno.

Nel secondo game del terzo set Jannik, che sembra stia un attimo tirando il fiato, annulla bene una palla break (Nole non ne aveva più avute dopo la metà del primo parziale), ma poco dopo si trova sotto 0-40, e stavolta cede, 3-1 Djokovic. Ci sta un calo dopo due set giocati in modo straordinario, così come ci sta la reazione del campione, che allunga 4-1. Sinner non cede, tiene la battuta, e riprova la rimonta come all’inizio. Uno splendido pallonetto vincente fa ben sperare, ma servendo e passando bene Nole si porta 5-2. Come temevo, l’inerzia è cambiata, spingendo alla grande il serbo va 15-40, sono due set point. Jannik li annulla con coraggio, servendo potente e solido accorcia 5-3, ma la conclusione del parziale è solo rimandata, Djokovic non esita ed è 6-3, si va al quarto.

Il passaggio a vuoto di Sinner purtroppo continua, il fatto che Nole sembri piuttosto rinfrancato e più sicuro di sè chiaramente non aiuta, e il primo game del quarto set vede subito un break subìto dall’italiano. E’ davvero un momentaccio adesso, a Jannik volano via dritti lunghi anche di metri, sbaglia tocchi banali, lascia palle dentro di spanne, è come se stesse pagando lo sforzo più mentale che fisico profuso nella prima parte della partita. Quando nel terzo gioco arriva il secondo break per Djokovic, si inizia a fare il conto alla rovescia per il quinto set. Sinner, ammirevole, giustamente non molla, tiene due turni di battuta, si procura una palla break sotto 2-5, e capitola solo al terzo set point. Nell’ultimo game, un attimo di paura per l’azzurro quando si impunta la caviglia sinistra in un recupero in avanti, bello e sportivo il gesto di Nole che si precipita ad assicurarsi che vada tutto bene, per fortuna nulla di grave. Inizia il quinto, siamo a tre ore di gioco, che gran battaglia comunque vada.

Jannik tiene con autorità il primo game al servizio, nel secondo concede buona una palla mal chiamata fuori a Djokovic risparmiandogli un “challenge”, dal punto di vista del fair play l’atmosfera in campo è esemplare. Devo onestamente rilevare che in questa edizione di Wimbledon i giudici di linea non stanno facendo proprio una gran figura. Sull’1-1, alla fine di uno scambio durissimo, Sinner fallisce una smorzata, ed è ancora break per Nole, che sale 2-1, e senza problemi allunga 3-1. Pochi minuti dopo, il Djoker (è proprio il caso di definirlo così) spara un passante incrociato di rovescio in corsa irreale, brekka per la seconda volta, e va a servire per il match sul 5-2. Ormai qui sul campo centrale lo sappiamo in 15.000 come andrà a finire, e quando il cronometro segna 3 ore e 35, la battuta vincente di Nole gli consegna la semifinale. Pochi rimpianti per Jannik, che ce l’ha messa tutta, forse all’inizio del terzo avrebbe dovuto fare di più per impedire al serbo di ringalluzzirsi, ma è facile dirlo dalla tribuna. L’intramontabile Djokovic attende il vincitore della sfida fra Goffin e Norrie.

Molto soddisfatto Nole nell’intervista post.match: “Possiamo parlare solo degli ultimi tre set, e non dei primi due? (risate) Sono sicuro che ci saranno tante possibilità per Jannik in futuro, gli auguro solo tanta fortuna. Sì, sono state due partite differenti, all’inizio lui è stato migliore, poi io sono uscito, mi sono parlato da solo allo specchio – è vero, l’ho fatto! – e insomma, quando vieni messo sotto, è necessario riordinare le idee. Sono stato fortunato a brekkarlo subito a inizio terzo, ho notato qualche crepa nel suo gioco, e sì, il toilet break è stato il momento di svolta. Ho giocato per 20 anni ormai, ma lo stesso mi capitano momenti di dubbio interiore come a tutti, è quella la sfida maggiore, e l’esperienza, gestire le pause, come ho detto sfruttare le pause bagno, credo che sia per quello che sono riuscito diverse volte in carriera a ribaltare partite in cui ero sotto. Questo campo mi ha ispirato a prendere in mano la racchetta quando avevo 5 anni, e spero che mi possa motivare a continuare

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Wimbledon, programma mercoledì 6 luglio: Halep si guadagna il Centrale, a seguire Nadal-Fritz

Kyrgios-Garin sul campo 1 alle 16 circa. Rafa Nadal alla ricerca della semifinale contro l’americano Fritz, alle 16:30 circa

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Rafael Nadal – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Mentre la prima giornata di quarti di finale è ancora in corso, viene rilasciato il programma del day 11 del torneo di Wimbledon (mercoledì 6 luglio), dove si svolgeranno i restanti quattro match di tabellone singolare, maschile (parte bassa) e femminile (parte alta). Saranno proprio le donne ad aprire le danze sua sul Centre Court che sul campo 1. Nel tempio del tennis per eccellenza ci sarà di nuovo Simona Halep, campionessa qui nel 2019 e sulla via del ritorno al top, che affronterà alle 14:30 ora italiana la statunitense Amanda Anisimova in un match che contrappone una giocatrice dal tennis principalmente difensivo contro una picchiatrice. A seguire, 16:30 circa, ci sarà Rafael Nadal opposto a Taylor Fritz (qui la conferenza dell’americano).

L’altro campo utilizzato per match di cartello sarà, come detto, il court 1 e le prime a calpestarlo nella giornata di mercoledì saranno Alja Tomljanovic ed Elena Rybakina alle 14 italiane. A seguire forse il match più atteso di giornata: l’australiano Nick Kyrgios affronterà Cristian Garin (che ha scampato Berrettini) alle 16 circa italiane. Tutti i match saranno trasmessi in diretta SKY e NOW TV.

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