ATP Stoccarda: Berrettini riparte sconfiggendo Albot in tre set

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ATP Stoccarda: Berrettini riparte sconfiggendo Albot in tre set

Il romano fa fronte con lucidità ad un calo accusato durante il suo esordio e porta a casa la partita al terzo set

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Matteo Berrettini - ATP Stoccarda 2022 (Twitter - @atptour)
Matteo Berrettini - ATP Stoccarda 2022 (Twitter - @atptour)
 

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[2] M. Berrettini b. (Q) R. Albot 6-2 4-6 6-3

Matteo Berrettini torna sul circuito ATP con una vittoria. A distanza di circa tre mesi dall’infortunio di Indian Wells, l’azzurro ha giocato la prima partita sull’erba di Stoccarda, vincendo il secondo turno del torneo in tre set contro il qualificato moldavo Radu Albot. E’ stata una partita da i due volti per Matteo, partito in scioltezza nel primo set ma poi vittima di un comprensibile calo nel secondo. L’italiano è comunque riuscito a mettere le cose a posto nel parziale decisivo, salvando tre pericolose palle break nei primi due giochi di servizio: in seguito è arrivato il break decisivo, portato fino in fondo. “Grazie a tutte le persone che sono venute a vedermi – ha detto Matteo dopo la vittoria -. Non è stato facile giocare la prima partita dopo tre mesi contro un giocatore che si era qualificato qui. Ho bisogno di riabituarmi all’erba, tuttavia è il primo torneo su questa superficie per tutti”. Per Berrettini, seconda testa di serie del Boss Open, nei quarti ci sarà il vincente tra Lorenzo Sonego (ha trionfato all’esordio su Paire) e Jan-Lennard Struff.

 

A discapito di quello che potrebbe far pensare l’attuale classifica del giocatore dell’est Europa – attuale n. 121 – il match si è rivelato molto complesso e le difficoltà incontrate non sono state dovute soltanto al rodaggio che l’azzurro aveva bisogno di effettuare al rientro; ma anche dalla più che pregevole prestazione del suo avversario. Il quale è salito sensibilmente nel secondo parziale come livello di gioco e ha iniziato ad insistere con più frequenza sul lato sinistro della tds n. 2 del tabellone, provocando un allontanamento dalla linea di fondo dell’italiano. Inoltre The Hammer, rispetto al primo set non è stato più in grado d’incidere con la stessa efficacia in risposta, sempre aggressivo e profondo con questo fondamentale nel set d’apertura. Ma le poche ribattute tenute in campo da Matteo nel secondo, sono state anche una conseguenza dell’innalzamento del rendimento del servizio dell’ex n. 39, che pur non potendo godere di una grande potenza è molto abile nel variarlo e direzionarlo.

Nel terzo e decisivo parziale, straordinario come sempre San Servizio, che ha ridato a Matteo linfa vitale per caricarsi e sopprimere i sogni d’impresa del moldavo (che cercava la vittoria più importante della carriera, dopo aver battuto al massimo due n. 12: Carreno Busta al quinto set nel primo round di Wimbledon 2018 e Shapovalov negli ottavi del ‘250’ di Sofia 2020; con anche un successo su un n. 13: Baustista Agut al primo turno dell’Australian Open 2021). Dunque il n. 1 d’Italia s’impone in quasi due ore di gioco, riuscendo così a condurre in porto la vittoria contro un avversario che, a differenza sua, aveva già alle spalle tre match su questa superficie – due turni di quali contro il tedesco Oscar Moraing e la tds n. 2 Quentin Halys, più il primo round del tabellone principale vinto con Joao Sousa senza concedere alcun set. Con questa affermazione l’ex n. 6 si porta sul 3-0 nel computo degli H2H, le prime due erano giunte sul rosso quattro anni fa, sempre in un ‘250’: a Gstaad – nel torneo in cui avrebbe messo in bacheca il primo titolo della carriera – e a Kitzbuhel.

IL MATCH – Il primo punto al rientro in campo di Matteo viene sigillato col marchio di fabbrica: ace centrale, seguito da un’altra prima vincente. L’ex n. 39 ci mette un po’ ad entrare in partita e l’inizio è un incubo per lui; con il rovescio totalmente fuori giri regala all’italiano il break già al secondo game, agevolmente confermato da un Berrettini impeccabile e concentrato. Nel quinto gioco la tds n. 2 incorre nelle prime difficoltà al servizio, costretto a fronteggiare un pericoloso 30-30 a causa di uno sventaglio di dritto perso in lunghezza in uscita dalla battuta e successivamente del primo doppio fallo della sua partita. Radu lotta, ci prova e corre come un forsennato; ma alla fine il n. 10 del mondo ai vantaggi si aggrappa al suo martello e con due ace scagliati in fila vola sul 4-1. Da sottolineare in questo inizio, uno stato di forma già decisamente buono dal lato sinistro del nostro n. 1, specialmente con il bimane in parallelo. A livello tattico è assolutamente lodevole l’atteggiamento del qualificato n. 121 ATP, che cerca di fare affidamento ai suoi punti di forza e soprattutto prova a sorprendere l’azzurro nel suo terreno di caccia preferito; quello della mobilità e degli spostamenti, in particolar modo quelli in avanzamento grazie ai quali riesce a portarsi a casa alcuni scambi nei pressi della rete recuperando delle stop-volley di Berretto lobbando o esibendosi in strettini.

Ma sicuramente il fattore primario della ottima prestazione finora fatta registrare dal tennista romano è stato il suo rendimento in risposta, dove ha sempre tenuto una posizione aggressiva, che si è rivelata micidiale per l’ex n. 39 del ranking. Il quale nonostante abbia messo in campo una buona percentuale di prime, seppur non eccelsa dal punto di vista dell’efficacia, ha incontrato moltissimi problemi quando è stato costretto a dover ricorrere alla seconda. Dunque in questa fase dello scontro, in ribattuta il numero 10 ATP è implacabile, coglie il secondo break dell’incontro e chiude 6-2 il primo set. Subito in grande spolvero anche il servizio del 26enne italiano che manda a referto 6 ace (saranno 21 a fine match) nella prima frazione; dimostrando soprattutto una debordante superiorità di velocità con la prima rispetto al suo avversario, che in molte circostanze non riesce neppure a trovare la palla. Ma come ben sappiamo non è l’unico a faticare nel ribattere al servizio di The Hammer.

La sensazione che l’andamento del match fino ad ora sia stato indirizzato verso Casa Italia più per meriti azzurri che per demeriti moldavi, si conferma nell’avvio della seconda frazione; dove Radu tiene botta e rimane in scia dimostrando anche eccezionale coraggio e freddezza quando si trova a fronteggiare due break point consecutivi sul 2-1 per Berrettini. Qui però Albot è bravissimo, prima con una seconda corposa e profonda e poi rialzando definitivamente la testa con due prime chirurgiche. Sebbene non stiamo parlando di un big server, il giocatore dell’est Europa è dotato di un primo servizio molto preciso, con il quale sa variare anche piuttosto bene ricercando e trovando diversi angoli. Si vede chiaramente come il tennista proveniente dalle qualificazioni abbia innalzato notevolmente il proprio livello di gioco, e tenga molto meglio gli scambi da fondo riuscendo a far muovere di più il campione del torneo nel 2019. Adesso, in risposta Albot capisce che la soluzione migliore da attuare è quella di andare centralmente senza dare angolo, la più produttiva con i grandi battitori come il romano o Raonic.

L’alfiere azzurro è però di almeno due spanne superiori al suo avversario, e utilizzando abilmente il cambio di ritmo con il back di rovescio per poi piazzare subito dopo il drittone si procura comunque un’altra chance di strappo a metà set, sul 3-3. Sfumata questa occasione, però, Matteo conferma la percezione che si è avuta per tutta la metà del secondo set. Ora c’è partita, e contemporaneamente ad un Radu salito gradualmente e vistosamente con il suo tennis, dall’altro lato c’è un Matteo meno reattivo rispetto all’inizio, un po’ più lento. Ciò di conseguenza ci restituisce una versione di Berrettini meno brillante e dunque più fallosa: la prima si perde un po’ per strada, gli attacchi non sono più direzionati nel modo corretto e così l’agilità del 32enne Chisinau viene fuori in maniera più vivida. Break del n.121 sigillato da un vincente lungolinea di rovescio e con un parziale complessivo di 8 punti a 1 il moldavo conferma l’allungo e si porta sul 5-3. San Servizio prolunga la contesa; ma Albot all’incasso non trema e addirittura vola rapidamente sul 30-0 con due ace. In questo finale del parziale, si assiste ad un body language piuttosto scarico e sconsolato dell’italiano che lascia quasi andare l’ultimo gioco.

Si val al terzo, dopo una seconda frazione che ha visto il romano scendere molto come rendimento con la prima, a livello di percentuale di tenuta in campo; mentre contestualmente il suo avversario è cresciuto sensibilmente. Il moldavo adesso ci crede eccome, ha acquisito tanta fiducia dal set vinto, e lo si desume fortemente dalla sua aggressività in risposta. Si vedono anche le prime variazioni del qualificato moldavo, con il rovescio tagliato per cercare di pizzicare lo spostamento laterale verso destra dove Berretto sembra come se si muovesse sulle uova. Arrivano immediatamente due palle break in apertura da fronteggiare per il n. 10, qui però una seconda davvero consistente e a seguire una prima vincente frantumano qualsiasi dubbio (anche tre ace nel game). Si prosegue, con entrambi che soffrono in battuta. Ma è ancora la tds n. 2 a concedere break point, ha perso notevolmente campo e ciò lo porta a colpire qualche colpo di troppo con il corpo all’indietro. Il servizio è l’ultima ancora di salvezza, e risponde presente (2-1). Ed è propedeutico per quello che avviene nel quarto game, quando arrivano le prime chance in risposta per Berrettini a causa di una prima smarrita del moldavo, Matteo allora non si fa pregare e costruendo il punto con pazienza sale 3-1. Urlo liberatorio del n. 2 del tabellone, che poco dopo si porta sul 4-1 con un servizio che ritrova efficienza in tutte le direzioni. Albot ormai ha perduto le speranze, poiché Berretto è inattaccabile. L’azzurro chiude con 4 prime vincenti consecutive, game al servizio semi-perfetto e qualificazione per i quarti centrata.

(hanno collaborato Paolo Di Lorito e Gianluca Sartori)

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI STOCCARDA

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ATP Sofia, Sinner fa 11 in Bulgaria e accede alla semifinale: altri punti importanti per la Race

Avvio e conclusione di match non impeccabili per Jannik Sinner che però surclassa Vukic nella parte centrale dell’incontro. C’è Holger Rune tra lui e la finale

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Jannik Sinner - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[1] J. Sinner b. A. Vukic 6-2 6-3

Dopo la decima vittoria consecutiva in Bulgaria, arriva anche l’undecima. Jannik Sinner ha infatti eliminato in due set l’australiano Vukic nei quarti di finale dell’ATP 250 di Sofia, di cui l’azzurro ha in bacheca già due titoli. Il numero uno italiano ha iniziato e finito il match con qualche errore di troppo, ma è stato ingiocabile per l’avversario nella porzione centrale dell’incontro in cui ha infilato sette game consecutivi (dal 2-2 del primo set al 6-2 3-0). Nella semifinale della parte alta del Sofia Open, domani Jannik sfiderà Ivashka (sarebbe una riedizione dell’ottavo di finale giocato allo US Open a inizio mese) o Rune (sarebbe il primo incontro tra i due Next Gen) con l’obiettivo di guadagnare altri punti preziosi in ottica Race verso Torino: con la vittoria odierna, intanto, ha superato Carreno Busta portandosi in 12esima posizione.

IL MATCH – Nel game di apertura sembra andare tutto liscio per il numero 10 del mondo, ma le cose gli si complicano a causa degli eccessivi errori sia col servizio (3 doppi falli) che col rovescio: si va quindi ai vantaggi da cui ne vengono fuori quattro palle break per Vukic. A livello di scambi però l’australiano è un po’ fiacco e non regge il livello dell’italiano e ciò gli impedisce di sfruttare a dovere le sue chance. Jannik riesce a tirarsi fuori dal guado proprio grazie al servizio. La grande lotta prosegue e poco dopo è l’azzurro, grazie ad uno splendido passante di rovescio, a guadagnarsi la prima palla break, vanificata con un errore.

 

È comunque il presupposto necessario per tornare alla carica nel turno di risposta successivo: sul 3-2 in suo favore, Sinner prende la matita dal suo astuccio e disegna il campo con precisione giottesca. Lo fa per due punti consecutivi che gli valgono il break, confermato poi con un game da tre ace. Il 2001 di San Candido non si accontenta di essersi assicurato la possibilità di servire per il set e sul 5-2 brekka ancora trovando un paio di risposte di dritto con cui prende subito le redini dello scambio. Dopo 40 minuti il primo set è suo.

Jannik è evidentemente a suo agio in campo e prosegue sulla strada intrapresa dal 2-2 del primo set. Vukic è in balia dell’azzurro che è devastante in qualsiasi aspetto del gioco, colpi al volo compresi. Non si registrano più errori da parte di Sinner che così brekka a zero in apertura. I giochi vinti consecutivamente dal numero 10 del mondo diventano poi sette, prima che l’australiano riesca a fermare l’emorragia sfruttando il primo unforced nel set di Jannik. Il gioco dell’italiano non è più scoppiettante come fino a pochi minuti prima e Vukic prova ad approfittarne in un game piuttosto fortunato per lui: prima una traiettoria mal valutata da Sinner e poi un colpo rimasto in campo per millimetri (oltre a un doppio fallo di Jannik) lo portano ad avere due palle break. Sulla seconda, l’azzurro strappa con il dritto permettendo all’avversario di rientrare nel match.

In realtà è solo un’illusione per Vukic che non riesce a cogliere l’attimo. Sinner, invece, ritrova concentrazione e senza rischiare troppo si riguadagna il break di vantaggio. Il numero uno italiano può quindi servire per il match ma i patemi non sono finiti: l’australiano, cresciuto di rendimento con il dritto, sfrutta anche qualche incertezza di Jannik (tra cui un doppio fallo e uno smash fuori misura) per annullare due match point e avere una palla break. Alla terza occasione, però, Vukic non trova il campo in risposta: Sinner chiude sul 6-2 6-3 in un’ora e venti minuti e raggiunge la seconda semifinale dell’anno (la tredicesima in carriera) dopo quella di Umago.

E IL QUARTO SEMIFINALISTA È… – Sarà Holger Rune l’avversario di Jannik sabato pomeriggio. Il diciannovenne danese si è imposto su Ilya Ivashka per 6-2 5-7 6-4 in due ore e venti minuti conquistandosi così anche il pass per le Intesa Sanpaolo Next Gen Finals. Sprazzi di ottimo tennis da parte di Holger, ma anche qualche momento di appannamento, come nel dodicesimo game del secondo set, con la smorzata sullo 0-15, dopo l’errore di rovescio, con cui apre la strada al break irrecuperabile. E almeno uno dei quattro vantaggi esterni che si era ben conquistato qualche gioco prima, sull’1-1, avrebbe potuto essere gestito meglio. Ma è infine stato cinico ad approfittare di un game praticamente senza prima battuta (e anche senza una seconda) di Ivashka, andando poi a chiudere al servizio al secondo match point.

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Lorenzo Musetti: “Mai servito così bene. Coppa Davis? L’Italia tra le top 3”

“Mai successo di fare così tanti ace, forse è frutto del cambio di maturità che sto facendo”, così il 20enne Musetti in vista della semifinale a Sofia

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Sulla carta non era un match facile visto l’ottimo stato di forma di Jan-Lennard Struff, ed infatti si è rivelata una giornata piuttosto complicata quella di Lorenzo Musetti. Il numero 30 del mondo ha fatto appello a tutta la sua classe e per una volta anche al suo servizio, per avere la meglio 7-6(3) 6-1 nei quarti di finale del torneo di Sofia. “Oggi è stata una grande prova perché Jan stava giocando bene, molto offensivo, un gioco che a me dà fastidio” ha spiegato Lorenzo al termine del match. “Sin dal primo game mi ha messo molta pressione e io ho fatto due doppi falli perché lui era molto offensivo e stava molto dentro il campo però sono stato bravo ad avere una grossa energia, specialmente fisica, agonistica. Poi credo di aver servito mai così bene nella vita”.

“Non mi era mai successo di fare così tanti ace [9] ma forse è frutto del lavoro che ho fatto, del cambio di maturità che sto facendo, quindi sono veramente felice”. L’atteggiamento inizia ad essere sempre più quello di un tennista professionista, poco incline a lasciarsi andare alle distrazioni passeggere che ogni match può riservare. E la sfida di domani contro lo svizzero Marc-Andrea Huesler (26 anni, n.95) non sarà da meno, visto che anche lui predilige un gioco aggressivo. “L’ho visto, è uno che viene spesso a rete anche se non ha una buonissima mobilità essendo molto alto, però ha dei buonissimi fondamentali e io sono pronto per andare avanti”.

Gli eventi tennistici italiani non sono mai stati fitti come quest’anno e tra gli appuntamenti imminenti che il 20enne di Carrara non può assolutamente perdersi è l’UniCredit Firenze Open, in programma dall’8 al 16 ottobre. “Sicuramente da quando è stato annunciato l’evento di Firenze tutti i miei amici sono pronti e carichi anche a mollare l’Università per venire a vedermi e supportarmi, quindi avrò sicuramente la fortuna di avere il tifo dalla mia parte. ma sto facendo sicuramente del mio meglio anche per averlo qua a Sofia. Pensiamo a domani e come affrontare il match al meglio”.

 

A novembre poi sarà il momento di tornare a vestire la maglia della Nazionale italiana per la Coppa Davis, con la quale Musetti ha fatto tanto bene a Bologna. I prossimi avversari saranno gli statunitensi, una delle squadre sulla carta più temibili. Ma quali sono le favorite per Lorenzo? “Il nostro nome lo metto nelle prime tre, poi anche la spagna al completo. Senza Nadal cambierà un pochino ma ci saranno Carreño Busta o Bautista Agut che vengono da belle partite, più Fokina che è molto in forma e ovviamente Carlos. Ma l’America può dire la sua con Fritz e Tiafoe, ora Opelka si è operato, quindi Isner. Poi conta tanto anche il doppio quindi gli Stati Uniti li metto tra i favoriti”.

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ATP Sofia: Musetti e il suo tennis champagne tramortiscono uno Struff decisamente in forma

Lorenzo ha dichiarato, nell’intervista a caldo: “Penso di aver giocato uno dei miei migliori match su questa superficie”. In semifinale ad attenderlo ci sarà lo svizzero Huesler

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Lorenzo Musetti - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

[4] L. Musetti b. [Q] J-L. Struff 7-6(3) 6-1

Lorenzo il Magnifico, è stato l’appellativo con cui è passato alla storia Lorenzo de “Medici, il massimo esponente della famiglia nobiliare di banchieri fiorentini che per più di tre secoli detenne il potere nell’intero territorio toscano e non solo. Questa espressione è stata riportata in auge, in tempi recenti nell’alone sportivo, per definire le gesta del calciatore azzurro Lorenzo Insigne. Ebbene, certamente, lo stesso aggettivo trionfale può affiancarsi degnamente ad un altro Lore, uno che dipinge e infiamma con una racchetta in mano. Anche lui toscano come il grande discendente della Dinastia medicea, un ventenne di Carrara che continua ad incantare: oggi infatti nell’ultimo quarto del tabellone del Sofia Open 2022, dopo alcune complessità iniziali, Lorenzo Musetti ha gozzovigliato sui resti di un Jan-Lennard Struff in grandissimo spolvero in questa settimana, il tedesco veniva da quattro vittorie consecutive – è partito dalle quali – e nell’ultima partita contro Humbert aveva perso un solo quindici con la prima senza concedere alcun break point. Inoltre il n. 133 ATP arrivava anche da tre successi in Coppa Davis, dunque la striscia nella sua totalità era di 7 affermazioni in fila, che avevano trascinato la Germania alla fase finale. Ma nulla ha potuto contro il n. 30, che prima l’ha cucinato a fuoco lento per poi travolgerlo attraverso una versione di sé, ostriche, caviale e champagne: 7-6(3) 6-1 in 1h17‘.

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IL MATCH – Partita che al contrario di quello che potrebbe far pensare la differenza in classifica, nasconde parecchie insidie per l’azzurro. Il tedesco è certamente un giocatore che vale molto di più del suo attuale ranking di n. 133, – disceso principalmente a causa di un’infortunio all’alluce destro, occorso durante il torneo di Miami, e che lo ha tenuto fuori fino alla stagione su erba: è rientrato a Stoccarda – sicuramente una piazza tra la cinquantesima e la sessantesima posizione sarebbe maggiormente congeniale al suo reale valore. Le qualità del 32enne di Warstein si conoscono perfettamente, un tennista molto potente dotato di grandi accelerazioni in grado di lasciare di sasso gli avversari. Queste debordanti fiammate, specialmente di dritto, sono in ottima compagnia dato che ad affiancarle c’è un servizio dall’assoluta efficacia e penetrazione. Quando il n. 4 di Germania può contare sul proprio fondamentale d’inizio gioco in versione deluxe, è veramente dura provare a contrastarlo. L’unica possibilità è muoverlo in continuazione, in modo tale da allungare lo scambio a tal punto da riuscire così ad evidenziare le enormi difficoltà, che l’ex n. 29 ATP incontra negli spostamenti laterali.

In sostanza Jan-Lennard, se può colpire le sue fiondate da fermo è un avversario ostico per tutti e che nessuno vorrebbe mai incrociare, soprattutto sulle superfici rapide; mentre invece se lo si porta a dover fare il tergicristallo diventa un tennista assolutamente prevedibile e alquanto falloso. Infatti, considerando la sua mole – 1,93 per 92 Kg – il proprio stile di gioco non può che essere nettamente offensivo e propositivo, verticalizza con costanza e non disdegna – tutt’altro – le discese a rete. Non a caso è un abile volleatore, oltre che un amante del servizio e volée.

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L’inizio vede entrambi i protagonisti commettere due doppi falli a testa, ma quelli italici rivestono un peso specifico nell’economia del punteggio, di gran lunga superiore. Struff, infatti, si porta rapidamente sul 3-0 partendo con una resa magistrale della sua prima di servizio, 8 punti vinti su 11. Se il classe ’90 dovesse mantenere questi standard alla battuta per tutta la durata del match, ci sarebbe ben poco da fare per Musetti; il 20enne di Carrara nel frattempo dà il suo contributo trovando una sola prima – su sei quindici totali – nel proprio turno di servizio d’apertura. Aprendo e chiudendo con il doppio errore del suo fondamentale d’inizio gioco, Lorenzo regala il vantaggio all’avversario. Muso in avvio fa anche enorme fatica a mandare profondi i suoi colpi a rimbalzo, ciò che invece vista la sua posizione ben distante dalla linea di fondo dovrebbe essere imprescindibile per far sì che lo scambio nei turni di risposta abbia quantomeno l’opportunità di prendere forma.

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Eppure nonostante queste primordiali problematiche, il n. 30 del mondo è andato vicinissimo ad essere lui il giocatore in campo a prendere il largo nei primi scampoli dell’incontro: grazie al doppio fallo tedesco, ed inseguito al proprio strabiliante passante incrociato di dritto, il classe 2002 toscano si era issato immediatamente sullo 0-30. Ma poi il cannone di Warstein aveva riaggiustato il mirino, non lasciando alcuno scampo all’italiano. Dunque qualche avvisaglia della giornata positiva del n. 3 d’Italia, la si era già potuta intravedere, ma la situazione si è schiarita del tutto nel quarto game – il contro-break giunto in questo frangente si rivelerà il vero turning point della sfida, con le certezze teutoniche vacillate subendo la rimonta dal 40-15. Non appena infatti la percentuale di prime di Struff è scesa leggermente, il campione junior dell’Australian Open 2019 ha iniziato a montare sopra l’avversario, finalmente dimostrandosi incisivo in ribattuta. Con una palla, adesso, scaraventata negli ultimi centimetri di campo dall’allievo di Simone Tartarini, ad aprire lo scambio, o il palleggio s’intensifica talmente tanto da portare il tedesco ad incorrere nell’errore; oppure proprio per far fede al suo tennis fondato sull’uno-due, il 32enne della Mannshaft forza frettolosamente andando così a sbagliare.

Per cui, entrambe le circostanze verificabili avvantaggiano il “nostro”, che infatti ribalta totalmente l’inerzia attraverso un filotto di tre game consecutivi. Ora, è tutto cambiato, Musetti è padrone del campo: varia a piacimento il gioco, tagliando opportunamente con il back da sinistra per poi creare il vuoto mediante lo sventaglio di dritto, innalzando così all’improvviso il ritmo dello scambio. Basti pensare che l’azzurro, dopo il break concesso, porti a casa due dei successivi tre turni di servizio a zero in una prestazione in battuta che nel corso dell’incontro avrà un accrescimento della propria efficienza inversamente proporzionale a quello dell’avversario: chiuderà con addirittura 9 aces, ma a fare la reale differenza sarà la resa della seconda -. Lore avrebbe anche la chance di salire 4-3 e servizio, strappando per la seconda volta in fila la battuta a Jan-Lennard, ma in qualche modo l’ex Top 30 mondiale si salva e mantiene intatto l’equilibrio. Pur dando, a più riprese, la sensazione di essere nettamente dominante sul rettangolo di gioco con il proprio tennis a tutto campo, il tennista italiano non riesce a graffiare definitivamente infliggendo la zampata decisiva.

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Perciò, seguendo l’ordine dei servizi dopo una prima parte di set invece alquanto ingarbugliata, si giunge al dirimente tie-break. Anche il decidig game ripercorre pedissequamente le orme del parziale regolare: Struff prima manda a segno una prima vincente, punti diretti che contrariamente sono scarseggiati durante la seconda parte della frazione, e poi rompe subito l’en passe con una eccezionale profondità in ribattuta che toglie il tempo al carrarino. Tuttavia da lì, non ce ne più per nessuno: uno straripante Musetti vince 7 dei successivi 8 punti incamerando il set inziale per 7-6(3) in seguito a 50 minuti di una sfida decisamente gustosa.

Il tie-break a senso unico, o quasi, messo in cascina dall’azzurro grazie ad una crescita sensibile del proprio livello di rendimento, dove ha messo in mostra tutto il proprio infinito bagaglio tecnico: dal fantasmagorico rovescio in demi-volée inside-out dal centro, passando per infide risposte bloccate che mandano fuori giri ed in confusione uno meccanico come l’ex n. 29 del ranking, fino ad arrivare ai soliti passanti monomani dal lato sinistro da togliere il fiato ma anche alle prodezze al volo o di tocco smorzato; non fa che conferire ulteriore fiducia e consapevolezza dei propri mezzi al 20enne italico per il secondo appuntamento odierno.

Un manuale di cosa sia la bellezza, che si rivela avere il profumo di una bottiglia di champagne appena stappata, nel corso di un secondo set da cineteca: Muso è semplicemente ingiocabile, gli riesce qualsiasi cosa, che poi non è nulla di sorprendente per quelle che sono le doti del suo braccio. Ciò nonostante, non ci si può non far accecare dalle perle che è in grado di produrre, specialmente in un parziale in cui aggiunge, sempre, un ulteriore step all’imperiosa performance odierna di game in game. Struff evita almeno di abbandonare amaramente il campo, e recarsi negli spogliatoi a testa china, con un bagel. Ma nulla più, il 6-1 in 27 minuti è un manifesto totale di cosa è capace il ragazzo da Carrara, ah a proposito ci ha fatto vedere alcuni winners lungo riga che non possono che farci ulteriormente ben sperare per il prossimo futuro.

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LE PAROLE A CALDO DI MUSETTI –E’ stato duro, lui ha servito molto bene nel primo set. Ero sotto di un break, stava giocando molto bene ed era aggressivo. Allora ho deciso di cambiare qualcosa, la chiave è stata la variazione in risposta, ma anche l’idea di giocare più aggressivo sul suo servizio. Penso di aver giocato uno dei miei migliori incontri su questa superficie“. Poi viene sottolineato dall’intervistatore, come adesso il pubblico bulgaro dopo il match di ottavi vinto da Lorenzo a discapito del giocatore di casa Lazarov, si sia schierato dalla sua parte: “Si ho apprezzato, il primo turno non è stato facile. Alexandar è un bravo ragazzo. Sono tutto sommato un pò triste per lui, perché infatti glielo detto che se continuerà a lavorare duro potrà raggiungere questo livello, perché lui è un tennista di talento. Io lavoro per vincere il titolo, domani sarà dura ma io mi sento pronto per giocare. Mi auguro una finale tutta italiana, però non si sa mai“.

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M-A. Huesler b. K. Majchrzak (4)6-7 7-6(6) 6-3

L’incontro con protagonista Musetti, è iniziato con tre quarti d’ora di ritardo. Questo perché sul Campo Centrale del ‘250’ di scena nella capitale bulgara, il primo match programmato per la giornata odierna è andato decisamente per le lunghe – quello che avrebbe delineato col senno di poi l’avversario di Muso nel penultimo atto del torneo. Un antipasto dello spettacolo balistico che poi ci avrebbe regalato il 20enne toscano, che tuttavia non ha per nulla annoiato i presenti a Sofia. Anzi, la sfida tra il mancino svizzero Marc-Andrea Huesler (n. 95 ATP) e il polacco Kamil Majhrzak (n. 119 ATP) ha regalato tutto quello che un appassionato potrebbe desiderare: pathos, emozioni, suspense, equilibrio, match point annullati e belle giocate come conseguenza di stili opposti messi a confronto.

Insomma, veramente un grande spettacolo per un duello non di cartello. Si diceva di modi d’intendere il tennis quasi all’opposto, e in effetti è proprio così. Da un lato, un tennista estremamente offensivo che fa del serve&volley una delle armi principali del suo gioco, a cui abbina la possibilità di utilizzo di una battuta mancina che garantisce diversi angoli, ed in generale un’efficacia – specialmente nella curva da sinistra – più produttiva rispetto al classico fondamentale d’inizio gioco destrimano. Questo identikit, è facile dedurlo, corrisponde al 26enne di Zurigo, che a dimostrazione delle sue abilità al volo, lo scorso anno fu co-autore del successo casalingo al fianco di uno dei prospetti più candidi del movimento rossocrociato, Dominic Stricker, sulla terra d’altura di Gstaad.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

Dall’altra parte invece, un solido scambiatore dalla linea di fondo, molto completo in ambedue i fondamentali a rimbalzo, e che è stato capace nel febbraio 2022, quindi circa sette mesi fa, d’issarsi sino al best ranking di n. 75 del mondo; oltre che in grado di spingersi sino al 3°T dello US Open 2019. Per cui, un destrimano contro un mancino in un confronto tra coetanei, entrambi classe ’96, fra un attaccante ed un regolare giocatore di attesa: vi erano tutti gli ingredienti necessari per assistere ad un duello alquanto interessante. Va comunque sottolineato, che al di là dell’età anagrafica, i due protagonisti hanno un comun denominatore nel servizio, è vero che si è appena incensato quello di Marc ma anche quello di Kamil non scherza in quanto a precisione. Infatti, dentro un andamento dai diversi risvolti, il match è stato condizionato per la stragrande maggioranza da battute implacabili. La bellezza di 37 aces complessivamente scagliati, con anche una medesima trasformazione dei punti avviati con la prima di servizio attorno all’80%: i numeri di una contesa che ha visto i primi due set decidersi al tie-break.

Tuttavia le opportunità di break non sono state un totale miraggio come potrebbero lasciar intendere le statistiche di cui sopra: nel parziale inaugurale sono stati addirittura 14 i break point offerti da chi serviva, solo che di queste chance ne sono state sfruttate una ciascuno. Huesler ha breakkato nel primo game del match, potendo far pensare a tutt’altro tipo di scontro rispetto a quello che poi effettivamente si è sviluppato, prima di ricambiare il favore nel sesto gioco. Al jeu decisif, poi, lo strappo decisivo lo ha messo a segno il polacco sul 3-2 in suo favore, chiudendo qualche minuto dopo per 7 punti a 4. Diametralmente opposta la seconda frazione in termini di possibilità offerte alla risposta, con soltanto due palle per allungare – ancora una volta materializzatesi nel game d’apertura, questa volta con Majchrzak ad avere l’occasione di prendere la testa – non concretizzate. E continuando a seguire uno specchio al contrario, di quello che è stato il primo set, il nuovo tie-break viene deciso sul filo del rasoio: il n. 119 ATP vola sul 6-4, ma incredibilmente manca due match point consecutivi. Non vincerà più un punto nel resto del game decisivo il nativo di Piotrkòw Trybunalski, consegnandosi per 8 a 6.

Dopo quasi due ore di gioco, primo parziale durato 57 minuti e secondo poco meno di 49, il set finale va via in meno di mezz’ora: un autentico dominio di Marc-Andrea, che da quasi morto sportivamente parlando, risorge dalle proprie ceneri bazzicando sul povero frastornato, dai match ball sfumati, n. 2 di Polonia breakkando nel terzo e nel nono gioco – l’ultimo – e addirittura sfiorando un terzo break (quando invece ce ne erano stai altrettanti nell’intera durata dei primi due parziali) sul 3-3. 26 aces, il ricco bottino di Huesler che lancia in semifinale il nuovo capofila della Svizzera tennistica, qualche giorno dopo l’addio del suo Imperatore: segnando così l’inizio di una nuova era, attraverso un comportamento esattamente all’opposto dell’idolo di tutti. Non mancandoli, ma annullandoli due match point – si fa per scherzare -.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI SOFIA

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