Gli Outfit del Roland Garros 2022

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Gli Outfit del Roland Garros 2022

Slam parigino coloratissimo: dal verde di Nadal al rosso di Djokovic, passando per l’azzurro di Swiatek. Ecco i look delle stelle del 2° major stagionale

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Cori Gauff - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Ne abbiamo viste di tutte i colori in questo Roland Garros. Il rosso della terra che ha incoronato campioni nel torneo di singolare due veri campioni, Rafa Nadal e Iga Swiatek. Il verde di giovanissimi talenti che sono arrivati fino alle fasi finali del circuito come Carlos Alcaraz e Coco Gauff. Il nero del dramma di Alexander Zverev, infortunatosi al ginocchio durante la semifinale con Rafa Nadal e che ha dovuto salutare nuovamente il sogno di conquistare il suo primo grande Slam (operato con tre legamenti lesionati). E abbiamo visto tanti colori anche nelle magliette, nei pantaloncini e nelle scarpe di tutti i tennisti in campo. Andiamo dunque a commentare i look delle stelle di questo secondo slam stagionale.

Rafa Nadal – Nike

Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal – Roland Garros 2022 (foto Roberto dell’Olivo)

Non esistono più parole per descrivere le imprese sportive di Rafa, aggettivi e iperboli si sono sprecati nei giorni successivi alla conquista del suo quattordicesimo Roland Garros. Non deve essere semplice nemmeno per Nike trovare, dopo tanti anni, un outfit adatto al torneo preferito di Nadal, eppure quest’anno il marchio USA si supera e regala a Rafa uno dei look, a nostro parere, meglio riuscito degli ultimi anni. L’accostamento di verde scuro e giallo acceso ricorda un po’ la bandiera del Brasile. E Il Brasile si sa che risveglia dolci ricordi sul Philippe Chatrier: come dimenticare infatti i cuori e le vittorie di Guga Kuerten.  Nostalgia a parte, Rafa è elegante e originale, dimenticate ormai le canotte di inizio carriera dimostra di saper indossare alla perfezione completi raffinati. Ultima nota doverosamente dedicata alle scarpe. Abbinate al completo certo, ma come consuetudine riportanti il numero di slam vinti sulla terra rossa di Parigi, ovvero il 13. Altro modello quindi che Nike consegna alla storia, o al museo della Rafa Nadal Academy, poiché il numero 13 è già un ricordo, il futuro al Roland Garros, per il momento, è marchiato 14. (Chiara Gheza)

 

Iga Swiatek – Asics

Iga Swiatek – Roland Garros 2022 (foto Roberto dell’Olivo)

Colori freschi e brillanti per la n. 1 del mondo, in perfetta armonia con la brillantezza, freschezza e grinta del suo tennis. Il gioco di Iga Swiatek è davvero irresistibile, nulla possono le avversarie contro i colpi perfetti e completi della polacca che ha conquistato sabato il suo secondo Roland Garros ed è salita a 35 vittorie di fila. Pazzesco. L’outfit con cui ha dominato sui campi parigini riflette le sue doti principali in campo: essenzialità e vivacità al tempo stesso. Essenziale infatti il modello della canotta, di un azzurro delicato sulla parte anteriore, con un tocco di blu elettrico sulle spalline e i fianchi; lo stesso blu acceso conferisce personalità e vivacità alla gonna, di foggia semplice. Insomma, forza e delicatezza al tempo stesso per l’invincibile Iga. (Laura Guidobaldi)

Casper Ruud – Yonex

Casper Ruud – Roland Garros 2022 (foto Roberto dell’Olivo)

Il colore della finale maschile di Parigi 2022 non è il rosso della terra ma il verde degli outfit dei due contendenti. Ruud indossa un completo total green. Yonex sceglie per la maglia da gioco una fantasia con disegni ripetuti di fiori con cinque petali, tono su tono, creando un terribile effetto trapunta della nonna. Pantaloncino verde scuro basico invece, così come polsini e bandana bianchi. Yonex già in passato si era spesso distinta per l’originalità, soprattutto con certi indimenticabili completi indossati dal povero Stan Wawrinka. Con Casper gli stilisti non esagerano come con il tennista svizzero (sfidiamo i lettori a ricordare i peggiori look di Stan), ma fanno comunque una scelta che non ci sentiamo di promuovere; seppur nei ricordi di Ruud quella maglia “a trapunta” resterà impressa poiché l’ha accompagnato in quella che è stata la prima finale Slam, gli auguriamo la prima di una lunga serie. Se non possiamo promuovere il suo outfit, promuoviamo a pieni voti il suo atteggiamento e la capacità di scherzare dopo la sconfitta:Non sono la prima vittima di Rafa su questo campo.” Applausi. (Chiara Gheza)

Coco Gauff – New Balance

Cori Gauff – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

La New Balance realizza completi dall’effetto sempre vincente per Coco Gauff. La 18enne americana, fresca finalista dello slam francese, incarna la grande energia e vitalità delle nuove stelle del tennis. Il suo outfit è giovane e frizzante, proprio come lei. Leggero e delicato, il gonnellino color “tiffany” – leggermente trasparente – dà un tocco di grazia al completo aderente formato da canotta e pantacourt. La canotta, così come gli short aderenti, presentano una fantasia arabescata nera, vagamente futurista, in contrasto con la tinta unita pastello della gonna. La tinta base della canotta è color lilla, mentre quella dei pantaloncini è il bianco. Scelta azzeccata anche la fascia per i capelli, della stessa tinta del gonnellino. Mai banale Coco, graziosa e carismatica al tempo stesso. (Laura Guidobaldi)

Novak Djokovic – Lacoste

Come ormai da anni a questa parte, Nole si presenta a Parigi di rosso vestito, naturalmente griffato Lacoste. Il modello della polo per questo Roland Garros è lo stesso che, in una colorazione verde smeraldo, avrebbe dovuto indossare a Melbourne (e ben sappiamo il motivo di quel condizionale) e che abbiamo già potuto ammirare agli Internazionali d’Italia in arancione, con queste due palle da tennis stilizzate che, come le comete, schizzano da una parte all’altra del busto lasciando dietro una scia luminosa. Il motivo ci piace e lo abbiamo già detto. La scelta del rosso fuoco sulla terra non ci piace e lo abbiamo già detto. Pantaloncini bianchi e Asics abbinate alla polo come d’ordinanza. Insomma un look un pò prevedibile per il campionissimo serbo che avrebbe dovuto mettere un pizzico di creatività in più anche in campo per battere un Nadal così motivato. (Valerio Vignoli)

Daniil Medvedev – Lacoste

Daniil Medvedev – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Nei nostri passati appuntamenti abbiamo più e più volte sottolineato come Medvedev non sia propriamente un modello ideale, per movenze e portamento, ma Lacoste a Parigi fa de suo meglio scegliendo per la maglia da gioco un abbinamento di blu e celeste davvero riuscito. Inoltre, se sul lato sinistro della t-shirt spicca, ovviamente, il famoso logo del coccodrillo, sul destro fa bella mostra il simbolo del Roland Garros, come a sottolineare l’unicità del completo di Daniil. I colori del mare e del cielo non vengono però ripresi dal pantaloncino bianco, con strisce laterali nere. Scelta particolare che comunque nulla va a togliere a questo outfit assolutamente promosso a pieni voti. Peccato per l’uscita di scena prematura di Daniil dal torneo, gli sforzi degli stilisti Lacoste meritavano maggior visibilità. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Carlos Alcaraz – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Questa collezione Nike per il Roland Garros 2022 lascia perplessi. Da una parte è cromaticamente impeccabile. Tutti i modelli, da uomo e da donna, sono infatti giocati su accostamenti di colori molto appropriati per risaltare sulla terra parigina e ben amalgamati tra di loro: blu scuro, celeste, menta, bianco panna e giallo canarino. I tagli della collezione sono pure interessanti. I ragazzi potevano scegliere tra una più sbarazzina t-shirt con collo a v (vedi Alcaraz) e una coreana a polo simile a quella già vista in Australia (vedi Sinner). I vestiti delle ragazze avevano piccole aperture nel busto e nella schiena che li rendevano più moderni e integranti. Eppure qualcosa lascia perplessi, come già successo a Melbourne. Manca l’originalità a cui il baffo ci ha abituato e che magari certe volte abbiamo perfino ritenuto eccessiva o fuori luogo. Sembra quasi che il brand americano, orfano da tempo di Federer e che sarà presto abbandonato per forza di cose da Nadal, stia cercando di ricostruire una sua identità limitandosi a giocare di rimessa. Non male ma ci aspettiamo di più. (Valerio Vignoli)

Roland Garros 2022 – Sloane Stephens – Foto Roberto Dell’Olivo

Collezione Adidas

Felix Auger-Aliassime – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)
Alexander Zverev – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Per l’edizione 2022 del Roland Garros, la linea Adidas ci ha convinto poco. Se il total black avrebbe potuto essere una scelta vincente, puntando sulla grinta e il contrasto con la luminosità dell’ocra di Porte d’Auteuil, altri elementi della collezione non brillano per eleganza. Come la t-shirt senza maniche indossata dallo sfortunato Sascha Zverev (vittima di un brutto infortunio in semifinale contro Nadal), che assomiglia molto di più ad una canotta in “stile spiaggia” che ad un outfit da slam. Decisamente bocciata. Un po’ meglio la maglietta del simpaticissimo Félix Auger Aliassime, con la parte anteriore caratterizzata da simboli che ricordano molto dei disegni rupestri ma che, in realtà, rappresentano l’acqua del mare. Conosciamo bene il grande impegno e la campagna di sensibilizzazione da parte di Adidas per la salvaguardia degli oceani, iniziativa più che mai apprezzabile ed encomiabile. Però, forse, avrebbero potuto concepire disegni un po’ più espliciti. Peccato, perché il messaggio è bellissimo ed indispensabile, ma resta un po’ troppo ermetico e “misterioso”. Azzeccata invece, per il completo di Félix, la scelta dei polsini gialli, che si sposano bene col completo scuro. (Laura Guidobaldi)

Camila Giorgi – Giomila

Camila Giorgi – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Che dire di Camila Giorgi? È sempre la più raffinata ed elegante in campo. Si sa, Parigi in Primavera evoca “La vie en rose” e allora il completo Giomila non sbaglia. Colori pastello e fiorellini per l’outfit indossato da Camila, un connubio che sta benissimo sulla terra rossa. La t-shirt, di un giallo chiarissimo, ha le maniche della stessa fantasia del volant principale del gonnellino, ovvero un motivo composto da fiori piccolissimi tendente al rosa. Il secondo volant, richiama la tinta della maglietta. Un completo semplice e delizioso, che rende la tennista azzurra ancora più graziosa. Grazia che si sposa benissimo con il tennis esplosivo e dirompente di Camila. (Laura Guidobaldi)

Martina Trevisan – Diadora

Martina Trevisan – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Martina Trevisan è stata la bella sorpresa di questo Roland Garros, regalando all’Italia la semifinale. Se il suo gioco e il suo sorriso hanno fatto innamorare tutti, non si può certo dire lo stesso del suo outfit. Diadora è un marchio forse più focalizzato su altri sport, viene subito in mente il calcio e, nostalgicamente, il ricordo vola alle scarpette di Roberto Baggio e alle prodezze con le quali sapeva illuminare le domeniche di un tempo che fu. Per non sbagliare sui campi da tennis Diadora ha scelto il banale accostamento bianco e arancione con basica canotta, pantaloncino e gonna. Peraltro, stesso identico outfit indossato da Martina nel torneo di Rabat, vinto la settimana prima dello slam parigino. Completo che vince non si cambia? Forse è andata così, ma noi restiamo dell’idea che Martina avrebbe meritato un look più originale e siamo certi avrebbe saputo sfoggiarlo al meglio. La stagione è ancora lunga e Diadora ha tutto il tempo per recuperare e regalarci una Martina dall’outfit memorabile. (Chiara Gheza)

Fabio Fogni – EA7

Fabio Fognini – Roland Garros 2022 (foto di Roberto dell’Olivo)

Era iniziata in modo molto deludente la partnership tra Fogna e EA7, divisione sport di Emporio Armani, all’insegna dell’abuso del colletto alla coreana e dei colori fluo. Che il trend si stesse invertendo lo avevamo già notato da un pò. Prima a Roma e poi a Parigi, il veterano ligure ha però sfoderato quello che è decisamente il suo miglior outfit dall’inizio di questa sua partnership. Una polo blu notte con pinstripes bianche, richiamo bianco alla fine delle maniche e colletto a polo molto stretto con bottoni. Pantaloncino bianco con finiture abbinate al colore della polo. Un look che più classico non si può, che ricorda vagamente gli iconici outfit Fila di Bjorn Borg. Promosso a pieni voti. (Valerio Vignoli)

Bonus off-court: Iga Swiatek

Iga Swiatek – Roland Garros 2022 (foto di Roberto dell’Olivo)

La maturazione di Iga Swiatek negli ultimi due anni sta tutta nei look mostrati per il photoshoot con il trofeo del Roland Garros in mano. Nel 2020, la polacca si era presentata con un irriverente abito lungo a strisce multicolore con delle scarpe basse stringate. Una scelta non convenzionale, spiazzante, come i suoi colpi in campo. Sofisticata e giovanile allo stesso tempo. Una piacevole sorpresa, una ventata d’aria fresca nel circuito. A Parigi in questo 2022 Swiatek è arrivata con il peso di quel numero 1 accanto al suo nome. Lo ha portato con la stessa leggerezza, classe e semplicità con cui indossa questo completo color panna dal taglio sartoriale abbinato ad una maglietta bianca che lo alleggerisce e lo rende più sportivo. Il sandalo bianco dimostra la maggiore cura nei dettagli. Il Rolex al polso dà quel tocco di lusso ed esclusività. Il filo di trucco la rende più femminile senza ostentazioni. Da ragazzina secchiona a prima donna. Con quella facilità invidiabile che non suscita invidia. La concorrenza non può che rimanere a guardare e applaudire. (Valerio Vignoli)

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Wimbledon, preview quarti: Halep-Anisimova, Nadal-Fritz e Garin-Kyrgios

LONDRA – Due semifinali anticipate fra Simona e Amanda, e fra Rafa e Taylor. Più la curiosità per Nick contro Cristian, fisico dell’australiano permettendo

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(da Londra il nostro inviato)
Simona Halep – Amanda Anisimova
Dal punto di vista di Simona, una partita molto molto simile a quella vinta in modo nettissimo su Paula Badosa, che è una giocatrice di tipologia quasi sovrapponibile ad Amanda. Bei fisici, belle botte con tutti i fondamentali, tendenza a cercare le palle filanti e semipiatte. Purtroppo per loro, davanti a una maestra della corsa e del contrattacco come la Halep in forma vista qui a Wimbledon, o realizzano percentuali straordinarie, o non ne escono. Favorita Simona, quindi, a meno di una prestazione straordinaria di Anisimova.
Consigliata a chi apprezza le battaglie fra violenza e manovra.

Taylor Fritz – Rafael Nadal
Il match del giorno, perchè Taylor è arrivato ai quarti giocando bene, in crescendo, e mettendo in mostra un bell’adattamento all’erba. Mi perdoneranno gli avversari precedenti, a cominciare da Lorenzo Sonego, ma questo sarà il primo vero test per Rafa, e se lo supererà probabilmente la semifinale con chi vincerà tra Garin e Kyrgios sarà meno pericolosa, dati i problemucci fisici e di affaticamento accusati dal favorito di quella sfida Nick. Se poi dovesse uscirne Garin, insomma, immaginarlo battere Nadal sul centrale mi riesce difficile. Ma prima, per lo spagnolo ci sono da affrontare i gran servizi, i drittoni, i rovesci ficcanti e l’ottima fisicità di Fritz, che a Indian Wells l’ha battuto, anche se era stata una partita fra infortunati vinta dal meno malconcio.
Consigliata ai tifosi di Rafa, e pure a quelli di Djokovic che potranno monitorare lo spauracchio.

Cristian Garin – Nick Kyrgios
Il simpatico Cristian piace un po’ a tutti, è un ragazzone allegro e davvero forte (è stato nei primi 20, ora è 43 ATP), ma decisamente quello che gli sta succedendo quest’anno a Wimbledon ha del miracoloso, considerato che è un picchiatore da terra e cemento prestato ai prati con diverse perplessità tecniche. Qualche giorno fa ha dichiarato: “quando ho visto che avrei dovuto giocare contro Berrettini ero furibondo. Lui e Djokovic per me erano i più forti del torneo, mi sembrava una vera sfortuna avere Matteo al primo turno“. Sono d’accordo con lui, i rimpianti per Matteo vengono fuori ogni volta che scrivo il suo nome. Dovrebbe bastare una versione di Nick appena sufficiente per far valere la differenza di talento e propensione all’erba, ma con l’australiano fare pronostici è semplicemente inutile. Speriamo che Kyrgios stia bene atleticamente, e che sia un confronto divertente.
Consigliata a tutti, come sempre quando scende in campo Nick.

 

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Wimbledon, Sinner: “Allenarsi con Djokovic ha vantaggi e svantaggi. Credo di poter essere orgoglioso di quello che ho fatto”

Jannik Sinner non aveva mai vinto un match sull’erba a livello ATP prima di questo torneo. Oggi è andato ad un solo set dalla vittoria contro Djokovic, ma non è bastato

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)
Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (Twitter @Wimbledon)

Jannik Sinner è andato ad un passo dalla gloria, ha cullato l’idea di poter eliminare Novak Djokovic (che non perde a Wimbledon dal 2017), ma si è dovuto arrendere al rientro in partita del serbo, che lentamente ha girato il match a suo favore. Una partita che certamente lascia qualche rimpianto visto come si era messa, ma dalla quale certamente l’azzurro saprà ricavare le cose positive. Che non sono assolutamente poche.

“È stato un match molto duro, ma lo sapevo già prima di scendere in campo. Stavo giocando bene, ma lui ha alzato il suo livello di gioco nel quarto set. Penso di aver giocato bene nel quinto, ho soltanto sbagliato alcuni colpi alla fine, ma penso di poter essere orgoglioso di quanto ho fatto. Comincia così la conferenza stampa di Sinner, che si dice poi “fiducioso per il futuro prossimo”.

D: Al termine del match Novak ha detto che era convinto di vincere la partita. A che punto del match invece tu hai pensato che l’incontro di stesse scivolando via?

 

Jannik Sinner: “È una partita al meglio dei cinque set. Quando sei in vantaggio di due set giochi ogni parziale nel miglior modo possibile. Nel terzo quando stavo servendo ed ero 0-15, ho mandato in rete un dritto semplice e sono andato sotto 0-30. Poi dopo lui ha giocato un buon punto e, invece di essere, 15-30 eravamo 0-40, poi ho subito il break. A quel punto lui ha iniziato a giocare meglio. Come ho detto, nel quinto set credo di aver giocato bene. Dovevo probabilmente fare qualcosa in più perché, alla fine, era lui a dettare gli scambi“.

D: Visto il modo in cui hai giocato a Wimbledon quest’anno e i diversi giocatori che hai battuto, pensi di poter tornare qui in futuro e fare nuovamente bene? E, chissà, magari un giorno vincere il torneo?

Jannik Sinner: Penso di aver giocato ogni partita meglio rispetto alla precedente, anche se gli avversari erano sempre diversi. Penso anche al futuro, tornare qui l’anno prossimo può aiutami molto. Ho imparato molte cose sull’erba e questo è stato il motivo per cui abbiamo scelto di giocare su questa superficie. Ho dimostrato di saper giocare un buon tennis, chissà che un giorno non riuscirò ad esprimermi ancora meglio. Cercherò di continuare a lavorare sodo, perché questa alla fine è la cosa più importante. Ora magari avremo qualche giorno libero, ma subito dopo torneremo a spingere di nuovo. Poi vediamo come andranno i prossimi mesi”.

D: Hai avuto la possibilità di allenarti spesso con Novak: in che modo ciò ti ha permesso di migliorare? E come ti ha aiutato oggi, in particolare, visto che nei primi due set colpivi veramente bene la palla?

Jannik Sinner: Credo che abbiamo uno stile di tennis simile, per certi versi. Mi piace sempre allenarmi con lui, ovviamente ti offre una buona palla da colpire. Penso di avercela anch’io, quindi riusciamo a mantenere un buon ritmo. In un certo senso può aiutarti, perché quando giochi contro sai che cosa aspettarti. Dall’altra parte, chiaramente si conoscono le debolezze reciproche. Dopo il primo turno ci siamo allenati insieme e, il giorno dopo, abbiamo vinto entrambi. È sempre una sensazione speciale poter soltanto allenarsi con lui. Poi il torneo è diverso, ci sono tante cose diverse, come la tensione e il pubblico, che è sempre speciale”.


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D: Quando Nick Kyrgios era qui l’altro giorno (in sala stampa, ndr), ha parlato di te e di come ti non abbia paura nonostante tu sia giovane. Ti ha paragonato a lui, quando a 19 anni ha battuto Nadal qui, rendendo evidente che lui e Djokovic non erano degli dei, potevi far loro del male. Come ti senti a scendere in campo contro Novak Djokovic a livello psicologico?

Jannik Sinner: “Sicuramente quando scendi in campo sai di essere sul Centre Court con molta gente che ti guarda. Questo è quanto di buono sai prima della partita. Quando affronti questo tipo di giocatori è un po’ diverso dal solito, ma mi piace sfidare me stesso: sono un ragazzo a cui piace la competizione. Questo è ovviamente anche il motivo per cui mi alleno, ossia per poter arrivare a giocare partite speciali e in turni importanti, come i quarti di finale di oggi. So di avere ancora molto da migliorare, ma credo di poter essere felice dopo questo Wimbledon. Dopo che Djokovic ha perso il secondo set ha dovuto alzare il suo livello, altrimenti probabilmente avrebbe perso. Ma so bene che lui è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi.

D: Ci potresti parlare degli aspetti che secondo te sono andati bene e di quelli che sono andati male in questa partita e che lavoro si fa con il tuo team per trarre insegnamenti da questo match?

Jannik Sinner: “Oggi non era semplice, perché lui [questo] campo lo conosce bene. Tutti e due eravamo tesi, tutti e due sapevamo che era una partita molto importante, soprattutto lo era per me, per capire tante cose. Mi sentivo che oggi avrei fatto una bella partita, poi non è andata come volevo. Ci sono state alcune cose nel terzo set che hanno cambiato la situazione, lui mi ha messo in difficoltà, poi nel quinto set ho fatto quello che dovevo fare. Dovevo andare io a comandare, poi sbaglio ancora le volée, sbaglio ancora le smorzate, sbaglio ancora un po’ il modo di servire, ma il modo di affrontare la partita è giusto. E si sbaglierà ancora tanto nella vita, ma non dubito che quello che ho fatto oggi sia giusto, poi ci saranno tante cose da analizzare, stasera o domani, della partita, ma la cosa più importante è quella di continuare a lavorare.”

D: Novak ha detto che i suoi 20 anni di esperienza sul circuito lo aiutano a gestire il flusso di emozioni nella partita e che questo gli ha permesso di rovesciare partite che erano molto compromesse. Credi che questa potrebbe essere una tua area di miglioramento?

Jannik Sinner: “Lui in questa situazione ci è stato tante volte, ha tanti anni nel circuito, ha giocato tante partite importanti, e questo sicuramente aiuta. È una domanda difficile, non so come lui si senta in quelle situazioni. Però i migliori al mondo hanno modo di cambiare la partita molto velocemente, tante scelte diverse. Alla fine sto provando anch’io a fare la stessa cosa: questo è giocare a tennis, cambiare il momentum della partita.”

D: Si è avuta l’impressione che negli ultimi tre set ti abbia abbandonato un po’ il servizio, la tua percentuale di prima sia calata e Djokovic è riuscito a prendere lui il comando delle operazioni.

Jannik Sinner: “Ti porta anche lui a cambiare il servizio, non è che sparisce di colpo. C’era una parte del campo nella quale si giocava a favore di vento e una nella quale si giocava contro vento, e io facevo molta fatica a giocare contro vento. Poi lui entrava molto bene, tirando piatto e molto profondo, però parlando del servizio credo di essere migliorato molto, anche nelle partite scorse, quindi il lavoro fatto è quello giusto.”

D: Cosa ti sei detto quando hai visto sul tabellone 7-5, 6-2 contro Djokovic? E cosa ha fatto Djokovic dal terzo set in poi per cambiare la partita?

Jannik Sinner: “Alla seconda domanda non rispondo, perché magari giochiamo ancora un po’ di volte l’uno contro l’altro. Lui lo sa, ma non voglio che gli altri avversari lo sappiano. Per quel che riguarda il punteggio, non guardo tanto il punteggio, ma il livello di gioco, e il mio era molto alto. Ho servito bene, ho mosso la palla io, volevo continuare in quel modo, poi lui ti porta a giocare il match nel modo che piace a lui, è molto bravo a fare questo.
Credo di poter essere contento di quello che ho fatto oggi. A me non piace perdere, ma è successo, tuttavia ho fatto tante cose positive nell’ultima settimana e mezzo, cose che magari non mi aspettavo perché non mi sentivo bene su erba, e spero che tutto questo mi possa aiutare per il prossimo anno e per le prossime edizioni. C’è un po’ la delusione per la sconfitta, ma alla fine lui ha vinto sei volte qui, e c’è un motivo, e lui ha giocato molto bene perché l’ho portato a giocare bene.

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Wimbledon: Sinner gioca una gran partita, ma Djokovic rimonta due set e la spunta al quinto

LONDRA – Battaglia memorabile tra Jannik e Novak. L’azzurro va in vantaggio 2 set a zero, il serbo lo riprende e conquista la semifinale

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Pic credits Wimbledon Twitter

[1]N.Djokovic b. [10]J.Sinner 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Pubblico delle grandi occasioni, Kate Middleton e il principe William compresi, per l’incontro che apre il programma del campo centrale di Wimbledon, il primo quarto di finale della parte alta del tabellone. Di fronte il sei volte campione qui, e detentore del titolo, Novak Djokovic, e l’attuale numero uno italiano, Jannik Sinner. I consueti pronostici fatti al volo tra i presenti in tribuna stampa danno il serbo come vincitore quasi all’unanimità, la speranza è che sia almeno una partita lottata.

L’avvio sembra purtroppo dare ragione al pessimismo generalizzato, con sette punti a zero per Nole, che in due minuti scarsi si ritrova 1-0 e tre palle break, dire che Jannik è partito contratto è poco. Un paio di colpi vincenti dell’italiano finalmente arrivano, ma arriva anche un brutto errore di dritto che manda Djokovic in vantaggio 2-0. Dal vivo si vede bene la difficoltà, chiara conseguenza della tensione, che Sinner incontra nel far scorrere il braccio e nel muoversi con la necessaria reattività. Il 3-0 vede un parziale di 12 punti a 3 per Nole, uno di quei tre è un doppio fallo: difficile fare peggio, speriamo che le cose migliorino, alla fin fine è solo un break. Un paio di game regolari portano il punteggio sul 4-1, Jannik pare sbloccarsi, peccato l’handicap iniziale concesso in quel modo. Bravo Sinner ad annullare col servizio una palla del secondo break che sarebbe stata letale, e ad accorciare sul 4-2. Poco dopo, un’ovazione del centrale saluta le prime due palle break per l’italiano, che ora è ben salito di livello, e incassa volentieri il doppio fallo (secondo del game per Djokovic) che gli consegna il contro-break, per poi pareggiare 4-4.

Ci sono voluti 30 minuti, ma adesso la palla di Jannik viaggia che è un piacere, e Nole si trova spesso in difficoltà, c’è equilibrio, e per come era iniziata va già benissimo così. La gente si alza in piedi gridando per un rovescio diagonale di violenza spaventosa che porta Sinner a un’altra palla break, ma Djokovic è bravo a cancellarla col dritto, per poi salire 5-4. Senza corrrere rischi l’italiano tiene la battuta, e poi sale 15-40, altre due opportunità per lui: uno splendido dritto incrociato fa letteralmente venire giù lo stadio, ma soprattutto manda Jannik a servire per il set. per la prima volta con qualcosa da perdere, Sinner sembra esitare, commette un doppio fallo, la prima latita, ma non trema spingendo le seconde palle, e si procura un set point. Bravo e fortunato Nole a salvarsi col rovescio esterno che sfiora il nastro, ma poi una sontuosa smorzata di Jannik, e una battuta vincente, decretano il 7-5 per l’azzurro. Che set ragazzi, intensità altissima, spettatori entusiasti, tutto davvero bello.

Il livello non scende a inizio secondo set, ora se le stanno suonando di santa ragione, e da fondocampo è spesso Sinner a comandare. Il gran tennis di Jannik appare sempre più incisivo, e arriva un altro break nel terzo gioco, confermato per il 3-1. In tribuna stampa ci si stropiccia gli occhi, il parziale ora è di 9 giochi a 2 per l’italiano dopo il 4-1 iniziale (ripensandoci, quanto è stato fondamentale in quel game il servizio che ha cancellato una palla del 5-1 Djokovic). Che non siamo davanti a una gran versione di Nole è chiaro, ma Sinner è bravissimo a tenerlo costantemente sotto pressione. Sul 4-2 per l’azzurro, Djokovic si salva momentaneamente dal doppio break (con un nastro assassino in suo favore), ma poi un doppio fallo e una risposta di Jannik che pizzica la riga lo mandano sotto 5-2, roba da non credere. Poco dopo l’ora e mezza di gioco, la battuta vincente di Sinner decreta il 6-2, due set a zero in suo favore, speriamo davvero che l’inerzia della vicenda non cambi. C’è la consueta pausa che consente ai tennisti di andare in bagno.

Nel secondo game del terzo set Jannik, che sembra stia un attimo tirando il fiato, annulla bene una palla break (Nole non ne aveva più avute dopo la metà del primo parziale), ma poco dopo si trova sotto 0-40, e stavolta cede, 3-1 Djokovic. Ci sta un calo dopo due set giocati in modo straordinario, così come ci sta la reazione del campione, che allunga 4-1. Sinner non cede, tiene la battuta, e riprova la rimonta come all’inizio. Uno splendido pallonetto vincente fa ben sperare, ma servendo e passando bene Nole si porta 5-2. Come temevo, l’inerzia è cambiata, spingendo alla grande il serbo va 15-40, sono due set point. Jannik li annulla con coraggio, servendo potente e solido accorcia 5-3, ma la conclusione del parziale è solo rimandata, Djokovic non esita ed è 6-3, si va al quarto.

Il passaggio a vuoto di Sinner purtroppo continua, il fatto che Nole sembri piuttosto rinfrancato e più sicuro di sè chiaramente non aiuta, e il primo game del quarto set vede subito un break subìto dall’italiano. E’ davvero un momentaccio adesso, a Jannik volano via dritti lunghi anche di metri, sbaglia tocchi banali, lascia palle dentro di spanne, è come se stesse pagando lo sforzo più mentale che fisico profuso nella prima parte della partita. Quando nel terzo gioco arriva il secondo break per Djokovic, si inizia a fare il conto alla rovescia per il quinto set. Sinner, ammirevole, giustamente non molla, tiene due turni di battuta, si procura una palla break sotto 2-5, e capitola solo al terzo set point. Nell’ultimo game, un attimo di paura per l’azzurro quando si impunta la caviglia sinistra in un recupero in avanti, bello e sportivo il gesto di Nole che si precipita ad assicurarsi che vada tutto bene, per fortuna nulla di grave. Inizia il quinto, siamo a tre ore di gioco, che gran battaglia comunque vada.

Jannik tiene con autorità il primo game al servizio, nel secondo concede buona una palla mal chiamata fuori a Djokovic risparmiandogli un “challenge”, dal punto di vista del fair play l’atmosfera in campo è esemplare. Devo onestamente rilevare che in questa edizione di Wimbledon i giudici di linea non stanno facendo proprio una gran figura. Sull’1-1, alla fine di uno scambio durissimo, Sinner fallisce una smorzata, ed è ancora break per Nole, che sale 2-1, e senza problemi allunga 3-1. Pochi minuti dopo, il Djoker (è proprio il caso di definirlo così) spara un passante incrociato di rovescio in corsa irreale, brekka per la seconda volta, e va a servire per il match sul 5-2. Ormai qui sul campo centrale lo sappiamo in 15.000 come andrà a finire, e quando il cronometro segna 3 ore e 35, la battuta vincente di Nole gli consegna la semifinale. Pochi rimpianti per Jannik, che ce l’ha messa tutta, forse all’inizio del terzo avrebbe dovuto fare di più per impedire al serbo di ringalluzzirsi, ma è facile dirlo dalla tribuna. L’intramontabile Djokovic attende il vincitore della sfida fra Goffin e Norrie.

Molto soddisfatto Nole nell’intervista post.match: “Possiamo parlare solo degli ultimi tre set, e non dei primi due? (risate) Sono sicuro che ci saranno tante possibilità per Jannik in futuro, gli auguro solo tanta fortuna. Sì, sono state due partite differenti, all’inizio lui è stato migliore, poi io sono uscito, mi sono parlato da solo allo specchio – è vero, l’ho fatto! – e insomma, quando vieni messo sotto, è necessario riordinare le idee. Sono stato fortunato a brekkarlo subito a inizio terzo, ho notato qualche crepa nel suo gioco, e sì, il toilet break è stato il momento di svolta. Ho giocato per 20 anni ormai, ma lo stesso mi capitano momenti di dubbio interiore come a tutti, è quella la sfida maggiore, e l’esperienza, gestire le pause, come ho detto sfruttare le pause bagno, credo che sia per quello che sono riuscito diverse volte in carriera a ribaltare partite in cui ero sotto. Questo campo mi ha ispirato a prendere in mano la racchetta quando avevo 5 anni, e spero che mi possa motivare a continuare

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