Wimbledon, Djokovic: "I punti non sono la mia priorità. Russi e bielorussi meritano di giocare"

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Wimbledon, Djokovic: “I punti non sono la mia priorità. Russi e bielorussi meritano di giocare”

La questione punti e la guerra in Russia portano ampie riflessioni, insieme al problema vaccino: “Vorrei andare negli USA, ma decide il governo”

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Novak Djokovic - Wimbledon 2021 (credit to AELTC_Joe Toth)
 
 

Mancano ormai poco più di 24 ore al tanto atteso inizio di Wimbledon 2022, il torneo che ogni appassionato di tennis attende come il Natale, che incarna l’espressione massima della tradizione e della magia del nostro sport. Inizio che, come sempre, coinciderà anche con l’esordio sul centrale del campione in carica: Novak Djokovic, n.1 del seeding(per i noti motivi che non vedranno competere né Zverev Medvedev), che aprirà il campo più prestigioso al mondo contro il coreano Soon-woo Kwon in un tabellone certamente dal sorteggio generoso. Ma, prima di passare la parola al campo, Nole ha avuto cose interessanti da dire nella solita conferenza prima del torneo, toccando temi delicati come la questione punti non assegnati o l’esclusione di alcuni tennisti per motivi che evadono lo sport, quindi delle novità in un certo(triste) qual modo.

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D: “Se vinci questo titolo, avrai il prestigio, il controllo, ma non i punti in classifica. Come questo influisce sul tuo approccio e sulla tua mentalità in questo torneo, date le circostanze?

 

Djokovic: “Probabilmente influenzerebbe di più altri giocatori che me, a dire il vero. Non voglio dire che i punti in classifica non sono importanti per me, di certo lo sono, ma non come fino a poco tempo fa. Ora, da quando ho battuto il record di più settimane come n.1, non sto davvero inseguendo la classifica, da allora non è stato importante in termini di priorità per me. Ovviamente capisco che oltre il 90 percento del giocatori che stanno giocando e quelli che non stanno giocano in questo torneo saranno più influenzati dai punti. Quest’anno non ho avuto la possibilità di difendere 4.000 punti, 2.000 in Australia, 2.000 qui. Ciò influisce sulla mia classifica in generale, ma le mie priorità ora sono diverse. Quindi non sono così colpito, per così dire“.

D: “Allo stato attuale delle cose, sembra che questa sarà la tua ultima opportunità di giocare in un torneo del Grande Slam nel 2022. Non che tu abbia bisogno di un incentivo in più per fare bene qui, come hai ripetuto più volte, ma mi chiedo: se ciò si verificasse la tua mente avrebbe qualsiasi tipo di spinta in più per trionfare di nuovo qui? Mi chiedo anche se hai fatto o farai qualsiasi tipo di richiesta all’USTA o al governo degli Stati Uniti per consentirti di entrare nel paese e giocare all’Open“.

Djokovic: “Hai ragione, ad oggi non mi è consentito entrare negli Stati Uniti sotto queste circostanze, ne sono consapevole. Questa è una motivazione in più per fare bene qui; spero di poter fare un ottimo torneo, come ho fatto fatto nelle ultime tre edizioni, allora dovrò solo aspettare e vedere. Mi piacerebbe andare negli Stati Uniti, ma ad oggi non è possibile, non c’è molto che posso fare di più. Spetta al governo decidere se consentire o meno alle persone non vaccinate di entrare nel Paese“.

D: “Penso di aver ragione nel dire che solo tre uomini nell’era Open hanno vinto Wimbledon quattro o più volte successivamente. Quanta è l’aspirazione di entrare in quella fascia?

Djokovic: “Mi piacerebbe essere in grado di lottare per un altro trofeo. Sono nella posizione, ma vorrei essere nell’ultima partita per fare la storia di questo torneo che, da bambino di sette, otto anni ho sognato di vincere, e diventare il numero 1; è sempre stata la più grande motivazione avuta da bambino. La prima partita di tennis che abbia mai visto in TV è stata Pete Sampras che ha vinto il suo primo Wimbledon, quindi, ovviamente, c’è un sacco di connessione con questo torneo. Pete l’ha vinto sette volte, se non sbaglio. Si spera che quest’anno io possa fare lo stesso“.

D: “(Domanda su Sergiy Stakhovsky che si è detto favorevole alla squalifica degli atleti russi in generale nello sport)“.

Djokovic: “Conosco Sergiy da molto tempo, è stato mio collega sul campo ma anche in consiglio, abbiamo davvero un bel rapporto, l’ho contattato e abbiamo comunicato nell’ultimo periodo. Capisco la frustrazione proveniente da lui e dal popolo ucraino verso la Russia e cosa sta succedendo. Naturalmente, non ho intenzione di commentare o entrare nei meriti della guerra, ma quello che posso dire da figlio di una guerra, molte guerre in realtà durante gli anni ’90, è che so come ci si sente ad essere nella posizione. Ma d’altra parte, non posso dire di essere pienamente d’accordo a vietare a giocatori di tennis russi, tennisti bielorussi, di gareggiare all’infinito, non vedo come abbiano contribuito a tutto ciò che sta realmente accadendo. Penso che accetterebbero il compromesso che hanno effettivamente avuto, come una situazione con partite olimpiche da giocare sotto bandiera neutra.

Mi sento come se loro meritino di vincere, meritino di competere, sono atleti professionisti, e nessuno di loro ha supportato la guerra. Una volta che succede qualcosa del genere su un grande palcoscenico, qualsiasi cosa tu dica da persona di uno o l’altro paese sarà giudicato in un modo o nell’altro. Capisco entrambe le parti, è davvero difficile dire cosa sia giusto e cosa sbagliato. Ma, nel mio cuore di atleta, mettendomi in una posizione in cui qualcuno mi bandirebbe dal giocare a causa di queste circostanze, cui non ho contribuito, non credo sia giusto. Lascia che ti ricordi che, dal ’92 al ’96, a tutti gli atleti della Serbia non è stato permesso di competere sul palcoscenico internazionale in qualsiasi sport, quindi so come ci si sente. A quel tempo ero troppo giovane, ma conosco atleti che gareggiavano in quel momento, e so come ciò ha influenzato le loro vite; molti di loro hanno lasciato lo sport perché quattro anni sono tanti“.

D: “Hai padroneggiato l’arte di avere successo qui senza giocare un torneo di preparazione ufficiale. Ci sono alcuni top player che lo stanno facendo quest’anno: Serena, Rafa, Iga Swiatek. Quanto è difficile farlo, particolarmente all’inizio della tua carriera quando hai meno esperienza? Quali sono le chiavi per farlo funzionare?

Djokovic: “Ci sono stati degli anni, come l’anno scorso dove c’erano solo due settimane tra le finali dell’ Open di Francia e il primo turno di Wimbledon, con circostanze particolari. E in questi casi, soprattutto se hai giocato come ho fatto io, fino alla fine Roland Garros, è difficile cambiare il giorno successivo dalla la superficie più lenta alla più veloce e giocare di più, perché i Grandi Slam prendono molto fisicamente, emotivamente, mentalmente. Ogni giorno puoi riposarti un po’ e il ripristino aiuta, ma poi siamo tutti diversi. Ci sono giocatori che in realtà amano solo competere e giocare quante più partite ufficiali possibili perché vedono questo il miglior tipo di pratica per questa superficie o per i prossimi grandi tornei; altri non hanno bisogno di giocare tanto, ma hanno bisogno del buon equilibrio tra competizione e riposo, quindi sono più nel secondo gruppo. Non ho avuto molti problemi per adattarmi rapidamente alla superficie, negli anni ho imparato a giocarci in modo più efficiente. All’inizio della mia carriera ero fermo, alle prese con il movimento e lo scivolamento, ecc.

Penso che il movimento sia il più grande adattamento che deve essere fatto sull’erba perché vieni dalla terra battuta, dove i giocatori come me scivolano parecchio, sull’erba è possibile, ma non puoi farlo così frequentemente o liberamente come sulla terra. Devi stare più attento con il movimento, la tattica, hai un diverso regime di allenamento; anche la posizione sul campo è diversa, devi stare più basso su ogni tipo di slittamento lungo il campo, che è molto veloce e con rimbalzo basso, contrariamente alla terra che rimbalza molto in alto. Tutte queste cose devono essere prese in considerazione quando ti stai preparando, ma ovviamente tutti i giocatori hanno le loro diverse routine, diversi team di persone, squadra di coaching, staff tecnico che li consiglia diversamente. È difficile dire in generale quale sia la giusto formula“.

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ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

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Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

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Carlotta Arginelli: nove anni e studia già da campionessa

La giovanissima emiliana si qualifica per lo Junior NextGen Italia, in programma a Milano in concomitanza con la NextGen ATP Finals

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Carlotta Arginelli

A nove anni non solo è in grado di lasciarsi alle spalle ragazze più grandi, ma anche di staccare il pass per andarle a sfidare in una delle principali competizioni nazionali di tennis riservate ai giovanissimi. Carlotta Arginelli, classe 2013, tesserata per il Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine, ha infatti conquistato l’accesso al Master ‘Junior Next Gen Italia’ che si disputerà a Milano in concomitanza con le Next Gen Atp Finals. Alla competizione parteciperanno le prime cinque atlete Under 10 qualificate nelle cinque macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. Carlotta ha preso parte al girone Nord Est che comprendeva Emilia-Romagna, Trentino-AltoAdige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In tutta Italia, soltanto lei e un’altra ragazza abruzzese, Benedetta Tano, sono riuscite ad arrivare alle finali nazionali Under 10, pur avendo soltanto nove anni. Per la cronaca Carlotta Arginelli che è figlia d’arte, essendo suo padre Alessandro responsabile della Top Tennis School del Club La Meridiana, nel girone Nord Est ha accumulato un totale di 270 punti piazzandosi alle spalle, nell’ordine, di Virginia Arduini (Tc Riccione, 540 punti), Thea Marth (Amateur Tennis Club Passeier, 450 punti), Ioana Bala (Tc Riccione, 430 punti) e Ilinka Cibilic (Circolo Tennis Zavaglia, 280 punti). Ricordiamo che la ‘Junior Next Gen’ (giunta alla 12esima edizione) comprende, oltre alla categoria Under 10, anche gli Under 12 e 14. Dall’anno scorso si è aggiunta la ‘Super Next Gen’ dedicata agli Under 16 e 18. Per i primi due classificati della ‘Super Next Gen’ saranno in palio delle wild card per i tornei internazionali ITF Under 18 che si disputano nel nostro paese. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

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Andreescu: “Il pubblico mi spinge in modo meraviglioso”

La giocatrice di casa punta sul calore del suo pubblico per il prosieguo del torneo a Toronto: “Non importa quante energie mi restino, darò tutto quello che ho”.

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)
Bianca Andreescu - Toronto 2022 (Twitter - @NBOtoronto)

Bianca Andreescu supera Alize Cornet nell’ultimo match serale del torneo di Toronto, accedendo così agli ottavi di finale. Ad attenderla c’è Zheng che ha superato una malconcia Jabeur.Tre combattuti set sono valsi alla canadese il pass per il turno successivo, in un 6-3, 6-4, 6-3.

Pubblico presente che non si è annoiato in una sfida avvincente come ammette la stessa Andreescu: “Sono stata brava a interpretare i momenti chiave della partita. È fondamentale nelle gare equilibrate fare bene negli scambi clou. Ti dà fiducia, ti dà quella forza di cui ho necessità per ritornare al mio livello. Spero di continuare così nel corso del torneo”.

Prima del match Andrescu/Cornet, in Ontario era andata in scena la sfida tra Bencic e Serena Williams, con quest’ultima battuta in campo, ma vincente fuori con una standing ovation da brividi: “Non ci ho fatto caso prima del match. Ma Serena si merita tutto questo. È una leggenda e sarà davvero difficile non vederla più far parte di questo mondo”.

 

Dopo due gare davvero combattute, il prossimo turno, vedrà Zheng sulla strada di Andreescu: “Non importa chi affronterò. Mi sento bene da capo e darò il cento per cento con le energie che ho. La gente mi ha davvero spinta e spero che lo facciano anche domani”.

Andreescu temeva molto la sfida con Cornet, come anticipato nella conferenza stampa nel giorno prima. Spirito diverso o tattiche differenti nella vittoria dei sedicesimi? “Sicuramente ho cambiato tante cose nel piano partita. Anche una superficie diversa, perché negli ultimi due confronti ho lottato sull’erba. Sono super felice perché mi sono adattata molto bene alla superficie tirando fuori il meglio di me”.

La giocatrice di casa sembra essersi messa alle spalle il brutto periodo di aprile, quando aveva dichiarato di non divertirsi più:Mi piace sfidare me stessa. Prima era una specie di seccatura, ma ora mi diverto davvero. Anche a svegliarmi presto. Non l’ho mai fatto, ma ora lo adoro e direi che sono diventata mattiniera”.

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