Wimbledon, Jannik Sinner: “Con Isner una delle mie migliori partite per come l'ho gestita. Alcaraz? Abbiamo un bel rapporto”

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Wimbledon, Jannik Sinner: “Con Isner una delle mie migliori partite per come l’ho gestita. Alcaraz? Abbiamo un bel rapporto”

Jannik soddisfatto della prestazione, ma ora c’è Alcaraz: “È molto forte fisicamente e mentalmente e sa fare tutto”

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Jannik Sinner - Wimbledon 2022 (foto Twitter @atptour)
 
 

C’era qualche timore alla vigilia del match contro John Isner, ma uno Jannik Sinner molto solido e centrato si è sbarazzato in tre set dell’avversario che, come previsto, nel frattempo è diventato il tennista ad aver scagliato più ace nella storia. E che non ha lesinato commenti positivi sull’azzurro: “Non voglio fare grandi proclami” ha detto John dopo il match, “ma lui ha assolutamente quello che serve per fare ottime cose, specialmente quando la vecchia guardia uscirà di scena. Probabilmente tra quattro o cinque anni lo vedremo lo vedremo al vertice. Forse anche prima, in effetti”. E proprio da qui si parte nella conferenza stampa con i giornalisti italiani dopo la vittoria che lo ha portato agli ottavi, dove è atteso da Carlos Alcaraz.

D. Come ti fanno sentire le parole di apprezzamento spese da Isner, uno che gira da vent’anni e ha giocato con tutti i più forti?

 

Jannik Sinner “Innanzitutto, lui è una bravissima persona, cerca sempre di aiutarti anche fuori dal campo. Le sue parole sono importanti, è da tanto che è nel circuito, ma so anche che ho ancora tante cose da migliorare.”

D. Qual è la qualità migliore di Alcaraz a cui devi stare attento?

JS. “Se sei così giovane e già lì, sei speciale. È molto forte fisicamente e mentalmente e sa fare tutto. Tante cose insieme che fanno la differenza. Adesso ho un giorno di allenamento, e giocare contro Carlos sarà un problema del giorno dopo.”

D. Sbaglio a pensare che questa vittoria sia un po’ più speciale di altre, tutte importanti, ci mancherebbe altro, ma che questa in particolare abbia alcuni contorni con sé? Come un rito di passaggio di sentirsi o di divenntare un po’ più adulto.

JS: “La vittoria contro di lui in Coppa Davis mi ha aiutato in questo match, anche se quella volta gli leggevo meglio il servizio. Oggi ho fatto molta fatica, anzi ho proprio fatto 50 e 50. Ho cercato di entrargli in testa. Nel tie-break ho risposto due volte bene da vicino. Tante cose insieme mi fanno crescere, ma non è solo la partita, parte da altre cose che fai fuori dal campo. Certo, posso essere molto contento del mio livello e della gestione di questa partita.”

D. Hai giocato una partita di grande consistenza, non ti sei mai distratto, sei sempre stato concentrato, non hai dovuto annullare neanche una palla break e hai sfruttato le poche occasioni che Isner ti ha concesso: pensi sia stata la migliore partita della stagione, una delle migliori della carriera?

JS: “Quando non c’è ritmo è difficile parlare di come hai giocato o ti sei sentito. Come gestione in generale, una delle migliori. Posso prendere molti aspetti positivi, sapendo però che la prossima partita sarà diversa e ancora più difficile. Devo giocare in modo diverso perché l’avversario è totalmente diverso.”

Tocca poi al direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta, che cerca (invano) di uscire dagli schemi con un intervento che richiama il film Santa Maradona. D. Ti hanno fatto le mille domande di cui sai ormai tutte le risposte a memoria, tutte uguali più o meno. Ecco, c’è una domanda che ti piacerebbe ti venisse fatta e non ti è mai stata fatta alla quale ti piacerebbe rispondere e dire una cosa che ti interessa?

JS: “Non saprei cosa dire [ridacchia], prossima domanda”.

D. Ovviamente non sappiamo ancora e non lo sai neanche tu se ti metteranno sul Centrale oppure sul Campo 1, comunque sono due campi che ancora non hai frequentato. In questi giorni hai anche creato un ottimo feeling con il pubblico e anche Alcaraz è uno dei beniamini. Da quel punto di vista, che tipo di partita sarà, con il coinvolgimento del pubblico e soprattutto su un campo nuovo che richieda qualche forma di adattamento.

JS: “Sarà un campo un po’ più grande. Normalmente sono abbastanza veloce ad adattarmi. C’è anche da vedere com’è l’erba perché oggi, per esempio, mi sono scaldato e quando non c’è più l’erba è come se ci fosse il cemento e sono rimasto un po’ sorpreso perché non ero mai arrivato a giocare su un campo così. Spero in un bel pubblico, sia per lui sia per me, e di fare una bella partita. Non sarà semplice, soprattutto all’inizio.”

D. Sempre collegandomi a questo, se fosse il Centrale, quando entri lì, un po’ di emozione, forse un campo diverso dagli altri, per tradizione e per fascino o credi che sia qualcosa che riuscirai a metabolizzare in fretta?

JS: “Certamente il Centrale è il più speciale, ma anche il campo 1 a Wimbledon è ottimo, non credo ci siano tanti posti in meno rispetto al Centrale”

Torna alla carica il direttore Scanagatta. D. Se potessi scegliere il campo su cui giocare contro Alcaraz, sceglieresti cemento, terra o erba?

JS: “Ora gioco qua, quindi penso all’erba. Non mi va di scegliere, sinceramente.”

Rimane tempo per un paio di domande da parte dei giornalisti stranieri sul rapporto, presente e futuro, tra Jannik e Alcaraz.

D. Siete i giovani più importanti nel tennis. Pensi che diventerà una rivalità importante in futuro?

JS: “È difficile dirlo. Di sicuro spero di esserne parte, ma ognuno ha il proprio percorso. Entrambi siamo grandi tennisti e brave persone. Ma non ci penso molto, penso alla strada che devo fare.”

D. Raccontaci qualcosa in più della vostra relazione.

JS: “Abbiamo un’ottima relazione. A volte parliamo negli spogliatoi. Lui in spagnolo e io in italiano, facciamo un po’ un mix, ma credo che ci capiamo bene. Siamo buoni amici fuori dal campo, ci siamo anche trovati poco fa a fare il bagno di ghiaccio. Penso che abbiamo una buona relazione e spero che continui per molti anni perché è la cosa più importante. In campo, tutti vogliono vincere, quindi speriamo che sia un match emozionante.”

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Hyeon Chung, tra quella carriera rotta e il sogno di tornare, riprende ad allenarsi

Il 26enne sudcoreano annuncia, tramite un video su Instagram, il ritorno in campo con una racchetta in mano

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Hyeon Chung - Australian Open 2018 (@RDO foto)

24 gennaio 2018, più di quattro anni fa, forse non tanti, ma neanche così pochi. In uno sport, possono essere una vita; nella carriera di Hyeon Chung, appaiono un’era geologica. Quel giorno di gennaio, battendo Tennys Sandgren, il sudcoreano trovò una clamorosa semifinale Slam all’Australian Open, tra le imprese più incredibili nel tennis degli ultimi anni, contando che sul suo cammino aveva anche eliminato Djokovic in ottavi di finale. Sembrava il trampolino verso qualcosa di grande, una carriera da ricordare… ma dall’ora più lucente subito venne il buio più nero. Giocò bene qualche altro mese, arrivò in top 20, per poi iniziare a spegnersi gradualmente, e negli anni definitivamente crollare. Il ragazzo, classe 1996, ha sofferto di vari problemi fisici, che lo hanno più volte portato sotto i ferri, impedendogli di regalarsi quel sogno di una carriera, di una vita, brevemente accarezzata e troppo bruscamente interrotta.

L’ultima partita ufficiale risale ormai al 23 settembre del 2020, una sconfitta in due set contro Renzo Olivo alle qualificazioni del Roland Garros. Da allora, il nulla più totale, se non allenamenti fisici, stretching e perfezionamento del corpo, con la racchetta che sembrava ormai un’utopia. Eppure ieri, un fulmine a ciel sereno sul suo profilo Instagram: un video di Chung che si allena, che tira a pieno braccio con quella racchetta che tanto aveva fatto sognare lui, il movimento asiatico e tanti appassionati, accompagnata da una semplice descrizione: “Hello!. Non ci è dato sapere se e quando tornerà Hyeon Chung, né come lo farà, ma possiamo avere la certezza che quel sogno proibito (così lo definì nella sua rubrica “Chi l’ha visto” a gennaio il nostro Marco Lorenzoni) stia piano piano tornando sui binari che riavvicinano alla realtà.

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ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

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Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

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Carlotta Arginelli: nove anni e studia già da campionessa

La giovanissima emiliana si qualifica per lo Junior NextGen Italia, in programma a Milano in concomitanza con la NextGen ATP Finals

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Carlotta Arginelli

A nove anni non solo è in grado di lasciarsi alle spalle ragazze più grandi, ma anche di staccare il pass per andarle a sfidare in una delle principali competizioni nazionali di tennis riservate ai giovanissimi. Carlotta Arginelli, classe 2013, tesserata per il Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine, ha infatti conquistato l’accesso al Master ‘Junior Next Gen Italia’ che si disputerà a Milano in concomitanza con le Next Gen Atp Finals. Alla competizione parteciperanno le prime cinque atlete Under 10 qualificate nelle cinque macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. Carlotta ha preso parte al girone Nord Est che comprendeva Emilia-Romagna, Trentino-AltoAdige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In tutta Italia, soltanto lei e un’altra ragazza abruzzese, Benedetta Tano, sono riuscite ad arrivare alle finali nazionali Under 10, pur avendo soltanto nove anni. Per la cronaca Carlotta Arginelli che è figlia d’arte, essendo suo padre Alessandro responsabile della Top Tennis School del Club La Meridiana, nel girone Nord Est ha accumulato un totale di 270 punti piazzandosi alle spalle, nell’ordine, di Virginia Arduini (Tc Riccione, 540 punti), Thea Marth (Amateur Tennis Club Passeier, 450 punti), Ioana Bala (Tc Riccione, 430 punti) e Ilinka Cibilic (Circolo Tennis Zavaglia, 280 punti). Ricordiamo che la ‘Junior Next Gen’ (giunta alla 12esima edizione) comprende, oltre alla categoria Under 10, anche gli Under 12 e 14. Dall’anno scorso si è aggiunta la ‘Super Next Gen’ dedicata agli Under 16 e 18. Per i primi due classificati della ‘Super Next Gen’ saranno in palio delle wild card per i tornei internazionali ITF Under 18 che si disputano nel nostro paese. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

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