Wimbledon, Tsitsipas: "Kyrgios ha un lato malvagio che può fare del male a chi gli è vicino”

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Wimbledon, Tsitsipas: “Kyrgios ha un lato malvagio che può fare del male a chi gli è vicino”

Tsitsipas definisce Kyrgios un bullo e avverte: “Noi giocatori non dobbiamo più tollerarlo”

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Stefanos Tsitsipas è stato il primo a entrare in sala conferenze dopo la sfida con Nick Kyrgios. L’australiano, imbeccato dai giornalisti, avrebbe poi avuto di replicare alla sua maniera alle accuse di bullismo rivoltegli dal greco. Dopo una piccola premessa, Stefanos parte subito all’attacco quando gli domandano un’opinione sul match.

Stefanos Tsitsipas: “Mi piace quello che il suo tennis porta al nostro sport. Lui è diverso e non è una brutta cosa. Ma non credo ci sia stato un solo incontro con lui in cui si sia comportato così. Arriva un punto in cui ti stanca davvero, diciamo così. Il continuo parlare, lamentarsi… Sto per servire e c’è un vuoto, senza tennis giocato, che è la cosa più importante. Siamo qui per giocare, non per conversazioni e dialoghi, soprattutto quando sai che l’arbitro non torneà sulla sua decisione. È stupido in un certo senso. È frustrante vedere gente farla franca in quei casi.”

D. Dopo il match, ha detto di avere rispetto per te, ma durante chiedeva la tua espulsione per la pallata tra il pubblico. Che ne pensi?

 

ST: “Devo dire che è stato brutto da parte sua. Non avevo mai tirato una palla in quel modo in passato. Mi sono scusato con quelle persone. Non ho colpito nessuno, grazie a Dio. Non lo farò più, questo è certo. Ma c’è stato anche qualcosa che ha scatenato quel comportamento che non mi appartiene.”

D. Da anni sentiamo queste lamentale anche da altri giocatori quando giocano contro Nick. Pensi che arriverà il momento in cui i giocatori prenderanno una posizione? Perché è chiaro che gli ufficiale di gara non fanno nulla.

ST: “Mi piacerebbe che fossimo tutti’ d’accordo e fissassimo una regola, non so, qualcosa sul parlare. Perché devi parlare mentre giochi? Durante ogni singolo punto oggi, sentivo che succedeva qualcosa dall’altra parte della rete. Cerco di non farmi distrarre perché potrebbe essere volontario. È il suo modo di manipolare l’avversario. Nessun altro lo fa. Dobbiamo far sì che questo comportamento non sia più tollerato.”

D. Sono curioso sul punto di penalità che hai ricevuto quando hai tirato la risposta sul muto dietro al campo. È stato volontario? Cosa pensi della decisione?

ST: “Miravo al corpo dell’avversario ma lo mancavo di molto.”

D. Diverse volte. Perché?

ST: “Perché finisse. Questo deve finire. C’è sicuramente della frustrazione dietro. Di solito non gioco così, ma non posso sedermi lì, comportarmi da robot, completamente freddo e inconsapevole. È successo tre o quattro volte. Una volta la capisco, ma poi inizia a darti sui nervi quel rumore che arriva da oltre la rete”.

D. Credi che alla fine avresti preferito non stringergli la mano? Lo hai fatto, ma forse pensavi che non lo meritasse. E quando hai fallito un rovescio ha gridato bel colpo, lo ricordi?

ST: “Sì, è bullismo costante, ecco cos’è. Lui bullizza gli avversari, probabilmente era un bullo a scuola. Non mi piaccio i bulli. Ha un lato malvagio in sé che, se viene fuori, può davvero fare del male alle persone che gli stanno attorno. Se qualcuno non mi rispetta, è normale che io faccia qualcosa. Sulla stretta di mano, bel match, sicuro, devo congratularmi con l’avversario, non è mai successo che non l’abbia fatto. Ma se ci fosse una stretta di mano per l’atteggiamento, la eviterei.”

D. Sembri un po’ raffreddato, hai fatto il test per il Covid?

ST: “Ho fatto il test, ma è solo un raffreddore. Ha iniztao dopo Maiorca ed è ancora piuttosto pesante.”

D. Togliendo tutto il circo, stasera, solo tennis, quale sarebbe stato il risultato?

ST: “Davvero non lo so. È difficile dirlo perché non ti sei visto, ma non penso che lui riesca a giocare senza quel circo. Gli piace fare le cose in quel modo e la fa sempre franca. Senza quello, sarebbe stato un match di qualità migliore anche da parte mia, credo, sempre che lui pensi di non saper giocare in modo normale.”


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ATP Ranking: Djokovic di nuovo sul trono. Alcaraz e Tsitsipas completano il podio

Berrettini esce dai primi venti del mondo, Musetti sale al best ranking di n.18 e diventa il secondo miglior azzurro

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

In attesa che l’Arcivescovo di Canterbury il prossimo 6 maggio a Londra ponga la corona in capo a  Re Carlo III e consorte, il tennis maschile a Melbourne ha incoronato il proprio re, che non è certo un volto nuovo. Novak 374: tante sono le settimane passate in testa alla classifica ATP da Djokovic inclusa la presente, ancora quattro settimane e anche il record assoluto detenuto da un bipede terrestre – Steffi Graf – sarà superato. E complimenti a Enzo Couacaud, l’unico in grado di strappargli un set nel corso della sua trionfale campagna australiana. Il primo slam della stagione ha determinato un terremoto nelle prime venti posizioni, anche per quanto riguarda i principali tennisti italiani.

La classifica ATP aggiornata e commentata, con le prime 20 posizioni, la situazione degli italiani e la Race to Torino, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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WTA Ranking: Sabalenka ritorna n.2, Rybakina finalmente in top 10

Le due protagoniste della finale degli Australian Open sono tra le atlete in maggior progresso nella classifica rilasciata dalla WTA dopo il primo slam dell’anno. Ritornano in top20 due vecchie glorie: Victoria Azarenka e Karolina Pliskova. Male le italiane: guadagna posizioni solo Lucrezia Stefanini

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)
Elena Rybakina - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

Alla fine, ce l’ha fatta. Aryna Sabalenka era attesa da tempo alla vittoria in una prova dello slam e il trionfo in Australia non può essere considerato una completa sorpresa. Già vincitrice di due Major, ma in doppio (US Open 2019 e Australian Open 2022, entrambi in coppia con Elise Mertens), la bielorussa arrivava dal trionfo nel torneo di Adelaide International 1 e, precedentemente, dalla finale persa con Caroline Garcia alle Finals di Fort Worth. Una crescita di risultati e un miglioramento sia tecnico sia di mentalità che l’hanno portata alla vittoria più importante della sua carriera contro la campionessa in carica di Wimbledon, Elena Rybakina, e a riprendersi il n.2 del ranking. Può ambire al trono della regina Iga Swiatek? La polacca è ancora saldamente al comando ma ricordiamoci che dovrà difendere da ora fino a Wimbledon una sequenza di risultati impressionante e che sarà quasi impossibile riconfermare in toto. E a settembre scadranno anche i punti del titolo a New York. La classifica di oggi certifica anche l’ingresso in top10 di Elena Rybakina, finalmente in posizioni più appropriate alla sua classe. La kazaka, con la finale a Melbourne, dimostra che la vittoria ai Championships non è stata casuale e che bisognerà fare i conti anche con lei nei prossimi slam. Andiamo a vedere come è cambiata la classifica di oggi 30 gennaio 2023.

La classifica WTA aggiornata e commentata, con le prime 50 posizioni, la situazione delle italiane e la Race to WTA Finals, è disponibile sul sito di Intesa Sanpaolo, partner di Ubitennis.

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I tempi sono cambiati? Ecco alcune statistiche sui neo campioni slam

Quanto è difficile per le nuove leve affermarsi nell’epoca dei Djokovic e Nadal? In passato lo era altrettanto? Negli ultimi otto anni solo 3 nuovi campioni slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz

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Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2023 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Novak Djokovic, dopo la vittoria schiacciante su Stefanos Tsitsipas, è arrivato a quota 10 Australian Open vinti. L’unico altro giocatore in doppia cifra per quanto riguarda i titoli di un singolo major è ovviamente Rafael Nadal, con la bellezza di 14 Roland Garros.

Molte delle nuove leve, le cosiddette Next Gen, hanno dovute fare i conti con l’era dei Big Three – adesso Big Two – misurandosi con loro nelle prove dello slam venendo, tranne rari casi, puntualmente respinti. Per ogni Carlos Alcaraz, c’è un Grigor Dimitrov che non ce l’ha fatta. È a questo punto interessante prendere in esame le varie decadi di gioco e stabilire se anche in passato le nuove generazioni abbiano faticato tanto ad affermarsi ai vertici del tennis mondiale. Ad esempio tra il 1978 e il 2000 ben 25 giocatori hanno vinto il loro primo slam; mentre dal 2000 al 2023 sono 17, di cui ben 7 dal 2001 al 2003 (Ivanisevic, Hewitt, Johansson, Costa, Ferrero, Federer, Roddick). Ci sono stati anche annate in cui non si è assistito a nuovi vincitori. Quali? 80; 85; 88; 94 e 99.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 1978 e il 2000:

 
  • 78: Gerulaitis (AO, 23 anni)
  • 79: McEnroe (US, 20)
  • 80: –
  • 81: Teacher (AO, 26)
  • 82: Kriek (AO), 23), Wilander (RG, 17)
  • 83: Noah (RG, 23)
  • 84: Lendl (RG, 24)
  • 85: Edberg (AO, 19), Becker (W, 17)
  • 86:
  • 87: Cash (W, 22)
  • 88: –
  • 89: Chang (RG, 17)
  • 90: Gomez (RG, 30), Sampras (US, 19)
  • 91: Courier (RG, 20), Stitch (W, 22)
  • 92: Agassi (W, 22)
  • 93: Bruguera (RG, 22)
  • 94: –
  • 95: Muster (RG, 27)
  • 96: Kafelnikov (RG 22), Kraijcek (W, 24)
  • 97: Kuerten (RG, 20), Rafter (US, 24)
  • 98: Korda (AO, 30), Moya (RG, 21)
  • 99: –
  • 00: Safin (US, 20)

L’età media dei neo vincitori slam dal 1978 al 2000 è di 22.16. Mentre quella che va dal 2000 al 2023 è di 23.53, poco più alta. Di questi ben 7 avevano meno di vent’anni (Wilander, Becker, Chang 17; Edberg, Sampras, Nadal, Alcaraz 19). Dal 1978 al 2000 i quattro più “vecchi” vincitori slam sono stati: Teacher (26); Muster (27); Gomez (30) e Korda (30). Dal 2000 a oggi invece: Gaudio, Murray, Cilic, Medvedev tutti a 25 anni; Johansson e Costa a 26; poi c’è Thiem a 27, Wawrinka a 28 e infine Ivanisevic a 29 anni suonati.

Tennisi che hanno vinto il loro primo slam tra il 2001 e il 2022:

  • 01: Ivanisevic (W, 29), Hewitt (US, 20)
  • 02: T. Johansson (AO, 26), A. Costa(RG, 26)
  • 03: Ferrero (RG 23), Federer (W 22), Roddick (US 21)
  • 04: Gaudio (RG 25)
  • 05: Nadal (RG 19)
  • 06: –
  • 07: –
  • 08: Djokovic (AO, 20)
  • 09: DelPotro (US, 20)
  • 10: –
  • 11: –
  • 12: Murray (US 25)
  • 13: –
  • 14: Wawrinka (AO 28), Cilic (US 25)
  • 15: –
  • 16: –
  • 17: –
  • 18: –
  • 19: –
  • 20: Thiem (US, 27)
  • 21: Medvedev (US, 25)
  • 22: Alcaraz (US 19)

Curioso come negli ultimi tre anni sia stato lo US Open palcoscenico preferito dei neo-campioni Slam: Thiem, Medvedev e Alcaraz infatti proprio a New York sono riusciti a centrare l’obiettivo. Per ben cinque anni di seguito – dal 2015 al 2019 – non ci sono stati vincitori slam inediti, il più lungo digiuno di sempre. Inoltre nell’anno di grazia 2003 ci sono stati 3 nuovi vincitori slam nello stesso anno (Ferrero, Federer, e Roddick). L’ultima volta risale al 1959 (Olmedo, Pietrangeli e Fraeser).

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