Nella settimana Challenger, belle vittorie dei giovanissimi Hamad Medjedovic e Juan Bautista Torres

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Nella settimana Challenger, belle vittorie dei giovanissimi Hamad Medjedovic e Juan Bautista Torres

A Troyes si ferma invece in semifinale un ottimo Raul Brancaccio

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Medjedovic Hamad - Luedenscheid, 2022 (fonte Instagram)
 
 

Al Challenger 50 di Troyes (terra battuta) vince l’argentino Juan Bautista Torres che in finale ha la meglio su Benjamin Hassan (n.322 ATP) col punteggio di 7-6(2) 6-2. Il tedesco di origini libanesi in semifinale aveva costretto alla resa l’azzurro Raul Brancaccio 6-2 7-6(7) al termine di quasi due ore di aspra lotta. Dopo un primo set perso facile, il tennista di Torre del Greco, sotto 2-4 e palla break per l’avversario, sembrava pensare già alla doccia. Impressione del tutto sbagliata perché in quel momento Raul deve aver pensato che fuori da quel campo avrebbero dovuto trascinarlo con la forza. Annulla quindi la palla break, strappa il servizio all’avversario e nel tie-break ha addirittura tre set-point. Due li annulla Hassan con due belle palle corte, del sanguinoso doppio fallo che commette l’azzurro sul 6-5 meglio non parlare.

Finisce così con un po’ di rimpianti l’avventura dell’azzurro che ottiene comunque il suo miglior risultato in carriera e si riavvicina (n.298 ATP) al suo best ranking. In finale Hassan è partito forte, sulle ali dell’entusiasmo, fino al 4-3 con break. Poi gli si è spenta la luce, scontando la fatica, soprattutto mentale, della semifinale. Per il 20enne argentino è la prima vittoria Challenger, dopo la sconfitta in finale a Blumenau (Brasile) a inizio stagione, che gli regala il nuovo best ranking alla posizione n.239 ATP. 

Al Challenger 80 di Luedenscheid (Germania, terra battuta) si è probabilmente scritta una pagina importante per il tennis dei prossimi anni, con la vittoria del 18enne serbo Hamad Medjedovic. E’ da tempo che si parla di questo promettentissimo teenager, che nei quarti ha battuto facile il nostro Cecchinato e che ci pare abbia margini di progresso importanti. Ovviamente è presto per definirlo il nuovo Djokovic, ma i serbi ci contano parecchio. E probabilmente sarebbe d’accordo anche il suo avversario Zhizhen Zhang che in finale non ha praticamente visto palla, liquidato con un secco 6-1 6-2 in soli 48 minuti, con cinque break subiti e nemmeno una palla break sulla racchetta. Intanto il ragazzo mette in bacheca il suo primo Challenger e migliora di tanto il suo best portandolo al n.263 ATP. 

 

Al Challenger 80 di Malaga (Spagna, cemento outdoor) vittoria del francese Constant Lestienne che in finale batte l’ecuadoregno Emilio Gomez col punteggio di 6-3 5-7 6-2 in due ore e venti di gioco. In realtà la partita poteva finire molto prima se Lestienne, servendo sul 5-4 nel secondo set, avesse avuto la freddezza necessaria per chiudere. Invece un black-out di diversi minuti concedeva una chance a Gomez che portava l’incontro al terzo set. Nel quale però il 30enne nativo di Amiens rientrava in sé e nel terzo gioco otteneva il break che sarebbe risultato decisivo. Per il transalpino è la quarta vittoria Challenger in carriera e il nuovo best ranking alla posizione n.120 ATP, nono francese in classifica. 

Si giocava anche in Colombia a Cali (Challenger 80, terra battuta) dove ha festeggiato la vittoria l’argentino Facundo Mena che ha battuto in finale il serbo Miljan Zekic col punteggio di 6-2 7-6(3). Per il 29enne di Buenos Aires è la terza vittoria Challenger (Como 2019 e Quito 2021 i precedenti) che gli vale il nuovo best ranking alla posizione n.131 ATP, con un miglioramento di ben 28 posti.

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Challenger di San Marino: Arnaldi cede in finale al russo Kotov

Bellissimo torneo del sanremese Matteo Arnaldi, cui alla fine manca solo un pizzico di malizia per completare il capolavoro

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Pavel Kotov - San Marino 2022 (foto Ufficio Stampa)

Il numerosissimo pubblico che ha assiepato gli spalti dello splendido centrale di San Marino (Challenger 80, terra battuta outdoor) avrebbe voluto che fosse l’azzurro Matteo Arnaldi ad alzare al cielo il trofeo. E il ragazzo ha fatto davvero di tutto per riuscirci, non gli è mancata la tecnica e nemmeno la resistenza fisica, ma giusto quel pizzico di malizia di cui il 23enne russo Pavel Kotov è già abbondantemente provvisto. La partita, 7-6(5) 6-4, è stata davvero bella con entrambi i giocatori a cercare le righe con palle veloci e angolate. Gli scambi si risolvevano quasi sempre in un brutale corpo a corpo, senza esclusione di colpi, in cui il tennista sanremese non ha certo sfigurato, anzi era spesso lui a tenere in mano il pallino. E in ogni caso era solo lui a cercare interessanti variazioni con la palla corta. Il problema è che Kotov è un giocatore solidissimo, uno che se ti azzanna alla caviglia è difficile convincerlo a mollare la presa. Così il primo set, al termine di un frenetico ping-pong che partorisce solo un break per parte, si decide in volata con il russo che nel tie-break va avanti 6-3. A quel punto Arnaldi gioca il tutto per tutto e con due autentici capolavori sembra sul punto di raddrizzare la situazione. Di capolavoro però ne servirebbe un altro e Kotov non è per niente d’accordo, riuscendo a giocarsi l’ultimo set point in maniera magistrale.

Arnaldi non si scompone e inizia il secondo parziale nel migliore dei modi, anzi continua ad accelerare e a chiamare a rete Kotov con la palla corta, finendo per innervosirlo. Il russo si arrabbia e sbatte per terra la racchetta. L’arbitro fa finta di non vedere ma la strategia di Kotov ormai è chiara: vuole spezzare il ritmo di Arnaldi, costi quel che costi. E allora va a cercarsi ostinatamente il warning che finalmente arriva per ‘time code violation’. Ma il comportamento di Kotov non sembra sortire gli effetti desiderati perché il break arriva inesorabile. Il russo allora scopre di avere la bua e chiama immediatamente un medical time-out, insomma tutti i piccoli espedienti del giocatore esperto che vuole impedire all’avversario di risalire la corrente. Matteo non cade nella trappola e rimane saldo al timone, almeno fino all’ottavo gioco quando è il suo turno di cedere il servizio. Nel game successivo sembra poter rimettere le cose a posto ma purtroppo non sfrutta tre palle break consecutive e questo mette la parola fine all’incontro: vittoria del russo col punteggio di 7-6(5) 6-4. Un risultato tutto sommato ineccepibile anche se lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto perché Matteo ha tutt’altro che demeritato e con pizzico di malizia in più avremmo probabilmente visto un’altra partita. Per Kotov terza vittoria Challenger dopo la doppietta a Forlì di qualche mese fa, e nuovo best ranking alla posizione n.115, stessa cosa dicasi per l’italiano che sale al n.186 ATP, meritato sigillo di un’ottima stagione. E adesso tutti a New York. 

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Continua la corsa di Riccardo Bonadio al Challenger di Meerbusch

L’azzurro vince con autorità contro Jonas Forejtek, centrando la terza
semifinale Challenger della stagione

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Riccardo Bonadio - Foto Marta Magni

Al Challenger 80 di Meerbusch (Germania, 54.000 abitanti nella regione Renania-Westfalia, non lontano da Duesseldorf) il tennista friulano Riccardo Bonadio (n.193, 29 anni) ha messo le marce alte e prosegue nel suo percorso che, con un po’ di enfasi, potremmo definire trionfale. Venerdì 12 agosto contro il forte 21enne Jonas Forejtek (n.217 ATP), una delle migliori speranze della grande scuola ceca, Riccardo ha vinto 6-4 6-4 tenendo sempre in mano il pallino del gioco, senza mai lasciare spiragli ad un avversario che, man mano che passavano i game, andava perdendo fiducia. Migliori percentuali al servizio (soprattutto sulla seconda) e una risposta più incisiva spiegano solo in parte quel che si è visto in campo. La vera differenza, ancora una volta, è stata nella testa dei giocatori.

E oggi l’azzurro aveva un buon piano partita ed era decisamente più convinto, quasi un uomo in missione. Domani in semifinale gli toccherà Dennis Novak (vincente 6-1 6-3 su Damir Dzumhur). Abbiamo contattato Riccardo per avere una sua impressione a caldo. “È stata una partita in cui ho cominciato subito forte, cercando di essere aggressivo sulla sua diagonale di rovescio. Se necessario andando anche a rete, sempre sul rovescio. Col servizio ho cercato di usare molto il kick, in modo da muoverlo e da impedirgli di prendere l’iniziativa. Domani (sabato) sarà comunque un match difficile. Mi conforta però il fatto che da qualche settimana sto esprimendo un ottimo tennis, nonostante un breve stop causa Covid. La prossima settimana sarò in tabellone al Challenger 125 di Santo Domingo e poi le qualificazioni US Open…”

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Challenger di San Marino: Arnaldi, Cecchinato e Weis approdano ai quarti di finale

Ottima prestazione anche per Riccardo Bonadio che a Meerbusch conferma il suo buon momento e andrà a caccia delle semifinali

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Marco Cecchinato - Uff.Stampa San Marino
Marco Cecchinato - Uff.Stampa San Marino

Al Challenger 80 di San Marino il ligure Matteo Arnaldi arriva ai quarti di finale liscio come l’olio, con due convincenti vittorie su Federico Gaio (6-2 6-0) e Lukas Neumayer (6-3 6-4). Ora lo aspetta Fabian Marozsan (n.248 ATP) e non sarà una partita facile perché il 22enne ungherese appare in buona forma e soprattutto sembra a proprio agio contro gli italiani, come dimostrano le sue vittorie nei primi due turni contro Cobolli e Gigante. I nostri due ragazzi confermano il loro momento un po’ così con Flavio che incassa la quinta sconfitta consecutiva e Matteo che fatica a ritrovare la fiducia che l’aveva accompagnato fino al Challenger di Milano. Il magiaro cercherà la sua seconda semifinale Challenger (sei Futures già in bacheca) dopo quella di Milano nello scorso giugno, dove aveva battuto proprio Matteo Gigante. A nostro parere il 21enne sanremese parte leggermente favorito, ma sarà una partita che probabilmente si deciderà sui dettagli.  Altro dettaglio, per niente secondario, è che l’azzurro, in caso di vittoria, entrerà in top 200.

La sorpresa del torneo la firma sicuramente l’altoatesino Alexander Weis (n.423 ATP) che, alla non più verdissima età di 25 anni, decide di dare una svolta alla propria carriera e ottiene due sorprendenti vittorie contro Timofey Skatov (n.246 ATP) e Lorenzo Giustino. Entrambi i match sono stati a senso unico e Weis, che veniva dalle qualificazioni, mette così assieme quattro vittorie consecutive, lui che a livello Challenger aveva giocato pochissimo e mai aveva vinto una partita. Le avvisaglie di un cambiamento si erano già avute in primavera perché il 2022 è stato senz’altro il suo anno migliore (una finale e tre semifinali a livello Futures) ma che potesse giocare un torneo di questo livello era nei pronostici di pochi. Nei quarti proverà a fare del suo meglio contro la testa di serie n.2, il russo Pavel Kotov (n.130 ATP). Pronostico chiuso, ma sai mai che scherzi ti può fare l’euforia.

Ai quarti di finale arriva anche Marco Cecchinato che vince in rimonta il derby con Francesco Forti col punteggio di 6-7(3) 7-6(6) 6-2 in oltre due ore e mezza di partita. Match molto equilibrato tra due contendenti che potremmo definire ‘convalescenti’, Forti che sta cercando di tornare ai suoi livelli dopo un fastidioso infortunio e Ceck che ancora non trova l’uscita del tunnel in cui si è perso ormai tanto tempo fa. Il percorso del 23enne romagnolo, appena entrato nella scuderia della Galimberti Academy, sembra più lineare e gli ultimi risultati a livello Futures lo confermano (una vittoria a Gubbio e due finali a Casinalbo e Bolzano), ma ovviamente i Challenger sono un’altra cosa. Più complesso il discorso per il Ceck, i cui problemi sono, con tutta evidenza, psicologici, e lo dimostrano le tante partite perse a un passo dalla vittoria. Se n’è avuto un piccolo esempio anche oggi quando il tennista siciliano, dopo aver annullato un match point sul 5-6, nel tie-break del secondo set sprecava un ghiotto set point. Per sua fortuna l’avversario gliene offriva un secondo su un piatto d’argento con un doppio fallo suicida e questa volta il Ceck ringraziava e portava a casa il set e poi l’incontro. Il prossimo match lo vedrà opposto al monegasco Valentin Vacherot (n.388 ATP), altra sorpresa del torneo con le sue vittorie su Giulio Zeppieri e Jesper De Jong. Cecchinato parte nettamente favorito ma meglio non sbilanciarsi troppo. A proposito di Zeppieri è curioso notare come i due eroi dell’ATP 250 di Umago, al loro rientro alle competizioni, siano atterrati sul duro. Infatti non ha avuto miglior fortuna del romano Franco Agamenone che al Challenger 80 di Meerbusch si è fatto sorprendere all’esordio da Riccardo Bonadio.

 

Il 29enne friulano non è certo nuovo a questi exploit e dimostra ancora una volta come sia pericoloso sottovalutarne la forza. In carriera gli è forse mancata un po’ di potenza e sicuramente la continuità, ma è un giocatore meraviglioso da vedere con quel suo rovescio a una mano che esce direttamente dai manuali di tennis. Così, dopo aver fulminato l’italo-argentino, ha riservato lo stesso trattamento al russo Alexander Shevchenko (n.170 ATP) col punteggio di 7-5 4-6 7-5 al termine di quasi tre ore di autentica battaglia. Adesso nei quarti lo aspetta il 21enne ceco Jonas Forejtek, avversario assai insidioso. In ogni caso l’azzurro avrà comunque migliorato il proprio best ranking che dovrebbe collocarsi alla posizione n.184 ATP.

Si giocava anche a Lima (Perù, Challenger 80, terra battuta) dove si spartiscono i favori del pronostico l’argentino Tomas Martin Etcheverry (n.94 ATP e prima testa di serie) e il padrone di casa Juan Pablo Varillas (n.100 ATP). Ma a noi interessava soprattutto Gianluca Ballotta, il 18enne peruviano di evidenti origini italiane (il ragazzo ha il doppio passaporto) che, in tabellone grazie a una wild card, ha perso contro il colombiano Alejandro Hoyos 7-6(4) 6-4. Gianluca a noi piace molto, con la sua eleganza tipica dei mancini, e ci pare che abbia grandi margini di miglioramento. Attualmente è laggiù, in fondo alla classifica, alla posizione n.1694 ATP, ma il tempo gioca a suo favore. Soprattutto se non darà retta a chi dice che sia un po’ leggerino, o che il servizio spara a salve (effettivamente la meccanica è rivedibile). Ma per fortuna non siamo i soli a pensare bene del ragazzo, visto che Gianluca può già contare su un paio di convocazioni in Coppa Davis con la nazionale peruviana.

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