Wimbledon, Kyrgios: "Ora ho compreso che per vincere uno Slam, bisogna essere delle bestie infernali sia fisicamente che mentalmente"

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Wimbledon, Kyrgios: “Ora ho compreso che per vincere uno Slam, bisogna essere delle bestie infernali sia fisicamente che mentalmente”

Sull’avversario più duro della sua carriera, Nick si è così espresso: “Quando sei in una giornata negativa, con Nadal e Djokovic puoi almeno lottare, mentre contro Federer vieni spazzato via dal campo”

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A close up of Nick Kyrgios (AUS) during his game against Brandon Nakashima (USA) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty
 
 

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Nick Kyrgios ha vissuto il punto più alto della propria carriera, uscendo sconfitto questo pomeriggio nella finale di Wimbledon per mano del cannibale serbo Novak Djokovic. L’australiano come da tradizione si è presentato per primo in conferenza stampa, in quanto perdente della sfida: il 27enne di Canberra ha snocciolato diversi stati d’animo, con sentimenti delle volte contrastanti. Certamente quello che emerge dalle sue dichiarazioni, è una naturale e per certi versi consueta consapevolezza del proprio valore e dei mezzi a sua disposizione, ma anche una disabitudine mentale nel gestire tutte le pressioni che un appuntamento come l’ultimo atto sui sacri prati di Church Road presuppone se si ha come obbiettivo quello di diventare un campione Slam.

Di contro però, ascoltando le parole dell’introverso Nick, si possono appurare degli innegabili miglioramenti sul piano dell’approccio alla routine quotidiana che un atleta professionista deve necessariamente possedere. Altrettanto insindacabile, è la costatazione che le nuove figure del suo team – anche se è sprovvisto di coach – gli stiano giovando e non poco, conferendoli una serenità introspettiva assolutamente non trascurabile per cercare di raggiungere il tanto agognato equilibrio interiore, in grado di quantomeno ridimensionare i suoi eccessi. Infine Kyrgios pare aver compreso quali siano le caratteristiche che indentificano un tennista di alto profilo, voglioso di ambire con continuità ai titoli Major: solidità mentale e fisica, abilità nel districarsi tra le tensioni provenienti dal di fuori del proprio entourage creando una bolla nella quale esprimersi in tutto il proprio splendore tennistico. Sarà l’inizio di una seconda parte di carriera, fertile per traguardi sempre più prestigiosi, o solamente il culmine di una carriera non all’altezza dell’infinito talento di cui madre natura ha dotato il nostro protagonista? Chissà, nel frattempo il n. 40 ATP ci regala anche una chicca sull’avversario più forte che abbia mai incontrato.

D: Come pensi che la motivazione e la fiducia in te stesso, guadagnati dal match odierno e da tutto quello che è successo negli ultimi quindici giorni, possa influenzare il tuo futuro?

 

Nick Kyrgios: “Stavo parlando proprio di questo con una coppia di persone. Mi sento come se avessi vinto oggi, perché ho lottato con grande motivazione. Mi è stato detto per tutto il torneo, che vincere questo Wimbledon poteva rappresentare il traguardo finale della mia vita tennistica. E per qualcuno come me era assolutamente vero, visto che non sono un ragazzo giovane come Sinner o Alcaraz, che sono arrivati nel Tour recentemente e sono già stati in grado di spongersi in fondo negli Slam. Mi ci sono voluti dieci anni, quasi 10 anni nella mia carriera, per raggiungere finalmente l’obbiettivo di poter giocare una finale nei tornei del Grande Slam. Ma come ho detto, anche se ho perso, sento come se avessi vinto questo Slam per la motivazione che ci ho messo. Ho quasi raggiunto l’apice di ciò che puoi ottenere nel tennis. Ma il mio livello corrisponde a quello necessario per vincere un torneo del genere. Basta guardare cosa Novak ha fatto ad altri avversari, non è certamente una bella sensazione. Ma sono stato in grado di arrivare fino a questo punto. Ho giocato una finale Slam contro uno dei più grande di tutti i tempi.  Questo risultato ovviamente mi trasferisce tanta fiducia. È stata un’occasione d’oro. La gente probabilmente si aspettava che io avessi qualcosa in più oggi. Ma ho disputato un primo set come se fossi io quello che aveva giocato molte finali in questi tornei. Inoltre penso di aver affrontato la pressione abbastanza bene”.

D: Non affrontavi Novak [Djokovic, ndr] da cinque anni. Come è cambiato in questo tempo in cui non vi siete incontrati sul campo da tennis?

Nick Kyrgios: “Ovviamente la sfida di oggi era al meglio dei cinque set. Nei due precedenti incontri, le partite erano state al meglio dei tre set. Ho sempre vinto tutti i set nei due incontri precedenti, perché in quelle circostanze avvertivo la pressione di perdere un set. In una partita al meglio dei tre, sai di non avere spazio per recuperare. Sento che in quelle situazioni lui abbia sentito un po’ la pressione del punteggio. Mentre quando giochi al meglio dei cinque set contro questi ragazzi, Novak, Nadal e anche Federer, anche se fai tuo il primo set , poi ti trovi comunque in una situazione molto scomoda, come se dovessi scalare l’Everest per batterli. Mentre al meglio dei tre, in quelle due volte precedenti, ho vinto il primo set ed ero superiore a lui, e partire bene mi ha permesso di continuare a premere sull’acceleratore. Oggi invece le mie sensazioni mi dicono, che se solo in quel quarto set fossi riuscito a giocare un tiebreak più solido e portare la sfida al quinto set, onestamente a quel punto la partita sarebbe potuta andare in un verso o nell’altro. Ho iniziato a sentirmi meglio fisicamente verso la fine di quel parziale, il che era strano. Ma lui è così composto e ordinato. Sembra che nessuno possa scuoterlo. Stavo cercando di giocare aggressivo, quando rispondevo contro, alla sua seconda. Ho servito benissimo, ma lui è stato in grado di rimettere in gioco così tante palle”.

D: È l’avversario più duro che tu abbia mai incontrato?

Nick Kyrgios: “No non direi. Come ho detto, oggi penso di essermi messo nelle condizioni di vincere. Ma quando affronti Novak è davvero dura, talmente difficile giocarci contro che ti fa stare veramente male. Così succede anche con Federer. Penso che Federer, sia quello che ti faccia sentire maggiormente male. Ti fa venire voglia di lasciare il campo. Può far sembrare le operazioni molto veloci e ti dà l’impressione che per te il campo nell’altra metà sia davvero piccolo. In quelle situazioni dove Nadal e Djokovic, ti permettono di giocare un po’ di più da dietro. Se tu non stai giocando non alla grande, puoi almeno lottare. Ma Federer può davvero renderti la giornata estremamente negativa e mandarti fuori dal campo molto velocemente. Non direi che quindi questa sia stata la partita più difficile. Penso che essendo la finale di Wimbledon io abbia avvertito un pò di tensione, con l’aggiunta dell’ansia di avere un giorno libero in più per via della semifinale non giocata. Ieri notte ho dormito di nuovo malissimo. Questo è tutto ciò che comporta una finale a Wimbledon. In realtà penso che non aver giocato la semifinale mi abbia influenzato negativamente perché sono stato costretto a pensare per tutto il tempo a questo match. La capacità di gestire questa situazione viene con l’esperienza. Alla fine oggi penso di essermi comportato bene. Sono entrato in campo e ho fatto tutto quello che dovevo fare tatticamente per darmi una possibilità. E sono felice dell’approccio che ho avuto”.

D: Sulla solidità di Djokovic, in merito anche alla tua fame di tornare e vincere; pensi che sia qualcosa che dovresti cercare di emulare per migliorare il tuo gioco?

Nick Kyrgios: “Penso che gli tutti gli altri 126 giocatori del tabellone, affermerebbero di dover migliorare la loro solidità. Ma a volte in campo, ovviamente, non è semplice metterlo in pratica.  Oggi sono decisamente arrabbiato perché l’ho appena osservato mentre vinceva questo torneo e diventare così un immortale del tennis, che a tutti gli effetti è. Era solo un’opportunità per me, per cui però alcune persone lavorano per tutta la vita per poterla avere. Mi sono messo nelle condizioni di vincere il primo set.  Poi le cose sono diventate più dure. Era semplicemente troppo solido. Poi se avessi vinto il quarto set, chissà. Ovviamente posso migliorare molte cose nel mio gioco, non solo a livello di solidità. La mia risposta di dritto può essere migliorata. Ho lavorato molto su questo colpo, ma si può sempre ottenere di più. Può sempre essere maggiormente in forma”.

D: Hai detto l’altro giorno che eri super nervoso. Ci hai appena detto che lo eri anche stamattina. Com’è stata l’esperienza di giocare la tua prima finale in singolare in un torneo del Grande Slam? Sei riuscito a divertirti e ad apprezzare il momento?

Nick Kyrgios: “Mi sentivo come se appartenessi a questo tipo di palcoscenico, a dire il vero. Quando sono entrato in campo, sono partito molto bene al servizio, anche per via del suo gioco, che mi ha aiutato molto. Ad esempio ho perso nove punti di fila contro Garin nei quarti di finale in avvio di partita. Penso che avere quel record di 2-0 negli scontri diretti, mi abbia aiutato nel partire con il piede giusto. Ho già giocato grandi finali. Ho giocato finali di Masters 1000. Il mio record in finale è abbastanza buono. Ho giocato contro alcuni giocatori molto forti nelle ​​finali che ho disputato in carriera. Come ho detto, mi sentivo come se avessi così tanta esperienza da cui poter attingere. Poi ripeto il mio avversario ha vinto questo torneo, non so quante volte adesso. Quattro volte di seguito. Quando tu vinci un evento per così tante edizioni, quando hai affrontato certe situazioni tante volte, è incredibile l’esperienza che poi puoi sfruttare quando ti ritrovi a riaffrontarle. Puoi dire a te stesso che l’hai già fatto prima. La fiducia in te stesso arriva solo con la realizzazione di qualcosa che ha raggiunto tantissime volte. Posso solo immaginare quanto fiducia senta ogni giorno, specialmente a Wimbledon. Quindi ora ce l’ho anche io un’esperienza simile, sono stato finalista di Wimbledon. Posso attingere da questa esperienza, ma direi in generale dalle due settimane che ho vissuto”.

D: Durante un game della partita hai indicato una donna che secondo te aveva bevuto centinaia di drink. Che impatto ha avuto su di te, ha influenzato l’andamento di quel gioco? Pensi che ti sia costato l’incontro?

Nick Kygios: “Non direi che mi sia costata la partita. Stavo giocando la finale di Wimbledon, probabilmente contro uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Non ho bisogno di qualcuno assolutamente ubriaco, che parli con me, indicandomi e facendomi notare delle cose. Sono qui per divertirmi. Poi anche parlare tra la prima e la seconda quando stavo servendo. Sono stato un paio di sere fuori nella mia vita, e so che ne aveva bevuti troppi (sorridendo). Ho detto all’arbitro, una roba del tipo: sta parlando troppo, è ubriaca. Cosa hai intenzione di fare al riguardo? Poi ha continuato e bisognava portarla fuori”.

D: Comunque da quando ti ha parlato ha bevuto solo due drink e in realtà faceva il tifo per te dall’inizio.

Nick Kyrgios: “Beh, non va bene lo stesso. Non puoi iniziare a parlare con Nick Kyrgios mentre sta giocando una finale di Wimbledon, a metà del punto. Se vuoi fare il tifo, devi farlo come si deve”.

D: In seguito, in campo, hai detto che speri di tornare in finale a Wimbledon il prossimo anno. In precedenza avevi detto che se avessi vinto, saresti potuto non tornare. Questo match ha riacceso il fuoco dentro di te, per cui sei più motivato, grazie alla scintilla che è scattata, a ritornare, dopo esserti avvicinato così tanto al trionfo, per portare a termine il lavoro?

Nick Kyrgios: “No. Mi sento come se il mio fuoco fosse stato sempre acceso per l’intero anno. Ovviamente ho incontrato molte persone fantastiche quest’anno che mi hanno dato una motivazione in più. Ho trovato persone che finalmente mi guardano le spalle, che amo e con cui voglio essere in giro per il circuito. Persone che vogliono solo spingermi ad essere una persona migliore ed un giocatore di tennis migliore. Loro si rendono conto che sono immensamente talentuoso e che ho ancora molto altro da dare a questo sport. Non mi sembra che si riaccenda un fuoco o qualcosa del genere. Io so che sono stato in grado di battere questi giocatori, anche prima. A quel tempo, c’erano altre cose che non riuscivo a capire. Ora ho compreso che ci vuole un atleta infernale mentalmente e fisicamente per vincere un torneo così importante. Penso che otto persone abbiano vinto questo titolo da quando sono nato e tutti coloro che hanno vinto erano dei mostri fisicamente. Mentalmente, poi bisogna essere delle bestie. Venire qui per due settimane di seguito. Nessuna delle persone dentro questa stanza lo potrà mai capire. È totalmente diverso dal resto. Come per esempio la gestione dei social media, le cose con cui devi avere a che fare, e tutto questo per me non è stato facile soprattutto negli ultimi tre o quattro giorni. Bloccare tutto sui social e provare a trovare l’equilibrio necessario. È così facile accedere a tutta quella roba. Ho davvero provato a fare uno sforzo consapevole, per cercare di concentrarmi sul compito che l’occasione di queste due settimane mi aveva fornito a portata di mano. Non credo che nemmeno i tennisti del passato lo capiscano, come anche i ragazzi più grandi. Non capiscono quanta negatività ed opinioni dannose nei tuoi confronti, vengono gettate sulla tua strada. È difficile. È davvero difficile affrontare tutto questo. Federer, Djokovic e Nadal, questi ragazzi, quello con cui hanno a che fare deve essere folle. E questo, per me, che mostra il segno di un campione. Questo è ciò che devono fronteggiare, anche tutti coloro che gli incontrano in campo”.

D: Ti senti pronto per impegnarti completamente sul tennis e per mantenere questo tipo di atteggiamento professionale?

Nick Kyrgios: “Sento di aver compiuto un bel po’ di passi in avanti in queste due settimane. Cos’altro posso fare? Ho solamente cercato di rimanere concentrato per la maggior parte del tempo. Ho dormito, ho mangiato bene. Nemmeno una birra qua o là. Ho davvero cercato di impegnarmi. Ho davvero praticato i comportamenti giusti: concentrarsi e lavorare sulle cose che ho preparato con il mio team. Ho impiegato tutto il tempo possibile in queste due settimane, anche se sono arrivato a corto di energie: ho giocato dei punti, che potendo tornare indietro rigiocherei in maniera totalmente diversa, ma tant’è”.

D: Le parole che entrambi avete pronunciato in campo sembravano abbastanza sincere. Non sto dicendo che sarete migliori amici per sempre. Puoi parlarne, c’è un diverso tipo di rispetto quando sei in una battaglia come questa e la superate insieme. Senti la stessa cosa rispetto a quello che lui ha detto?

Nick Kyrgios: “Si concordo. Io e Novak in realtà ci siamo allenati molto all’inizio della mia carriera. Mi sono allenato con lui a Roma, Toronto. Poi ovviamente ci siamo un po’ scontrati. Ma come tennista, l’ho sempre rispettato, ho sempre rispettato quello che era era in grado di fare. Poi penso che quando l’ho difeso, si sia sorpreso. Da allora tutto è cambiato, quello che ho fatto non è stato facile. Sono andato contro tutta la mia nazione e credo che lui lo abbia veramente apprezzato. Non importa quanto tu non piaccia a qualcuno o quanto tu sia diverso, se ti prenderai le frecce nella schiena per lui in pubblico, quel qualcuno avrà il massimo rispetto per te. Oggi ho avuto la netta sensazione che in campo, ci fossero due giocatori completamente diversi. Io non dovrei essere un finalista di Wimbledon, considerando da dove vengo e tutto quello che ho passato. Mi sembra ridicolo essere qui a parlare di me, come finalista di Wimbledon. Quindi tornando al rapporto con Novak, sento che ora sia positivo. Sono onorato di andare in campo e combattere con i migliori. Il mio esempio, quello che ho fatto in questo torneo, fa capire come tutto è veramente possibile. Qualcuno come me in grado di tenere in campo Novak Djokovic per tre ore nella finale di Wimbledon. Beh, che dire, è abbastanza bello”.

D: Hai menzionato prima gli ultimi quattro giorni che hanno preceduto la finale e di come non sia stato facile per te affrontarli. Qual è stata la parte più difficile riguardo a questo?

Nick Kyrgios: “Anche se potevo contare su tanto supporto, la grande difficoltà era da un punto di vista mentale. Tutti ti stanno supportando. Però ci sono comunque commenti negativi. Fa tutto parte della pressione, derivante dal giocare una finale a Wimbledon. Farò bene? Mi sto comportando bene? Ci sono così tante cose oltre al campo, come se non fosse già abbastanza difficile affrontare Djokovic sul piano del tennis. Nonostante abbia perso questa partita, mi sento sollevato con un peso che non è più sulle mie spalle. Quando sono uscito dal campo nei match precedenti, avvertivo un macigno sulle spalle. Oggi invece, appena uscito mi sento sorprendentemente leggero. Questa è la migliore nota positiva che mi porto via da queste due settimane. Ero ovviamente super entusiasta di essere qui e avevo grandi speranze, ma non mi sono mai sentito, a dire il vero, bene. Ho sentito tanta pressione durante il torneo. C’è così tanta ansia e pressione quando vuoi ottenere certi traguardi. Però sono estremamente entusiasta di essere arrivato fin qui. Non ci sarei dovuto essere. Sono un ragazzo di Canberra che letteralmente un mese fa, stava giocando a basket con alcuni ragazzi in Australia. Mi ricordo che uno di loro mi disse, guarda, penso che ne prenderai un po’ ma divertiti che magari vinci Wimbledon. Ed ora io sono il finalista. Pazzesco. Un mese e mezzo fa, mi allenavo una sola ora al giorno. Se mi guardassi indietro, mi chiderei come ho fatto ad essere qui”.

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ATP Montreal: un opaco Berrettini si arrende subito a Carreno Busta

Matteo Berrettini esce al primo turno del Masters 1000 di Montreal. “Non c’era nessun aspetto del mio gioco a cui potessi attacarmi”. Prima di andare a Cincinnati alcuni giorni di pausa

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

P. Carreno Busta b. [11] M. Berrettini 6-3 6-2 (da Montreal, il nostro inviato)

A breve il resoconto completo

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ATP

Race to Milano: sono sette gli azzurri nella Top 15

Ecco la situazione aggiornata per la corsa all’evento milanese di novembre

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Francesco Passaro - Challenger Milano 2022 (foto ufficio stampa)

All’appuntamento del 2022 con le Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals mancano ancora diversi mesi, ma la corsa alle qualificazione è già entrata nel vivo in attesa di scoprire cosa riserveranno i tornei più importanti della US Open Series. Alle Next Gen Finals, come noto, potranno partecipare gli otto giocatori nati dopo il 31 dicembre 2000 che avranno ottenuto più punti ATP nell’arco della stagione. Il torneo si svolgerà dall’8 al 12 novembre.  

Restano immutate le prime posizioni, con Alcaraz che ha un grande vantaggio su Sinner. Ma come noto, l’obiettivo di questi due giocatori è qualificarsi alle ATP Finals di Torino. Dopo di loro il giovane con più punti è Lorenzo Musetti che ha un vantaggio importante sugli avversari. Risale in maniera significativa lo svizzero Stricker nono dopo aver vinto il Finaport Zug Open, battendo in finale Gulbis in tre set. Considerando che la corsa alle Next Gen Finals potrebbe comprendere i giocatori dalla posizione numero 3 a quella n.10, in questo momento sarebbero due gli italiani qualificati, con Passaro che si unirebbe a Musetti. Ma sono tanti gli azzurri che spingono nelle retrovie: in tutto sono 7 i nostri atleti nella Top 15.

PosizioneGiocatoreNazionePunti      Nato nel         Classifica Generale
1AlcarazSpagna428020034
2SinnerItalia1690200112
3MusettiItalia1141200230
4RuneDanimarca 1008200326
5DraperGBR620200159
6LeheckaRep. Ceca592200168
7NakashimaUsa492200161
8TsengTaipei423200183
9StrickerSvizzera3742002126
10PassaroItalia3652001144
11MisolicAustria3162001136
12ZeppieriItalia2852001143
13CobolliItalia2722002134
14NardiItalia2342003168
15MaestrelliItalia 2332002206

Paolo Michele Pinto

 

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ATP

ATP Cincinnati, forfait di Zverev. Al suo posto dentro Bonzi

Il tedesco non forza i tempi ma per lui resta l’obiettivo US Open: gli aggiornamenti

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

E’ tornato in campo Alexander Zverev, ma per ora salta anche Cincinnati. L’obiettivo del tedesco è chiaro, giocare lo US Open. Obiettivo fissato dopo un lungo periodo nel quale ha lavorato sodo per tornare in campo dopo l’infortunio alla caviglia destra rimediato nel match di semifinale contro Nadal al Roland Garros. Si è definito “Un bambino felice che fa finalmente ritorno al suo parco giochi preferito”. Intanto, come detto, a Cincinnati il tedesco non ci sarà. Nessuno vuole forzare i ritmi, il rientro avverrà quando tutto sembrerà essere a posto: “Non ho voglia di affrettare i tempi, cerco di fare quello che il mio corpo mi consente di fare. Per questo non mi sbilancio sulla mia partecipazione agli US Open”, aveva dichiarato in una recente intervista a Eurosport Germania. Al posto di Zverev entrerà in tabellone a Cincinnati il francese Benjamin Bonzi.

Al prossimo forfait, entrerà in tabellone Nick Kyrgios. Il fresco vincitore di Washington vuole arrivare al top agli US Open, mantenendo un alto livello di concentrazione mentale. Per questo riceverà una Wild Card e parteciperà anche al torneo di Cincinnati. Ma se ci fosse ancora un ritiro di un giocatore iscritto, libererebbe l’invito, che diventerebbe disponibile per un altro giocatore.

Paolo Michele Pinto

 

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