ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set contro Carreno Busta

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ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set contro Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

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Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)
 

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un semestre nel circuito avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il n. 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti raggiunti in stagione ne ha vinto uno soltanto, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 della classifica ATP, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non dovrebbe toccare ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada, nel Challenger di Vancouver – fra l’altro al via la prossima settimana – ad avere la meglio fu il n. 2 di Gran Bretagna in tre set. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. S’incrociano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento il n. 39 ATP aveva tenuto il campo perfettamente, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti.

Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse il n. 6 del tennis Usa si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite: Daniel corre come un indiavolato, al contrario del classe ’97 che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, lo cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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Giancarlo Antognoni, un campione del mondo che ama più il tennis del padel [VIDEO]

Lo storico n.10 viola va in controtendenza rispetto a tanti ex calciatori, Maldini, Totti, Albertini, Costacurta, Barzagli pazzi per il padel

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Giancarlo Antognoni alla presentazione dell'Unicredit Firenze Open 2022

Dopo il sindaco di Firenze Nardella, il direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato anche l’ex calciatore della Fiorentina Giancarlo Antognoni, il quale ha parlato della sua passione per il tennis e delle similitudini tra questo sport e il calcio. Infine non poteva mancare un commento sulla squadra viola.

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0:20 – “In questo momento gioco sicuramente meglio a tennis che a padel. Preferisco giocare a tennis che a padel, è come giocare a calcio nel campo normale o a calcetto nel campo più piccolo, le similitudini sono uguali”

 

EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

1:00 – “Berrettini e Sinner sono tutti e due bravissimi sia a livello internazionale che nazionale. Musetti anche l’ho visto giocare ed è molto forte; ci sono tanti ragazzi interessanti e dimostrazione che la federazione ha investito e ha buoni coach”

2:30 – “Il tennis è uno sport abbastanza vicino al calcio anche se si gioca da soli a volte, però anche quando giochi in una squadra di calcio pensa molto a sé stesso, per sé stesso. E quindi il tennis bene o male, visto che giochi da solo, è più di testa che di abilità e quindi si assomigliano molto”

4:00 – “Penso che sia difficile che Batistuta possa entrare in Fiorentina visto che c’ero stato un anno fa io. Quindi non credo che la proprietà sia molto propensa a prendere Batistuta, ma se dovesse venire sarei molto contento per lui. Per quanto riguarda la mia posizione sulla Fiorentina, quest’anno sicuramente qualcosa di sbagliato è stato fatto e oggi ne paghi le conseguenze. L’allenatore secondo me è bravo, propositivo – l’anno scorso ha fatto benissimo – quest’anno si ritrova una squadra sempre competitiva però non riesce ad ottenere i risultati che si è prefissa. Se non si fa gol in questo gioco è difficile vincere le partite”

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ATP Firenze: US Polo Assn. fa il suo ingresso nel mondo del tennis [VIDEO]

Lorenzo Nencini, A.D. di Incom spa, azienda licenziataria del brand US Polo Assn., spiega i motivi della scelta. “Siamo accomunati dal fair play che contraddistingue le partite di polo e il gioco del tennis”

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EDITORIALE ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

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0:50 – “Il tennis e US Polo Assn. sono accomunati da tante cose, ma su tutte il fair play che contraddistingue le partite di polo e allo stesso tempo il gioco del tennis. Io sono un appassionato, amatoriale tennista, ed è un motivo in più per portare il brand nel mondo del tennis, che oggi grazie a tutti questi campioni italiani gode di grandissima visibilità in Italia e non solo. Quindi siamo molto contenti di accostare il nostro brand a questo sport e alla città di Firenze”

2:00 – “Il brand è globale; abbiamo la licenza del brand US Polo Assn. per l’abbigliamento per l’Europa, e la sede dell’azienda è in Toscana a Montecatini, un motivo in più che ci entusiasma. Giochiamo in casa. Siamo uno sponsor tecnico e vestiamo tutto lo staff e l’organizzazione dell’evento

3:00 – “Sponsorizzare altro tennis? Perché no! Speriamo innanzitutto che il torneo a Firenze non sia una tantum ma che sia una prima di una lunga serie”

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ATP Firenze: Berrettini, Musetti e Sonego ci sono, Sinner purtroppo no

Alle 17 arriva la brutta notizia. La caviglia distorta a Sofia lo ha messo k.o. Della squadra di Coppa Davis a Firenze mancheranno anche Fognini e Bolelli, presenti a Gijon. Per essere un ATP 250 resta un ottimo cast. Auger Aliassime sarà il favorito n.1. Berrettini il n.2. Il torneo (612 mila dollari di montepremi) verrà visto in 85 Paesi

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Sala Luca Giordano Palazzo Medici Riccardi - UniCredit Firenze Open Conferenza stampa di presentazione Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi Firenze 04/10/2022 Foto Giampiero Sposito

È un classico: nelle presentazioni dei tornei, di qualunque torneo, si ascoltano sempre tanti discorsi, anche troppi, tanti complimenti reciproci fra chi organizza e chi aiuta ad organizzare, dirigenti di vario tipo, politici, sponsor, e si fa fatica a individuare quelle informazioni un po’ più tecniche che tutti vorrebbero sapere.

Non che sia sempre semplice darle, per carità. Ma quando ho chiesto a Paolo Lorenzi se si avessero notizie sul conto di Jannik Sinner, sulle sue condizioni fisiche, purtroppo non si è riusciti a capire altro che “si spera che possa giocare”

Ma alle 17 è arrivata la brutta notizia, che era nell’aria e non sorprende chi ha visto in tv (e nelle foto di Ubitennis scattate in sequenza dal nostro Ivan Mrankov, inviato a Sofia) la brutta caduta di Jannik sul 3-2 per Rune nel terzo set. La caviglia si era proprio rovesciata. Non c’era bisogno di aspettare i risultati della risonanza per capire che era una cosa seria. Purtroppo viene a mancare uno dei protagonisti più attesi. Sinner sarebbe stato testa di serie n.1. Lui è n.12 nel ranking ATP, Aliassime n.13, Berrettini n.16.

 

L’UniCredit Firenze Open è in programma al Palazzo Wanny dal 10 al 16 ottobre prossimi, ma 8 e 9 si giocheranno le qualificazioni. L’evento è stato presentato a Palazzo Medici Riccardi.

“È l’ultimo torneo organizzato dalla FIT” ha detto il presidente Angelo Binaghi, prendendo un attimo in contropiede i presenti. Ma poi si si è capito meglio: “Non ci sarà più la FIT, ma la Federazione Italiana Tennis e Padel”. Un acronimo non è ancora stato trovato dai “creativi”: FITP suonava male.

Questa nuova… federazione che unisce i due sport della racchetta al momento più in voga, ha come conseguenza non casuale che il presidente FIT Angelo Binaghi… riparte da zero. Nel senso che i suoi 24 anni di mandato come presidente FIT (dal 2000 al 2024) vengono azzerati e la legge che gli avrebbe impedito di ripresentarsi come presidente FIT, per aver raggiunto il limite di mandati, non sarà per lui più applicabile. Chissà quanti media avranno fatto caso a questa circostanza. Ai posteri…

E il torneo di Firenze avrà un futuro? Tutti si augurano di sì, ma è chiaro che dipenderà dal futuro calendario ATP, perché quest’anno Firenze – grazie a una tempestiva mossa della FIT cui va dato atto – si è inserita dalla porta di servizio approfittando della fuoriuscita dei tornei cinesi condizionati dalla pandemia COVID e cancellati.

Da un paio di accenni fatti dal presidente Binaghi e dallo stesso sindaco Dario Nardella che ho intervistato, si è avuta quasi l’impressione che – salvo che si ripieghi su un torneo Challenger di aumentato montepremi rispetto ai tradizionali – Firenze possa ospitare un torneo WTA nel 2023, perché diverse delle migliori tenniste italiane, tre, Trevisan, Paolini, Giorgi sono per l’appunto toscane o abitano a Firenze e dintorni.

Salvo che nell’esprimere la legittima soddisfazione  – in quel momento…- per la presenza di tutti i migliori giocatori italiani – ne abbiamo quattro nei primi 50 e due nei primi 16, Sinner n.12 ma assente  e Berrettini n.16, più Musetti n.27, nella conferenza di presentazione non si è fatto cenno a nessun altro giocatore, ma ci si è limitati a dire che sarà un torneo ATP 250 del valore di un ATP 500. 

E questo è vero. Così come è vero che probabilmente molti dei presenti, (non tutti addetti ai lavori), non avrebbero forse saputo apprezzare il notevole status tennistico di un Auger Aliassime, oggi n.13 ma fino a poco tempo fa top-ten e quindi favorito n.1 (anche se ad Astana ha perso al primo turno da Bautista Agut), dell’americano tutto serve&volley Cressy e Karatsev, russo di ottimo livello. Si è ritirato Rune, finalista a Sofia, e per questo Karatsev sarà testa di serie e già per via di quel forfait Lorenzo Sonego era entrato in tabellone. Era il primo fuori.

Il torneo che sta per iniziare segna il ritorno del grande tennis a Firenze dopo 28 anni (e per il quale sono stati venduti 16 mila biglietti ma si spera di venderne fino a 25.000) e lo fa con un campo di partecipazione di primissimo ordine.

Il torneo costituirà una nuova opportunità per la giovanissima generazione di talenti italiani di acquisire esperienza grazie alle wild card per il tabellone principale che saranno assegnate a Francesco Passaro, Luca Nardi (forse il giovane più interessante fra tutti: stiamone seguendo i progressi) e Francesco Maestrelli, tutti e tre in piena corsa per qualificarsi all’edizione 2022 delle IntesaSanpaolo Next Gen ATP Finals, in programma a Milano dall’8 al 12 novembre prossimi. Le wild card per le qualificazioni (8-9 ottobre) sono state assegnate a Jacopo Berrettini, fratello di Matteo, e a Giulio Zeppieri. Gli azzurri risiederanno vicino a Porta a Prato, anzichè all’Hilton più vicino al PalaWanny.

Alla presentazione hanno preso parte il Presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, il Sindaco della città di Firenze, Dario Nardella, il Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute, Vito Cozzoli, il Regional Manager Centro Nord di Unicredit, Title Partner del Firenze Open, Andrea Burchi e il Direttore del torneo, Paolo Lorenzi.

Il torneo fiorentino di cui chi scrive fu direttore negli anni Settanta non si era più giocato dal 1994. Ma lo si giocava sui campi in terra rossa del CT Firenze. Nei prossimi giorni conto di scrivere qualche aneddoto, spero interessante, di quegli anni.

Nel suo albo d’oro figurano due numeri 1 del mondo: Ilie Nastase, vincitore nel 1973, e Thomas Muster, autore di una tripletta consecutiva dal 1991 al 1993. Sette sono i successi di tennisti italiani, fra cui spiccano le tre vittorie di Paolo Bertolucci, ottenute di fila dal 1975 al 1977. Ma lo avevano vinto anche campioni del livello di Clerc, Ramirez, Gerulaitis, Gomez, e vi avevano partecipato assi del calibro di Ashe, Solomon, Kodes, Vilas, Lendl, Noah. Alexander.

Binaghi si è naturalmente augurato la vittoria di un tennista italiano. Quest’anno due successi sono stati di Berrettini, uno ciascuno di Sinner, Musetti e Sonego, Cinque in tutto. Speriamo che a Firenze arrivi il sesto. E sennò a Napoli che, anch’esso, ha un ottimo livello di partecipazione. Al momento le prime otto teste di serie sono le seguenti: 1 Andrey Rublev, 2. Pablo Carreno Busta, 3. Roberto Bautista Agut, 4. Alejandro Davidovich Fokina, 5. Lorenzo Musetti, 6. Gael Monfils, 7. Miomir Kecmanovic, 8. Sebastian Baez.

Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis: “Siamo davvero lieti di riportare il tennis di vertice in una città come Firenze e di poterlo fare con un parterre di campioni come quello iscritto oggi. Il nostro sport sta vivendo in Italia un momento straordinario, costellato di una serie di grandi eventi organizzati dalla Federazione con il supporto delle istituzioni, sia a livello nazionale – ci tengo a ringraziare quindi il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Sport e Salute – che a livello locale: questo torneo non si potrebbe svolgere senza il sostegno e, posso dire, l’entusiasmo che il Comune e la Città Metropolitana di Firenze ci stanno fornendo. Eventi come questi sono il volano di un fenomeno economico, il turismo sportivo, in grande crescita anche nel nostro Paese e una città come Firenze, nota in tutto il mondo per le sue attrattive turistiche, può aggiungere così una nuova opportunità al suo portfolio. La Federazione ha un forte legame storico con Firenze: è in questa città che, il 18 maggio del 1910, nacque infatti la Federazione Italiana Lawn Tennis, che nel 1946 assunse la denominazione attuale. Non è quindi un caso che abbiamo scelto proprio Firenze per sottoporre all’Assemblea nazionale dei nostri affiliati, che si riunirà domenica 16 ottobre, la proposta di modificare il nostro nome in Federazione Italiana Tennis e Padel. Infine, lasciatemi essere di parte e augurarmi che ci sia il nome di un giocatore italiano ad iscriversi nell’albo d’oro del torneo. A Firenze ci sarà praticamente tutta la squadra che a Bologna si è conquistata la qualificazione alla fase finale della Coppa Davis e mi fa particolarmente piacere di annunciare che le tre wild card – Francesco Passaro, Luca Nardi e Francesco Maestrelli – siano state assegnate a tre giovanissimi talenti italiani in piena corsa per le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals: un segno che, dietro ad un gruppo di vertice comunque ancora molto giovane, ce n’è un altro che spinge forte per affermarsi”.

Dario Nardella, Sindaco della Città di Firenze: “Firenze è pronta a ospitare il grande tennis dell’UniCredit Firenze Open. Il ‘matrimonio’ tra ATP e Firenze è stato fortemente voluto da Sport e Salute, insieme alla nostra amministrazione e al presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi. C’è grande attesa in città e nell’area metropolitana per questo importante appuntamento sportivo grazie al quale, dopo 28 anni, Firenze torna a essere una delle capitali del tennis. Si stimano più di 20mila presenze a Palazzo Wanny per le partite e sarà un momento straordinario in città, significativo per tutte le realtà sportive del territorio. L’assegnazione di questa prestigiosa manifestazione ci riempie di orgoglio – ha continuato il sindaco – e per tanti fiorentini, grandi e piccoli, sarà l’occasione per apprezzare una volta di più questo bellissimo sport che con i suoi campioni è tornato a regalarci grandi emozioni. I giorni del torneo saranno anche l’occasione per visitare Firenze e il suo straordinario patrimonio culturale e artistico. Oltre alla visibilità su tutti i media del mondo il torneo avrà una rilevante ricaduta economica e turistica di rilievo sulla nostra città, che dal 10 al 16 ottobre avrà i riflettori puntati su di sé a livello nazionale e internazionale”.

Valentina Vezzali, Sottosegretaria per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri (che però non c’era): “E’ con grande piacere che invio al Presidente Binaghi, al Sindaco Nardella e alle autorità presenti, il mio saluto. Come ho sempre sostenuto, i grandi eventi sono importanti non solo per lo sport, ma per il territorio che li ospita e rappresentano anche una vetrina internazionale di alto livello per l’Italia. Ho avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione di Palazzo Wanny, l’impianto polifunzionale che ospiterà l’ATP250 Unicredit Firenze Open e sono contenta che il grande tennis torni nella città di Firenze dopo quasi trent’anni. Rivolgo anche un sincero plauso alla Federazione Italiana Tennis per aver chiesto e ottenuto la revisione del calendario internazionale, così da offrire a Firenze e Napoli l’occasione di organizzare due importanti tornei di categoria ATP 250. Sono convinta che anche in questa occasione daremo dimostrazione della nostra capacità organizzativa e mi auguro che i nostri tennisti possano ben figurare raccogliendo punti preziosi per conquistare un posto alle Nitto ATP Finals attese a Torino il prossimo mese di novembre. Lo sport è stata la mia vita. Sarò sempre vicina a chi ogni giorno alimenta l’attenzione intorno a questo mondo e lo promuove, a chi lo vive da protagonista e lo ama come ho fatto io. Viva Firenze, viva lo sport”.

Vito Cozzoli, Presidente e Amministratore Delegato di Sport e Salute: “Mancano pochi giorni all’inizio del torneo Atp 250 dell’UniCredit Firenze Open che riporta dopo 28 anni il grande tennis in una delle città d’arte più belle del mondo. Un connubio di prestigio sancito dal matrimonio tra Atp e Firenze, cui Sport e Salute ha lavorato a lungo, insieme con il sindaco Dario Nardella e con il presidente della FIT Angelo Binaghi. Tutti i migliori azzurri, da Berrettini a Sinner, da Musetti a Sonego, saranno in campo in una sfida internazionale che avvicina tanti giovani alla pratica del tennis e alla scoperta delle bellezze di Firenze, perla della cultura italiana”.

Remo Taricani, Deputy Head of Italy, UniCredit (assente a Firenze e sostituito da Andrea Burchi, direttore area centro nord): “Siamo orgogliosi di legare il nostro nome a questa manifestazione che sosteniamo con entusiasmo. In sinergia con la FIT e al fianco del Comune di Firenze, portiamo in questa splendida città uno spettacolo di rilievo internazionale, che vede protagonisti i grandi nomi del tennis e i valori sani della competizione. Un booster per l’economia del territorio e un’opportunità per ribadire il nostro ruolo di partner per lo sviluppo delle comunità per le quali siamo e vogliamo essere sempre di più un punto di riferimento. Svolgiamo responsabilmente il nostro ruolo, facendo leva sulle nostre competenze e sul nostro network. Lo facciamo anche con iniziative mirate come UniCredit per l’Italia che supporta aziende e cittadini alle prese con l’attuale situazione congiunturale, e contribuendo alla realizzazione di iniziative di impatto come questo straordinario UniCredit Firenze Open. Firenze è una sede eccezionale per un evento sportivo di portata internazionale e la Toscana una regione dalle grandi potenzialità. Consideriamo questa festa dello sport un’occasione di rilievo per dare il nostro ulteriore contributo alla città e alla regione”.

Paolo Lorenzi, Direttore dell’UniCredit Firenze Open: “La città di Firenze ha risposto come meglio non poteva al ritorno del grande tennis internazionale dopo 28 anni grazie all’impegno della Federazione Italiana Tennis, che è riuscita a riportare un torneo ATP nel capoluogo toscano. Ringrazio quindi le istituzioni e gli sponsor che ci sono vicini in questa avventura e sono orgoglioso di ricoprire il ruolo di direttore del torneo in questa città in cui ho visto la mia prima partita del circuito professionistico e mi sono appassionato a questo sport. Ci attende una settimana di grande tennis con i migliori giocatori italiani in campo e questo sarà un motivo in più per gli appassionati per accorrere numerosi a Palazzo Wanny e sostenere i nostri giocatori”. 

Il torneo, dotato di un montepremi di 612.000 USD e organizzato dalla Federazione Italiana Tennis, gode del supporto della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze e di Sport e Salute. Si giocherà su campi in Green Set, con un tabellone a 28 giocatori per il singolare (i primi 21 in base al ranking, 3 wild card, 4 qualificati, con le prime 4 teste di serie che hanno un bye e stanno un turno avanti) e a 16 coppie per il doppio. Dal lunedì al sabato ci saranno due sessioni di gioco, una diurna e una serale: da lunedì 10 la sessione diurna inizierà alle ore 11.00 e quella serale alle 19.30; sabato 15 si comincerà, rispettivamente, alle 14 e alle 19. Domenica 16 sono in programma le finali di singolare (ore 17.00) e doppio (ore 15.00). Accanto a UniCredit, Title Partner del torneo, altre aziende prestigiose hanno scelto di legare il proprio marchio al ritorno del grande tennis a Firenze: gli Official Partner sono BMW, Emirates e US Polo Assn (ascolta l’intervista all’ A.D. di INCOM Lorenzo Nencini), l’Official Supplier per l’Acqua Minerale è Valmora.

A margine della conferenza stampa è intervenuto anche Giancarlo Antognoni, indimenticato capitano e numero 10 della Fiorentina, simbolo stesso della città e Campione del Mondo con l’Italia nel 1982. Antognoni ha augurato al mondo del tennis il bentornato in città.

Biglietti e abbonamenti sono disponibili online all’indirizzo https://www.ticketone.it/artist/unicreditfirenze-open/.
Tutti i tesserati FIT avranno diritto al 20% di sconto. L’UniCredit Firenze Open sarà trasmesso in esclusiva in Italia su SuperTennis, il canale televisivo in chiaro della FIT, disponibile sia sul digitale terrestre (canale 64) che sul bouquet satellitare di Sky (canale 212), e sulla piattaforma digitale SuperTennix. Inoltre, le immagini da Palazzo Wanny saranno distribuite in 85 paesi e territori stranieri da 18 differenti broadcaster internazionali. 

ENTRY LIST ATP 250 FIRENZE
Tabellone principale
1 Felix Auger-Aliassime
2 Matteo Berrettini
3 Lorenzo Musetti
4 Maxime Cressy
5 Aslan Karatsev
6 Filip Krajinovic
7 Alexander Bublik
8 Tallon Griekspoor
Jenson Brooksby
Emil Ruusuvuori
Oscar Otte
David Goffin
Jiri Lehecka
Lorenzo Sonego
T. Monteiro
P. Martinez
R. Carballes Baena

QUALIFICAZIONI

T. Kokkinakis

C. Garin

M. Huesler

M. Fucsovics

M. Ymer

N. Gombos

T. van Rijthoven

R. Safiullin

R. Berankis

(WC) G. Zeppieri

(WC) J. Berrettini

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