Clara Tauson in lacrime, si ritira in segno di protesta

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Clara Tauson in lacrime, si ritira in segno di protesta

La 19enne danese non gradisce gli evidenti errori dei giudici di linea nei punti chiave del match, e lascia il campo in preda alla frustrazione. Prima di lei, Tarango a Wimbledon nel 1995

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Clara Tauson e Petra Marcinko, 2022
 

Una rarità quanto accaduto nella semifinale del torneo femminile ITF, W80 di Poitiers in Francia. La tennista danese Clara Tauson si è ritirata contro Petra Marcinko dopo una serie di chiamate sbagliate sia da parte dei giudici di linea che del giudice di sedia nel secondo e nel terzo set; il punteggio era 3-6 6-1 2-1 in favore della tennista croata quandi è terminato il match. Tauson ha prima reagito con rabbia agli errori dell’arbitro poi però ha preso piede la frustrazione, tanto da doversi prendere un toilet break per cercare di gestire al meglio la situazione avversa. A rincarare la dose sono stati anche due warning per time volation e a quel punto la 19enne ha perso definitivamente le staffe prendendo la drastica decisione di ritirarsi dal match.

Sono almeno nove i punti incriminati in momenti topici del match, sei nel secondo set e tre nel terzo, tutti frutto di decisioni erronee da parte dei giudici di linea (a suo svantaggio), senza che il giudice di sedia intervenisse. In un’occasione il servizio di Marcinko è andato lungo, così come un suo colpo durante lo stesso scambio, ma in quel caso la n.140 Tauson è riuscita lo stesso a fare punto; successivamente le è andata male quando, su palla break in suo favore, un colpo largo della croata non è stato chiamato e alla fine il punto se l’è aggiudicata proprio Marcinko. Grande segno di sportività comunque da parte di Tauson che non ha mostrato il minimo segno di risentimento verso l’avversaria.

Non si tratta comunque della prima volta che nel mondo del tennis un giocatore decide di lasciare il campo in segno di protesta per essere in forte disaccordo con le decisioni arbitrali. Il primo e più celebre caso è quello di Jeff Tarango quando, il 1° luglio 1995 a Wimbledon, non portò a termine il suo match di terzo turno contro Alexander Mronz perché a suo dire il giudice di sedia era “corrotto”. Ad arbitrare quel match c’era il francese Bruno Rebeuh – più volte scelto per la finale del Roland Garros – il quale al termine del match ricevette anche uno schiaffo dalla moglie di Tarango. Il mancino americano, all’epoca n.80 del mondo, non era d’accordo su un suo servizio chiamato out e, vistosi negare l’ace, iniziò a protestare. Il pubblico rumoreggiò a sua volta e lui li zittì con un sonoro “Shut up”. A questo punto Rebeuh gli diede un’ammonizione per ‘oscenità’ e Tarango si difese affermando che “Shut up” non costituiva un’oscenità; tornando a fondo campo per riprendere a giocare, aggiunse “Sei l’arbitro più corrotto del gioco e non puoi comportarti così!”. Qui arrivò il secondo warning con conseguente punto di penalità (e break in favore del tedesco Mronz).

Tarango perse le staffe, prese il borsone e lasciò il campo. Successivamente in conferenza stampa affermò che già in passato aveva chiesto di non venir arbitrato da Rebeuh, perché lo riteneva di parte verso quei tennisti per i quali aveva un rapporto di amicizia; poi però si scusò tramite una lettera e ricevette solamente una multa di $28,256 e la sospensione per la successiva edizione del torneo di Wimbledon.

Di fresca memoria invece è il ritiro del francese Corentin Moutet la settimana scorsa al torneo di Napoli contro Kecmanovic, perché non gradiva le condizioni del campo rese troppo scivolose dall’umidità serale. Mentre, sempre in Italia, ci fu uno degli episodi più memorabili delle follie di Kyrgios. A Roma nel 2019 contro Ruud lanciò in campo una sedia prima di abbandonare il campo senza addurre troppe spiegazioni alla sua scelta.

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