ATP Finals, Ruud: "Il mio obbiettivo è fare 3 su 3". Giocare contro Rafa? "Un privilegio"

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ATP Finals, Ruud: “Il mio obbiettivo è fare 3 su 3”. Giocare contro Rafa? “Un privilegio”

Sull’ultimo match della stagione di Nadal: “È divertente quando i tuoi idoli diventano rivali, significa che hai saputo fare bene”. Sono il favorito? “Non puoi mai sentirti a tuo agio contro Rafa”

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È un Casper Ruud ispirato quello che si presenta in conferenza stampa dopo la vittoria in tre set tu Taylor Frtiz. Per lui si presenta l’opportunità, giovedì, di chiudere il girone da imbattuto; per farlo però dovrà battere il suo idolo d’infanzia, Rafa Nadal.

IL MODERATORE: Sei il primo giocatore a qualificarsi per le semifinali. Devi essere estremamente felice.
CASPER RUUD: Sì, certo. Non pensavo di trovarmi in questa posizione all’inizio del torneo, dopo due partite essere già in semifinale. Molto felice. Sono orgoglioso di aver battuto due buoni giocatori su una superficie veloce indoor. È bello sedersi qui sapendo di essermi qualificato per la semifinale, che probabilmente era un obiettivo per tutti quelli che giocavano qui. Sono il primo a farlo, quindi è fantastico.

Q. Hai mai servito come stasera? 70% con la prima di servizio, 14 ace.
CASPER RUUD: È una delle mie migliori partite al servizio nella mia carriera. Anche l’anno scorso ho servito abbastanza bene in questo torneo. Penso anche a Madrid l’anno scorso. Penso che a volte l’altitudine possa aiutarmi perché mi dà un po’ di velocità in più. Non c’è troppa altitudine qui, ma ne sento un po’. Il campo è piuttosto veloce, quindi mi dà più punti gratuiti del solito con il servizio, un po’ più di velocità. Naturalmente, fa lo stesso per gli altri giocatori. Ma Taylor e Felix hanno un ottimo servizio indipendentemente dalla superficie. Quando giocano qui, immagino che non pensino davvero che io abbia il servizio più forte. Essere in grado di servire 14 ace e il modo in cui l’ho fatto oggi è probabilmente sorprendente per Taylor e immagino sia un vantaggio per me.

 

Q. Sia Felix che Taylor hanno detto che pensano tu possa battere Rafa giovedì. Ora sei abbastanza in forma, Rafa non tanto. Credi che le tue possibilità di battere Rafa siano più alte che mai?
CASPER RUUD: Non puoi mai sentirti a tuo agio giocando contro Rafa, non importa in che forma sia. Voglio dire, ha avuto due dure sconfitte qui. Sì, la partita di giovedì avrà condizioni molto diverse rispetto a quando abbiamo giocato al Roland Garros quest’anno, questo è certo. È più veloce. Non è al meglio dei cinque. È sul cemento. Tutto è diverso. Ma non puoi mai escludere Rafa. Lo ha dimostrato molte volte. Ogni partita qui è importante. Si gioca per i punti e per la classifica. Sono sicuro che vorrebbe cercare una sorta di vendetta per le sue due sconfitte e finire bene la sua stagione ATP. Cercherò di continuare a giocare per la semifinale. Sarebbe ovviamente una sensazione da sogno uscire dal girone con tre vittorie. Ma il prossimo sarà probabilmente il match più duro della mia carriera, visto che è stato anche il mio più grande idolo per tutta la mia vita. Sarà sempre un po’ speciale giocare contro di lui.

D. La domanda potrebbe suonare strana perché il torneo non è ancora finito. Dopo esserti qualificato per la semifinale per il secondo anno consecutivo, sei orgoglioso di qualcosa? Riesci ad apprezzare il momento o sei immerso nella competizione?
CASPER RUUD: Sì, certo. Stanotte andrò a letto e dormirò molto bene perché so che sabato giocherò qualunque cosa accada nella prossima partita. Posso, ovviamente, dare il massimo, ma gioco a testa bassa, sapendo che sabato potrò ancora giocare. Questa è una bella sensazione. Immagino che Taylor e Felix giocheranno per l’ultimo posto giovedì. Ecco come immagino che andrà a finire. Sì, sono molto felice di essere nella posizione in cui mi trovo, non ho bisogno di pensarci troppo. Sì, cercherò di andare avanti. Mi sento come se stessi giocando bene, servendo bene, come mi hai chiesto prima. Cercherò di continuare a giocare e mantenere lo slancio durante il fine settimana.

Q. Quando stavi crescendo, guardavi David Ferrer? Me lo ricordi.
CASPER RUUD:
Grazie. È un bel paragone quello con David Ferrer. È ai miei occhi uno dei migliori giocatori degli ultimi tempi. È stato un po’ sfortunato per aver avuto i tre grandi contemporanei a lui. È stato in grado di raggiungere una finale. Credo che un anno abbia vinto il Paris Masters. Ha avuto una grande carriera. Sì, l’ho ammirato. Forse ho ammirato più Rafa tra tutti quelli che ho osservato crescendo. David è sempre stato eccezionale per me, ha sempre avuto un ottimo atteggiamento in campo. Più un lavoratore silenzioso, non troppo spettacolo intorno a lui. Concentrato solo sulle sue cose. È un po’ quello che sento anche io a volte in campo. Sono solo concentrato sul mio lavoro, cercando di vincere ogni partita che gioco. So che ovviamente non è possibile. Penso di non essere mai stato troppo vicino a David, ma guardarlo in TV quando sono cresciuto, è sempre stato divertente, qualcosa che mi piace fare.

Q. Se finissi per battere il tuo idolo fin dall’infanzia, cosa significherebbe per te?
CASPER RUUD: Sarà, come ho detto, una partita difficile. Ovviamente cercherò di vincere. Non sai mai se affronterai di nuovo questi grandi ragazzi. Stanno invecchiando, come sappiamo. So che giocherò contro Rafa ancora nelle prossime settimane in un’esibizione. Ma in una partita ufficiale è diverso. È la sua ultima partita della stagione dell’ATP Tour e cercherà di fare del suo meglio per cercare di vincerla. Cercherò di fare del mio meglio per battere il mio idolo. È divertente quando i tuoi idoli diventano tuoi rivali e concorrenti, significa che hai saputo fare bene. Mi sento semplicemente privilegiato di essere nella posizione di giocare contro di lui. Ovviamente darò il massimo. Cercherò di imparare da quello che non sono riuscito a fare l’ultima volta, cercherò di finire il girone vincendo tre su tre. Questa sarebbe una situazione da sogno.

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Djokovic o Tsitsipas toglieranno il n. 1 ad Alcaraz: “Lo meritano più di me”

Lo spagnolo si è detto non preoccupato sulla temporanea fine del suo regno, durato venti settimane: ora tocca a Stefanos Tsitsipas o a Novak Djokovic

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Torino 16 Novembre 2022 ATP Finals Carlos Alcaraz premiato come n. 1 ATP nel ranking di fine anno Foto Giampiero Sposito

Dopo le vittorie su Karen Kachanov e Tommy Paul, Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas si apprestano a contendersi, nella nostra mattinata di domenica 29 gennaio, il titolo dell’Australian Open. Ma non solo. Chi dei due avrà la meglio, infatti, scalzerà Carlos Alcaraz dalla prima posizione mondiale.

Con la vittoria il greco, attualmente terzo a 6195 punti, passerebbe al primo posto con 6995 punti. Alle sue spalle, in ordine decrescente: Alcaraz, Djokovic, Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il primo successo slam per Tsitsipas, giunto alla sua seconda finale: nella prima, al Roland Garros 2021, aveva ceduto in cinque set da Djokovic stesso. Il greco diverrebbe anche il ventinovesimo numero uno della storia, posizione che già ha ricoperto nel circuito Junior. Nel caso in cui fosse il serbo a vincere, invece, passerebbe lui a condurre, con 7070 punti invece degli attuali 6270. A seguire Carlos Alcaraz, mentre Tsitsipas dovrebbe accontentarsi del terzo posto, seguito sempre da Casper Ruud e Andrey Rublev. Sarebbe il ventiduesimo successo slam per il serbo, che raggiungerebbe così Rafa Nadal, e la trecentosettantaquattresima settimana di regno al primo posto della classifica mondiale. 

 

Terminerà dunque, qualunque sia l’esito della partita, il (temporaneamente) breve regno di Carlos Alcaraz, durato soltanto venti settimane: in ogni caso, più di Medvedev (per ora fermo a 16), Roddick (13) e Becker (12) e a pari merito con Mats Wilander

Nel corso di un evento a Murcia, nella sua città natale, lo spagnolo ha rilasciato, in proposito, queste dichiarazioni: “sto guardando cosa fanno Tsitsipas e Djokovic, ma non sono preoccupato. Se uno dei due mi toglie il numero uno sarà perché se lo merita più di me.” 

Lo spagnolo tornerà in campo per i tornei sulla terra rossa sudamericana, prima a Buenos Aires e poi a Rio, di cui detiene il titolo. 

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Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

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ATP, eletti Dimitrov e Rublev nel nuovo Consiglio dei Giocatori. Si allarga il Board

Grigor e Andrey sostituiscono Roger Federer e Rafa Nadal. Torna Chris Kermode nell’organo direttivo

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Grigor Dimitrov - Vienna Erste Bank Open 2022 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

È stato eletto il nuovo Player Advisory Council, l’organo dell’ATP che si fa portavoce delle istanze dei tennisti quando l’associazione dei pro prende decisioni che riguardano il Tour. Nel Council uscente spiccavano i nomi di Roger Federer e Rafael Nadal in rappresentanza dei tennisti top 50. I loro posti sono ora stati presi da Andrey Rublev e Grigor Dimitrov, ma sono tutti nuovi nomi che rappresentano i tennisti nel consiglio, al quale è stato anche rifatto il look e non solo per l’aggiunta di “Advisory” al nome. Scendono infatti da quattro a due i rappresentanti dei top 50 (oltre a Rafa e Roger, c’erano Millman e Auger-Aliassime, ma la posizione di Felix era vacante già dalla scorsa primavera) e, di conseguenza, il numero di componenti dell’organo. Inoltre, i due portavoce dei doppisti top 100 diventano uno per i top 25 e uno per i primi 75 del ranking. Ecco allora i nomi del Player Advisory Council, la cui prima riunione si è tenuta Melbourne lo scorso 12 gennaio:

  • 1-50 Singles: Andrey Rublev & Grigor Dimitrov
  • 51-100 Singles: Pedro Martinez & Bernabe Zapata Miralles
  • 1-25 Doubles: Wesley Koolhof
  • 1-75 Doubles: Harri Heliovaara
  • At-Large: Pedro Cachin & Matt Ebden
  • Coach Representative: Daniel Vallverdu
  • Alumni Representative: Nicolas Pereira

A votare i nuovi rappresentanti sono naturalmente i loro colleghi, con Rublev e Dimitrov eletti dai top 50 e via così per categorie. L’unico nome presente nel consiglio ornai decaduto è quello di Dani Vallverdu, scelto dagli allenatori ATP in loro rappresentanza.

“Mi era stato chiesto diverse volte in passato, ma all’epoca non avevo sentito che il momento e la soluzione fossero giusti per me” ha dichiarato Grigor. “Ora credo di essere in una posizione in cui ho anni alle mie spalle, esperienza in campo e con i giocatori e aspetto con impazienza di mettermi all’opera”.

 

Secondo Wesley Koolhof, numero 1 di fine 2022 in coppia con Skupski, “è importante per i giocatori avere una voce e qualcuno che li ascolti e provi a fare dei cambiamenti dove ne abbiamo bisogno. Personalmente, sento che sarebbe un bene ascoltare i giocatori e combattere per le nostre posizioni, specialmente per i doppisti, ovviamente, e rendere il tennis un posto migliore in generale”.

Una voce, evidentemente non abbastanza ascoltata secondo Novak Djokovic e Vasek Pospisil, che nell’agosto 2020 ebbero l’idea della PTPA, la Professional Tennis Player Association, dimettendosi dal Player Council (Nole era presidente), salvo poi tentare di rientrarvi. La loro candidatura fu respinta dall’ATP, in virtù di una contestata nuova regola volta a impedire a chi si pone in un conflitto potenzialmente distruttivo con la tua organizzazione di farne parte. La PTPA ha iniziato effettivamente a prendere forma nel giugno dell’anno successivo, mentre è recentissima la nomina del suo primo Comitato Esecutivo dei giocatori e la diffusione dei principi guida.

Tornando all’ATP, se il Player Council è preposto ad ascoltare e raccogliere le voci e le istanze dei giocatori, l’organo che decide è il Board, che può essere anche visto come una sorta di luogo di composizione di interessi spesso contrapposti, vale a dire quelli dei tennisti e quelli dei direttori dei tornei. Perché, se tutti beneficiano di un aumento di interesse per il tennis e, come spesso fatto notare da Andrea Gaudenzi, la vera concorrenza viene da fuori, per esempio gli altri sport o Netflix (alla quale l’ATP si è affidata per una docuserie), restano innegabili le divisioni interne.

Fra i tornei, nel senso che il Masters 1000 di Indian Wells ha problematiche diverse dall’ATP 250 di Marrakech (e, infatti, esiste anche un Tournament Advisory Council con rappresentanti per categorie di tornei e zone geografiche) e, allo stesso modo, tra i giocatori – basti pensare a un top 100 e a chi si barcamena tra ITF e Challenger o alla ripartizione dei montepremi. E, naturalmente, la classica contrapposizione tra tornei e giocatori quando si tratta di spartirsi la torta, di oscura quantificazione, dell’incasso totale.

Forse proprio nell’ottica di una maggiore rappresentanza, da quest’anno il Board si allarga da sei a otto componenti (oltre al Presidente, Gaudenzi). Diventano dunque quattro i rappresentanti dei giocatori – Pablo Andujar, Nick Basing, Mark Knowles e Eno Polo – e altrettanti quelli dei tornei: Gavin Forbes, vicepresidente senior alla IMG, Christer Hult, ex direttore e ora CEO dell’ATP di Bastad, Chris Kermode, ex presidente del Board e CEO dell’ATP, e Herwig Straka, direttore del torneo di Vienna ed ex manager di Dominic Thiem.

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