Coppa Davis, Croazia-Australia 1-0: Coric non fa sconti a Kokkinakis

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Coppa Davis, Croazia-Australia 1-0: Coric non fa sconti a Kokkinakis

MALAGA – Nella sfida tra numeri 2, il croato Borna Coric regola agevolmente Thanasi Kokkinakis che fa quel che può. L’Australia ora nelle mani di De Minaur per continuare a sognare

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Borna Coric - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Borna Coric - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 

Da Malaga, il nostro inviato

B. Coric b. T. Kokkinakis 6-4 6-3

Troppo Coric per un Kokkinakis espressosi in molti bassi e pochi alti contro un avversario che fa della continuità del suo rendimento ad alti livelli la sua forza: il croato ha confermato con un 6-4 6-3 quanto di buono fatto vedere due giorni fa contro Bautista-Agut, mostrando la compatteza ad alti livelli di una squadra che ha un doppio di primissimo livello e che in singolare può contare su un numero 1 di tutto rispetto come Cilic.
Hewitt nell’immediata vigilia della semifinale si prende tutte le sue responsabiltà di capitano e fa una scelta per certi versi comprensibile, ma per nulla scontata. L’ex numero1 al mondo preferisce Kokkinakis a Thompson, nonostante quest’ultimo abbia vinto la sfida dello scorso martedì contro Grieekspoor, sia uno pari nei precedenti con Coric nel circuito maggiore (avendo vinto l’ultimo giocato a Bercy due anni fa) e che abbia una migliore classifica del compagno di origine greca. I due giocatori che hanno aperto la seconda semifinale si erano incontrati una sola volta in precedenza, ma molto recente: lo scorso mese sul cemento outdoor di Tokyo quando a imporsi fu il croato in due set (6-4 7-6).

 

IL MATCH – Il primo set dell’incontro vede Coric tenere facilmente i suoi turni di servizio (concede in tutto cinque punti e non si arriva mai ai vantaggi) ed è giocato quasi esclusivamente sui turni di servizio di Kokkinakis, nonostante l’australiano abbia servito nel corso del parziale iniziale ben 8 ace e ottenuto tanti altri punti diretti col servizio. Già nell’ottavo gioco l’australiano ha dovuto salvare una palla break per tenersi in scia nel punteggio, ma nel decimo game deve capitolare. Prima salva due set point consecutivi (il primo grazie alla complicità di Coric che spedisce in corridoio un rovescio non impossibile, il secondo con un servizio vincente) ma sul terzo, al termine di un lungo scambio, il numero 26 al mondo porta a casa il set, facendo scatenare la rumorosa “torcida” croata.

In una sfida giocata nuovamente in una bella cornice di pubblico possiamo testimoniare dalla tribuna stampa del palasport andaluso che la rappresentanza croata, decisamente più numerosa della inevitabilmente scarna tifoseria australiana, con la sua orchestra di trombe e vari strumenti a fiato suonati a ogni punto conquistato da un suo giocatore, sia stata un piacevole contorno per un match che altrimenti sarebbe sembrato appartenere a un torneo del circuito ATP, non all’atmosfera che ha reso celebre la Coppa Davis. Dal punto di vista della tribuna australiana è invece affascinante osservare come ai cambi campo una leggenda del tennis come Tony Roche (allenatore di successo e da giocatore vincitore del Roland Garros nel 1966 e finalista a Wimbledon e per due volte a New York) all’eta di 77 anni ai cambi campo sia quasi sempre all’in piedi alle spalle di Hewitt nel sostenere Kokkinakis.

Nel secondo set cambia molto leggermente l’andamento dell’incontro: nel terzo gioco il tennista australiano, grazie al primo doppio fallo di Coric sul 30 pari, arriva a palla break, ma il croato subito rimedia con un servizio vincente. Anche nel corso del quinto game il compagno di doppio di Kyrgios riesce ad arrivare ai vantaggi, ma è solo un fuoco di paglia per le speranze aussie. Nel successivo gioco Coric allunga nel punteggio convertendo -con una discesa a rete nel corso di uno scambio in cui aveva guadagnato campo- la prima palla break concessa da Kokkinakis. Lo strappo del croato è quello definitivo, il numero 26 al mondo lascia le briciole nei suoi turni di servizio all’avversario e con il quinto ace della sua partita fa terminare il match 6-4 6-3 dopo 92 minuti dal suo inizio. Ora la Croazia è solo a una vittoria dalla quinta finale della sue recente storia (ha vinto la Davis nel 2005 e nel 2018).

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Coppa Davis: l’ITF scioglie il contratto con Kosmos, voci di una causa intentata da Piqué

Rottura tra ITF e Kosmos, voci di una procedura legale sia da una parte che dall’altra, con la società di Gerard Piquè che sarebbe sul piede di guerra

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Tra l’ITF e la Kosmos rien ne va plus. Avrebbero dovuto collaborare venticinque anni – così stipulava il contratto – e invece l’ITF, nel corso del mese di gennaio, ha deciso di porre fine alla tanto discussa partnership con la celebre società di eventi guidata dall’ex calciatore spagnolo Gerard Piqué.

Secondo quanto ricostruito, la decisione da parte della Federazione Internazionale di Tennis sarebbe stata dettata da un ritardo nei pagamenti da parte della Kosmos e da una gestione non adeguata; per questo, sembrerebbe che la stessa ITF abbia anche intentato una causa nei confronti della Kosmos.

Ma l’azienda guidata da Piqué ribatte che non ci sarebbe alcuna ragione per interrompere il contratto, per giunta con una scelta unilaterale e, per tale motivo, secondo il quotidiano spagnolo Marca, lo stesso Piqué farà ricorso al TAS (il Tribunale Arbitrale dello Sport) e avrebbe intenzione di intentare una causa nei confronti dell’ITF. Affaire è suivre... Intanto, la Coppa Davis 2023 inizierà la settimana successiva all’Australian Open, con il turno dei Qualifiers (a cui l’Italia non prenderà parte perchè ammessa direttamente alla fase a gironi). E a presiedere alla più importante competizione a squadre del tennis saranno l’ITF e l’ATP, entrata nel Committee a fine ottobre.

 

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Coppa Davis, Kosmos replica alla ITF dopo la scissione: “Il premio in denaro sarà saldato a tempo debito”

Nonostante il fallimento del progetto riguardante la Davis, Kosmos rilancia con l’acquisizione di tre nuovi volti nella propria agenzia di rappresentanza: “Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev”

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Coppa Davis a Montreal (foto Ubitennis)

Dopo il comunicato pubblicato dall’International Tennis Federation, che sanciva la fine del rapporto tra l’ente governativo del tennis professionistico e l’organismo commerciale fondato dall’ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué in materia di Coppa Davis, e successivamente all’indiscrezione fuoriuscita nei giorni precedenti secondo la quale la rottura dell’accordo che agli albori della sua nascita avrebbe dovuto avere una durata di 25 anni fosse stata dipesa dai mancati pagamenti ai tennisti dei Team impegnati a Malaga per la Final Eight lo scorso novembre; arriva puntuale la replica – in verità visto il contenuto espresso, più che altro un allineamento – di Kosmos Tennis con tanto di proprio comunicato stampa veicolato via Twitter.

La società spagnola ha confermato dei ritardi sui pagamenti inizialmente programmati, affermando che si provvederà a saldarli non appena verranno soddisfatti i parametri delle rispettive Nazioni in causa. Viene addotta ancora una volta, la piaga pandemica come effetto delle riduzioni degli esborsi economici in questione: “In risposta alla dichiarazione pubblica fatta ieri – venerdì 13 gennaio – dalla ITF, annunciamo che Kosmos ed ITF non sono stati in grado di raggiungere un accordo per rinegoziare il modello di business oltre che la commissione attuale e futura richiesta dall’ITF. Questa tassa, che è stata significativamente ridotta durante la pandemia, ha pagato per intero la quota relativa al 2022 ed il premio in denaro sarà saldato a tempo debito quando i requisiti delle nazioni saranno soddisfatti“.

Pur abbandonando anzitempo l’avventura riguardante la competizione per squadre nazionali più antica che lo sport conosca, Kosmos proseguirà lo sviluppo dei propri progetti legati al tennis tra i quali soprattutto il crescente ingresso di nuovi volti della racchetta nella propria agenzia di rappresentanza: “Kosmos continuerà ad essere comunque strettamente legata al mondo del tennis professionistico attraverso Kosmos Management, che ha recentemente aggiunto i tennisti Borna Coric, Elina Svitolina e Andrey Rublev al suo elenco di atleti rappresentati“.

 

Così come continueranno le varie partenerships avviate nell’intero mondo sportivo, in varie discipline, nonostante il lampante fallimento del progetto riguardante la ‘Coppa del Mondo di Tennis“: “La società continuerà a svolgere le proprie funzione in diversi altri progetti di successo come Kings League, l’Andorra Football Club e la Balloon World Cup e con le sue varie unità aziendali: Kosmos Management, Kosmos Studios, Kosmos Team, Kosmos Media, Goatch e Koi (entrambi creati con lo streamer Ibai Llanos)“.

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Coppa Davis, Daniel Evans sulla rottura ITF-Kosmos: “Era solo questione di tempo”

“Ci sono tennisti che non vedono l’ora di giocare 3 su 5” dice Daniel Evans. I fatti sembrano contraddire la fiducia espressa dal CEO di Kosmos poco più di un mese fa

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Daniel Evans - United Cup 2023 Sydney (foto Twitter @the_LTA)

Sono ore convulse per la Coppa Davis dopo la rottura del sodalizio tra l’ITF e Kosmos, il gruppo di Gerard Piqué. Le cause sarebbero da ricercarsi in alcuni mancati pagamenti nel corso dell’ultima edizione.  

Anche Daniel Evans, numero due britannico, ha voluto dire la sua: “E’ deludente che non possano continuare a riempire le nostre tasche! Venivamo pagati un po’ troppo per non molto“.

 

Secondo quanto riporta The Guardian, Evans si è dichiarato favorevole ad una nostalgica restaurazione che riporterebbe la Coppa alla sua formula originaria: “L’abbiamo cambiata quando non credo fosse necessario mutasse del tutto. Ci sono giocatori che non vedono l’ora di giocare tre su cinque tre giorni di seguito e vincere il torneo. Anche io ne sarei felice”.

Nel frattempo spunta anche qualche retroscena. Il giornalista Jannik Schneider riporta su Twitter un dialogo che avrebbe avuto con il CEO di Kosmos, Enric Rojas: “Era seduto a parlare con me. Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto, ‘non siamo lontani dal fare un utile, entro i prossimi anni, forse già l’anno prossimo’, mentre ci confrontavamo sui numeri che avevo sentito (erano fuori di circa 50 milioni)”.

Momenti difficili, dunque, per il tennis: quale il futuro della Coppa Davis? 

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