Arnaldi: "Sto giocando il mio miglior tennis di sempre sul cemento, non vedo l'ora di tornare in campo"

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Arnaldi: “Sto giocando il mio miglior tennis di sempre sul cemento, non vedo l’ora di tornare in campo”

Le parole di Matteo Arnaldi dopo la vittoria contro Jason Kubler al primo turno dello US Open

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Matteo Arnaldi – Roland Garros 2023 (foto Roberto dell'Olivo)
 

Comprensibilmente fresco e rilassato, Matteo Arnaldi adempie i suoi doveri con i media nonostante non senta di aver già esordito allo US Open. “Per me il torneo comincia giovedì, quella di oggi non è stata una partita”, ha detto Matteo commentando la sua breve apparizione sul campo 14 martedì mattina.

Il suo avversario, l’australiano Jason Kubler, si è ritirato dopo poco più di un set a causa di un infortunio al ginocchio destro. “Oggi non era facile stare in campo, era molto sofferente da subito, volevo dirgli di ritirarsi prima, perché 5 set sono lunghi. Gli ho parlato subito dopo la partita, ha detto che già non stava benissimo prima di iniziare, poi ha sentito un dolore più forte sul 40-15 del secondo game, e da lì non c’è stata più partita”.

Lui era davvero sotto livello, non è che sentisse solo un po’ male, faceva proprio fatica a muoversi. Nel primo set è riuscito a tenere un paio di servizi tirando due pallate, ma sul 3-4, con palle nuove, al primo momento chiave anche da solo si è incastrato”.

Un po’ di fortuna che viene quasi come un premio per una stagione fino ad oggi straordinaria: iniziata al n. 134 della classifica mondiale, alla fine di agosto vede un n. 61 di fianco al suo nome che è il frutto di tanto lavoro e tanti sacrifici: “Non credo di rendermi conto di quello che è successo negli ultimi mesi. Fa un po’ effetto stare insieme con tutti i giocatori che prima vedevo solo in TV. Ho giocato Toronto e Cincinnati, che non avrei mai pensato di giocare quest’anno. Ci ho sempre creduto, credo molto in me stesso e nel lavoro che facciamo, per cui sono contento e spero di poter continuare così.

La stagione nordamericana sul duro ha avuto luci e ombre: una bella qualificazione a Toronto, facilitata anche da un tabellone non difficilissimo, cui ha fatto seguito una sconfitta netta contro Medvedev, e poi una mancata qualificazione a Cincinnati dovuta anche a fattori esterni. “Non credo di aver giocato molto bene nei tornei di preparazione allo US Open, ho avuto poco tempo per prepararmi, soprattutto a Toronto. Sono stato un po’ fortunato da un lato, poi bravo a chiudere le partite senza fare troppo, perché non ho giocato il mio miglior tennis, così come si è visto contro Medvedev. A Cincinnati sono arrivato il giorno prima, sono arrivato in auto [8 ore si viaggio n.d.r.] perché non c’erano voli disponibili: sono vari aspetti che magari da fuori non si sanno e che però influenzano ogni torneo. Però sono sempre match in più e tanta esperienza in più.

“Avendo perso molto presto a Cincinnati ho avuto la possibilità di prepararmi molto bene, ora mi sento molto bene, credo di star giocando il mio miglior tennis di sempre sul cemento, abbiamo lavorato molto bene nell’ultima settimana, quindi mi sento molto in forma.

Non vedo l’ora di tornare in campo, questo torneo mi piace molto, c’è la famiglia della mia ragazza, ci sono tanti amici del mio allenatore, forse c’è un po’ troppa confusione in città, ma ci ho giocato bene da junior, lo scorso anno ho giocato tre belle partite, è un torneo che aspetto tutto l’anno.”

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