Sinner batte Alcaraz così come Djokovic ha battuto spesso Federer

Editoriali del Direttore

Sinner batte Alcaraz così come Djokovic ha battuto spesso Federer

Non è detto che il tennis di Sinner sia migliore di quello di Alcaraz, ma il suo gioco solido e pesante gli dà incredibilmente fastidio. Come per Djokovic e Federer …c’è talento e talento. Jannik resterà tra i top 10 più a lungo di Panatta che fu n.4 solo per tre settimane

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Tutti coloro che hanno sostenuto che Carlitos Alcaraz fosse un tennista decisamente più forte di Jannik Sinner potranno dirlo ancora ora che Jannik lo ha battuto per la quarta volta su sette? E sapendo, inoltre, che in una delle sue tre sconfitte il tennista di San Candido, aveva mancato la trasformazione di un matchpoint? Accadde, lo dico per i non addetti ai lavori e per gli smemorati, nei quarti dell’US Open 2022, poi vinto da Alcaraz. Aggiungo che dei sette confronti fra Sinner e Alcaraz, questo di Pechino – fatta eccezione con quello di Umago che finì 6-7 6-1 6-1 – è il secondo che si conclude con un punteggio molto netto, addirittura 6-1, nel set finale. 

Nel far presente quanto sopra, certo un po’ provocatoriamente e immagino che susciterò parecchi osservazioni polemiche da parte dei sostenitori di Carlitos, so perfettamente che lo spagnolo – di due anni più giovane – ha già vinto 2 Slam, US Open e Wimbledon, ed è n.2 del mondo dopo essere già stato n.1, mentre Jannik lunedì avrà appena raggiunto il suo best ranking, n.4 alle spalle di Djokovic, Alcaraz e Medvedev. E so anche che mentre Carlitos gli altri due campioni sul podio li ha già battuti, invece Jannik di nove match, 6 con Medvedev e 3 con Djokovic non ne ha vinto ancora uno.

Però questa quarta vittoria di Jannik su Alcaraz – nessun altro giocatore lo ha battuto così tante volte e Jannik lo ha fatto in uno Slam, in un 1000, ora in un 500 e anche in un 250! Ci aveva perso in un challenger ad Alicante 2019…un testa testa troppo datato per contare – conferma almeno due cose: la prima che il tennis solido, pesante, potente, di Sinner crea grandi difficoltà ad Alcaraz sebbene lo spagnolo sia in possesso di un tennis oggettivamente più vario, completo e apparentemente più talentuoso…per chi pensa che tirare 10/15 rovesci di fila a velocità pazzesche a 2 centimetri dalla riga, e a Pechino anche dritti, non richieda un talento straordinario.  Chi pensa che il talento debba essere misurato con la varietà, l’imprevedibilità, la completezza, lo stile, l’eleganza dei colpi, non avrebbe mai messo Djokovic sullo stesso piano di Federer. Eppure io credo che il serbo non valga meno dello svizzero quanto a talento. Il punto è …che si sta parlando semplicemente di un diverso tipo di talento. La seconda cosa è che si può scommettere che Jannik migliorerà giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, perché il tennis lo vive con una determinazione assoluta, feroce. Forse come nessun altro. Certo come nessun altro tennista italiano di ieri e di oggi.

E mi sento di scommettere anche che tra i top-ten, spero fra i top-five, Jannik Sinner resterà per anni.

 A 22 anni 1 mese e 17 giorni Jannik Sinner ha raggiunto il quarto posto nelle classifiche mondiali con 4 anni di anticipo rispetto a Adriano Panatta, il solo altro italiano (insieme a Francesca Schiavone fra le ragazze) che era stato capace di issarsi a n.4 ATP 47 anni fa.

Adriano, che è nato il 9 luglio 1950, lo divenne il 24 agosto del ’76, il suo anno magico. Quello nel quale conquistò prima gli Internazionali d’Italia, poi il Roland Garros, quindi l’unica Coppa Davis ad oggi vinta dal tennis azzurro.

Ma n.4 del mondo, alle spalle di Connors, Borg e Vilas, Adriano c’è rimasto per tre sole settimane, dal 24 agosto al 12 settembre, cioè fino alla conclusione dell’US Open che ancora si giocava a Forest Hills – il primo anno di Flushing Meadows è stato il 1978 – e che fu vinto da Connors su Borg. Panatta a New York aveva perso al secondo turno dal texano Bill Scanlon e fu scavalcato a fine torneo da Ilie Nastase che giunse in semifinale, sconfitto da Borg. Da n.5 il 12 settembre Adriano chiuse poi l’anno a n.7.

Lunedì Sinner avrà alle sue spalle il n.5 Tsitsipas, il n.6 Rune, il n.7 Rublev, il n.8 Fritz, il n.9 Ruud, il n.10 Zverev. Secondo me fra tutti il più forte e temibile è Zverev…che non per caso è stato n.2 del mondo.

Jannik sarà certamente fra gli 8 di Torino. Gli manca solo una manciatina di punti ATP, appena 230 per la qualificazione matematica fra i Magnifici Otto. E 200 punti ATP li farebbe se battesse la “bestia nera” Medvedev. Jannik ne ha più di 2.000 su chi è n.11 e n.12 (de Minaur e Paul). Insomma è praticamente impossibile che a fine anno sia fuori dai 10, sia più giù del sesto posto. Penso proprio che chiuderà l’anno meglio di Panatta nel ’76.

Qualcuno dice che Nicola Pietrangeli fu n.3 negli anni ’59-’60, perché tale era Nicola nelle classifiche del giornalista inglese Lance Tingay, prima dell’avvento del computer. Ma se Tingay avesse dovuto includere in quelle classifiche tutti i grandi campioni che giocavano nella troupe professionista di Jack Kramer, Hoad, Rosewall, Sedgman, Gonzales…Pietrangeli non sarebbe stato n.3.

Insomma, a dispetto di tante polemiche di dubbio gusto suscitate per il suo no all’ultima Coppa Davis, penso proprio che Sinner si avvii ad essere il tennista italiano più forte di tutti i tempi, almeno come continuità ai vertici del tennis mondiale, per il numero maggiore di anni. Poi, per carità, anche a me poteva piacere di più il tennis di Panatta, come quello di Federer rispetto a quello di Djokovic. Ma alla fine chi ha maggior talento nello sport…è colui che vince di più.

A Sinner andrà dato, fra qualche anno, quel che sarà di Sinner.

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