Next Gen ATP Finals, Medjedovic: “ Ho gioco e colpi potenti, ma devo lavorare sul fisico”

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Next Gen ATP Finals, Medjedovic: “ Ho gioco e colpi potenti, ma devo lavorare sul fisico”

Le parole del pupillo di Novak Djokovic dopo la vittoria a Gedda che gli ha più che raddoppiato il montepremi in carriera

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Arthur Fils e Hamad Medjedovic – Next Gen ATP Finals 2023 (foto via Twitter @nextgenfinals)
 

A tennis, chi vince l’ultimo punto è colui che si aggiudica l’incontro e chi fa suo l’ultimo incontro è il vincitore del torneo. Ma chi vince l’ultimo torneo? Facile, è Hamad Medjedovic, il ventenne serbo che sabato 2 dicembre ha alzato il trofeo alle Next Gen ATP Finals, l’ultimo evento (abbastanza) ufficiale della stagione ATP.

Il pupillo di Novak Djokovic ha messo in bacheca il piatto riservato al vincitore che, anche se non vale come titolo ATP, è accompagnato da un assegno sostanzioso, somma del premio di partecipazione (150.000 dollari), delle vittorie nella fase a gironi (32.500 x 3), del successo in semifinale (113.500) e di quello in finale (153.000), per un totale di 514.000 dollari. Che è poi quanto previsto per il campione imbattuto, ma abbiamo voluto verificare. Una verifica ancor più facile riguarda il “peso” di questa vincita per Hamad: prima delle vittoria alle Finali Next Gen, il montepremi totale della sua giovanissima carriera ammontava a 415.858 dollari, l’80% dei quali incassati in questa stagione. Lo ha più che raddoppiato nell’arco di cinque giorni. “Mi sento meravigliosamente” ha detto il classe 2003 dopo la finale contro Arthur Fils e di certo non abbiamo motivo di dubitarne.

“È stato irreale e lo è ancora” ha continuato Medjedovic secondo quanto riporta il sito dell’ATP. “È stata dura gestire tutto quanto. Un match complicato. Ero sul punto di impazzire dopo il primo set [perso al tie-break] dopo i due set point, ma sono riuscito a restare rilassato e concentrato”.

Questa è stata la sesta edizione del manifestazione riservata agli under 21 migliori della stagione (tranne quelli davvero migliori, un po’ come il WTA Elite Trophy), il cui albo d’oro risplende di nomi quali Stefanos Tsitsipas (2018), Jannik Sinner (2019) e Carlos Alcaraz (2021). Lo scorso anno ha vinto Brandon Nakashima, ora sceso al 133° posto – complice qualche problema al ginocchio – dopo il best ranking al 43° di un anno fa, mentre a mettere le mani sull’edizione inaugurale fu Hyeon Chung, il coreano continuamente afflitto da guai fisici (ultima apparizione a Wimbledon poco dopo il rientro terminata con un ritiro), ma che resta l’unico ad aver vantato ufficialmente il titolo Next Gen, anche se solo per pochi mesi.

Il pensiero di Medjedovic è naturalmente rivolto alle stelle che lo hanno preceduto: “Sapere che tutti quei campioni hanno vinto qui ti dà tanta fiducia e una spinta per la prossima stagione. Ho gioco e colpi potenti, ma ancora molto su cui lavorare con il mio allenatore. Devo migliorare molto fisicamente e ci lavorerò nella preseason; e devo migliorare anche l’attenzione in campo” ammette.

Il 188 cm da Novi Pazar ha dunque portato alla Serbia anche il “Masters” under 21 dopo quello vero e proprio conquistato da Djokovic a Torino. “È fantastico per il nostro Paese, ne sono molto orgoglioso. Non ho ancora guardato il telefono, ma sono sicuro che lui mi ha mandato un messaggio per congratularsi”. Lui, il 188 cm da Belgrado.

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