Su-Wei Hsieh chiude la carriera in singolare: ma forse ha ancora qualcosa da dire

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Su-Wei Hsieh chiude la carriera in singolare: ma forse ha ancora qualcosa da dire

La tennista taiwanese si dedicherà solamente al doppio dopo la sconfitta contro Anna Bondar nel primo turno delle qualificazioni allo Slam australiano

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Su-Wei Hsieh - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)
 

Si è chiusa con la sconfitta nelle qualificazioni dell’Australian Open 2024 la carriera in singolare di Su-Wei Hsieh. La tennista taiwanese, che aveva annunciato alla vigilia di Capodanno la decisione di dedicarsi solamente al doppio, è riuscita ad entrare nel tabellone di qualificazione per il primo Slam stagionale grazie al ranking protetto. Il sorteggio le ha regalato la sfida contro la testa di serie n. 11 del seeding, la magiara Anna Bondar, che non le ha lasciato scampo battendola in due set, comunque combattuti.

Termina così la carriera in singolare di una tennista che, nonostante in questa specialità non abbia raggiunto dei picchi eccelsi, senza dubbio ha dimostrato grande cinismo quando le si è presentata l’opportunità. Da notare, infatti, il suo score nelle finali disputate, che recita il 100% di successi. Per tre volte la classe 1986 (ha compiuto 38 anni lo scorso 4 gennaio), ha raggiunto l’ultimo atto di un torneo e ha sempre conquistato il titolo. Tre cartucce da spendere e tre bersagli colpiti in pieno. I primi due nel 2012, al Malaysian Open contro Petra Martic e al Guangzhou Open contro Laura Robson, e uno nel 2018 al Japan’s Women Open su Amanda Anisimova.

La sua carriera proseguirà, chissà per quanto ancora, in doppio, la sua comfort zone. Qui ha raggiunto la prima posizione nel ranking WTA e ha conquistato la bellezza di 32 titoli, tra cui 6 Slam e un’edizione delle Finals. Ma anche in singolare, come detto, si è fatta valere grazie alla sua classe. Al di là di tutte le occasioni in cui sembrava ad un passo dal ritiro e poi è ritornata, sembra quasi che Su-Wei Hsieh sia migliorata con il passare delle primavere. Non è un caso che abbia raggiunto il miglior risultato all’Australian Open nel 2021, al Roland Garros nel 2017 e a Wimbledon nel 2018. Se ci leggesse, le consiglieremmo di togliersi qualche soddisfazione ancora almeno in doppio, continuando a deliziare gli appassionati.

Fabio Barera

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