Australian Open, Zheng “Non ho colto le mie chance”

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Australian Open, Zheng “Non ho colto le mie chance”

La cinese è delusa dalla sua prestazione ma contenta del torneo: “Ho superato tanti ostacoli”. Non mancano gli applausi alla Sabalenka: “Non ero nervosa, lei ha fatto la differenza”

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Qinwen Zheng - Australian Open 2024
 

A 21 anni non c’è fretta. Eppure Qinwen Zheng è ambiziosa e scalpita più che mai. La testa di serie numero 12 dell’Australian Open, alla sua prima finale slam, si è arresa 6-3 6-2 a una Sabalenka attenta e quasi inarginabile. Le sue parole a caldo sono intrise di rammarico e voglia di rivalsa: contro la bielorussa avrebbe voluto dare di più. La delusione è potente e tutta da smaltire ma la Zheng, ora numero 7 al mondo, non si abbatte: ha tutte le intenzioni di trarre più frutti possibile da questa sconfitta. Tornare più forte è l’obiettivo dichiarato.

D: Ti è andata male oggi. Quali sono le tue considerazioni sulla partita? Cosa ha fatto la differenza e cosa l’ha resa così difficile oggi?  

ZHENG QINWEN: Sono partita piuttosto piano. In più non ho fatto il mio gioco. La differenza è stata all’inizio, quando non riuscivo a tenere il servizio. E più tardi, quando ho avuto la possibilità di strapparle il servizio da 40 – 0 e non sono riuscita a farlo. Si sa, sono piccoli momenti a fare la differenza. Quando giochi contro una Sabalenka di questo livello se non sfrutti queste possibilità la partita va via molto velocemente. È una giocatrice molto aggressiva: se ti lasci scappare una chance andrà sempre come oggi. Sulla partita non c’è altro da dire. Fondamentalmente penso che avrei potuto fare molto meglio di così.

D: Quanto eri nervoso prima della tua prima finale del Grande Slam? Non avendo mai vissuto un’esperienza simile come ti sei sentita nelle ore precedenti la partita, quando sei entrata in campo e durante il match?

ZHENG QINWEN: Se parliamo di nervosismo in realtà era tutto ok. Ho però iniziato in modo piuttosto lento. C’era una chance e non l’ho colta. Ma se parliamo di nervosismo, è andata bene. La differenza l’ha fatta Aryna, lei ha molto più rispetto alle altre giocatrici, toglie il ritmo. La differenza è tutta qui.

D: Aryna ha ovviamente uno stile di gioco molto aggressivo, sia al servizio che in risposta. È la giocatrice più intimidatoria da affrontare nel tennis mondiale al momento considerando tutti i suoi tiri?

ZHENG QINWEN: Direi che prima di tutto per giocare contro di lei credo sia importante tenere il proprio turno di servizio, perché anche lei ha un ottimo servizio. Ma non sono riuscita a farlo, soprattutto all’inizio, quando ero sotto 0-2. Sì, lei è ovviamente aggressiva ma bisogna tenere la palla più in campo più di lei e allo stesso tempo essere aggressivi come lei. Nel match di oggi non ho dato il meglio di me. È un vero peccato per perché vorrei davvero dare di più.

D: Alla luce della sconfitta in finale, è difficile convincersi ad avere pazienza visto che hai solo 21 anni? Ci potrebbe volere ancora molto tempo.

ZHENG QINWEN: Sì, in effetti è difficile. Forse devo lavorare di più sul mio tennis e anche sul mio lato mentale, lavorare di più su me stessa per essere in grado di superare questo momento. Perché se si perde, c’è una ragione dietro la sconfitta: dobbiamo cercare di capire perché per poi tornare più forti e migliori la prossima volta.

D: Congratulazioni per aver raggiunto la finale. È solo il tuo nono torneo importante e hai giocato per il titolo. Questo ti ha dato una ventata di positività?

ZHENG QINWEN: Sì. In generale si migliora un po’ alla volta. Ovviamente, credo che Sabalenka sia una delle avversarie più toste che abbia mai affrontato. Credo di dover migliorare ancora per essere in grado di affrontare questo tipo di situazioni la prossima volta.

D: Di cosa sei più orgogliosa di queste due settimane? Per cosa ti dai una pacca sulla spalla?

ZHENG QINWEN: Direi che ci sono state molte partite difficili per me lungo il percorso, e sono riuscita a resistere e a provare a vincere la partita anche se non stavo esprimendo il mio miglior tennis e non mi sentivo così bene. In realtà, penso di poter imparare tantissimo dalla sconfitta di oggi, spero solo che la prossima volta possa tornare migliore e più forte.

Martina Tomat

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