Mattarella: "Azzurri, in Coppa Davis ho visto un vero spirito di squadra" (Cocchi, Primavera) Campioni d'Italia (Guerrini) Sinner porta il tennis al Quirinale (Piccardi) Italdavis in festa, Sinner incoronato da Mattarella (Mei, Schito)

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Mattarella: “Azzurri, in Coppa Davis ho visto un vero spirito di squadra” (Cocchi, Primavera) Campioni d’Italia (Guerrini) Sinner porta il tennis al Quirinale (Piccardi) Italdavis in festa, Sinner incoronato da Mattarella (Mei, Schito)

La rassegna stampa di venerdì 2 febbraio 2024, in occasione della visita al Quirinale della Nazionale di Coppa Davis

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Sergio Mattarella e la Nazionale Italiana di Coppa Davis credits Sposito/FITP
 

Mattarella il Capitano. “In Coppa Davis ho visto un vero spirito di squadra” (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

«Il giorno della finale dell’Australian Open avevo alcuni impegni, quindi mi sono collegato dal 4° set. Questo ha giovato al mio umore, perché così non ho visto i primi due…». È un Sergio Mattarella entusiasta e appassionato quello che ieri ha accolto, nella sala degli Specchi del Quirinale, la squadra azzurra vincitrice di Coppa Davis a Malaga. Del gruppo faceva parte ovviamente anche Jannik Sinner, fresco vincitore degli Australian Open, che ha parlato a nome del gruppo. Un ruolo a cui non era, ancora abituato, quello dell’oratore…e che l’ha messo un po’ in imbarazzo, complici anche i compagni e un clima molto disteso nonostante l’ufficialità dell’evento: «È un grande onore essere qui – ha detto -, parlo non solo per me ma per tutta la squadra. Siamo ragazzi normali che, grazie anche al Capitano, sono riusciti a fare una cosa molto bella ed importante per questa nazione. A Bologna purtroppo non c’ero, il supporto di Berrettini é stato importantissimo: e a Malaga ho provato a dare il mio
contributo. La cosa importante però non é stata solo vincere, ma capirci e sentirci liberi in campo. Questa Coppa ci ha dato tante emozioni… Quest’anno ci sono le Olimpiadi: ognuno di noi proverà a fare del suo meglio anche lì. Il futuro non si può controllare ma speriamo che vada bene
». […] Il presidente Mattarella ha preso la parola dimostrando una grande competenza tennistica e una veni passione per questo sport e le imprese degli italiani: «Quando ho visto come rispondeva e colpiva Sinner, nel quarto set, ho capito che avrebbe vinto». Poi il saluto ai ragazzi, con i quali si è complimentato uno a uno, e al capitano: «Volandri è stato eccezionale nel suscitare quello straordinario e ammirevole spirito di squadra che si è visto in quei giorni, per la preparazione e le scelte. […] Dopo il rompete le righe, sul piazzale del Quirinale, i giocatori sono arrivati alla spicciolata, contenti di questa giornata particolare. Jannik è rimasto colpito dal Presidente che citava la finale di Cile 1976 e le finali di Pietrangeli: «Conosce la storia del tennis meglio di me…» […] Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è complimentato per il lavoro della Federazione e ha auspicato un’Olimpiade indimenticabile per i colori azzurri: «L’unica ed ultima medaglia del tennis è un bronzo, vinto da Uberto De Morpurgo alle Olimpiadi di Parigi, nel 1924 e le Olimpiadi quest’anno sono di nuovo a Parigi. Abbiamo grandi giocatori e giocatrici, singolare, doppio, misto: mi auguro potremo festeggiare più di una medaglia».

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“Azzurri, vi ringrazio per lo spirito di squadra” (Erika Primavera, Il Corriere dello Sport Stadio)

L’immagine è quella del Presidente Mattarella che, in una pausa dagli impegni istituzionali, accende la tv solo all’inizio del quarto set tra Sinner e Medvedev. Un gesto che «ha giovato al mio umore», scampato all’ansia di un match scivolato pericolosamente verso l’abisso prima della metamorfosi. A quel punto «ero sicuro che avrebbe vinto, perché ho visto la sua tranquillità» La Sinner-mania fa tappa al Quirinale con l’incontro annunciato all’indomani del trionfo che il 26 novembre scorso ha tinto di tricolore la Coppa Davis, poi slittato per riuscire a mettere insieme tutti i protagonisti. Nel frattempo è successo che dall’altra parte del mondo la storia ha fatto un altro salto in avanti, con un Slam al maschile conquistato dopo 48 anni. Festa doppia, dunque. […] L’appuntamento è alle 16, ma alle 15.23 gli azzurri sono già schierati e seduti elegantissimi in prima fila, completo scuro e cravatta impreziosita dal logo della Davis. Sinner, Berrettini, Musetti, Sonego, Bolelli, Vavassori e Arnaldi, oltre ovviamente a capitan Volandri. C’è pure la leggenda Nicola Pietrangeli, a sancire il passaggio di testimone da Santiago 1976 a Malaga 2023. «Quarantasette anni di attesa per un altro successo sono un lungo periodo – ricorda Mattarella – Ma non è solo per questo che vi ringrazio a nome di tutti i nostri concittadini, è per lo spirito di squadra, la coesione, la normalità dei comportamenti». L’elogio della semplicità si sublima nel viso timido dì Sinner, emozionatissimo: «È un grande onore essere qui, parlo anche per tutta la squadra. Siamo ragazzi normali che con il nostro capitano sono riusciti a fare una cosa molto bella e imputante per il Paese». […] E il presidente della FITP, Angelo Binaghi, è lì a fare i conti che tornano, e torneranno ancora: «Quando nel 2021 la Nazionale di caldo campione d’Europa fu ricevuta al Quirinale insieme a Berrettini, finalista a Wimbledon, dissi: “Presidente, presto torneremo da lei vincitori anche noi”». Detto fatto, con l’auspicio che «questa emozionante giornata diventi una splendida consuetudine». Una certezza anche per Mattarella, e qui la passione sportiva del Presidente si materializza in dettagli, date, aneddoti. Dalla semifinale di Davis del 1960 con Pietrangeli e Sirola sugli Stati Uniti, alla finale con l’Australia a Malaga, passando per il 1976 di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli. «Sono convinto che l’intervallo per le prossime vittorie non sarà lungo». Senza dimenticare che questo è un anno olimpico. «Sono 100 anni che non vinciamo una medaglia nel tennis ai Giochi, è ora di sfatare il tabù», dice il presidente del Coni, Malagò. […] Sinner lo sa. La terra rossa del Roland Garros è nel mirino anche in ottica cinque cerchi. «Ci sono le Olimpiadi, ognuno di noi proverà a fare il meglio anche lì». Ma tenendo sempre a mente che «la cosa più importante è sentirci liberi in campo e ridere anche se le cose non vanno bene». Ancora una volta «semplicità e sobrietà» sottolineate e apprezzate da Mattarella, che poi scherza con l’azzurro […] prima di tornare serio: «Ora in tanti si aspetteranno che lei vinca sempre, ma è bene che non le si metta alcuna pressione perché quello che conta è l’impegno». Il Quirinale è stata l’ultima fermata della tre giorni con Jannik a rincorrere impegni istituzionali, mediatici e fotografici per le strade di Roma. La prossima cosa che rincorrerà Sinner; finalmente, sarà una pallina da tennis.

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Campioni d’Italia (Piero Guerrini, Tuttosport)

La passione ha anche una memoria, una storia. Lo ha ricordato Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica che ama il tennis. Altrimenti non ricorderebbe sfide di Coppa Davis del 1960 […] e non citerebbe il risultato della finale di doppio a Melbourne, né racconterebbe il cammino dell’Italia nella Coppa portata a casa dalla Spagna dopo 47 lunghi anni. E forse è questo l’ultimo frammento che Jannik ha mandato a memoria, ha imparato, dice lui. La tre giorni di festa è finita in gloria, sorrisi divertiti e felici di ritrovarsi, speranze che sono impegni. Jannik Sinner, il nuovo monumento italiano, l’eroe suo malgrado ancora una volta protagonista. Ancora una volta capace di dire: «È un grande onore, per tutti noi. E con me ha usato parole molto belle ma anche semplici. Ed è questo che mi è piaciuto. Il Presidente conosce la storia del tennis, la sa meglio di me. E’ stato un onore, ho imparato tanto da lui. Posso dire che il Presidente è una persona semplice e umile». Jannik Sinner capoclasse suo malgrado, ma felice di essere portavoce e parte della squadra. Così, dopo un sorriso divertito e forse spinto anche dalla timidezza, si è lanciato in un discorso a braccio, senza foglietti, guardando il pubblico selezionato nella sala del Quirinale, in cui ricorrono le magiche parole della sua convinzione: sacrificio, lavoro, voglia di sorridere, per un futuro che non si può conoscere, ma si deve dare tutto per provare a renderlo migliore […]. Un Sinner caricato da una cena con 4 primi alla Taverna Trilussa che era il rifugio di Federer a Roma: «Per noi è un onore essere qui, parlo non solo per me ma per tutta la squadra. Portare qui un successo dopo 47 anni rappresenta una squadra con tanto sacrificio, ma soprattutto la voglia di vincere: siamo tutti ragazzi normali, ognuno di noi ha le sue caratteristiche e grazie anche al capitano siamo riusciti a fare una cosa molto bella e anche molto importante per questa Nazione. Da Bologna, dove abbiamo sofferto tanto […] siamo riusciti a tirarci fuori da una situazione molto difficile, poi dopo ho provato a dare il mio contributo e a Malaga abbiamo giocato un ottimo tennis. Ma la cosa più importante non è solo vincere ma capirci, risentirci liberi nel campo e soprattutto essere felici e ridere anche quando le cose non vanno benissimo. Alla fine portare questa coppa qua ci ha dato tantissime emozioni e credo che ognuno di noi deve ringraziare non solo tutta la gente che c’è qua ma tutta quella che sta guardando da casa». La citazione per Berrettini non manca mai. La prima fila non ha una composizione casuale. A guardare la Coppa da destra Lorenzo Sonego, Simone Bolelli, Matteo Arnaldi, Jannik Sinner, il presidente Fitp Angelo Binaghi, il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il Presidente Mattarella. E a fianco dall’altra parta il presidente del Coni Giovanni Malagò, la leggenda Nicola Pietrangeli, capitan Filippo Volandri, Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Andrea Vavassori. Belli e giovani e amici, ognuno con il suo carattere e spirito. Uno spot vincente per lo sport italiano e per la nostra gioventù. Ragazzi seri, impegnati in uno sport faticoso che ti fa spesso perdere l’idea di dove sia casa. Sinner porta anche un regalo […], la sua racchetta, la Head cinta da un nastro tricolore. C’è un omaggio anche dalla Federazione Tennis e Padel condotta dal presidente Angelo Binaghi. Che ha potuto mostrare il suo orgoglio, confermando l’idea di non voler fermarsi. L’unica sua preoccupazione è che questo Sinner ormai non possa camminare tranquillo per strada in nessun angolo d’Italia. Già immaginiamo la passione di Roma per gli Internazionali e per Torino alle Atp Finals di cui sarà sicuro protagonista. Binaghi ha la fiducia di chi analizza i fatti: «Abbiamo vinto grazie a un gruppo di ragazzi straordinari. Sono bravi ragazzi oltre che dei grandi campioni» e l’ottimismo di chi analizza i risultati e i progressi di una squadra giovane, con un fenomeno 22enne, ma tanti campioni in crescita e uno in fase di recupero: «Sono sicuro che non passeranno altri 47 anni per tornare da lei a celebrare i prossimi successi». Nel mezzo: «Si ricorderà due anni fa quando invitò me e Matteo Berrettini, fresco finalista di Wimbledon. insieme alla squadra nazionale di calcio vincitrice degli Europei, le dicemmo: “Vedrà che presto torneremo da vincitori anche noi”. Ce l’abbiamo fatta. La Coppa Davis è la competizione più bella che c’è nel tennis, in uno sport dannatamente individuale è l’unica che ti permette di giocare per la tua famiglia, la tua comunità, il tuo Paese. E questo ti dà emozioni che la rendono la più affascinante. La nostra missione prioritaria non è vincere le medaglie, ma la conseguenza del diffondere il tennis, lo sport in tutto il Paese e tutte le fasce sociali. […] Ce la metteremo tutta perché questa emozionante giornata possa diventare una splendida consuetudine nei prossimi anni». Ma il vero protagonista è il Presidente Mattarella, appassionato e competente e dotato di ironia. «La finale di Sinner era di domenica e avevo impegni, ho cominciato a guardarla dal 4° set e questo è stato un bene per il mio umore. Appena ho guardato sono stato sicuro che avrebbe vinto, era evidente». E il suo racconto della Davis ha seguito per filo e per segno gli eventi, le difficoltà di Bologna con il Canada: «Utili per forgiare tattica e spirito di squadra», fino alla semifinale «decisiva» con la Serbia e il trionfo sull’Australia. Mattarella però ha dimostrato di essere un vero sportivo, un vero allenatore con il suo finale di discorso: «Ora molti si attenderanno che lei vinca ovunque, noi siamo certi che giocherà al meglio. È giusto che non le si faccia nessuna pressione, come hanno fatto i suoi genitori, perché l’importante è l’impegno che ci mette». E così per i Giochi e la Davis: «Nessuna pressione, ma sono sicuro che non passeranno altri 47 anni».

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Sinner porta il tennis al Quirinale. Mattarella «Grazie per i successi e soprattutto per i vostri valori» (Gaia Piccardi, Il Corriere della Sera)

Se non è la prima volta con la cravatta […] poco ci manca. La roboante tre giorni romana di Jannik Sinner campione dell’Australian Open si conclude al cospetto del presidente Mattarella, l’occasione richiede l’abito scuro, la festa al Quirinale è doppia: oltre alla Davis riconquistata 47 anni dopo il Cile […], il primo Slam in 48 anni. Ci sono i presidentissimi che non si amano, Malagò […] e Binaghi […], abili a scambiarsi cortesie in pubblico senza nominarsi mai, c’è il ministro dello Sport Abodi, c’è la Nazionale al completo incluso Matteo Berrettini, che rientrerà a marzo, Mattarella fa gli onori di casa […], poi tocca a Jannik. Il pensiero del discorso al Quirinale, a Melbourne, lo aveva agitato ben più della finale con Medvedev, in Australia non aveva avuto tempo di scriverlo […] e allora ieri è andato a braccio, soffocando una risata da scolaro in gita quando il protocollo l’ha scaraventato davanti al microfono, con gli occhi della Sala degli specchi addosso. «Siamo tutti ragazzi normali che sono riusciti a fare una cosa bella e importante per il Paese. Ci siamo capiti e sentiti liberi in campo, abbiamo riso anche quando le cose non andavano benissimo. Quest’anno ci sono le Olimpiadi e ognuno proverà a dare il meglio anche lì». L’effetto-Sinner ha dato brividi profondi alla Capitale. Jannik ha stretto la mano a ministri di cui non sospettava l’esistenza, messo a soqquadro le stanze del potere, creando lunghe file di funzionari pronti a tutto per un selfie, ha cenato a Trastevere […] e fatto aprire il Colosseo per una visita […] privata. Ha avuto un assaggio di cosa significa entrare nel cuore degli italiani, diventando nazionalpopolare al punto da poter dire no grazie al festival di Sanremo. «Andare in giro con Sinner ormai ricorda cosa succedeva a Napoli con Maradona» sorride Binaghi, che va verso il tutto esaurito sia agli Internazionali d’Italia che alle Atp Finals. Insieme al record di medaglie dell’Italia ai Giochi giovanili di Gangwon, appena conclusi, i confini in espansione di Sinnerlandia […] sono il miglior viatico verso Parigi, l’Olimpiade alle porte. «In Francia sfateremo altri tabù» promette Malagò ricordando il barone De Morpurgo bronzo olimpico nel ’24, prima e ultima medaglia del tennis. Ma questo non è più lo sport elitario ante-guerra, è la festa di tutti grazie a Jannik Sinner, il ragazzo impettito e a disagio dentro le formalità del Quirinale, ridanciano e scravattato appena fuori, diretto verso l’aeroporto e il volo privato per Nizza, e da lì Montecarlo, dove ritroverà l’amato tennis in cima a 72 ore di lucide follie. Al Quirinale, infiocchettata in un nastro tricolore, resta la sua racchetta con dedica a Mattarella, la data della conquista della Coppa Davis […] a futura memoria. E ad maiora.

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Italdavis in festa da Mattarella (Piero Mei, Il Messaggero)

Il Presidente Mattarella prende in mano la racchetta di Jannik Sinner e sorride. È il regalo per lui dei cavalieri che fecero l’impresa, che fu, due mesi fa […], la conquista della Coppa Davis. «Quarantasette anni fa, vincono. Jannik, giacca scura che voi naturalmente neanche eravate nati» ha sorriso Mattarella, che invece, almeno da quel che ha fatto capire della sua conoscenza sportiva, l’avrà certo guardata. […] Perché parlando di tennis […] il Presidente ha ricordato un match del 1960 […], ha ripercorso a braccio il percorso che ha portato nella Sala degli Specchi del Quirinale la Coppa Davis che lì riluceva ricordando la sequenza del tabellone e poi ha raccontato di domenica scorsa «che ho potuto guardare la finale di Melbourne solo dal quarto set e quando ho visto non ero di buonumore ma poi ho pensato subito che Sinner, sereno e tranquillo com’era, avrebbe vinto». Probabilmente, gli avessero chiesto, Mattarella avrebbe rammentato pure la velocità di certi servizi di Jannik. Era un’atmosfera felice nella Casa degli Italiani, e del resto poche cose rendono felici gli italiani quanti i loro campioni dello sport che spesso vincono. […] Le Olimpiadi aleggiano. Mattarella sorride quando dice «non diamo pressioni» e ricorda l’insegnamento dato a Jannik dai suoi genitori. Anche il Presidente del Coni Malagò parla di Giochi, appena chiusi vincendo i Giovanili in Corea, e quelli che verranno, sottolineando il centenario dell’unica medaglia azzurra del tennis […] e sollecitando l’aggiornamento. Il Presidente della Federtennis Binaghi ha ricordato che due anni fa fu al Quirinale con Berrettini finalista a Wimbledon e il calcio vincente europeo: «Avevo detto: la prossima volta verremo da vincitori noi, promessa mantenuta». Era orgoglioso dei «ragazzi in gamba». Che sempre più saranno. «L’attesa è stata lunga non per voi che non eravate nati, ora l’intervallo sarà meno lungo anche grazie ai ragazzi che state sospingendo a praticare il tennis» ha detto anche Mattarella. Che ha voluto ringraziare e nominare uno per uno Musetti, Sonego Arnaldi, Bolelli, Vavassori, Berrettini […] e Capitan Volandri, che «prima e durante» (bella sottolineatura…) ha saputo scegliere e trasmettere serenità e consigli tecnici. Diceva Sinner che «il futuro non puoi controllarlo, speriamo vada bene». E Berrettini: «E’ un momento bellissimo per il tennis italiano, Jannik ha fatto un miracolo e userò questa energia per il mio tennis. Le parole di Jannik mi fanno piacere perché sono vere, mi è stato vicino dopo Malaga, siamo diversi ma simili. Rincorriamo tutti e due un sogno, ho sempre saputo che avrebbe fatto grandi cose. C’è un stato un Rinascimento del tennis italiano, questi successi fanno bene al tennis e credo che un momento così è raro in qualsiasi sport». Ascoltando Mattarella, a Jannik è venuto il desiderio di saperne di più sulla storia del tennis: quella passata potrà studiarla […], quella attuale la scriverà. La piazza era circondata da tifosi in attesa del passaggio del re che per scettro ha una racchetta. «Nessuna pressione, però…» per dirla, sorridendo, con il Presidente. Gli specchi della Sala avevano moltiplicato la famosa insalatiera. Chissà…

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Sinner incoronato da Mattarella (Francesca Schito, Il Tempo)

L’ultima tappa del tour capitolino di Jannik Sinner è stata ieri al Quirinale. Un’occasione per celebrare due vittorie, quella degli Australian Open ma soprattutto quella dell’Italia campione di Davis. Alla presenza del presidente del Coni, Giovanni Malagò, del ministro dello Sport, Andrea Abodi e del presidente della Fitp, Angelo Binaghi, la squadra capitanata da Filippo Volandri, composta dal 22enne di Sesto, da Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi e Simone Bolelli, con la felice aggiunta di Matteo Berrettini e Andrea Vavassori, ha incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sinner ha regalato una racchetta al Capo dello Stato. Mattarella ha fatto i complimenti agli azzurri: «Avete avvicinato i giovani al tennis e in Australia l’entusiasmo si è rinnovato con la vittoria di Sinner. Ho guardato solo dal 4° set, ho avuto subito la certezza che avrebbe vinto. È stato un grande successo. Ringrazio tutta la squadra, il lavoro del capitano e anche Berrettini. Ho seguito il vostro percorso, perdendo una sola partita: 47 anni sono stati un lungo periodo, in quei giorni avete manifestato coesione e spirito di squadra. C’è stato grande valore umano, oltre a quello sportivo». La replica di Jannik: «Parlo a nome della squadra, è un onore essere qui. Grazie al capitano abbiamo formato una squadra, portando la Coppa dopo 47 anni. Dobbiamo dare credito a Berrettini che ha sostenuto la squadra, abbiamo riso anche quando le cose non andavano bene. La Coppa ci ha portato tante emozioni». Proprio Berrettini ha fatto un punto sul suo momento personale: «I ragazzi se lo sono meritato, mi sono goduto un momento bello del tennis. Sinner ha fatto un miracolo, userò questa energia anche per il mio tennis. Siamo diversi ma simili, rincorriamo un sogno uguale. Sto meglio, non ancora al 100%. A breve capiremo dove rientrare. L’obiettivo è giocare a lungo e non continuare a fermarsi, questa cosa mi distrugge corpo e fisico». Grande soddisfazione per il numero uno della Fitp, Binaghi: «Sono sicuro che non passeranno altri 47 anni per celebrare un altro successo, questa giornata vogliamo diventi una consuetudine nei prossimi anni. Abbiamo mantenuto la promessa del 2021, quando siamo venuti con Berrettini dopo Wimbledon e abbiamo detto che saremmo tornati con la Coppa. Poi Sinner ha fatto un’impresa straordinaria a Melbourne. La Davis ti permette di lottare per i tuoi compagni e il tuo paese, rendendola affascinante come nient’altro». Il presidente del Coni già guarda al futuro: «La storia parte a novembre, si è impreziosita della vittoria di Jannik a Melbourne. La Federazione è stata brava a darci la soddisfazione. Sono stati squadra, vedremo ai Giochi: […] è ora di rompere questo tabù. Siamo nell’anno olimpico, torniamo a Parigi dopo cento anni e al Roland Garros. […] Da quel giorno aspettiamo una medaglia».

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