ATP Dubai: rimonte per Murray, Bublik e Rublev. Korda senza problemi, ok Van de Zandschulp

ATP

ATP Dubai: rimonte per Murray, Bublik e Rublev. Korda senza problemi, ok Van de Zandschulp

Esordio in salita per Sir Andy che piega Shapovalov in tre set. Stesso destino per il kazako e il russo che ribaltano e piegano le resistenze di Machac e Zhang. L’americano si sbarazza senza affanni di Kotov mentre l’olandese fa fuori Mannarino

Pubblicato

il

Andrey Rublev - Rotterdam 2024 © Alyssa van Heyst Photography 2024
 


Dopo aver visto trionfare la nostra Jasmine Paolini nel primo Masters della sua carriera, Dubai si appresta a vivere altri straordinari momenti di tennis con il torneo del circuito maschile, con la prima giornata che non ha lesinato spettacolo. Nel primo turno dell’ATP 500 sono arrivati i primi verdetti che vedono Sebastian Korda andare sul velluto con Pavel Kotov capace di racimolare solo due game nel 6-0 6-2 subito. L’americano incontrerà al secondo turno Botic Van de Zandschulp, con l’olandese che ha la meglio su Adrien Mannarino con il punteggio di 7-6(3) 7-5. Ricorrono al terzo set, invece, Andy Murray e Sascha Bublik autori di due belle rimonte ai danni di Denis Shapovalov e Thomas Machc. Il britannico si impone 4-6 7-6(5) 6-3 mentre il kazako la spunta con lo score di 2-6 6-3 7-6(5).

S.Korda b. P.Kotov 6-0 6-2

Era sicuramente il favorito della contesa ma aspettarsi un 6-0 6-2 non era il più scontato dei pronostici. Sebastian Korda fa la voce grossa contro Pavel Kotov e accede agevolmente al secondo turno dell’ATP 500 di Dubai senza il benché minimo grattacapo, in un match che non ha mai avuto storia. 55 minuti di accademia per il classe 2000 che impone subito il proprio gioco strappando subito la battuta al russo. L’americano è pulito e senza sbavature, il numero uno alla casella degli errori gratuiti lo testimonia nel primo set. Il russo non riesce a tenere il servizio neanche una volta e il bagel è dietro l’angolo. 6-0 e avanti con il secondo round. Proprio quando ci si aspetta un monologo, l’americano si appisola. Una distrazione, nulla più. Uno dei due game portati a casa dal numero 63 del ranking è un break ai danni dello statunitense che prontamente restituisce il favore, piazzando il break altre due volte e scrivendo un 6-0 6-2 sul velluto.

B.Van de Zandschulp b. [6] A.Mannarino 7-6(3) 7-5

Sarà Botic Van de Zandschulp il prossimo avversario di Sebastian Korda nel secondo turno. L’olandese è autore di un ottimo esordio a Dubai battendo in due set lottati un Adrien Mannarino che viene meno nei momenti cruciali, con il rammarico di qualche errore sanguinoso di troppo sul groppone. Il primo set è una battaglia che vive di momenti altalenanti dove è il tennista dei Paesi Bassi ad accelerare per primo, per poi essere subito riagguantato nell’economia del parziale. Bravo il francese a non mollare quando sotto 3-1 è costretto ad annullare una palla break che avrebbe avuto il sapore della condanna. Non solo tiene il turno di battuta ma rimette in equilibrio il computo dei game. Sul 5-5 però lascia il servizio a 15, ma l’avversario non chiude il discorso rimandando tutto al tie break. Al cambio campo è 5-1 per Botic che, con un doppio fallo, prova a rimettere il transalpino in corsa. Stavolta niente rimonta ed è 7-3 che regala l’1-0 al numero 75 del ranking. Il secondo set è meno frizzante dal punto di vista dei ribaltoni, entrambi riescono a mantenere il servizio senza concedere palle break anche se negli scambi sembra il classe 1988 ad essere più in difficoltà. Sarà il preludio allo strappo decisivo, con Adrien che manca l’appuntamento con il tie break e crolla nel dodicesimo gioco arrendendosi 7-5.

A.Murray b. [PR] D.Shapovalov 4-6 7-6(5) 6-3

Il match più interessante per quanto concerne i grandi ritorni. Murray e Shapovalov sono due giocatori che, con metodologie, accorgimenti e percorsi diversi stanno cercando di ritrovare la giusta direzione e di tirarsi via da un periodo negativo. Il derby della convalescenza inizia a rilento, con il canadese leggermente più falloso ma senza pagare dazio tanto è vero che fino al 4-4 nessun game arriva ai vantaggi, figuriamoci offrire palle break. Nel nono game e con il britannico al servizio ecco arrivare la chiamata al sorpasso per l’attuale numero 120 del mondo. Lo scambio più lungo della partita produce due palle break per il canadese, risposta meravigliosa di rovescio sulla linea e quando sembra tutto apparecchiato alla perfezione, Shapo spara il dritto in corridoio. Poco male, dopo un altro scambio reiterato è lo scozzese a sparacchiare con il rovescio e concedere all’avversario il primo allungo del set. I due ace nel gioco successivo facilitano non di poco il compito a Denis che mette la testa davanti e chiude 6-4 il primo parziale.

Nel game di apertura Murray deve lottare anche con qualche svista arbitrale, provvidenziali i tre challenger positivi con cui tiene il servizio. Shapovalov pasticcia due volte con il dritto e concede un’inaspettata palla break, prontamente annullata con un comodo serve and volley. Due servizi vincenti a rimettere a posto un game complicato. Fioccano le palle break con lo scozzese che, con la seconda, annulla una palla break beneficiando di un errore di rovescio del rivale. La partita si scalda ma vive un momento non di altissimo tennis quando il classe 1999 è disastroso nel quarto game, condito da due doppi falli e battuta persa. Sir Andy sentitamente ringrazia. La generosità è di casa in questa partita, sul 3-1 il britannico rispedisce al mittente il regalo con tanto di fiocco con due facili rovesci inghiottiti dalla rete. 3-3 e si ritorna on serve. Si va al tie break dove è il tre volte vincitore Major il primo a voler scappare via ma Shapo non demorde e riporta il punteggio in parità 5-5. Poi ecco la spiegazione di come un giocatore così talentuoso abbia raccolto così poco. Doppio fallo e seconda abbondantemente fuori per mandare l’avversario a servire per allungare il match. Il figlio di Edimburgo non se lo fa dire due volte ed è 1-1. E’ una mazzata psicologica per un giocatore così fragile. Gli strascichi si vedono e si sentono, Denis è con la testa ancora su quel doppio fallo e Murray sente chiaramente l’odore del sangue. Il break in apertura è la lapida sulla partita, nessun sussulto o presunto tale con il canadese che non si concede neanche l’ultima chance per riprendersi il servizio, anzi cede di schianto 6-3. Un’altra grande rimonta dell’immortale ex numero 1 al mondo.

A.Bublik b. T.Machac 2-6 6-3 7-6(5)

Con tanta fatica ma Alesander Bublik riesce a spuntarla al termine di una battaglia di quasi due ore contro Thomas Machac che saluta Dubai, ma lo fa a testa altissima. La partita, fedele specchio del suo vincitore, è a due volti con un round a testa per poi giocarsela ad armi pari nel terzo e decisivo parziale. Il kazako scende in campo ma una delle sue migliori armi rimane negli spogliatoi. Le solite bordate al servizio sono fuori misura, senza ace all’attivo e un misero 59% di prime servite è difficile essere incisivi. Le percentuali di battuta non sorridono neanche al ceco ma il numero 65 al mondo metterà a referto 16 vincenti alla fine del primo parziale che gli torneranno utili per accaparrarsi il primo set. Sul 2-2 Sascha si inceppa e cede all’avversario due volte il servizio, una striscia di 4 game di fila che firma un 6-2 senza particolari recriminazioni. Il secondo set scivola via in modo rapido, con un solo 30 come massimo risultato in risposta. Quando sembra regnare un equilibrio granitico, è il numero 23 al mondo a scoprirsi chirurgico nel piazzare un fondamentale break nel sesto gioco e garantirsi l’opportunità di trascinare la partita al terzo chiudendo 6-3. Sulle ali dell’entusiasmo Sascha prova a fare suo il match quando vola 3-1 e ha ben tre occasioni per mettere il lucchetto alla partita. Il classe 2000 trova le energie per ribellarsi ad un risultato che sembrava incanalato così non solo salva il turno di servizio, ma fa valere una vecchia e amara regola del tennis. Break fallito, break subito. 3-3 e partita riaperta. Altro rammarico per Bublik quando sul 6-5 ha sulla racchetta il modo di scrivere la parola fine. Niente da fare, tie break sia. Questa volta non trema la mano dell’estroso kazako che chiude 7-5 e si regala una grande rimonta che vale il secondo turno.

[2] A.Rublev b. Z.Zhang 6-7 6-2 6-4

L’ennesima rimonta di giornata ha un’altra firma prestigiosa, quella di Rublev. Il russo è chiamato a riscattare la cocente sconfitta contro Jakub Mensik a Doha, con i tifosi arabi che non hanno assistito alla sua versione migliore. L’esordio a Dubai è il più classico dei pressure test con il solido Zhang che mette alla prova i non sempre eccepibili nervi di Andrej. Il primo parziale non concede spiragli ad entrambi i giocatori che si limitano a conservare i propri turni di battuta, con il tie break che si profila all’orizzonte. Scenario gradito al cinese con un terno a lotto che può favorire anche il tennista svantaggiato. Detto fatto, anche se ad onor del vero anche la testa di serie numero 2 non si comporta come tale e, in vantaggio 4-1, incassa sei punti di fila che lo portano a cedere inaspettatamente il primo set. La tenuta mentale del numero 5 al mondo risponde bene, si rimbocca le maniche e decide di andare a braccio sciolto facendo leva sui valori in campo. Rublo inizia a martellare e nel terzo e settimo game strappa la battuta all’avversario che inerme incassa i vincenti dell’avversario, saranno 12 a fine secondo set. Il nativo di Mosca è inavvicinabile sul proprio servizio concedendo in un’unica occasione di essere avvincato a 30. 6-2 e sotto con il terzo e decisivo parziale. Se prima il braccio era sciolto, ora è un ferro caldissimo con il dritto che diventa un fattore. Il classe 1997 prende letteralmente a pallate il numero 46 del ranking che non può non capitolare. Avviene di nuovo nel terzo gioco quando un suo dritto mandato in corridoio produce palla break per Andrej che continua a mandare a zonzo il rivale e concretizza l’occasione. Sembra finita ma l’atleta di Shangai ha un moto d’orgoglio procacciandosi due opportunità del pronto contro break. Commovente il tentativo ma quando il dritto del moscovita è in palla sono dolori, figuriamoci quando è aiutato dal servizio. Il classe 1996 prova a resistere sino all’ultimo punto ma non c’è niente da fare, onorevole resa con un 6-4 che fa avanzare Rublev al secondo turno.

Manuel Ventriglia

Continua a leggere
Commenti
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement