ATP Indian Wells, Nardi batte l'idolo Djokovic: "Lo ricorderò per tutta la vita, ma il suo poster non lo tolgo" [AUDIO]

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ATP Indian Wells, Nardi batte l’idolo Djokovic: “Lo ricorderò per tutta la vita, ma il suo poster non lo tolgo” [AUDIO]

“L’unico vantaggio che ho avuto è che non mi ha visto mai giocare” così il pesarese nuovo top 100, dopo l’exploit su Djokovic. “Jannik Sinner? Noi tennisti italiani lo ammiriamo”

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Ha definito questo successo “un miracolo”. Luca Nardi da Pesaro è la faccia sorridente del tennis italiano della notte appena trascorsa. A Indian Wells, da lucky loser manda a casa tale Novak Djokovic 6-4, 3-6, 6-3 al termine di una gara fantastica, conclusa con un terzo set da 16 vincenti e 4 gratuiti: “E’ una sensazione incredibile. Non potevo nemmeno immaginare di giocare una partita contro di lui e ora l’ho anche battuto. Quindi per me è un sogno diventato realtà”.

Il ventenne pesarese ha ammesso di essere un grande fan di Novak: “Ho un suo poster sulla porta della camera da letto. Ogni sera che vado a letto vedo Novak: ce l’ho e penso che lo terrò”.

La vittoria di Nardi parte da lontano: eliminato dalle qualificazioni da Goffin, è entrato in tabellone da ripescato e poi ha battuto nell’ordine Zheng e Djokovic: “Se qualcuno me l’avesse detto dopo la sconfitta con il belga, gli avrei dato del “pazzo”. Nessuno poteva immaginarlo anche perchè ero il terzo Lucky Loser. Non sono mai riuscito a battere un top 50. E, invece, qui ho battuto Zhang al primo turno e ora Nole”.

Quando Luca ha pensato realmente di poter battere il n. 1 al mondo?

”Prima della partita ho parlato con il mio allenatore e gli ho detto che non avrei voluto perdere 6-1 6-1. Ho cominciato bene e dopo tre o quattro game ho avuto buone situazioni. Durante gli scambi sentivo buone sensazioni e lì che ho capito che avrei potuto vincere”.

Il pubblico lo ha sostenuto addirittura cantando il suo nome: “Ho cercato di non ascoltare troppo il pubblico. Stavo solo cercando di concentrarmi su quello che dovevo fare. Ma dopo la partita, i miei allenatori mi hanno detto che tutti facevano il tifo per me. Incredibile! Djokovic è il miglior giocatore di sempre e quindi penso che terrò questo momento per me, per il resto della mia vita”.

Il pesarese balza in Top100 e al momento sarebbe n. 96 al mondo, un grande obiettivo raggiunto agli inizi di marzo con tutta una stagione ancora a disposizione. Adesso nel mirino c’è Tommy Paul, nome del suo prossimo avversario, conosciuto in conferenza stampa:Non avevo controllato il tabellone! Grazie per avermelo fatto sapere. Preparerò la partita con i miei allenatori. Sarà molto dura perchè sta giocando molto bene. Mi piace il suo gioco, il suo stile. […] Una settimana fa non sapevo neanche dove sarei andato, e ora giocherò contro Tommy Paul. Devo cercare di restare il più calmo possibile senza pensare a cos’è successo in questo match“.

Poi torna sul successo ottenuto sul serbo:Ho 20 anni e vedo le sue partite da dieci. L’unico vantaggio che ho avuto è che non mi ha visto mai giocare. Quindi di sicuro è stata una sorpresa per me essere protagonista negli scambi lunghi.

Il suo braccio non ha tremato quando è andato a servire per il match: “Le palle erano quasi nuove e sapevo di aver avuto qualche problema al servizio con qualche doppio fallo. I miei allenatori sanno che quando non trovo la prima di servizio, poi sono molto nervoso sulla seconda. Quindi nell’ultimo turno di servizio del match ho cercato sempre di giocare la prima di servizio”. 

Tanti italiani di successo nel tour ATP: c’è qualche segreto o è merito anche di Jannik?

“Non so se ci sono dei segreti. Ma di sicuro, come me, tutti i giocatori italiani ammirano Jannik per quello che sta facendo. Ho avuto la possibilità di allenarmi con lui molte volte. Cerco sempre di imparare da lui, perché è un ragazzo molto simpatico, un gran lavoratore ed è molto bello quello che sta facendo per l’Italia, per il nostro Paese, per il tennis italiano che ora sta diventando anche più popolare. Spero di potermi unire a lui con i risultati, nella vita mai dire mai”.

Un po’ controcorrente Nardi su un tema sempre più attuale nel mondo dello sport. Lavoro sotto l’aspetto mentale? Mi spiace dirlo ma in realtà no, ho solamente lavorato bene e duramente nelle ultime settimane. Non ho avuto un inizio di stagione positivo perché mi sono storto la caviglia e non ho potuto lavorare con costanza”. 

Nota di Ubaldo: Oggi, quasi più del solito, Ubitennis è “sepolto” da notizie e servizi anche clamorosi tutti pubblicati dalle 19 in poi: le ATP Finals che resteranno a Torino fino al 2027, per poi andare probabilmente a Milano per altri 3 anni, un’intervista-ritratto straordinaria alla Potapova, avversaria di Jasmine Paolini, interviste di Nardi e Djokovic da Indian Wells, dopo la cronaca del match più sorprendente del terzo millennio, il doppio Sinner-Sonego che, pur sconfitto da Zeballos e Granollers, ha consentito un’audience su SKY quasi record per un match di doppio video esclusivo di Binaghi a Palazzo Vecchio, rassegna stampa con tutti gli articoli scritti su Sinner dopo il record di 17 vittorie che gli ha consentito di superare Panatta, la Davis in esposizione prima a Palazzo Vecchio e poi al CT Firenze. Insomma, appello ai lettori: Scorrete la home page di Ubitennis fino in fondo, proprio all’ultimo, e troverete di tutto e di più.

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