Sulla sedia dell’arbitro a Monte Carlo: l’errore (perdonabile) di Aurélie Tourte

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Sulla sedia dell’arbitro a Monte Carlo: l’errore (perdonabile) di Aurélie Tourte

Sinner-Tsisipas: semifinale quasi decisa da un errore madornale dell’arbitro. Sinner insegna: “bisogna accettarlo”

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Aurélie Tourte

Una semifinale combattuta

La semifinale tra Jannik Sinner e Stefanos Tsitsipas ha superato anche le migliori aspettative. Abbiamo visto un grande Tsitsipas tornare quasi ai livelli del Roland Garros 2021, quando il greco si trovò a un set dal vincere il torneo più importante e prestigioso sulla terra battuta, di fronte a una versione più incerta ma ostinata di Sinner.

Abbiamo anche capito come mai fino ad oggi, l’altoatesino abbia vinto solamente un incontro su cinque (giocati sulla terra rossa) contro il greco. Il rovescio a una mano imprevedibile e spesso in controbalzo di Tsitsipas ha messo a dura prova il nostro Sinner fin dai primi punti. L’altoatesino si è impuntato per diversi game iniziali sul dritto del greco che continuava a dimostrarsi, almeno inizialmente, superiore. Sul centrale del torneo di Monte Carlo è emersa una netta differenza tra chi predilige da sempre la terra battuta e chi sta ancora imparando ad amarla.

Dopo un primo set spettacolare, dominato da Tsitsipas, è arrivata la reazione che ormai ci aspettiamo sempre da Jannik Sinner che, fino a ieri, non aveva ancora mai perso un match nel 2024 dopo aver ceduto il primo set. Sinner ha salvato 5 palle break nell’ultimo gioco del secondo parziale, (durato più di 10 minuti) per allungare il match al terzo set, dimostrando di non essere ancora al comando di una semifinale dura e sofferta. All’inizio del terzo però, l’energia in campo era finalmente girata a suo favore. La tenacia finale nel secondo parziale gli aveva regalato quella consapevolezza di gioco e resistenza necessarie per essere il primo ad attaccare, strappando il servizio in apertura a Tsitsipas, più sottotono rispetto al primo set.

Il terzo set e l’errore dell’arbitro

Sinner è entrato nel quinto gioco del terzo parziale con la totalità dei punti vinti al servizio e, con grande fiducia, è andato a prendersi la prima chance del doppio break sul servizio di Tsitsipas che da campione, ha giocato la carta ace per salire ai vantaggi. Il rovescio lungolinea disegnato subito dopo da Sinner, gli ha dato quel vantaggio, pesante quanto un match-point.  Tsitsipas ha sentito tutto il peso del suo servizio, tirando la prima di servizio fuori e Aurélie Tourte, seduta sulla sedia dell’arbitro ha alzato il dito pronunciando forte e chiaro al microfono tre lettere: “out”. Ma quando il greco ha tirato anche la seconda di servizio fuori, Aurélie, 38enne francese, ex giocatrice di tennis, premiata nel 2017 con un badge d’oro (il più alto livello di arbitrato), giudice di sedia più quotata al mondo, è rimasta in silenzio.

Paolo Bertolucci, seduto 50 metri più distante, in telecronaca invece l’ha detto chiaramente: “doppio fallo”. Sinner era ancora fermo e il pubblico stava già esultando. Ma dal seggiolone dell’arbitro, posizionato a 10 metri scarsi dal punto in cui è atterrata la pallina, non è arrivato neanche un gemito. Allora, nell’ultimo secondo rimasto, Sinner ha messo la racchetta per rispondere e il punto si è giocato, mentre migliaia di spettatori presenti, e non, si alzavano dalle loro sedie in preda al panico. Al termine di quel punto, Sinner è andato a vedere il segno: “la palla era fuori” ha detto ad Aurélie facendo segno con le dita, di almeno 10 centimetri. L’errore, l’abbaglio, la svista o chiamiamola come vogliamo, del giudice di sedia ha negato il doppio break assicurato a Sinner, riaprendo la partita e scatenando l’ira di tutti i “sinneriani” presenti nel mondo.

Ed è a noi che vorrei rivolgermi.

Ancora una volta: impariamo da Sinner

Siamo diventati un po’ tutti dei fanatici di Sinner, idolatriamo ormai qualsiasi frase o mossa dell’altoatesino, oltre al suo tennis impressionante. Allora anche stavolta, dovremmo fermarci un attimo a guardare la sua reazione. Se prendessimo per esempio gli altri 9 giocatori presenti nella top 10, possiamo essere certi che quasi tutti avrebbero avuto delle reazioni molto diverse. Qualcuno avrebbe praticamente smesso di giocare, buttando via la partita. Qualcun altro avrebbe inveito sull’arbitro, chiamato il supervisor, pianto, urlato e distrutto le racchette. L’hanno fatto per molto meno, figuriamoci per un punto che avrebbe praticamente assicurato la finale del Rolex Monte Carlo Masters. Sinner invece, ha lasciato quel segno in campo per tutto il resto della partita, senza mai cancellarlo. Il suo unico messaggio per Aurélie è stato quello: guarda bene il tuo errore. Sapeva di essere lui a doverselo dimenticare in fretta, ma non lei. Poi ha continuato a fare l’unica cosa realmente utile: provare a giocare. Ma il nervoso ha avuto la meglio sul suo atteggiamento esemplare e i crampi che, forse chissà, sarebbero arrivati lo stesso, gli hanno impedito di farlo. Quando ha chiamato il fisioterapista per farsi massaggiare le gambe, ha cercato di parlare serenamente, scambiando qualche sorriso e ringraziandolo: “hai delle mani magiche”. Sembrava sereno, come se non fosse successo niente. Gli unici che continuavano a parlarne, senza pensare ad altro, eravamo noi.

Sinner ha perso la semifinale dopo aver dimostrato a tutti che aveva trovato il modo di vincerla, ancora una volta.

Le partite non si decidono sulla base di un punto quindi Tsitsipas si è meritato la finale di Monte Carlo? Quasi certamente, si. Sinner avrebbe vinto la partita con il vantaggio di 4 giochi a 1 dopo aver messo a segno 8 punti su 8 con il servizio nel terzo set? Quasi certamente, anche. Ma da bravi “sinneriani” quali siamo diventati dovremmo guardare il comportamento di Sinner di fronte a un errore umano, che nella vita può capitare senza scuse che tengano, e imparare. “Bisogna accettarlo, ognuno di noi fa degli errori. Anche se non è facile, bisogna prenderla con il sorriso” ha detto l’azzurro in conferenza stampa mentre la maggior parte dei suoi discepoli avevano già rivolto degli insulti e commenti irripetibili verso Aurélie Tourte, una donna che ha fatto del tennis la sua vita, sacrificando il lavoro da farmacista e allontanandosi dalla famiglia per girare il mondo tra i tornei.

E così, Jannik Sinner non ci insegna solamente come si lascia andare un rovescio lungolinea perfetto, ma anche un errore, umano e perdonabile. I macigni sul cuore e le cattiverie rivolte ad Aurélie, non gli ridaranno quel punto.

Dal 2025 l’introduzione del sistema Electronic Live System arriverà anche sulla terra rossa, come un paracadute, per salvare arbitri e giocatori da errori madornali e crampi nervosi. Ma come abbiamo visto in diversi episodi sul cemento, anche Hawk Eye può sbagliarsi. Chissà se tra un occhio di falco e un occhio umano, gli errori spariranno davvero.

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