WTA Stoccarda: Kostyuk, ancora tu? Nuovo successo in extremis per lei, Gauff superata in tre set

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WTA Stoccarda: Kostyuk, ancora tu? Nuovo successo in extremis per lei, Gauff superata in tre set

L’atleta ucraina ha la meglio dopo quasi tre ore sull’americana, pessima con il dritto e pigra negli spostamenti. Per Marta ora la semifinale con Vondrousova

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Marta Kostyuk - Stoccarda 2024 (foto X @wta)

M. Kostyuk b. [3] C. Gauff 3-6 6-4 7-6(6)

Poteva Marta Kostyuk spingersi oltre la bellissima impresa di giovedì contro la numero sette del ranking Qinwen Zheng? La risposta è sì, e solo ventiquattrore dopo. La tennista di Kiev impiega due ore e cinquanta per avere la meglio di Coco Gauff, numero tre del mondo, pescando in fondo al borsone energie, dritti inside out, recuperi in avanti e in orizzontale, pianti e sorrisi, sguardi straniti ed esultanze di gioia genuina. Kostyuk è uno spettacolo d’arte varia, sfida continuamente la rivale di turno a sottovalutarla per poi aggredirla all’improvviso. Quando sembra tramortita si ricompone e guizza in campo con l’argento vivo addosso.

Marta approfitta anche di una Gauff versione gatto-distratto: l’americana è indolente e forse davvero sottostima le risorse dell’avversaria. Combina disastri con il dritto, sparisce per poi reagire con sprazzi di classe pura; forse pensa che il tutto possa bastare, ma con Marta di questi tempi non ci sono certezze. E il finale lo dimostra: 3-6 6-4 7-6(6) per la bionda di Kiev. Sabato la semifinale è con Marketa Vondrousova; speriamo che le energie profuse in questi ultimi due match non ne compromettano l’efficienza, né le impediscano di giocare un’ottima semifinale. In ogni caso grazie Marta Kostyuk, sei unica.

Il match

All’inizio il quesito è appunto: quanta energia ha in serbo Kostyuk dopo l’impresa di giovedì contro Zheng? L’ucraina incontra Gauff e ha bisogno della migliore versione delle sue gambe per tendere qualche trappola alla campionessa di Flushing Meadows. Il dubbio è lecito e Marta prova a rimanere nella scia della statunitense, ma le sue virtù difensive sono leggermente appannate e durante la gara si fa medicare più di una volta ai piedi, che forse soffrono di vesciche. Gauff impiega venti minuti circa per mettere a punto i colpi, in particolare il rovescio diretto dal centro verso sinistra, per affondare al momento giusto, non senza però far scambiare la rivale per aprirsi meglio la strada e toglierle energie.

L’atleta di Kiev è brava a recuperare subito il break del secondo e quello del sesto game, approfittando anche della scarsa concretezza di Coco che si perde in qualche errore evitabile. La testa di serie numero tre come detto riduce gli errori rischiando meno e viaggiando maggiormente sulle imprecisioni della rivale, che oltretutto serve solo il 33% di prime palle nel set iniziale. Coco gioca magnificamente l’ottavo game e con l’aiuto di tre colpi vincenti con parabola a uscire (due di rovescio) ottiene il break che sarà decisivo con il successo nel game seguente: in trentasette minuti per lei sette vincenti ma anche quattordici errori.

Gauff sbaglia troppo, in special modo con il dritto: non è, a differenza di Marta, stanca, quanto piuttosto pigra nei piegamenti e nel fare luogo alla pallina. L’americana ottiene subito il break in apertura di seconda partita, ma lo cede in maniera disgraziata subito dopo, continuando a muoversi di malavoglia. Kostyuk, nel frattempo, lancia la racchetta o si ferma un attimo prima di lasciarla partire rendendosi conto di non avere il carburante su cui può contare solitamente. Le duellanti proseguono togliendosi a vicenda la battuta per cinque volte e in due casi l’ucraina si arrende con un doppio errore. Il match non è bello e la colpevole è soprattutto Gauff che, oltre a essere favorita, sta meglio fisicamente, mentre Kostyuk è spesso in ritardo in uscita dal servizio e può spingere solo a tratti.

Marta si getta a rete durante il settimo game e raccatta un punto opponendo la racchetta per un colpo di volo un tantino raffazzonato ma efficace; domanda scusa e si porta sul 3-4 avendo comunque un break di ritardo. Spesso si volta in direzione del suo angolo con sguardi che si muovono dallo sconsolato all’incredulo, ma non tutto è perduto: Gauff non vuole saperne di dare gas e seguita a rispondere male e a non togliere più l’iniziativa all’avversaria come era riuscita a fare nel set d’apertura. L’ucraina trova così il controbreak e sale 5-4; prende coraggio e arriva al setpoint con un dritto inside out, che replica per mettere la frazione in frigo: 6-4, inaspettato. Solo un vincente per Gauff, che commette ben 14 errori non forzati.

L’americana è talmente abulica nei primi due game della frazione decisiva che per la prima volta si fa strada in noi il dubbio di un malessere, magari anche non muscolare. Coco è in ritardo 0-1 e 0-40 quando reagisce da campionessa e cancella le minacce persino con l’aiuto della battuta. Ci sono se possibile più errori che nel parziale precedente, interrotti da qualche soluzione generosa quanto estemporanea da parte di entrambi, e si ha sempre la sensazione che Gauff sia sul punto di cambiare volto al match. Proprio lei ottiene il break nel terzo gioco, spingendo solo un pochino meglio che nei dieci minuti precedenti, ma nel sesto game la tigna pugnace di Marta riequilibra lo score con un controbreak.

Kostyuk è da applausi per come si porta sul 5-4 annullando tre palle-break, una delle quali con un ace; in pieno entusiasmo nel game seguente si procura tre palle-match, ma Coco rimanda tutto con grande coraggio e si prende il break all’undicesimo gioco. Gauff serve per il match e arriva a due punti dalla semifinale, ma Kostyuk è commovente per come agita il dritto inside out, che alla contendente deve sembrare uno spettro dispettoso. Il tie-break è così servito.

Marta ha più cuore e non si arrende in nessuno scambio, fino al 6-2 che le porge altre quattro palle-gara. Sostenuta solo dai nervi, ora è Gauff a reagire e con uno smash suggella la rimonta del 6-6. Le ragazze cambiano campo e l’ucraina si getta a rete in maniera piuttosto goffa, ma Coco affonda in rete il passante di dritto. Subito dopo lo scambio dell’ottavo matchpoint si conclude con un altro colpo in rete della testa di serie numero tre e per Kostyuk ora c’è spazio solo per le lacrime, di gioia ovviamente. E ne ha ben donde.

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