US Open, Sabalenka: “Se anche non vincessi, per me sarebbe comunque un anno fantastico”

Così Aryna sulla prospettiva di non vincere nessuno Slam nel 2025. “Essere campionessa in carica comporta grande pressione”

Di Danilo Gori
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Aryna Sabalenka - Cincinnati 2025 (Photo by Jeff Dean/Wick Photography for Cincinnati Open)

Aryna Sabalenka giunge alla vigilia dello US Open con la presumibile pressione che deve sopportare una numero uno della classifica ancora senza allori-slam nella stagione e con una Swiatek che ha posto fine al periodo di crisi e si è già riportata alla piazza d’onore del ranking. “Ho bellissimi ricordi” – esordisce la campionessa uscente – “è sempre bello essere qui”.

D: Hai sempre detto che è il tuo torneo più amato, raccontaci di quanto sia per te importante essere qui per difendere il titolo.
Sabalenka: “E’ importantissimo; essere qui per difendere il successo dell’anno scorso dà grandi vibrazioni e io sono eccitatissima. Quest’anno ho ricevuto lezioni durissime negli altri Slam, spero vada meglio a New York, considerando il supporto di cui godo tra la gente e quanto io ami giocare qui”.

D: Sei numero uno dall’inizio dell’anno e hai dimostrato grande consistenza; sarà dura accettare eventualmente un anno senza titoli major?
Sabalenka: “Sarebbe fantastico chiudere vincendo qui, ma se non accedesse considererei l’anno comunque fantastico e le lezioni che ho ricevuto mi aiuteranno per una nuova stagione piena di successi”.

D: Coco Gauff sta lavorando con Gavin MacMillan: hai in mente quanto tempo vi ci volle per raggiungere i miglioramenti che cercavate?
Sabalenka: “Sì, gli sono davvero grata per il suo aiuto in periodi difficili nel passato. Lui mi ha aiutato moltissimo, io ero disperatamente alla ricerca di cambiamenti sulla battuta e posso dire che all’incirca dopo due settimane il problema era risolto”.

D: Ti sei sempre trovata a tuo agio in questo torneo o sei riuscita a prendere confidenza solo nel corso degli anni?
Sabalenka: “Credo che ogni cosa richieda il suo tempo. Ricordo la prima volta a New York per me, passai attraverso le qualificazioni: pensai che era enorme, che io ero così lontana dal vedere i miei sogni avverarsi e che tantissimo lavoro mi separava dai miei obbiettivi. Le prime volte era tutto molto confuso, poi la quinta o la sesta volta incominciai a sentirmi meglio e ad apprezzare tutto quanto”.

D: Cosa pensi del fatto che negli ultimi 11 anni il torneo ha avuto 10 vincitrici differenti?
Sabalenka: “Che bisogna cambiare tendenza (sorride)! Non posso dire che ignoravo il dato; il tennis femminile è così imprevedibile… Dovremmo cambiarlo o anche solo provare a cambiarlo?”.

D: Cosa pensi riguardo alla sfida del ripetersi qui?
Sabalenka: “Che c’è una grande pressione, anche solo perché il posto è enorme e ti sembra qualcosa di più grande di tutti gli altri”.

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