Musetti: “Ci vuole pazienza, il lavoro con Perlas darà i suoi risultati”

“Mi sono fatto male quando ero al massimo, abbiamo perso tempo ma non ho fretta. L’importante è sentirmi finalmente bene” dice il tennista di Carrara

Di Danilo Gori
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Lorenzo Musetti - Opening Week Australian Open 2026 (@ X AustralianOpen)

Lorenzo Musetti cercherà al Barcelona Open Banc Sabadell la prima vittoria dopo il rientro in attività a Indian Wells circa un mese fa. L’infortunio occorsogli durante i quarti di Melbourne contro Novak Djokovic in un match che lo vedeva in vantaggio per due set a zero è lontano, lui sta meglio e deve ritrovare i meccanismi naturali del suo tennis, anche se il suo primo pensiero non riguarda questo aspetto, bensì “lo stare bene, il sentirmi a posto fisicamente. I risultati verranno, sulla terra gioco il mio miglior tennis, ma ora sono felice soprattutto perché mi sento bene. Per il resto non ho fretta”. Come raccontato a TennisTV.

D: Non è semplice non avere fretta in certi momenti, stare calmi mentre gli altri tennisti giocano e incamerano punti in classifica?
Musetti: “E’ un aspetto della nostra professione che conosciamo e che dobbiamo gestire. Gli altri giocano, vincono e ti superano nel ranking, ma la miglior cosa è avere pazienza e lavorare per tornare al livello che ti appartiene”.

D: Hai iniziato relativamente da poco tempo con José Perlas e l’infortunio che ti è capitato ha un po’ ostacolato il vostro lavoro in comune.
Musetti: “Sì, mi sono fatto male in Australia proprio nel momento in cui stavo giocando il mio miglior tennis in carriera. Sono stato senza prendere in mano la racchetta per un mese e più e durante questo periodo è stato difficile avere da lui le informazioni su quali aspetti del gioco avrei potuto apportare qualche cambiamento. Anche ora in effetti è così, ci vorrà del tempo per vedere i risultati della nostra collaborazione”.

D: Perlas è di Barcellona, è una settimana particolare per lui?
Musetti: “Direi di sì, lui conosce molte più persone di me qui, spero di, diciamo così, difendere il torneo della sua città (sorride). Del resto, io amo molto questi posti, ho bellissimi ricordi dei match disputati, della folla; in molti aspetti mi ricordano il mio Paese”.

D: Qui ci sono grandi giocatori e soprattutto grandi specialisti della terra battuta, come pensi di salire di livello e tornare al top?
Musetti: “Bisognerebbe chiederlo a José! Lui ha grande esperienza come coach e anche nell’aspetto umano della nostra collaborazione; credo che abbiamo bisogno ancora di un po’ di tempo per raggiungere i punti del programma che mi consentiranno di avvicinarmi ulteriormente al top. Stavamo andando benissimo in Australia quando ci siamo dovuti fermare, ora dobbiamo riprendere la scalata”.

Lorenzo Musetti ha rilasciato anche un’intervista ad ‘AS’ e ‘Mundo Deportivo’, lanciando la sfida a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: Se sono al meglio, sulla terra battuta posso essere una spina nel fianco per qualsiasi giocatore. Nessuno è imbattibile. Loro sono certamente i più difficili da battere, e negli ultimi due anni hanno vinto tutto. Ma credo che ci sia sempre un barlume di speranza. Spero di averlo. Alcaraz? Sì, non vedo l’ora di una rivincita e spero che quest’anno, non so quando, arrivi il mio momento“.

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