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Reading: New York è sempre più azzurra
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Rassegna stampa

New York è sempre più azzurra

La rassegna stampa di venerdì 29 agosto 2025. New York è sempre più azzurra (Crivelli, Ercoli, Sepe, Azzolini, Grilli, Semeraro, Martucci). Liti, gestacci, racchette rotte (Zonca). Paolini ispirata e di nuovo serena (Strocchi)

Ultimo aggiornamento: 30/08/2025 1:54
Di Alessia Gentile Pubblicato il 29/08/2025
33 min di lettura 💬 Vai ai commenti

Sinner, prova di forza (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

La miglior vendetta? La felicità. Di un terzo turno raggiunto senza disperdere energie che si riveleranno preziose andando avanti nel torneo; di una vittoria contro un avversario che lo aveva sconfitto nell’unico precedente, anche se si trattava di preistoria (Madrid 2021, e per di più sulla terra); di un dominio incontrastato in due ore e un minuto di gioco maturato senza neppure dover spremere il meglio dalle proprie eccelse qualità, la dote dei campionissimi. La dote di Sinner. L’australiano Popyrin, n.36 del mondo ma con un fresco passato da top 20 (all’inizio di agosto), un anno fa di questi tempi estrometteva Djokovic dal torneo, ma l’impresa mai riuscita nell’Era Open a New York di eliminare per due anni di fila il campione in carica si infrange contro il muro di Jannik, anzi contro la sua risposta. Del resto in ogni game di servizio dell’avversario, Jannik si dimostra pericolosissimo, perché in grado di togliere il tempo all’altro qualunque traiettoria gli proponga, e così può martellare con continuità. Popyrin nel primo set serve il 43% di prime, e con una percentuale così per lui non può che grandinare, ma anche quando l’australiano sistemerà un po’ la mira, l’aggressività della Volpe Rossa, in particolare sulle seconde (un fantascientifico 68% di punti vincenti), continuerà a togliergli ossigeno. Unica, piccola ombra per il più forte giocatore del mondo, la percentuale di prime appena sopra il 50%, (ma solo il 38% nel secondo set), che permette al rivale di costruirsi tre opportunità di break per riportarsi in carreggiata nel sesto game del secondo set (Sinner le annullerà con due dritti vincenti e un ace di seconda assecondando l’urlo «Forzaa» in italiano di coach Cahill) e poi nel terzo game del terzo set (due gratuiti dell’australiano sventeranno il pericolo). […] «Sono molto contento di come ho gestito il vantaggio e ovviamente della vittoria. Non ho servito benissimo però ho risposto bene e questo mi ha dato comunque una certa sicurezza. Da fondocampo mi sento bene, anche se posso migliorare ancora qualcosa». In merito ai numeri del servizio, l’analisi è lucida ( e comunque dopo il match è andato ad allenarsi): «Sto cercando di cambiare qualche piccolo dettaglio al servizio e qualche volta faccio un po’ di fatica, ma sono molto contento della prestazione. So che tipo di giocatore sono diventato: il tennis sta diventando uno sport sempre più veloce e tattico, e ci stiamo preparando molto bene, questi due match sono andati per il meglio». Al terzo turno, domani lo aspetta Shapovalov […]: «So che mi aspetta una partita ostica, ma non sono superstizioso. Quindi non sono tra quelli che vanno sempre allo stesso ristorante, per esempio». L’unica abitudine, del resto, è quella di giocare le finali, e di farlo con Alcaraz. Manco a dirlo, qui nessuno si aspetta qualcosa di diverso, e anzi lo anela, come l’ex n.1 Wilander: «Penso che la trama del romanzo sia ancora una finale tra Jannik e Carlos per qualche altro torneo dello Slam. Sono i più forti e al momento sono molto più bravi di tutti gli altri. La domanda che tutti si fanno è se vedremo un altro grande match come quello del Roland Garros. Se la qualità delle loro partite sarà come quella mostrata al Roland Garros, la partita più bella del 2025, allora è possibile che la loro rivalità approdi un livello superiore rispetto a quella tra Federer e Nadal. In termini di gioco ed emozioni, il tennis non è mai stato giocato a un livello superiore alla finale di Parigi di quest’anno. Ma questo crea molta pressione e molte aspettative sia su Sinner sia su Alcaraz affinché riescano a farlo ancora e ancora, perché è ciò che serve per diventare più grandi di Roger e e Rafa . Mi aspetto un’altra fantastica finale qui, o un’altra grande partita, perché l’emozione è altissima quando si affrontano, la loro e anche quella di chi li guarda».

Sinner, prova di forza (Lorenzo Ercoli, Corriere dello Sport)

Difesa o attacco? Jannik Sinner colpisce con la naturalezza di chi non ha bisogno di scegliere. Lo si nota subito in una partita nata su fondamenta pazienti, ma che appena vede l`avversario esaurire il suo “diritto d`attacco”, si trasforma: Jannik come uno sciabolatore passa dalla parata alla stoccata. Il livello si alza, ma ciò non lo mette in difficoltà, lo esalta: vincere così è un piacere per l`anima e un divertimento per chi guarda. Popyrin è un avversario vero, ricco di idee e di strumenti per metterle in pratica. Peccato che, una dopo l`altra, ogni sua intuizione diventi un foglio scarabocchiato da buttare nel cestino. Jannik, al contrario, scrive tutto in bella calligrafia e firma un 6-3 6-2 6-2 che vale un posto al terzo turno dello US Open. Si può migliorare, come sempre rimarca l`azzurro, ma questo è un successo che vale e dà fiducia. Proprio per questo vale la pena partire dalle cose buone, da un avvio in cui la difesa si rivela il miglior attacco. Popyrin scarica tutta la potenza del dritto e del servizio, ma negli scambi è Sinner, che scala dietro, a ribattere colpo su colpo con profondità chirurgica, pronto a colpire al primo segnale di cedimento, soprattutto sulla diagonale di sinistra. Rovescio e risposta: sono questi i due cardini del match, fin dai primi scambi. Popyrin non trova percentuali stellari al servizio – lo stesso vale per Sinner, fermo a un 51% di prime
– e con la seconda vince solo il 32% dei punti. Nel quinto gioco arrivano due perle da highlights: Sinner al servizio, Popyrin risponde due volte girandosi di dritto con potenza, e in entrambi i casi l`azzurro anticipa, legge tutto e trova la soluzione. Applausi dell`Arthur Ashe. L’australiano ci prova: spinge, forza lo scambio sulla diagonale di dritto, rallenta col rovescio. Ma a ogni mossa, l`allievo di Vagnozzi e Cahill ha la contromossa pronta. Non si scompone neanche quando deve salvare tre palle break nel sesto gioco: una dopo un doppio fallo, l`ultima con un ace di seconda. Nel game successivo piazza a zero un altro break e si invola verso un 6-2 sorprendente per l`equilibrio di alcuni frangenti. A inizio terzo parziale la storia si ripete: Sinner salva due palle break e poi toglie il servizio all`australiano a zero. Da lì a poco arriverà la stretta di mano. «Come faccio a tenere la concentrazione sopra di due set? Cerco di pensare a quello che devo fare, anche se non è semplice. L`inizio di un torneo è sempre particolare, ma sono contento di questa vittoria – le parole di Sinner a fine match -. Nessuno dei due ha servito bene, io sto cambiando piccoli dettagli. A volte ci penso e faccio più fatica, ma è la strada giusta. Quello che provo in allenamento devo portarlo anche in partita. In risposta sono stato molto efficace, soprattutto sulla seconda di Popyrin». E dopo il match è tornato in campo ad allenare il servizio. […]

Musetti, felice di essere così (Antonio Sepe, Corriere dello Sport)

Da Slam a Slam. Lorenzo Musetti non vinceva due partite in un torneo dal Roland Garros, a maggio, complice l`infortunio che ha compromesso i seguenti mesi. È tornato a farlo a New York, raggiungendo con autorevolezza il terzo turno dello US Open. Netto il successo ai danni del belga Goffin, numero 80 del mondo: 6-4 6-0 6-2 in poco più dì due ore. Convincente invece la prestazione dell`azzurro, decisamente più a suo agio sul cemento rispetto a qualche settimana fa. Musetti ha colpito molte più palle rispetto all`esordio contro Mpetshi Perricard e si è distinto per la sua tranquillità e per la sua compostezza. Nonostante le difficoltà, è rimasto sul pezzo ed è riuscito a portare a termine il compito, approdando al terzo turno a Flushing Meadows per il secondo anno di fila. Di fatto c`è stata partita per un solo set, il primo. L`inizio non è stato dei più facili tanto che l`azzurro si è portato avanti di un break salvo poi essere riacciuffato sul 3-3. E però riuscito a imporsi per 6-4 e da lì in poi la sfida è stata in netta discesa. Da un lato un Musetti in fiducia ha iniziato a giocare più libero e si è anche inventato un paio di colpi spettacolari, tra cui un rovescio vincente lungolinea con i piedi fuori dal corridoio. Dall`altro invece un Goffin poco brillante fisicamente e senza il peso di palla necessario per impensierire Lorenzo. Nel secondo set non c`è stata storia, come si evince chiaramente dal punteggio di 6-0 in favore dell`italiano. Nel terzo invece Goffin ha provato a scuotersi, allungando sul 2-0, tuttavia Lorenzo ha immediatamente reagito e gli ha rifilato un altro bagel, seppur virtuale. Un match sempre in crescendo da parte di Musetti, che ha chiuso con un bilancio di 27 vincenti e 16 gratuiti. «È stata una partita intensa. Ho giocato un match solido e sono felice per questa prestazione – ha dichiarato Musetti, per poi aggiungere – Nel terzo set non ho iniziato bene e mi sono arrabbiato, però sono riuscito a rimontare. Sento di aver giocato in modo più aggressivo ed è quello su cui stiamo cercando di lavorare, soprattutto su questa superficie. Penso che stia dando i suoi frutti. Inoltre il dritto è stato un`arma: l`ho usato molto e devo continuare a farlo».
[…]

Sinner c’è. E rimette le cose a posto (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Quale fosse il segreto per battere Sinner, è rimasto avvolto nelle nebbie del nostro sconcerto. Del resto, ci si può fidare di chi non abbia almeno un lato oscuro? Alexei Popyrin ne ha in abbondanza, li ha sempre avuti, non ultimo come sia riuscito dopo i 21 anni a crescere fino al metro e 96 che sventola oggi senza prosopopea alcuna, lui che ha sempre mostrato un`espressione un po` contrariata e triste, come di un pennone dimenticato dal vento. Pazienza, resterò con il dubbio. «So come battere Sinner», aveva detto il bislungo di Sydney, russo di origini ed europeo (pochino spagnolo, un altro po` ligure, per un breve periodo agli ordini di Piatti) per la rifinitura tennistica. «Ho capito qual è il segreto, ma non ve lo dico», aveva spetezzato Alexei. Poi, in campo, deve esserselo dimenticato, lasciando a me, a noi, le inutili divagazioni in merito. Anche Sinner deve essere rimasto con il dubbio. Conosce Popyrin, si sono frequentati di striscio ai tempi dell`accademia piattiana, una volta giocarono insieme anche in doppio, in un torneino Itf. Immagino che il rosso sempre più rosso (la mise è già diventata un must di questi US Open) se lo sia chiesto. Che cosa avrà scoperto Popy? Credo di conoscere la risposta che con ogni probabilità JS si è dato… «Vabbè, io lo prendo a pallate. Poi si vedrà». In un avvio di US Open grondante encomi e panegirici entusiasti per la capacità con cui Alcaraz rende semplici i momenti più complicati dei suoi match, è difficile passare in sott`ordine la perfetta stabilità delle costruzioni tattiche di Jannik Sinner. È un`altra abilità, forse meno visibile di quelle che rendono affascinante il tennis dello spagnolo senza scalpo, di certo meno entusiasmante, eppure talmente centrale nello sviluppo del tennis presente e futuro, da incantare gli intenditori e chiunque abbia voglia di soffermarsi qualche secondo in più sul prodigio di un muro fitto di colpi che fanno male. Difesa e attacco incernierati in un unico dispositivo. Una geniale intuizione… Piuttosto, tra le doti di Sinner che Popyrin vantava di conoscere più che bene, l`australianissimo russo ne ha dimenticata una, centrale nella visione tennistica d`assieme del numero uno. Quella strenua volontà che spinge Sinner a straripare ogni qualvolta l`avversario fa risuonare la campanella che indica la presenza di un pericolo. È successo due volte, nel match. Nel sesto gioco del secondo set, 3-2 per Sinner avanti di un break, quando Popy ha avuto tre palle break per tornare in parità. Annullate, Jannik ha chiuso il set in rapida progressione, quasi non avesse più freni. La seconda è giunta in avvio della terza frazione, con altre due palle break che avrebbero consegnato Alexei al 2-0. Jannik le ha annullate con grande autorevolezza, e di seguito ha chiuso il match con altri due break. «Ho risposto bene, ma devo migliorare il servizio. Già lo sapevo, ma il match me l`ha confermato. Nemmeno Popyrin è stato così efficace sulla prima palla. Capita, siamo all`inizio del torneo. Non era un match facile, ma la forma è buona, vado avanti con fiducia». Qualche nuovo problema di vesciche, stavolta ai piedi. «Cose normali nei primi giorni di un torneo». […] Popy era uno dei pochi (in attività) che poteva vantarsi di essere in vantaggio su Sinner. Ora sono 1-1… Un altro è Denis Shapovalov (anche lui 1-0, anche lui grazie a un successo ottenuto nel 2021), che sarà avversario di JS in terzo turno.

Sinner disinnesca anche Popyrin. Musetti-Cobolli, derby tra amici (Paolo Grilli, QN Sport)

E` sempre grande Italia a New York. Stiamo dando spettacolo verso la seconda settimana dello Slam più ricco. Neanche il servizio al fulmicotone di Alexei Popyrin, australiano atipico, impensierisce Jannik Sinner. Nemmeno le dolorose vesciche al piede destro, trattate dal fisioterapista a match in corso, possono fermare il numero uno al mondo. Tre set a zero (6-3 6-2 6-2) sul campo dell`Arthur Ashe, e pass per il terzo turno degli Us Open in tasca per il fuoriclasse di Sesto. Il virus di Cincinnati chi se lo ricorda più? Di rosso mattone vestito – un voluto monito a sé stesso per esorcizzare Parigi? – il nostro dà un`altra lezione di tennis nel giovedì newyorkese. Troppo il divario con il numero 36 del mondo, pur capace di piegare qui l`anno scorso niente meno che Djokovic, e di vincere anche il Masters 1000 di Montreal. Nel set iniziale, basta il break nel primissimo game per creare il solco già decisivo. Anche nel secondo, l`accelerazione iniziale manda in tilt Alexei, che sull`1-1 cede il servizio a zero. L`australiano dà segnali di ripresa, sul 3-2 guadagna le sue prime palle break del pomeriggio, tre in sequenza, tutte annullate con classe. E` poi l`azzurro a strappare per la seconda volta il servizio e ad involarsi. Nel terzo set, sull`1-0 per Popyrin, doppia palla break per l`australiano: annullata, E sull’1-1 è invece lo spietato Jannik a strappare subito il servizio. Quasi un copione già scritto. Sinner piazza un parziale di dieci punti a zero. […] Poi la chiusura della pratica in due ore. […] Nel 2018, Lorenzo Musetti raggiungeva la finale junior degli Us Open. Da senior, a New York non è mai andato oltre il terzo turno. Ma ora che questo risultato è nuovamente raggiunto dopo il 2022 e il 2024, c`è davvero motivo di credere che `Muso` possa andare ben oltre. Il match
contro David Goffin, ieri, è stato l`occasione per mettere in mostra una ritrovata solidità dopo l`inizio di stagione, oltre a un repertorio di colpi che non ha fatto risparmiare applausi sugli spalti del Luis Armstrong Stadium. L`incontro è finito 6-4 6-0 6-2 a favore del toscano numero dieci al mondo. Il servizio è stato fondamentale per Musetti nel trarsi d`impaccio nei pochissimi momenti di difficoltà. Ora il derby azzurro contro l`amico e coetaneo Flavio Cobolli, vincitore al super tiebreak ddopo una maratona contro lo statunitense Brooksby. Finisce 5-7 6-3 6-4 2-6 7-6(10) per il romano. L`ottimo Luciano Darderi (n.34) dopo aver sconfitto lo statunitense Eliot Spizzirri proverà oggi a fermare la corsa di Alcaraz (ore 17.30). […]

Sinner avanti tutta: “Mi sento bene” (Stefano Semeraro, La Stampa)

Gomito, anulare, pianta del piede: per Jannik Sinner da Wimbledon il pericolo vero non sono tanto gli avversari (escluso il mirabolante Alcaraz) ma l`anatomia. Contro Popyrin, australiano dal diritto proibito e dai balletti da cattivo di B movie, Jannik – sempre «manicottato» ma senza cerotti alle dita manda in fibrillazione la torcida azzurra quando dopo aver vinto il primo set convoca il fisioterapista e si fa cambiare la fasciatura sotto il piede destro. Per fortuna il malanno è passeggero, come del resto le preoccupazioni che «Pop» riesce a provocargli nei restanti due set (6-3 6-2 6-2). Tre palle break (pericolosette) a metà del secondo – la terza annullata dalla Volpe con un clamoroso ace di seconda – e altre due a inizio del terzo, di nuovo cancellate. E così Jan, che eguaglia lo score di Federer nei primi 50 match sul cemento a livello Slam (41 vittorie e 9 sconfitte), vola al 3° turno, dove lo aspetta l`ex mancino prodigio Shapovalov. A New York fa caldo e Sinner come è noto lo soffre, dopo uno scambio infinito colpi si piega anche sulle ginocchia e dal box arriva il richiamo di coach Vagnozzi: «Gambe, gambe!». Ma più che altro è il servizio che va registrato, nel movimento e nelle percentuali della prima (55%) […]. «Non ho servito bene – ammette Jan – ma per il resto mi sono sentito bene e ho cercato di gestire al meglio i momenti di difficoltà».

Sinner il leader. E’ l’Italia che va (Vincenzo Martucci, Il Messaggero)

Dev`essere bello possedere la bacchetta magica e trasformare in oro quello che tocchi. Dev`essere bello essere superiori, poter controllare la situazione e poter cambiare marcia in ogni momento. E` bello che l`unico tennista che può giocare colpi alla Roger Federer sia italiano, Lorenzo Musetti, come il numero 1 della classifica, Jannik Sinner, con stile meno appariscente ma terribilmente efficace. Con entrambi che si qualificano al terzo turno degli US Open e il mondo che invidia il Rinascimento azzurro. Bravo anche Flavio Cobolli che doma in 4 ore e mezzo il redivivo Brooksby per 5-7 6-3 6-4 2-6 7-6 (10-3): il romano affronterà Musetti al terzo turno. Per tutti e due sarebbe la prima volta agli ottavi agli Us Open. Lorenzo Musetti somma ai ricami contro il potente Perricard quelli contro il piè veloce Goffin. Va sempre a corrente alternata, si concede pause pericolose, si espone a palle-break, rimette in partita almeno due volte il 34enne belga già 7 del mondo 2011, ma comunque firma in significativo 6-4 6-0 6-2 e si rilancia perentoriamente nel nuovo rango di top 10, pericolosa mina vagante nella parte alta del tabellone. […] «In questo incontro ho fatto un passo nella giusta direzione. Ho sentito di aver giocato in modo più aggressivo ed è su questo che stiamo cercando di lavorare. Soprattutto su questa superficie. Penso che stia dando i suoi frutti. Soprattutto con il dritto, stavolta è stata davvero un`arma che ho usato molto e che devo usare per il resto del torneo. Continuiamo così». Sinner non gli è da meno, imponendosi 6-3 6-2 6-2, stringendo nella sua famosa morsa di forcing da fondocampo, condita dall`impeccabile continuità servizio-risposta e dai passanti millimetrici un Alexei Popyrin in versione guastafeste. Deciso a bissare l`impresa di 12 mesi fa a New York contro Djokovic. Anche il picchiatore australiano deve comunque alzare bandiera bianca contro il campione uscente di New York che salva 5 palle break, con il 77% di punti con la prima di servizio. Ora Jannik troverà Shapovalov. «Scusate gente, so che avreste voluto vederci giocare un altro po`, ma devo fare il mio lavoro». Carlitos Alcaraz saluta in appena un`ora e mezza il pubblico di New York liquidando per 6-1 6-0 6-3 Mattia Bellucci, e si autoincensa: «Ho giocato davvero bene dalla prima all`ultima palla. Cercando di ottenere il massimo dai suoi errori tenendo un ritmo alto». […] Oggi nuovo esame di italiano con Luciano Darderi che avanza per la prima volta al terzo turno agli US Open, felice dei progressi sul cemento. Nella parte bassa del tabellone presidiata dallo spagnolo, cadono Rune, col veterano Struff promosso dalle qualificazioni, Ruud (con Collignon), Mensik (Blanchet) e Davidovich Fokina (Rinderknech). US ridicoli: dopo aver paventato una super multa di 150mila dollari per le follie contro Bonzi, puniscono Medvedev con appena 42mila dollari, dimenticando le offese e i gesti volgari all`arbitro: significa che, sottraendoli al premio di 80mila dollari di primo turno, ne ha guadagnati comunque 38 mila. Intanto, Jasmine Paolini, dopo la bella prova con Jovic, nel terzo turno incrocia Vondrousova, mancina di qualità ma inconsistenza ugualmente clamorose.

Liti, gestacci, racchette rotte. Nel tennis è l’ora dei cafoni (Giulia Zonca, La Stampa)

In un momento qualsiasi tra il maleducato ingresso di un fotografo in campo e un battibecco sul senso del fair play, il tennis è diventato selvaggio. Non a caso, succede agli Us Open di New York dove da sempre il pubblico è allergico all`etichetta, ma non si è ancora capito se lo sfogo diffuso è una reazione a un galateo troppo rigido o un rischiosissimo eccesso. Al sesto giorno del torneo il verdetto è molto instabile, troppi colpi di scena, volume altissimo, gesti provocatori e parole pesanti. Oltre alle tenute sgargianti, quelle ammesse, ovvio, ma proprio la libertà e lo spirito che si respira sul cemento di Flushing Meadows hanno scatenato l`onda anomala. Secondo il norvegese Ruud l`aria sa di erba, non quella di Wimbledon, nello stato di New York
il consumo di marijuana è legale dal 2021 e pare l`odore dominante. Fino a qui non se ne è lamentato nessun altro, ma il dettaglio dà il carattere del posto e pure la fruibilità del tennis. Lì il pubblico partecipa, non tace, non aspetta, non pazienta, soprattutto tifa. Di più, prende parte e chi gioca lo sa, così qualcuno sfrutta la situazione o almeno ci prova. Lo ha fatto Medvedev e non gli è andata bene, però la sua cafoneria non sta nello spaccare la racchetta, ma nell`aizzare la gente e mimare volgarità. Quando l`invadente fotografo disturba la partita con Bonzi, Medvedev inizia a litigare: nella parte dell`indignato piace agli spettatori. Lo scelgono per lo show, solo che il ruolo da capopopolo imbestialito gli sfugge di mano, così come il tennis. Perde, sfascia la racchetta, ne tira una maliziosamente in mezzo alla folla e pagherà una multa da 42.500 dollari per gli effetti speciali. Bonzi passa il primo turno e non si trattiene. Alla fine, porta il dito all`orecchio in posa sarcastica. Contrattacca con il gesto ripetuto da diversi protagonisti. A usarlo spesso (e non solo lì) è Ben Shelton, 22 anni, parte di quella generazione che inizia a farsi qualche domanda sulla sacralità del tennis. Lui viene dalle sfide del college ed è convinto che gasare i presenti sia parte del mestiere. Non è l`unico scettico sul tradizionalismo estremo promosso a Wimbledon (dove comunque un tappo di champagne è volato tra i piedi di Sinner). L`ultima faida nasce dall`interpretazione di una delle infinite norme di bon ton non scritte: scusarsi se il punto arriva grazie al net, quando la pallina bacia la rete e perde ogni volontà impressa dal tiro. Taylor Townsend evita le cortesie, Jelena Ostapenko le urla contro e parte lo scambio truce. Ostapenko esagera, eppure cita un esempio chiave. Un presunto cardine di correttezza allentato dal tempo e messo in questione. Già nel 2020, Svetlana Kuznetsova lamentava l`inutilità del «mi dispiace anche se non è vero», da lei definito «sorry but not sorry». Non c`è nessuna slealtà nella pallina che sfiora la rete, anche se Rafa Nadal ha protestato contro Robin Soderling, colpevole di aver agitato il pugnetto dopo un punto rimediato così. Era il 2007. Gli Us Open si sono fatti grezzi e non si sa se è una rivolta o l`aroma alla cannabis o una moda trash, come i Labubu attaccati alle borse. Compresa quella di Naomi Osaka. […]

Paolini ispirata e di nuovo serena (Gianluca Strocchi, Tuttosport)

Risplende di nuovo sotto le luci del `Louis Armstrong` con il suo outfit tutto nero, versione “abito da sera”. Dopo l`affermazione d`esordio sulla qualificata australiana Aiava, Jasmine Paolini ha superato con autorità anche l`esame Iva Jovic, talentuosa 17enne che a marzo a Indian Wells le aveva tenuto testa per tre set. Stavolta l`azzurra si è imposta con un periodico 6-3 sulla teenager a stelle e strisce (n.73 Wta), allenata dal giovane britannico Thomas Gutteridge e dall`ex top 50 francese Thierry Champion, semifinalista nel torneo junior l`anno scorso a Flushing Meadows, facendo valere la sua maggior esperienza così da cogliere l`ottava vittoria nelle ultime nove partite e il 19° successo stagionale su un`avversaria non compresa tra le prime 50 del ranking. «Gioca davvero bene e salirà presto in classifica – Il parere della n.7 del mondo – È solida e sa toglierti il tempo, sta su tutte le palle e ha un ottimo atteggiamento. Però abbiamo preparato bene la partita: sapevo più o meno cosa aspettarmi, anche grazie al lavoro con Sara e Federico. Ho avuto alti e bassi di attenzione, ma nel complesso è stato un buon match». Prossimo ostacolo la ceca Marketa Vondrousova (n.60), regina di Wimbledon 2023, che ha eliminato l`altra statunitense McCartney Kessler (n.41), 32a testa di serie. […] «Ha un tennis eccezionale, buona mano, un talento speciale ed è mancina: sarà dura, bisogna alzare il livello e mantenere alta la concentrazione per fare una buona partita», la sintesi della 29enne di Bagni di Lucca, che ha parlato pure della sua annata. «Ora penso di aver ritrovato stabilità, serenità ed equilibrio. Per il 2026 bisognerà organizzarsi, ma adesso mi concentro sul presente e sto bene con la mia squadra. Ho avuto un momento di crescita personale, ci sono stati tanti cambiamenti mai affrontati prima e ciò mi ha permesso di iniziare a conoscermi meglio. Il periodo più complicato è stato lo swing su erba, poi c`è stato il cambio di coach e la settimana di Montreal è stata davvero dura. Mi sono isolata, chiusa con le persone che mi vogliono bene. Abbiamo lavorato tanto e da Cincinnati è andata meglio. La priorità è mantenere un buon livello di tennis, ma mentirei se dicessi che le Finals non sono un obiettivo. Sarà difficilissimo, ma farò di tutto per danni una chance».


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