Carlos Alcaraz approda ai quarti dello US Open (dove affronterà il tennista ceco Jiri Lehecka) con una prova solida e senza fronzoli: 7-6(3) 6-3 6-4 al francese Arthur Rinderknech. Lo spagnolo ha controllato il match con autorevolezza, alzando il livello nelle fasi salienti dell’incontro. Di seguito, le sue parole a caldo dopo la vittoria conseguita sul cemento dell'”Arthur Ashe Stadium”.
D: Puoi parlarci del tuo prossimo avversario? Ti ha messo in difficoltà diverse volte quest’anno. Che cosa puoi dirci di lui?CARLOS ALCARAZ: “Beh, è davvero, davvero tosto. Ha uno stile piuttosto simile a quello di Arthur (Rinderknech, ndr.) oggi: molta consistenza, colpi potenti, grande servizio. Sì, faccio sempre fatica ogni volta che gioco contro di lui. Non c’è dubbio. E questo dimostra quanto sia difficile affrontarlo. Sarà un match interessante. Direi che abbiamo già giocato un paio di volte quest’anno: ho vinto una volta, e lui ha vinto l’altra. Quindi dovrò rivedere quello che ho fatto bene e quello che ho fatto male in quei match, così da essere pronto e fare tutto al meglio nei quarti.“
D: Credo che, negli ultimi 12 Slam, tu sia arrivato almeno ai quarti in 11 occasioni. È una costanza incredibile. Pensi che questo aspetto venga forse sottovalutato da alcuni?
CARLOS ALCARAZ: “Sì, probabilmente molte persone hanno detto che non sono costante come dovrei. Ma allo stesso tempo, queste statistiche sono davvero belle da vedere per me, perché mi dimostrano che sto ottenendo grandi risultati nei tornei più importanti. Ovviamente, a volte sono molto severo con me stesso: penso che i quarti di finale non siano abbastanza, a volte nemmeno le semifinali lo sono. Ma bisogna anche guardare oltre ai colpi e capire se ho giocato bene, rendendosi conto che una semifinale o un quarto in uno Slam è comunque un ottimo risultato. Sì, si è parlato molto del fatto che dovrei essere più costante, giocare meglio le partite, e via dicendo. Credo che per questo motivo se ne discuta parecchio.“
D: All’inizio del torneo hai detto che pensavi a come si era concluso lo US Open lo scorso anno, con un sapore amaro. Ora cosa ti passa per la testa nei giorni tra un match e l’altro e quando entri in campo?
CARLOS ALCARAZ: “A dire il vero, adesso non penso più all’anno scorso. Entro in campo semplicemente con la sensazione di giocare bene, di sentirmi bene fisicamente. Sto anche colpendo la palla davvero bene. Penso solo a dare il meglio e a divertirmi quando sono in campo. Questo è tutto ciò a cui penso mentre mi preparo per ogni partita. Ovviamente, come ho detto prima, cerco di seguire gli obiettivi che mi sono prefissato prima del match, ma al di là di questo, voglio solo godermi il momento e sfruttare al massimo il tempo sul campo.“
D: Per noi comuni mortali, guardare una partita come quella di oggi è vedere perfezione, potenza, tocco. Ma quando domani ti svegli con Juan Carlos, su cosa lavorate ancora? Dove vedi margini di miglioramento, non solo per questo torneo ma anche in prospettiva?
CARLOS ALCARAZ: “Nei giorni di pausa tra un match e l’altro, cerchiamo di affrontare l’allenamento nello stesso modo in cui voglio affrontare la prossima partita. Per esempio, ieri ho lavorato su come affrontare il serve and volley. Quindi domani valuteremo il gioco di Lehecka, diciamo, e imposteremo l’allenamento su quello, in modo da essere il più pronto possibile e sentire bene la palla, il servizio, tutto quanto. Sarà un allenamento leggero, e ovviamente cercheremo anche di risparmiare energie per i quarti di finale.“
D: Fai parte della rivalità con Jannik di cui si parla tantissimo, e tu sei cresciuto guardando i Big Three. Secondo te, che cosa rende davvero grande una rivalità?
CARLOS ALCARAZ: “Beh, cosa rende davvero grande una rivalità? Ovviamente le partite (sorride). È la prima cosa. E poi, il contesto in cui ci si affronta. Voglio dire, per cosa si sta lottando. Credo che questo sia ciò che rende una rivalità davvero importante. In questo momento, io e Jannik stiamo lottando per il numero 1 del mondo. Ci stiamo giocando i titoli Slam. Abbiamo già disputato due finali quest’anno, e anche un paio di finali nei Masters 1000. Quindi ci stiamo giocando le cose più importanti nel tennis, e credo che sia questo a rendere speciale la nostra rivalità. È quello che hanno fatto anche i Big Three: si sono affrontati in finale negli Slam, si sono alternati al numero 1 per molto tempo. Direi che è questo che crea una grande rivalità.“
D: Dopo l’ultima partita hai detto che stavi guardando molte serie e film per sentirti più a tuo agio con l’inglese. Solo per curiosità: quali stai guardando?
CARLOS ALCARAZ: “Film?“
D: Sì, hai detto che stavi guardando molte serie e film. Mi chiedevo quali fossero.
CARLOS ALCARAZ: “Quali? Beh, non tante serie. Sono più un tipo da film (sorride). L’ultimo che ho visto, per esempio, è Pulp Fiction… un gran bel film. Lo so, è vecchio. Lo so! (ride) Ma ci sono tanti film bellissimi che non avevo ancora visto. Anche “Will Hunting – Genio ribelle” mi è piaciuto molto. Per quanto riguarda le serie, ho appena finito “Suits“. Veramente bella. Lunga, ma molto bella. So che sono tutte produzioni americane, quindi mi servono anche per allenare l’orecchio.“
