Era un po’ sparito dal piani alti del circuito, Felix Auger-Aliassime, ma sta tornando piuttosto rapidamente. Il classe 2000 di Montreal si era fatto presto notare per condividere il compleanno con il suo idolo Roger Federer, l’8 agosto. Erano i tempi della finale di Rio, persa con Djere, che gli valse l’ingresso in top 100. Era il 2019, quello che sarebbe diventato il primo anno completo nel Tour.
Due anni alla grande, poi la discesa
La classifica migliora e dopo un 2021 che lo aveva visto toccare fugacemente la top 10 sull’onda dei quarti a Wimbledon e della semifinale allo US Open, l’anno successivo Felix non solo si conferma ma migliora, mettendo in bacheca quattro titoli a cominciare da quello importantissimo di Rotterdam, il primo della carriera dopo otto finali perse che cominciavano a pesare parecchio, mentre gli alti tre – Firenze, Anversa e Basilea – arrivano tutti di fila.
C’è anche tempo per portare la Coppa Davis in Canada vincendo i tre singolari disputati alle Finali di Malaga, in virtù dei quali raggiunge le 60 vittorie in stagione. Ci sono anche un Nadal portato al quinto set al Roland Garros, i risultati consistenti nei Masters 1000 e soprattutto il best ranking al numero 6 e l’esordio alle ATP Finals dove si prende la rivincita su Rafa. Nella stessa stagione, vittorie anche su Djokovic in Laver Cup e sul n. 1 del mondo Alcaraz. Da lì la discesa, complice un problema al ginocchio, rari picchi e nel 2024 esce dai primi 30.
Il ritorno
Quest’anno, invece, la rinascita silenziosa, perché è vero che vince presto gli ATP 250 di Adelaide e Montpellier, ma nei primi tre Slam vince in tutto due match. Dopo i quarti a Cincinnati, tuttavia, arriva fino alle semifinali a Flushing Meadow, battuto da Sinner in entrambe le occasioni, dando la svolta alla stagione con il balzo in classifica dal 27° all’attuale 13° posto, ma quello che più conta a questo punto è il numero 10 nella Race, la corsa a Torino. Che in pratica significa la nona posizione, dal momento che a un solo passo dai primi otto c’è ancora Draper, fuori per infortunio per il resto dell’anno. Dopo New York, pausa a Marrakech per le nozze e ripartenza a Shanghai con vittorie in due set su Tabilo e De Jong.
Musetti sulla sua strada: di Shanghai e verso Torino
L’ottava piazza, l’ultima utile per la qualificazione alle ATP Finals, è occupata da Lorenzo Musetti, proprio l’avversario di Felix agli ottavi del Rolex Shanghai Masters. L’azzurro è a quota 3.435 punti, con un vantaggio di 630 sull’inseguitore (e a meno dieci dal settimo, De Minaur), e il loro match mette in palio 100 punti, oltre ovviamente alla possibilità di incrementare il bottino in un quarto contro Rinderknech o Lehecka, in una metà di tabellone ormai (ma anche prima) priva di fenomeni.
I precedenti
Sarà l’ottavo confronto tra Musetti e Auger-Aliassime, con il classe 2002 di Carrara in vantaggio 4-3. Sul duro, tuttavia, la questione si rovescia: 2-1 per FAA. Con almeno un paio di asterischi.
Innanzitutto, l’ultima sfida, lo scorso marzo a Miami, è stata vinta da Musetti, in rimonta. E le due vittorie canadesi – a Firenze e in Davis – non solo risalgono ormai al 2022 quando Felix era sulla breccia e Lorenzo era ancora fuori dai primi 20, ma sono state giocate indoor, vale a dire la condizione preferita di Auger-Aliassime (nonché quella meno vincente dell’azzurro). Perché dei suoi sette titoli sul duro, sei li ha alzati al coperto dove vanta l’80% di vittorie, mentre sul cemento sotto il cielo scende al 58%. E Musetti quest’anno è cresciuto molto sul cemento, 18 vittorie e 10 sconfitte.
Mezzogiorno e mezzo di fuoco
I punti in palio saranno parecchi anche dopo la conclusione di Shanghai e non solo quelli della settimana dei “500” di Basilea e Vienna e di Parigi, perché lunedì prossimo entrambi saranno a Bruxelles, primi due del seeding. Ma, forse inutile rimarcarlo, parliamo di tre settimane (più la possibilità di una quarta con Atene e Metz) indoor, dove potenzialmente Felix darà il suo meglio. Ecco perché la sfida di mercoledì, in campo non prima delle 12.30 italiane, diventa anche più importante, soprattutto per un Musetti leggermente favorito.
