Il mondo del tennis è in continua evoluzione. Gli atleti odierni, sempre più strutturati e massicci dal punto di vista fisico, prediligono la forza bruta, dunque un gioco aggressivo, che talvolta sacrifica anche la tattica. Tra le tante stelle del panorama tennistico, però, c’è chi, ancora oggi, inverte la tendenza, adottando uno stile considerato quasi “fuori dagli schemi”, rispetto a quelli che sono gli standard del tennis moderno. Il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo visto sbocciare Learner Tien, il diciannovenne statunitense – finalista alle Next-Gen ATP Finals ’24 -, noto per i suoi molteplici exploit contro i top 10 nel corso della stagione.
Un personaggio silenzioso, che potremmo definire opposto a quello di Joao Fonseca, coinvolgente e coinvolto dal tifo carioca che lo segue praticamente in tutto il mondo. Il brasiliano gioca sempre in casa, è un fenomeno del tennis ma anche dei media. Il mancino californiano, invece, nonostante le straordinarie vittorie ottenute contro Medvedev, Zverev, Shelton, Rublev e Musetti, rimane quasi eclissato a causa della sua estrema pacatezza e del suo modus operandi da anti-star. A supervisionarlo, un coach d’élite come Micheal Chang, ex numero 2 del mondo, e protagonista di un’era tennistica in cui spiccavano nomi del calibro di Andre Agassi e Pete Sampras.
“Il fatto che non sia un picchiatore non è un limite“
La leggenda americana, al fianco del giovane Tien da alcuni mesi, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, durante la quale ha toccato più argomenti, spaziando su più profili del tennis moderno. Chang si è innanzitutto soffermato sulla differenza di stile gioco di Tien rispetto agli colleghi, dichiarando: “È vero, Learner non serve come Isner, ma sa essere offensivo, è tatticamente intelligente, ha un buon ritmo, varia molto e sa venire a rete. Il fatto che non sia un picchiatore non è necessariamente un limite: ha tante armi a disposizione ed è fantastico perché possiamo usarle tutte”.
“Musetti? Ha un arsenale variegato”
Un tennis geometrico quello del nativo di Irvine, il quale tende più a sfruttare la potenza altrui per creare inerzia a suo favore. Tattica che ha sfiancato il russo Daniil Medvedev durante l’infinito match di Melbourne conclusosi in piena notte australiana con il trionfo di Tien. Lo statunitense – attuale numero 39 del ranking ATP – durante lo swing asiatico è riuscito a capitalizzare una serie d’importanti vittorie ai danni del team tricolore, sconfiggendo Zeppieri ad Hangzhou, Cobolli e Musetti a Pechino, arrendendosi soltanto a Jannik Sinner, in finale.
“Quel giorno Sinner ha ovviamente fatto un grande match, ma per l’impegno non posso che dare un dieci a Learner. Era la sua prima finale in un ATP 500 e ci arrivava dopo tanti match tosti. Affrontare questo tipo di campione ti permette di capire tante cose ed è necessario per crescere”. Tien e Musetti, per vari aspetti, possono essere considerati dei prototipo parecchio simili, in quanto entrambi eleganti e non esagerati nell’usa della potenza: “Anche lui mi ha fatto una buona impressione – ha dichiarato Chang a proposito del carrarino – varia tanto il gioco e ha un rovescio a una mano fantastico: cambia velocità, alterna le rotazioni e sa anche venire a rete. Ha un arsenale molto variegato”.
“Fuori dal campo è rilassato. Questo esce fuori anche sotto pressione”
Una collaborazione iniziata soltanto nell’agosto 2025, ma Chang ha già visto una serie di virtù importanti nel giovane Learner, eliminato al secondo turno nell’ultimo masters 1000 della stagione: “Fuori dal campo è calmo e rilassato, questo esce fuori anche sotto pressione ed è per questo che penso abbia davanti un bel futuro. Il fatto che non tiri fortissimo per me non è un problema, la sfida più grande è adattare le mie conoscenze per le qualità di un tennista mancino. I vantaggi di essere un ex tennista? Un coach che sa cosa stai vivendo può essere un grande vantaggio perché sa cosa può funzionare e cosa no. Che sia sul gioco, sulla preparazione prima dei match o sulla gestione mentale di ciò che ti circonda”.
“I social? Non dovete leggere tutto quello che dicono”
Accantonato il capitolo “Tien”, il leggendario Micheal Chang ha menzionato – a seguito della domanda a lui posta – un tema importante per la salute mentale degli atleti attuali, quella dei social network. “I tennisti di oggi devono capire cosa leggere e cosa no; prima magari era più facile con meno fonti a disposizione. Il mio consiglio in generale è “non dovete leggere tutto quello che dicono di voi”. L’ex numero due del mondo, in conclusione, ha messo a fuoco il ruolo del tennista come esempio per chi guarda, partendo proprio dai big 3: “Roger, Rafa e Nole nelle loro carriere oltre a vincere hanno saputo toccare le vite delle persone con cui hanno interagito. Jannik e Carlos hanno tutto per seguire l’esempio e fare grandi cose per il loro sport e per gli appassionati. In passato ci sono stati tennisti che pensavano solo al campo, di molti di loro non si parla più“.
