TORINO – Nella splendida cornice del Teatro Regio, venerdì 7 novembre si è tenuto a Torino il media day delle Nitto ATP Finals. Prima hanno parlato i protagonisti del girone “Jimmy Connors”, ovvero Alcaraz, Fritz e De Minaur (assente per ovvi motivi Djokovic, che ha da poco raggiunto la finale ad Atene), poi quelli del girone “Bjorn Borg”, ovvero Sinner, Zverev e Shelton (in questo caso mancava l’ottavo, che sarà uno tra Auger-Aliassime e Musetti). “Sono molto felice di essere qui, è l’ultimo torneo che giochiamo: vediamo che cosa succederà, ma sono felice di tornare a giocare in Italia dopo Roma. Speriamo sia un grande torneo”, ha esordio Jannik Sinner, dribblando anche qualche problema con i microfoni dei giornalisti.
D. Quali emozioni provi da numero 1 del mondo? Ti ha condizionato la lotta per il numero 1 nelle ultime settimane?
“L’uscita prematura di Carlos a Parigi ha aperto alcuni scenari che sì, seguo, ma so che se lui gioca molto bene non ci sono possibilità, indipendentemente dai miei risultati. L’anno scorso però ho avuto delle bellissime sensazioni sollevando il trofeo e vorrei provarle di nuovo, indipendentemente dal numero 1. La ricetta per giocare un buon tennis è quella di cercare di essere quanto più libero possibile”.
D. A prescindere dal fatto che ci sia in palio il numero 1, recentemente hai detto che questo è il torneo più importante dell’anno. Tu e Alcaraz avete vinto due Slam a testa, se uno dei due vincesse qui può essere considerato il più forte?
“Questo è sicuramente uno dei tornei più importanti, considerando anche la questione del numero 1. Però uno Slam è sempre uno Slam, secondo me sta sopra. Ovviamente qua c’è un gruppo molto limitato, dove devi partire per forza bene altrimenti appena perdi una partita all’inizio influisce tanto, però sono contento di essere qua e di giocare davanti al pubblico italiano, per provare a finire la stagione nel migliore dei modi. Se ce la faccio bene, altrimenti ho avuto comunque una stagione incredibile, con pochi tornei giocati ma tante partite vinte”.
D. Che indicazioni hai raccolto dall’allenamento con Carlos? Hai sentito Lorenzo Musetti in questi giorni?
“Sì, ho visto prima il punteggio, ci siamo sentiti veloce prima del torneo: io gli ho fatto l’in bocca al lupo, lui mi ha fatto i complimenti per Parigi. L’allenamento non è la partita però, è molto personale e uno sta molto attento a come funzionano i propri colpi. È bello allenarsi con i migliori al mondo perchè devi alzara subito i giri. La prima partita è molto importante e anche diversa dal solito, perché normalmente non giochi subito contro uno dei primi 8 al mondo”.
D.(scanagatta) Zverev ha appena detto che preferiva finire dalla parte di Alcaraz perché tu indoor sei il più forte del mondo. Dov’è la superficie dove non ti senti il più forte del mondo,forse la terra rossa anche se al Roland Garros hai avuto 3 matchpoint in finale?
“Secondo me uno sbaglia se pensa di essere il numero 1 al mondo. Io preferisco pensare sempre di essere il numero 2 perché così sai che c’è sempre da lavorare. I numeri son quelli lì, ok, però io nella mia mente cerco sempre di motivarmi in altri modi. Sono contento di quello che ha detto Zverev, so di essere forte nei campi indoor e ne sono consapevole, però appena ti rilassi un attimo è un casino”.
