TORINO – Dopo la sconfitta all’esordio assoluto alle ATP Finals contro Taylor Fritz, Lorenzo Musetti è intervenuto in conferenza stampa per parlare delle sue ultime ore e ovviamente di una partita che sperava andasse diversamente. Ma le occasioni di riscatto non mancheranno, a partire dal secondo match del gruppo Connors, martedì sera contro Alex de Minaur. “Taylor ha giocato molto molto bene, ha fatto davvero una grande prestazione. È in grande forma. Io credo di aver iniziato piuttosto bene bene, poi però ci sono state un paio di situazioni in cui sarei potuto andare avanti nel punteggio, invece sono stato breakkato subito dopo. È stato quello forse il punto di svolta della partita, sicuramente del primo set“.
Sulle sue condizioni fisiche e su quelle del campo
“È qualcosa a cui ho pensato durante la partita. Ho giocato subito dopo la finale ad Atene e sapevo che non potevo essere al 100% a livello fisico, mentre a livello mentale sono molto orgoglioso e felice di essere qui e di quello che io e il mio team abbiamo raggiunto. In qualche modo sono molto orgoglioso anche di oggi, sentivo che Taylor stava giocando meglio di me, ma se andiamo ad analizzare il match è stato solo un break per set a fare la differenza. Forse se avessi breakkato subito sarebbe cambiato qualcosa, ma non possiamo saperlo. Crampi? No, non li ho avuti durante la partita. Mi sentivo però abbastanza pesante sulle gambe e un po’ lento in uscita dal servizio, poi Taylor usciva molto bene dal servizio, mi metteva molta pressione negli scambi. Però sì, sentivo di essere un po’ più lento del solito fisicamente rispetto al solito, anche a livello di riflessi. Non sentivo benissimo la palla, poi insomma lui comunque tirava molto forte. Cercherò di fare del mio meglio per recuperare in vista del match di domani sera contro De Minaur, cercando di analizzare ciò che ho fatto considerando che ho giocato appena 30 minuti domenica. Le condizioni sono completamente opposte rispetto ad Atene, sembrava quasi di giocare sull’erba perché la palla rimbalzava molto molto bassa. Qui invece rimbalza più alta, sembra che voli un po’ di più. Ho avvertito questo cambiamento di condizione, spero di poterlo sfruttare nelle prossime occasioni”.
Sulla corsa per arrivare a Torino
“Sarebbe bello fare la programmazione sapendo già in quali tornei fai bene e in quali meno bene. Ovviamente i veri campioni, penso ad esempio Jannik o Carlos, avranno giocato tra i 19 e i 21 tornei prima del Masters, ma anche loro hanno dovuto fare delle rinunce, come il torneo in Canada visto che hanno fatto entrambi benissimo a Wimbledon. Dipende però anche dai risultati che fai e dai tornei che puoi giocare: io sono anche stato condizionato tanto quest’anno da alcuni infortuni che mi hanno fatto saltare 6/7 tornei. Nell’ultimo periodo, per fortuna senza infortuni, ho dovuto rincorrere un po’ i tornei che mancavano tra Sudamerica e la stagione su erba“.
Sul livello di Fritz e le emozioni provate
“Taylor mi ha sorpreso positivamente, non ha mai tolto il piede dall’acceleratore: penso abbia giocato davvero un’ottima partita forse a parte l’inizio, dove ha tentennato un pochino e infatti ho avuto più chance. Da fondo mi metteva tantissima pressione, ho fatto davvero fatica ad adattarmi alla velocità e non ho mai avuto l’impressione di avere il comando del gioco. Quello che mi ha sorpreso di più è che è stato molto continuo per tutta la partita, ha fatto pochissimi errori gratuiti e ha concesso pochissimo al servizio. Al servizio forse si è lasciato andare un pochino nei primi due punti dell’ultimo game, ma poi si è salvato servendo molto bene. So che le condizioni gli piacciono molto, visto anche il risultato dell’anno scorso. Se mi sono goduto l’emozione del debutto? No! Da un lato sicuramente l’entusiasmo di stare qua è qualcosa che ho sentito, sicuramente anche dal pubblico e fin dall’entrata, una delle più belle della mia carriera. Certo mi sarebbe piaciuto esordire con una vittoria, ma la cosa bella di questo torneo è che si può passare comunque il girone. Tante volte abbiamo visto che giocatori che hanno iniziato male hanno poi superato il girone o hanno poi anche vinto il torneo, questo mi dà forza. Sono comunque contento dell’atteggiamento, ho sempre cercato di fare qualcosa. La partita è andata a suo favore, però dalla prossima cercheremo di avere energie nuove. Magari lo stimolo dell’aver tolto il tappo iniziale può darmi un’energia diversa… speriamo di averla!”.
