Si è fatto un gran parlare nel corso delle ultime settimane del calendario tennistico, del ruolo della Coppa Davis e del suo formato e soprattutto dei contestatissimi tornei Masters 1000 a 12 giorni, che tutti sembrano non gradire tranne il Presidente ATP Gaudenzi e gli organizzatori dei tornei stessi.
Gli ultimi eventi a salire sul carro dei “Masters 1000 allungati” sono stati i tornei estivi del National Bank Open in Canada e del Cincinnati Open, che si sono dovuti districare con l’ulteriore elemento di complicazione di una programmazione “incastrata” che li ha visti disputare in sole tre settimane invece delle tradizionali quattro solitamente dedicate a Indian Wells-Miami e Madrid-Roma.
Nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta da Tennis Canada per fare un bilancio della stagione appena conclusa abbiamo avuto l’occasione di parlare con la direttrice del torneo Masters 1000 di Montreal, Valerie Tetreault, con la quale abbiamo parlato dei problemi avuti durante il primo anno con il nuovo formato e di come verranno affrontati nelle prossime edizioni.
“Siamo abbastanza soddisfatti di come sono andate le cose con il nuovo formato – ha esordito Tetreault – avevamo ancora qualche punto interrogativo, soprattutto sul fatto di avere molti più giocatori in sede con i loro team e di dover essere sicuri di avere spazio sufficiente per tutti. La buona notizia è che lo spazio è stato sufficiente durante questo torneo. Il feedback della WTA è stato estremamente positivo. Però abbiamo comunque ricavato alcuni insegnamenti chiave da portare nel 2026, a partire ovviamente dalla programmazione, che è stata probabilmente la sfida più grande di quest’anno.”
Gioco a incastri
Si ricorderà infatti come la giocatrice di casa Leylah Fernandez, finalista a Washington, andò su tutte le furie per essere stata messa in campo martedì pomeriggio anziché martedì sera come sembra le fosse stato promesso.
“Stiamo lavorando con ATP e WTA: abbiamo avuto alcune conversazioni con loro, valutando cosa sia possibile fare per non ritrovarci nella stessa situazione di sovrapposizione con i tornei che ci precedono [Washington] e con quello che ci segue, Cincinnati. Sappiamo già che Cincinnati ha annunciato che avrà la finale la domenica, quindi sono pronti a sacrificare una giornata: non sarà più un torneo di 12 giorni ma di 11. Noi però abbiamo chiarito ai Tour che vogliamo restare sui 12 giorni e non penso che questo sia un problema. Ci è stato detto che il calendario di Cincinnati rimarrà lo stesso, con le qualificazioni martedì e mercoledì e il main draw da giovedì, quindi ci sarà ancora un giorno di sovrapposizione, il giovedì.
Se devo essere completamente onesta, mi preoccupa un po’ meno quella parte rispetto a ciò che viene prima, perché in quel caso l’impatto è maggiore per Cincinnati che per noi. Se guardiamo a cosa è successo quest’anno, per esempio, sia Vicky [Mboko] sia Naomi [Osaka] hanno finito per non andare a Cincinnati. Credo che per loro la battaglia principale fosse spostare la finale alla domenica. A noi, invece, viene detto che, guardando i dati, è molto raro che giocatrici non teste di serie arrivino in finale a Washington o nei tornei che ci precedono. Quest’anno non è stato così ed è successo. Fa parte delle cose che stiamo analizzando.”
Regolamento
Il motivo del disguido con Leylah Fernandez è stato causato principalmente dalla necessità, dettata dal regolamento della WTA, di programmare le partite della stessa metà del tabellone nella stessa giornata, per equità nei confronti di tutte le giocatrici, e dell’assenza dei “performance byes”, che invece sono stati utilizzati per il Cincinnati Open (WTA, ma non ATP).
“Stiamo anche esplorando la possibilità di non essere obbligati a giocare per metà tabellone, per avere un po’ più di flessibilità, soprattutto nei primi due turni, con qualche eccezione in più, in modo da rendere la transizione un po’ più semplice – ha spiegato Tetreault, che ha anche aggiunto come l’utilizzo dei “performance byes” sia totalmente off-limits per il torneo ATP – L’ATP non è mai stata favorevole e non lo è tuttora: non è un’opzione sul tavolo. Ho una riunione con la WTA più tardi e vedremo se sono pronte a riesplorare questo tema, perché so che in passato se ne era discusso ma le giocatrici non erano interessate. È vero che ci toglierebbe uno strumento potenzialmente importante, ma, al momento, sul lato ATP non è contemplato.”
La strada per l’aumento dei montepremi
Durante le ATP Finals, il Presidente Gaudenzi ha chiesto un po’ più di tempo per poter valutare con maggiore cognizione di causa la validità dei Masters 1000 allungati. Anche Tetreault ha condivide questo punto di vista per valutare la nuova formula.
“Noi siamo arrivati un po’ più tardi in questo gioco rispetto agli altri tornei – ha spiegato la direttrice del National Bank Open di Montreal – ma sono d’accordo sul fatto che dobbiamo darci del tempo. È come in ogni cambiamento importante: all’inizio è un po’ difficile, poi, una volta attraversata la fase di transizione e fatti gli aggiustamenti, diventa più gestibile. Finora entrambi i circuiti hanno apportato alcune modifiche, ad esempio con l’aggiunta degli ATP 125 e 175 per dare opportunità di giocare in mezzo quando si perde presto e ci si ritrova con molto tempo libero.“
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