“Deve essere un dialogo costante tra ATP, tornei e giocatori, anche perché l’obiettivo è continuare a far crescere lo sport, portare più ricavi, aumentare i montepremi, e i giocatori vogliono più soldi. In questo senso il nuovo modello fa parte della soluzione. Ci possono ancora essere aggiustamenti, sicuramente, ma è corretto dire che bisogna guardare ai dati. Oggi siamo in un contesto diverso rispetto a dieci anni fa: ci sono molte più esibizioni e questo aumenta il numero complessivo di partite che alcuni top player giocano. Per questo sarà interessante vedere i dati: per i top 5, top 10, quante partite all’anno disputavano dieci o vent’anni fa rispetto a oggi, e capire se c’è stato davvero un salto o se è più che altro una percezione.”
Challenger a Quebec City
Nel frattempo Tennis Canada è riuscita a ottenere l’assegnazione di un Challenger 125 da disputare a Quebec City durante la seconda settimana del Masters 1000 in modo da dare la possibilità ai giocatori sconfitti nei primi turni a Montreal (o a Toronto, a seconda dei casi), di poter mettere qualche partita in più nelle gambe prima di recarsi a Cincinnati. “Ci è stato detto che in futuro potrebbe diventare un 175, ma per ora cercano un 125, che rappresenta comunque il primo passo per valutare il progetto. So che alcuni tornei 250 sono un po’ preoccupati dal rischio di aggiungere troppi 175. L’importante è avere la certezza di poter contare sulle deroghe permesse ai Challenger che si disputano nella seconda settimana di un Masters 1000.”
Le palle
Un altro nodo che da tempo sta affliggendo i tennisti e tutti quelli che operano nel mondo dei tornei è quello delle palline, che pare tendano ad “aprirsi” piuttosto rapidamente dopo i primi giochi di utilizzo e che rendono gli scambi più faticosi, aumentando il rischio di infortuni.
“Si parla della qualità delle palline da molto tempo. I Tour hanno cominciato a concentrarsi di più sulla creazione di “swing” omogenei perché ci sia più coerenza e i giocatori non passino da una settimana con una certa palla a quella successiva con una completamente diversa. Il fatto che così tanti giocatori siano vocali sulla qualità delle palline e che, nei nostri sondaggi ai giocatori, sia da due anni la voce in cui otteniamo il punteggio più basso – pur non avendo alcun controllo diretto sulle palline – dimostra che c’è un problema reale da affrontare. Non credo che sia solo una questione di marca o di modello usato”.
Nel discutere del problema si ragionava sul fatto che, almeno in Nord America, il prezzo delle palline da tennis è sostanzialmente rimasto lo stesso da trent’anni a questa parte, e ciò non è normale, perché i costi sono sicuramente cresciuti. Ne consegue che probabilmente la qualità è calata, ma non esiste un sistema per selezionare le palline di migliore qualità da quelle più scadenti. “Ci deve essere un modo e bisogna trovarlo – afferma Tetreault – perché adesso, di fatto, non c’è un vero controllo qualità standardizzato e questo è certamente uno dei nodi della questione.”
Parità di montepremi
Tennis Canada ha annunciato che a partire dal 2027 il National Bank Open maschile e femminile avranno lo stesso montepremi, di fatto impegnandosi a triplicare la compensazione dell’evento WTA. Già nel 2025 il montepremi femminile è passato dal 32% al 56% di quello maschile: nel 2026 sarà il 78% per poi arrivare alla parità nel 2027.
Onestamente, senza il modello a 12 giorni non sarebbe possibile – spiega Tetreault – è lì che abbiamo una reale opportunità di crescita dei ricavi, sia in termini di partnership sia di vendita biglietti, ma sapevamo che avremmo avuto bisogno di qualche anno per crescere. Le spese aumentano subito nel primo anno, mentre i ricavi richiedono tempo per consolidarsi. Questo è il nostro obiettivo. Detto questo, non lo nego: quando il torneo femminile è a Toronto è sempre un po’ più difficile attirare lo stesso numero di spettatori che a Montreal. Fa parte della sfida per far quadrare i numeri, ma ci siamo presi questo impegno e vogliamo mantenerlo.
Record di pubblico
L’anno prossimo che il torneo maschile sarà a Montreal la speranza è quella di stabilire un nuovo record di spettatori che possa mantenere la lunga tradizione dei record di pubblico dell’Open del Canada. A Montreal (che in media registra circa il 20% di pubblico in più rispetto a Toronto), il torneo detiene il record mondiale di spettatori per un evento di una settimana (237.733 a livello ATP e 219.667 a livello WTA), e la prima edizione del torneo WTA a 12 giorni è arrivata a toccare le 287.329 presenze (contro le 217.531 dell’ATP a Toronto).
“Se riuscissimo a superare quella cifra e arrivare intorno ai 300.000 spettatori sarebbe un grande risultato. Bisogna però tenere conto che il 2024 è stato un anno eccezionale per via del percorso di Vicky [Mboko] e del ritiro di Genie [Bouchard], quindi non è detto che si possa replicare esattamente lo stesso scenario. In ogni caso, 300.000 è una soglia che consideriamo molto ambiziosa ma desiderabile.”
