Di Silvia Frigeni
Marta Kostyuk arriva alla finale di domenica contro Aryna Sabalenka al culmine di una settimana impressionante. Dopo una prima partita finita al terzo set contro Putintseva, la tennista ucraina ha battuto Anisimova, Andreeva e Pegula in due set.
Settimana da sogno per Kostyuk
A detta della stessa Kostyuk, la partita contro Pegula in semifinale è stata speciale: “Oggi è stata una di quelle giornate in cui tutto quello che tocchi si trasforma in oro. Personalmente, non ho avuto molte partite come questa nella mia carriera, specialmente contro top 10. Quindi direi che è un grande regalo oggi avere una partita del genere, perché, sapete, le condizioni a Brisbane non sono facili. Fa molto caldo, c’è molta umidità. Una cerca davvero di stare il meno possibile sul campo, per rimanere più fresca. Anche per questo sono molto felice di essere riuscita a finire la partita in due set”.
Nella conferenza stampa dopo la semifinale, la n. 26 del mondo sottolinea i vantaggi del suo ruolo di outsider nella partita di domenica contro Sabalenka, la campionessa in carica: “Nella posizione in cui mi trovo, essere in finale non mi mette alcuna pressione. Voglio solo scendere in campo e offrire un bello spettacolo al pubblico, che è stato fantastico questa settimana. Non ho davvero nulla da perdere. Il mio obiettivo è quello di scendere in campo e divertirmi”. Il trovarsi nella posizione di chi non è tra le favorite per lo Slam l’aiuta anche a pensare all’Australian Open senza timori: “Alla fine la pressione che ho addosso non è poi così grande. Sono ancora giovane. Punto a migliorare come giocatrice e come persona, prima di tutto. E mi piace giocare in Australia. Per me sarà solo un’altra settimana di tennis”.
Kostyuk e le polemiche
È la seconda volta in carriera che Kostyuk vince contro tre top 10 nello stesso torneo: lo aveva già fatto a Stoccarda nel 2024, perdendo poi in finale contro Elena Rybakina. Nel 2025, però, la classe 2002 aveva chiuso la stagione con tre vittorie contro top 20, a fronte di dieci sconfitte. A ottobre 2025, aveva fatto discutere una sua intervista concessa a Tennis365 durante il Wuhan Open, in cui aveva attribuito la sua difficoltà a battere Swiatek e Sabalenka – con le quali nei confronti diretti è in svantaggio rispettivamente di 0-3 e di 0-4 – anche a una diversità di natura biologica: “Ho le mie capacità, ma alla fine sono tutte molto più grandi di me, molto più alte di me, molto più forti di me. Ognuna di noi ha la propria struttura biologica. Alcune hanno un livello di testosterone più alto, altre più basso“.
Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’intervista, la testata aveva pubblicato un articolo di rettifica in cui si precisava che la domanda in cui si chiedeva a Kostyuk se si sentisse ‘intimidita’ da Sabalenka o da Swiatek non era quella che era stata posta alla tennista.
Le sue impressioni
Ritornando sull’argomento in conferenza stampa, Kostyuk afferma di non sentirsi responsabile della reazione suscitata dalle sue parole: “Per me è stato un po’ triste, perché mi sembra che quando si inizia a parlare un po’ più in profondità di qualche questione, le persone si spaventano o si offendono o si stressano, come in questo caso è successo al giornalista che mi ha citata. […] Non era mia responsabilità che fosse successo, quindi ovviamente per un po’ di tempo non è stato facile per me, perché sono stata citata in modo completamente errato, ma le persone ascoltano, leggono nel modo in cui vogliono, e alla fine dei conti io non c’entro niente, quindi mi sta bene”.
Le è poi stato chiesto se avesse contattato Sabalenka o Swiatek per chiarire come stessero le cose: “No, perché hanno pubblicato il secondo articolo pochi giorni dopo, quando la questione si era ingigantita. All’inizio avevo pensato di farlo, perché non era affatto quello che intendevo dire. […] Se avessi detto qualcosa di sbagliato, non avrei avuto alcun problema a scusarmi, ma non era affatto questo il caso. Non credo che molte persone abbiano letto il secondo articolo, perché ovviamente non era più un clickbait, quindi niente drammi, niente di interessante. Ma sapevo cosa avevo detto, quindi mi andava bene così”.
