Daniil Medvedev inaugura il suo 2026 agonistico centrando il risultato pieno a Brisbane ai danni di Brandon Nakashima, un risultato molto positivo che lo porta addirittura a schermirsi, quando riconosce che la mancata qualificazione per le ATP Finals lo ha agevolato, concedendo più tempo a lui e al suo team per impostare la stagione nascente. È una “partenza forte” – dice – “utile per la fiducia in sé stessi in vista di Melbourne”. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.
D: Quando hai vinto a ottobre venivi da un periodo di circa due anni e mezzo senza successi, ora per un’altra vittoria sono passati solo tre mesi; pensi che il “vecchio” Medvedev sia tornato o ci sono ancora delle fasi di debolezza da superare?
Medvedev: “Vorrei dire che è così, ma poi chissà, a Melbourne si può vincere come uscire al primo turno. Cercherò di fare del mio meglio, certo il finale di 2025 è stato molto buono, ho fatto i quarti di finale sei volte su sette, delle semifinali e due titoli, so che se gioco bene non ci sono molti giocatori che possono battermi facilmente; è vero che puoi sempre trovare il rivale che gioca il match della vita e ti estromette, oppure Carlos o Jannik o Zverev che ti battono, ma sono contento per il mio gioco, per la vittoria e non vedo l’ora di fare di più”.
D: I risultati negli Slam lo scorso anno sono stati sottotono per te: cosa è cambiato da quei tornei e l’inizio del 2026?
Medvedev: “E’ cambiato il team. Non è l’unica ragione, ma lo scorso anno la situazione è stata un po’ turbolenta; non ho ancora affrontato uno Slam con la nuova squadra ma la cosa più importante è come sto esprimendomi in campo. Se uscirò al primo turno giocando così ne rimarrò sorpreso e mi dirò che andrà meglio la prossima volta”.
D: Sei fuori dalla top dieci dopo parecchio tempo, pensi che, presentandoti fuori dal gruppo dei favoriti, potrai contare su un affetto supplementare da parte degli appassionati australiani a Melbourne?
Medvedev: “Penso che sarà divertente. Certamente sono un underdog perché non sono più tra i primi dieci e non ho frequentato di recente gli ultimi turni dei major, ma dipende… credo che nei primi turni non lo sarò affatto… forse piuttosto dopo tre o quattro partite. Ritengo tuttavia, dopo tre finali giocate lì, di essere amato dal pubblico. Forse l’ho detta grossa ma spero sia così e in ogni caso darò il meglio di me e sarà bello trovare il supporto della folla”.
D: Dopo la semifinale hai detto che stai cercando di rimanere calmo in campo senza fare troppe questioni; la gente peraltro ama vedere le tue emozioni. Come pensi di conciliare tutto questo?
Medvedev: “La cosa cui tengo di più è rimanere fedele a me stesso; dico e faccio cose sbagliate, poi domando scusa ma io sono così, ho bisogno delle mie emozioni. D’altro canto, quando esagero so che pagherò in termini di energie spese e di concentrazione; ho sempre detto che è meglio stare calmi ma a volte non ne sono capace. Comunque, sono felice di esserci riuscito qui e penso che nel mondo i supporter sono tanti e ci sarà chi ama il Medvedev calmo e chi ama il Medvedev arrabbiato”.
D: Ventidue titoli in ventidue città diverse: come è possibile?
Medvedev: “Non lo so. Sai che c’è? Non mi do mai obbiettivi ma ora lo faccio, e cioè voglio finalmente rivincere un titolo. Magari a Melbourne ne aggiungo un altro nuovo ma quest’anno voglio vincere per la seconda volta, e se ci riesco magari un giorno mi ritirerò dal tennis proprio in quella città”.
