Aryna Sabalenka festeggia il primo titolo dell’anno già al Brisbane International e al termine del match si bacia i bicipiti. A chi le chiede se ci sia un riferimento a una osservazione sui suoi muscoli avanzata in passato proprio dalla rivale in finale, Marta Kostyuk, Aryna nega: “Stavo solo scherzando con il mio staff, considerata la potenza di alcuni colpi durante il match”. Di seguito le dichiarazioni della n. 1 del mondo in conferenza stampa.
D: Hai giocato bene, non hai ceduto nemmeno un set, è giusto dire che sei la favorita all’Australian Open non semplicemente perché sei la numero uno ma anche per il livello del tuo tennis?
Sabalenka: “Non lo so, voglio dire, è tennis, è sport, non possiamo prevedere alcunché. Ogni giorno ci mettiamo alla prova per tenerci al nostro livello; qui ho fatto molto bene ma chissà come andrà in futuro… so per certo che cercherò di dare il meglio di me, di lottare. Sono focalizzata sul mio tennis per arrivare forte e in salute a Melbourne”.
D: Quando giochi contro una rivale con cui c’è una storia al di là del match, tipo qualche dichiarazione nel passato o il fatto che non ti stringe la mano, queste cose ti danno una motivazione in più o è semplicemente un’avversaria con un’altra?
Sabalenka: “È una sua scelta, una sua posizione, che non mi riguarda; io guardo all’aspetto sportivo, solo a quello penso quando scendo in campo, che sia Marta Kostyuk o Jessica Pegula non mi interessa, io penso a dare il meglio di me”.
D: Ti abbiamo visto ovviamente spingere con potenza ma non solo, abbiamo anche ammirato alcune variazioni in tocco; non è solo questione di bicipiti…
Sabalenka: “Sono contenta lo abbiate notato; credo di averci lavorato da sempre, con poca fortuna in verità. Circa due anni fa ho iniziato a vedere qualche risultato e ora posso essere non solamente la tennista aggressiva di sempre: posso giocare in tocco, in slice, a rete e in difesa. Ho lavorato a lungo per avere più strategie tra le quali scegliere e sono felice che le cose stiano andando in questa direzione. Voglio crescere in questi aspetti del gioco”.
D: Quanto tempo ci è voluto, da quanto ci stai lavorando? È un segno di maturità il fatto che tu possa cambiare gli schemi del tuo tennis se in campo il piano A non sta funzionando?
Sabalenka: “Sì, maturità, anche se ci vuole anche giusta mentalità, fisico e la capacità di variare i colpi, per confondere l’avversario. Sono felice che le cose stiano andando così”.
D: Dopo avvii così buoni come è stato qui negli ultimi anni, senti che il tuo gioco sia davvero completo in vista di Melbourne?
Sabalenka: “Certamente devo ancora crescere in molti aspetti, c’è sempre spazio per migliorare; sono cose di cui ci occuperemo nelle prossime settimane”.
